ventiseisettembre
BUON COMPLEANNO, MAMMA.
BUON COMPLEANNO, MAMMA.
Bella la tua voce che mi ha accompagnata in autostrada.
Lo so che è un po' pesante, non c'è bisogno che tu venga a ricordarmelo porca miseriaccia ladra.-
E' mezzanotte passata. Oggi,che poi è ormai ieri,è stata veramente una giornata di merda. E il guaio è che sono successe solo cose positive. Solo quella tua frase infelice forse per via del suono atroce che ha la verità in certi momenti. O il non sentirti come sempre sintonizzato con il mio stato d'animo.
Credo di non sentirmi all'altezza. Come sempre.
Oggi è una giornata importante per me. E non voglio dire di più perchè parlarne porta una sfiga pazzesca. Vado.
Forza e coraggio.
Che qualcuno ci preservi dalle talebane dei sentimenti, ottuse integraliste antipatiche cieche prime della classe saccenti come lei. Ancora si lamenta. Ma vaffanculo.
Momo, rispondimi.
Ieri, l'altro ieri...sensazioni, emozioni e paure che si mescolano disordinatamente.
Vorrei essere come una di quelle rocce sedimentarie , adagiare uno sull'altro i pensieri e riposarmi in quest'ordine stratiforme.
Ti piace così tanto fare la vittima che saresti in grado di dire che sei vivo perchè non puoi pagarti il funerale.
Per chi visita di tanto in tanto il mio sito ...il buon Claudio ha pubblicato un bel po' di mie foto in vacanza. Quella sono veramente io.
Stasera pupa mi porta in un luogo di perdizione...:)
Bell'incontro ieri sera.
Grazie per le tue 40 righe del cazzo.
Come ho potuto non accorgermi di niente?
Passano gli anni, si moltiplicano i libri nella mia libreria, ma l'antologia di Spoon River rimane sempre tra le cose più belle che io abbia mai letto.
Certo che una verità che è una mai è?
Io e te in vacanza. manca poco.
Mi dispiace per te, ma di fronte agli squali non bisognerebbe mai sanguinare. Ora lo sai.
Socrate 26-02-1998 / 31-03-2002
Ti ho seppellito ai piedi di un abete alto e fiero con le fronde verdi che salgono disordinate verso il cielo. Sulla terra smossa ho adagiato i sassi levigati dal mare di Punta Aderci e odorose fresie selvatiche.
Mi manchi,accidenti quanto mi manchi.
Io lo sapevo che saresti morto giovane,la morte ti ha tenuto per la coda fin dalla nascita. E da cane speciale quale eri sei morto senza un lamento, la sera di Pasqua.
Chi dice o pensa "era solo un cane" non sa di quale amore assoluto e disinteressato sia capace un cane . Io con Socrate passavo più tempo che con i miei genitori e i miei fratelli e naturalmente io e lui ci eravamo inventati uno scarno e buffo linguaggio per comunicare. E' ovvio che non si parlasse di massimi sistemi e conflitti d'interessi, ma i nostri stati d'animo sapevamo raccontarceli e condividerli a modo nostro.
Quando ho deciso di dargli questo nome importante del grande pensatore dell'antica Grecia che mi fece innamorare della filosofia, mi balenò in testa l'idea che ,se è vero che nomina sunt omina,potesse essere un cattivo presagio. (vista la triste fine che fece il Socrate-filosofo) E in effetti pochi mesi dopo,quando lo vidi affannarsi al minimo tentativo di corsa e lo portai dal veterinario, scoprii che la sua cicuta si sarebbe chiamata "cuore".
Ti diedero un anno di vita al massimo. Il mio amore te ne ha regalati tre in più,ma è stato un rapporto e uno scambio impari, ho ricevuto molto più io da te che tu da me.
Bello non eri di sicuro,ma in linea di massima ho sempre scelto cani brutti perchè hanno meno probabilità di intenerire un potenziale padrone. A chi mi chiedeva che razza fossi dicevo che eri "una fantasia di razze" o ,come dice la Littizzetto, che eri nato da un'orgia! Orecchie lunghe da cocker,muso allungato da segugio , un accenno di pelo maculato da cane da caccia e quegli occhi neri bellissimi che mi hanno guardata stanchi l'ultima volta che t'ho visto vivo,mentre ti davo un po' di cioccolato dell'uovo di pasqua.
Io non l'avevo capito sai ,che sartesti morto poco dopo. I segnali c'erano stati e a posteriori li vedo nitidi ed inequivocabili ma, è triste dirlo, forse ero solo distratta e non sono stata così attenta e premurosa da leggerli.
Fino ad oggi la morte non mi era mai entrata dentro casa,dentro la casa in cui vivo, ed ho sentito per la prima volta che la morte ha un rumore preciso,nitido, che non è silenzio e basta, è un eco sordo, un suono continuo sempre sulla stessa nota e gli oggetti che erano "di Socrate" sembrano immobili in una fotografia ,morti anche loro ,come se si trovassero al loro posto scagliati lì da una deflagrazione,insulsi,congelati. L'assenza che è invadente più di mille presenze e che stende una patina grigia sui gesti quotidiani e le stanze della casa.
Era solo un cane,lo so. Anzi no,non lo so. So che era il mio cane e non se ne abbiano a male quelli che ora leggeranno queste mie parole e penseranno che sono offensive nei confronti di chi ha provato il dolore lancinante della morte di una madre o di un fratello . Non vi offendete perchè amavo Socrate come amo i miei amici e i miei familiari.
E tempo fa ,quando una mia amica attrice di Occhiobello mi raccontò che aveva perso suo fratello Martino per uno stupido incidente di moto, mi colpirono le sue parole di donna sensibile e pragmatica: "Selvaggia, dopo un dolore del genere non è vero che non si riesce più a vivere o a farsene una ragione. Tu continui a fare le tue cose, solo che il mondo cambia colore.Che ne so,prima lo vedevi blu,ora lo vedi rosso." Sì Maria,credo che sia proprio così.
E per finire,so che molta gente dice o pensa che sia ingiusto tutto questo amore per un cane "quando ci sono tante persone che avrebbero bisogno". Ecco,quelle persone solitamente non aiutano nè i cani nè le persone , io tutta questa filantropia in gente che non ama gli animali non l'ho mai vista . E scusate se in questo papiro per il mio cane c'è anche qualche piccola frecciata,ma il dolore per la morte di un cane non lo comprendono tutti e di frasi stonate me ne sono arrivate parecchie all'orecchio in questi giorni. Sono anche un po' arrabbiata,triste e arrabbiata. Perchè mi manca Socrate e non c'è un posto al mondo in cui possa andare a riprendermelo.
E riadattando il finale di "Paula" di Isabelle Allende
"Adiòs Socrate - cane.
Bienvenido Socrate - espiritu."
Il mio cane sta male . Non si agita,non guaisce,non chiede aiuto rumorosamente. Mi guarda e basta. Prima di lasciare la patria, Byron perse il suo amatissimo cane Boatswain, che significa nostromo, e per lui dettò questa epigrafe divenuta famosa: «In questo luogo è deposta la spoglia di uno che fu bello senza vanità, forte senza insolenza, coraggioso senza ferocia. Egli possedeva tutte le virtù dell'uomo, senza i vizi. E questa lode non sarebbe che una bugiarda adulazione se ne fossero oggetto resti umani, non è che un omaggio giusto alla memoria di Boatswain, un cane che nacque a Terranova nel maggio 1803 e morì a Newstead Abbey il 18 novembre 1808. Queste pietre segnano il posto di un amico. Uno solo ne ho conosciuto e qui riposa».
"Il matrimonio è il coronamento del sogno di un uomo e di una donna.
I genitori della sposa."
(Furio Ombri)
Roma torrida e deserta.
Oggi 2 agosto 2002 è arrivato il momento di salpare. Affido le mie emozioni a questo strumento telematico che tanto somiglia al mare per grandezza, fascino, inaffidabilità, insidie, continua scoperta. Si naviga il mare, si naviga internet. Alle volte si avvista terra, alle volte si fa naufragio e alle volte la nave torna sola in porto. 0h Capitano! Mio Capitano! Oh Capitano! Mio Capitano! il nostro duro viaggio è finito, la nave ha scapolato ogni tempesta, il premio che cercavamo ottenuto, il porto è vicino, sento le campane, la gente esulta, mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace: ma, o cuore, cuore, cuore! gocce rosse di sangue dove sul ponte il mio Capitano giace caduto freddo morto. 0 Capitano! Mio Capitano! alzati a sentire le campane; alzati - per te la bandiera è gettata - per te la tromba suona, per te i fiori, i nastri, le ghirlande - per te le rive di folla per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te; ecco Capitano! Padre caro! Questo mio braccio sotto la nuca! E' un sogno che sulla tolda sei caduto freddo, morto.
Il mio Capitano non risponde, esangui e immobili le sue labbra, non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà, la nave è all'ancora sana e salva, il viaggio finito, dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta; esultate rive, suonate campane! Ma io con passo funebre cammino sul ponte dove il Capitano giace freddo, morto.
(W.Whitman)