il blog di Selvaggia Lucarelli
Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli
VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)
« Ottobre 2011 | Pensatoio | Dicembre 2011 »

Premessa necessaria: io, la cabala, nella classifica delle cose più credibili dell’universo, l’ho sempre collocata sul podio assieme alle creme antismagliature e al talento drammatico di Gabriel Garko. Da un po’ di tempo a questa parte, ho iniziato seriamente a rivedere la mia posizione in proposito e lo devo a Laura Pausini. Laura Pausini, l’ha sfidata spavalda, la cabala. Mancavano ancora mesi all’alba del temuto 11-11-2011 e i Maghi Otelma dell’ultima ora erano già lì a gufare profetizzando rovinose cadute di asteroidi sul pianeta terra e a rammentarci che l’undici settembre, l’undici marzo e il terremoto in Giappone nel 2011 non sono altro che la prova inconfutabile del fatto che l’undici porta clamorosamente sfiga. La data fatidica è arrivata e in effetti, sulla terra non è caduto un bel niente. Nessun segno. Nessun episodio dal sapore simbolico. Neppure un asteroide di modeste dimensioni sul garage di Scilipoti. Nel frattempo però, Laura Pausini decideva di fare uscire il suo nuovo album, dopo due anni di assenza dalle scene, proprio l’11-11-2011. L’undicesimo album di inediti, per la precisione. E tanto per ribadire il concetto che lei è superstiziosa quanto casa Cavalli è minimal, aveva inaugurato il suo nuovo sito l’11 gennaio, dando disposizione di cambiargli grafica ogni 11 del mese. Infine, ha programmato undici date prima del tour mondiale. Non l’avesse mai fatto, l’impavida romagnola. Chiamatelo pure caso, fatto sta che il suo ritorno sulle scene è stato costellato da una tale serie di fatti disgraziati che io, fossi stata al posto suo, l’avrei presi come un suggerimento karmico e sarei tornata in Romagna a fare il ripieno per i tortelli. E allora facciamo così, vado a riassumere l’intricata faccenda, che a tratti ha le tinte variopinte della soap e a tratti quelle cupe di una spy story, in otto punti chiave: 1) a settembre Laura licenzia in tronco il suo chitarrista storico Gabriele Fersini. (dopo undici anni di collaborazione, manco a dirlo). E non lo licenzia perchè lui, a 41 anni suonati,continua farsi le meches come Maria Teresa Ruta, ma per ragioni oscure. C’è chi giura che Fersini dava fastidio all’altro chitarrista di Laura, che poi è anche il suo fidanzato in carica Paolo Carta, perchè troppo talentuoso e troppo primadonna sul palco. C’è chi dice invece che Fersini, sulla sua bacheca facebook, aveva postato il video di una canzone di Frida che tanto, troppo somigliava al nuovo singolo della Pausini quasi a voler buttar lì l’idea di plagio. Risultato: Laura l’aveva saputo, Fersini aveva cancellato il post dalla sua in tutta fretta ma a quel punto Laura gli avrebbe dato il benservito. 2) Fatto sta che da quel momento, il sorriso rassicurante di Laura che evoca birra e piadina sul lungomare di Riccione, si trasforma in un ghigno. I primi a voltarle le spalle sono alcuni suoi fan storici. La accusano, sul forum ufficiale, di essere cambiata. Di essere succube del fidanzato che era invidioso di Fersini come una sciacquetta qualunque delle extension di Belen. Di essere diventata arrogante. Lei, in tutta risposta, banna una settantina di contestatori e da quel momento, nel suo fan club, alcuni contestatori abbandonano quei lidi virtuali per protesta. Era dai tempi dello scisma anglicano che non c’erano ‘ste spaccature. 3) Come accennavo prima, l’intro del primo singolo del nuovo album, “Benvenuto”, somiglia in maniera imbarazzante a “I know ther’s something going on” un pezzo che Frida degli Abba incise da solista nell’82. Qualcuno se ne accorge. E c’è l’ennesimo, scarognato paradosso: l’album della Pausini si intitola “Inedito” e il primo singolo uscito, “Benvenuto”, è un sospetto plagio. 4) “Benvenuto” tra l’altro, a volerla dire proprio tutta, è anche una discreta ciofeca di canzone, roba che piuttosto io mi scarico sull’ipod tutto il repertorio musicale di Nico e i gabbiani, ma questa è un’altra storia. 5) Lo staff della Pausini denuncia alla Finanza la presenza in rete di alcuni brani dell’ultimo album diffusi illegalmente su Internet prima dell’uscita ufficiale nei negozi. Inutile dire che i sospetti ricadono sul Fersini, il quale in questo periodo, è per ovvie ragioni ritenuto dall’entourage della cantante anche colpevole della repressione russa in Cecenia, dei problemi di spread, ritenzione idrica e penuria idrica in Basilicata. 6) Da questo momento tra Fersini e la Pausini volano colpi bassi. Roba che Albano e Romina al confronto rischiano di risposarsi a Las Vegas entro Natale. L’ultimo, per la cronaca, è un sinistro post su facebook di Fersini del 16 novembre: “Chissà quanto rideranno ancora coloro che hanno fatto gli splendidi evitando le tasse”. Non si sa a chi si riferisse ma il dubbio è lecito. Magari si scopre pure che Laura ha un giro di piadinerie alle Cayman. 7) Laura fa la sua immancabile ospitata a “C’è posta per te” tra storie lacrimose ma a ben pensarci, la vita sentimentale della Pausini, di mieloso ha ben poco. S’è fidanzata col suo manager, poi col produttore e poi col chitarrista (che per Laura mollò moglie e figli, tra l’altro). Insomma, più Brooke Logan che una Winx. 8) Infine, Laura ha da sempre qualche chilo in più. Ma nelle interviste sdrammatizza sempre. Dice recentemente a Vanity fair che è solidale con la Incontrada che si era sentita discriminata per i chili di troppo accumulati in gravidanza. Una di noi, insomma. Poi chi scrive scopre che quell’apprezzabile spazio dedicato alle donne morbide su Vogue denominato “Vogue Curvy” le chiede un’intervista e il suo ufficio stampa risponde con un secco: “No grazie, spazio non idoneo alla nostra assistita”. Insomma, la sensazione è che dietro ai recenti accadimenti, non ci sia solo un problema di cabala avversa, ma di una star che è sempre sembrata la ragazza della porta accanto e forse, con gli anni, è finita per diventare quella con la villa di fronte. E la sensazione è che il The best of di Laura Pausini debba ancora venire.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Dalla mia rubrica di questa settimana sul settimanale "A":

Si erano innamorati tre anni fa, Alessia Ventura e Pippo Inzaghi. Lui l’aveva notata in un ristorante di Milano Marittima ed era rimasto folgorato. Partirono per una vacanza ad Antibes pochi giorni dopo e Pippo rilasciò dichiarazioni sorprendenti, per un inguaribile sciupafemmine come lui, ai giornali. Disse: “Non mi ero mai innamorato, è successo adesso”. Andarono a vivere insieme nella villa a Gallarate di Inzaghi. Parlarono anche a "Kalispera" del loro amore. L’idillio si sgretolò due anni dopo, quando la showgirl Marika Fruscio dichiarò di avere una storia con il calciatore da qualche mese. Tra smentite, minacce di querele e dichiarazioni imbarazzanti della presunta amante, la coppia non riuscì a superare la crisi e a marzo di quest’anno Alessia e Pippo si lasciarono. Lei soffrì, dimagrì, cercò di superare la delusione concedendosi vacanze e uscite in discoteca. Lui ebbe qualche flirt di cui lei lo accusò con sms e telefonate di fuoco, ma nulla di importante. A luglio, galeotto un incontro in quel di Formentera, i due tornano insieme. Poco dopo i fotografi li sorprendono insieme a Forte dei Marmi e allo stadio, mano nella mano. Si dice che lui le abbia chiesto di sposarsi e che lei sia entusiasta. Ma la felicità ritrovata dura poco. Pare che Alessia non sia riuscita a non rinfacciargli le scappatelle e che lui si sia reso conto che in quella quotidianità con Alessia che tanto gli era mancata, i problemi erano quelli di prima. Morale: da poco più di un mese Alessia e Pippo si sono lasciati di nuovo.
Il giovane conduttore di Colorado Paolo Ruffini è molto preso dalle prove di un musical che sta per debuttare. Le protagoniste femminili sono Claudia Campolongo, che per la cronaca è anche sua moglie e colei che gli ha trasmesso la passione per questo genere teatrale, e la showgirl Justine Mattera. Quest'ultima, durante le lunghe pause tra una scena e l'altra, è a tratti insofferente anche perchè ha due bambini piccoli a casa. Ruffini si scoccia e manda un sms di fuoco al suo produttore in cui dà della diva capricciosa a Justine, ma ahimè sbaglia il destinatario e lo manda proprio alla showgirl americana. Ne nasce un'animata discussione ma alla fine la crisi rientra e i due fanno pace. Attenti alle rubriche telefoniche..
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Stefania Orlando è tornata. Questa volta il suo capolavoro musicale si intitola "A Troia". Sempre piaciuti i soffusi lirismi:
p.s.
E comunque vorrei far notare che 'sto pezzo è meglio dell'ultimo della Pausini. Lo cantasse Carmen Consoli 'sto pezzo farebbe la sua porca figura. (A Troia, porca figura, sempre lì si torna)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Come vi ho anticipato su Twitter dieci minuti fa, eccovi lo scoop di cui si mormora da giorni...:
A ottobre, quando Totti non riuscì a scendere in campo per sfidare il suo Milan, qualcuno affermò che era un peccato per lo spettacolo. Lui replicò secco: “Dello spettacolo non me ne frega un accidente”. Ebbene, a quanto pare, il fascinoso allenatore del Milan Massimiliano Allegri, avrebbe cambiato idea. Lo spettacolo infatti sarebbe entrato a gamba tesa nella sua vita come il più bellicoso dei suoi difensori, ma non avrebbe il polpaccio tornito di Zambrotta, bensì la caviglia affusolata di Barbara D’Urso.
Per il momento si tratta di rumors , ma più di una gola profonda s’è lasciata scappare che tra la conduttrice e l’allenatore sarebbe da poco cominciata una bella storia. Vero è che ieri, durante l’uno contro tutti a Domenica 5, Alfonso Signorini aveva lanciato una maliziosa frecciatina a Barbara, invitandola a raccontare cosa gli avesse raccontato giorni prima a cena. “Non mi hai detto che sei innamorata, Barbara?” le ha chiesto il direttore di “Chi” in diretta. Barbara è arrossita, ha balbettato qualcosa di poco chiaro ma sostanzialmente non ha smentito. E insomma, secondo voci di corridoio lei sarebbe particolarmente presa dai modi eleganti e dal piglio sicuro di Allegri e l’allenatore dalla solarità e dall’entusiasmo di Barbara.
Quarantaquattro anni lui e cinquantatre lei, la D’Urso, se la notizia venisse confermata, mom smentirebbe la sua predilezione per gli uomini più giovani, ma in questo caso va detto che a pensarli insieme, l’immagine è quella di due coetanei belli e alla pari per carisma e successo professionale. Insomma, il mister troverebbe senz’altro una miss di tutto rispetto, una donna che di sicuro non accetta la panchina né sostituzioni dell’ultimo minuto e la miss troverebbe un mister popolare e amato quanto lei. E, aggiungerei, con un passato sentimentale degno di Centovetrine. Nel lontano 1992 infatti, quando era ancora un calciatore e militava nel Pescara, Allegri si conquistò fior di titoli in cronaca perchè due giorni prima delle sue nozze, mandò all’aria tutto e mollò la povera fidanzatina dell’epoca col suo anello da dieci milioni sull’altare. Si sposò anni dopo con un’altra donna da cui ha avuto una figlia, Valentina, poi divorziò e da poco più di un mese ha avuto un altro figlio, Giorgio. Insomma, se è vero che Berlusconi gli ha sempre simpaticamente consigliato di sorridere di più e somigliare un po’ al suo cognome oltre che di pettinarsi prima delle interviste, forse è arrivata la donna che riuscirà a sciogliere il mister tutto d’un pezzo. Sì, magari continuerà a presentarsi spettinato in conferenza stampa, ma questa volta, magari, per un ottimo motivo.
p.s.
Qui, comunque, per i due, si fa un tifo degno dei migliori ultras.
p.s.s.
Oggi ore 14,30 a Glossip (canale 143 di Sky ma anche in streaming su la3tv.it) parlerò di D'urso/Allegri, di Fiorello su twitter e notizie varie.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Oggi sarò ospite di Claudio Brachino a Domenica 5 nello spazio delle 14,30, l'uno contro tutti. Protagonista: Barbara D'Urso.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Cioè, sono sbarcata su twitter mesi e mesi dopo Chiellini e Gerry Scotti. Me ne vergogno profondamente. Che poi è solo un modo per dirvi che sono su twitter. Lì sono stanzaselvaggia. (sì, fa un po' casa chiusa, lo so) Vi aspetto.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Così, per la cronaca, ieri a Pomeriggio 5. Io e Alessandra Mussolini. Io: "Alessandra, anche tu hai posato per Playboy o sbaglio?". Lei: "Beh, erano altri tempi, era una tappa quasi obbligata Selvaggina!". Io: "A parte che questa cosa della tappa obbligata non mi convince, poi Selvaggina ci chiami tua sorella". E altri simpatici scambi di battute.
E allora, a grande richiesta, al minuto 38:20, il simpatico scontro con Selvaggina vs Mussolini.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Il mio articolo sul quotidiano Libero di oggi:

Pare proprio che Bobo Vieri, appesi ormai da tempo gli scarpini da calcio al chiodo, finirà per indossare un bel paio di poco virili scarpette da ballo. Secondo un’indiscrezione di “Tv Sorrisi e Canzoni” infatti, Bobo avrebbe accettato di partecipare a “Ballando con le stelle”, lo show del sabato sera condotto da Milly Carlucci che partirà il 7 gennaio, alla fantasmagorica cifra di ottocentomila euro. Che voglio dire, a ben pensarci, per accettare di ballare il merengue vestito come il testimonial del caffè Kimbo e di sorbirsi pure i cazziatoni di Ivan Zazzaroni, non sono neanche tanti. Però ecco, se fossi Milly Carlucci ci penserei bene, prima di arruolare Bobo nel cast. E per almeno tre buoni motivi. Primo perchè in tempo di austerity e ristrettezze economiche, dare ottocentomila euro ad un tizio che ormai trascorre le sue giornate tra scazzottate, tornei di briscola e penne in scooter con Nicole Minetti, mi pare un tantino immorale. Secondo, l’unica certezza rimasta in piedi in questo momento in cui crollano governi e zigomi della Santanchè, è che gli ex sportivi, nei reality, in materia di dinamiche e simpatia, danno lo stesso contributo alla trasmissione che potrebbe dare Cecilia Rodriguez all’abbassamento dello spread. A “Reality Circus”, Antonio Rossi riusciva a domare le tigri con lo sguardo. Era così vivace che dopo trenta secondi netti per i felini era narcolessia fulminante. Totò Schillaci, all’Isola dei famosi, era così loquace che Simona Ventura, nella finalissima, pur di cavargli qualche dichiarazione, invitò in studio il suo parrucchino. E così via. E dubito che Vieri a Ballando tirerà fuori una verve da villaggio Valtur. Terzo, perchè domenica sera Bobo Vieri ne ha combinata un’altra delle sue. Non gli sono bastate le risse primaverili con Fabrizio Corona e gli schiaffoni estivi con Roberto Adago.
No. Ci risiamo. Ci ritroviamo per l’ennesima volta a documentarvi le malefatte dell’uomo che è riuscito nella difficile missione di diventare, per l’opinione pubblica, “l’ex di Melissa Satta”. Dicevamo, domenica sera Bobone, reduce dal suo consueto convegno di astrofisica, passeggiava in compagnia di alcuni amici tra cui Jonathan del Grande fratello in Corso Garibaldi a Milano. Quando arriva all’altezza dell’Ibiza, noto ristorante di proprietà di Billy Costacurta ritrovo di vip e soubrette, intravede un’allegra comitiva uscire dal ristorante. Ci sono Claudia Galanti, Raffaella Zardo, vari amici e soprattutto lei, Michela Bertello. La Bertello, per chi non lo sapesse, è una giovane e avvenente protagonista del jet set. In passato ha lavorato per Cipriani a New York, fu indicata tre anni fa come fiamma di Eros Ramazzotti ed è attualmente fidanzata con un facoltoso imprenditore. Appena Bobone la vede cambia faccia, le va incontro furioso e puntandole il dito ad altezza naso comincia a inveirle contro, insistendo più volte davanti ai basiti, numerosi testimoni, nell’apostrofarla, tristemente, così: “Mongoloide, tu sei una mongoloide! Devi farti i c…. tuoi, hai capito? Mongoloide!”. Michela rimane spiazzata dalla violenza verbale (gli spettatori anche dalla scelta elegante dell’epiteto, immagino). L’autista della Galanti si precipita a difenderla. Michela, scioccata, si allontana gridandogli di non permettersi mai più di avvicinarsi a lei e esclama un clamoroso: “Non sei manco capace di tirare due calci al pallone, ma vai a giocare a poker!”. Ebbene, volete sapere il perchè di tanta ira? La Bertello poco tempo fa era stata ospite di Barbara D’Urso a Pomeriggio 5. La D’Urso le aveva chiesto di commentare un collage fotografico composto da cinque (presunti) playboy italiani tra cui Stefano Ricucci, Simone Giancola e Vieri. Lei aveva ironizzato sul fatto che Vieri tutto poteva essere tranne che “un gran figo”. Finita la puntata, un amico aveva fatto sapere alla Bertello che Bobo Vieri era molto irritato per le sue dichiarazioni. Insomma, roba grossa. Roba per cui uno poi te la giura. Morale della favola: la Bertello sta valutando con i suoi avvocati se querelare Bobo. Anzi, l’ex della Satta. Nel frattempo, visto che la scorsa settimana Bobo aveva incontrato al sua ex Elisabetta Canalis in compagnia del suo nuovo fidanzato fuori dal ristorante e che domenica ha incontrato la Bertello sempre di fronte a un ristorante, la domanda è: ma Bobo s’è messo a vendere le rose? E soprattutto. Ma non è che aveva ragione il povero Silvio e i ristoranti sì, sono tutti pieni, ma di gente che ha paura di uscire e incontrare Bobo Vieri con le paturnie?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Il mio pezzo per Libero sul nuovo spot di Donatella Versace per h&m:
“E’ una nuova Donatella quella di oggi, che ogni giorno ricomincia da capo con ritrovata fiducia: in sé, nella famiglia, nella Versace. Anche nelle donne”. Così cominciava l’intervista di Natalia Aspesi a Donatella Versace uscita poco meno di una settimana fa su “D”. E per un attimo l’incipit c’aveva anche convinto, anche perchè, se il solenne proclama lo fa la Aspesi, una tende anche a crederle. O perlomeno a ritenere l’annuncio più credibile di un qualunque “Non vivo di sola tv, potrei lasciarla presto per dedicarmi alla vita privata” della Simona Ventura di turno. Subito dopo però, la Aspesi aveva aggiunto tre righe sospette, in cui descriveva una sottile fetta di torta alle mele offerta a Donatella durante l’intervista, che la platinata stilista aveva rifiutato affermando: “Basta imporselo, anche se mi piace moltissimo. Ho imparato a rinunciare a cose necessarie che invece erano solo pericolose o superflue”. Ovvero, la donna nuova ha ritrovato fiducia in sé, nella famiglia, nelle donne, negli uomini, negli ermafroditi, nell’acido ialuronico e nel maccartismo, ma di quella sinistra fetta di torta di mele, non si fida. E’ pericolosa. Manco le avessero servito sul piattino da dolce una mina antiuomo sovietica, anziché un etto scarso di farina e due spicchi di mela della Val Venosta.
E lì io l’avevo capito che Donatella non era cambiata affatto. Che il concetto di “metamorfosi” abbinato ad una donna che da vent’anni a questa parte si ostina a girare agghindata come Barbie Hawaii da gennaio a dicembre con una serie di contraddizioni estetiche intrinseche quali capello platino di una svedese/colorito di una senegalese, era decisamente impensabile. E poi avevo pensato che anche la Aspesi ha quel caschetto più o meno dal giorno della presa della Bastiglia, per cui forse, in materia di mutamenti esistenziali, non è il miglior luminare in circolazione. La conferma decisiva della fondatezza dei miei sospetti è arrivata però solo ieri, col lancio del video realizzato da Versace per H&M. Eh già, perchè la Donatella aspesiana, quella nuova, quella che ha ritrovato fiducia nelle donne, ha disegnato una linea di abiti per la catena svedese famosa per la sua moda low cost. Una collezione accessibile a tutte le donne, dalle studentesse squattrinate alle babbione con rigurgiti anni ’90. Un’iniziativa apprezzabile, anche perchè fino a questo momento ero convinta che l’unico settore low cost a cui s’era avvicinata Donatella fino ad oggi fosse quello della chirurgia estetica. (mica le avranno fatto pagare quella bocca più 19 euro e 90, ovvero il prezzo medio di un abitino h&m, vero?). Il problema però è che il video di presentazione della collezione Versace per H&M una roba che potrebbe riuscire a instillare una vocazione da suffragetta pure in Melissa Satta. Se non l’avete visti, i settantatre secondi del filmato incriminato, ve li descrivo io: Donatella è in una sorta di cabina di regia piazzata in casa sua nelle vesti di regista/burattinaia dalla quale dirige e manovra una bionda signorina agghindata Versace. Il piccolo particolare è che la signorina viene costretta dalla Grimilde in regia a interpretare i seguenti, edificanti ruoli: il burattino con tanto di fili manovrati dalla perfida lampadata, il canarino in gabbia, l’oggetto dozzinale sul nastro trasportatore di una fabbrica, il criceto dentro la ruota, il roditore nel labirinto. Con lei, la donna nuova, che spia, scruta al microscopio, preme bottoni e ha l’aria di divertirsi un sacco, nel fare quello che senza metafore o simbolismi tanto sofisticati, fanno gli stilisti, lei per prima, da sempre: confinare la donna nel fulgido ruolo della cavia. Dell’esperimento da laboratorio. Del burattino svuotato di ogni traccia di sensualità e ridotto a stampella. E a ben guardare, la cavia se l’è scelta con cura, la nuova Donatella. La bionda modella protagonista dello spot infatti è Daphne Groeneveld, sedicenne olandese famosa per la sua spaventosa magrezza . Alta 1,80 le misure di Daphne sono 80/60/88, che più o meno sono anche le misure seno-vita-fianchi di una scopa elettrica. In molti siti la filiforme olandesina viene perfino definita un pessimo esempio per le ragazze a rischio anoressia e, dulcis in fundo, non è certo un caso se la famosa Carine Roitfeld la opzionò in esclusiva per Vogue Paris fino allo scorso dicembre, quando la schiaffò in copertina sul controverso numero che le è costato la direzione del giornale. Perchè lei, Carine, altra misogina camuffata da grande esteta, agghindò delle bambine da vamp. E perchè, da sempre, aveva il vezzo contestatissimo di scegliere modelle il cui peso specifico era quello della carta da forno. Ora, francamente, con questo video, io non so cosa sia saltato in testa a Donatella Versace. Magari ha inalato per sbaglio l’ammoniaca con cui si decolora la chioma e ha avuto un attimo di stordimento. Magari, quando il suo entourage dichiarava entusiasta “Che idea meravigliosa!”, lei era rimasta incastrata in una capsula abbronzante. Magari, l’agghiacciante video, è solo un furbo escamotage per aizzare le folle e vendere qualche pezzo in più di una collezione che, per giunta, è un’accozzaglia di meduse, greche, palmizi e stampa barocche. Ma se davvero la nuova Donatella s’è prestata al giochino provocatorio per un po’ di clamore mediatico in più, io dico che il prezzo che pagherà per questa scelta di pessimo gusto si chiama sdegno. Un prezzo decisamente troppo alto per una che s’è appena data al low cost.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Berlusconi sembra una di quelle fidanzate cornificate, umiliate, sfanculate, con lui che manco è uscito di casa e già vive con l'altra pure incinta e con la data delle nozze già fissata e agli amici dice: "Sì, ma me lo deve dire guardandomi in faccia che non mi ama più, troppo comodo così". E gli amici la guardano pensando che è più patetica delle scollature fuori tempo della Loren.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Ah Canalis, o quella specie di cane-sorcio che ti ritrovi è d'acciaio o "ancora" si scrive still, non steel. Io lo dico per te, perchè mi vuoi far carriera in America, se te ne rimanevi a Orgosolo facevo finta di niente. Twitter ci dà grandi soddisfazioni.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Posto 61 k? Cioè, sei figlia di un milionario, stai con un milionario e hai passato l'estate a inaugurare pure l'ultima pizzeria al taglio di Ladispoli, e voli in economy? Ah Melissa Satta, e spendili du' soldi, 'tacci tua.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Ci sono persone, abitudini e luoghi che non ti sono simpatici e basta e altri che non ti erano simpatici e te li fanno diventare simpatici gli altri. Gli altri sono quelli che salgono in cattedra, si danno una scrollata alla giacca per togliersi dalle spalle un po’ di forfora (perchè la forfora è radical come Capalbio, come il lupetto blu, come le serie tv su Fox, come la scarpa Prada sulla gonna Zara) guardano il popolino dall’alto e praticano il loro sport preferito: il manicheismo culturale spiccio. Quello: la tv è la badante dei cretini, Cortina è cafona, i comici romani tutti al rogo, il Grande fratello è la radice del male. Quelli che se potessero lancerebbero una bella granata a frammentazione su centri commerciali, discoteche, parchi acquatici, pasticcerie la domenica mattina e ritroverebbero la pace, tra i loro simili, commentando l’ultimo romanzo di Franzen o la cellulite della Melandri sotto il sole di Filicudi. Quelli che odiano Fabio Volo.
E non l’ex panettiere bresciano che va in tv o che doppia un panda obeso al cinema, figuriamoci. Quel Fabio Volo lì rumina nel praticello pop assieme agli altri bovini fessi come lui, è innocuo. E’ il Fabio Volo che irrompe come un panzer in libreria e alza la polvere dagli scaffali, quello che entra a gamba tesa nella classifica dei libri più venduti e spezza il crociato a Carofiglio, il Volo che temono, combattono, schifano. Il Volo che non riescono a dirottare sulla rassicurante tratta Mtv-Radio Deejay andata e ritorno. Ed è così che Volo, che finchè si calava le braghe davanti alla Marcuzzi o faceva l’apologia dello scapolone dalla Cabello stava simpatico a tutti, è diventato improvvisamente il simbolo dell’impoverimento culturale di questo paese. I suoi libri sono l’anello di congiunzione tra il Bacio Perugina e i dialoghi di “Centovetrine”, è il re del qualunquismo, e “se Volo è uno scrittore io sono Jake la furia”, Volo in realtà ha un ghostwriter ed è Alfonso Luigi Marra che a sua volta ha un ghostwriter ed è Manula Arcuri, e “quelli che fanno la fila fuori da Mondadori per farsi firmare il libro da lui sono dei pecoroni con l’attività cerebrale di un melone retato” e così via. Per chiarezza. Anche io penso che quei duemila che fanno un’ora di fila per avere il libro autografato di Volo meriterebbero sei mesi di turno all’altoforno di Piombino assieme a quei duemila che fanno la fila per comprare un paio di mutande da Abercrombie, ma questa è un’altra storia. Ci sono altri trecentomila normalissimi lettori che il libro di Volo se lo comprano tranquillamente un venerdì pomeriggio nella libreria sotto casa, senza fanatismi. Ecco, io sono dalla parte di questa gente qui e vi garantisco che non ho l’opera omnia di Fabio Volo rilegata con filo d’oro zecchino in una teca contenente altre reliquie del santo quali il suo ciuffo pre-stempiatura o la sua prima baguette. Ho letto un suo libro l’anno scorso e l’ho trovato onesto. Piacevole. Qualche passaggio mi ha fatto sorridere, qualcosa l’ho trovato retorico, qualcosa mi è perfino piaciuto. Non è Schopenhauer ma non è neppure l’operazione paracula “prendiamo il comico di Zelig, facciamo un bel collage delle sue gag e intitoliamo il libro “Chi è Tatiaaanaaaa?”. Ah certo, poi c’è l’affascinante teoria “vende perchè è spinto dalla casa editrice”. A parte il fatto che se uno scrittore vende trecentomila copie a libro, cosa dovrebbe fare la casa editrice? Organizzare le presentazioni nelle reti fognarie? Nella cripta di Anagni? Nei rifugi antiaerei con massoni e rettiliani? E soprattutto: quindi anche un thriller di Iva Zanicchi su una serie di omicidi in cui la firma dell’assassino è sempre una fetta di castagnaccio sul luogo del delitto, se ben spinto, diventerebbe un best seller. Come no.
E ora passiamo a Fabio Volo-personaggio. Se la tira, e questo è assodato. Anzi no, se la tira moltissimo. Fa il prezioso, va ospite in pochi e selezionati programmi, l’intervista te la concede ma parla solo del suo lavoro, se Linus lo vuole e lui ha deciso di svernare a Kathmandu per cui chiede che in sette giorni gli venga recapitato un mixer color giallo vernaccia di S. Gimignano sulla riva destra del fiume Bagmati , Linus lo fa. Poi si sa, per lui quelli che si sposano sono degli sfigati che si piegano alle convenzioni , le donne sono delle stracciamaroni, la convivenza è una camera a gas, la routine è morte lenta. Insomma, non è che sia un gran simpaticone Fabio Volo. Certe volte viene voglia anche a me di dire: “Uhè, hai recitato con Ambra Angiolini mica con Clint Eastwood, scrivi cose tipo “Amo le labbra perchè sono costrette a non toccarsi se vogliono dire ti odio e obbligate a unirsi se vogliono dire ti amo”, hai 40 anni suonati e giri ancora con lo zainetto come un boyscout in gita sulla Maiella e non ti posso neanche dire “Ah bello abbassa la cresta” perchè hai la chierica come Schifani, ergo, ridimensionati, Fabio Volo.”. Però c’è altro. Per esempio che in un’epoca in cui perfino Lino Banfi dice sì all’Amplifon, lui rifiuta milioni i milioni di euro che gli offrono per fare il testimonial di qualunque cosa perchè non ha voglia di prestare il suo faccione alla pubblicità di un sugo pronto. Dice che preferisce le donne normali alla soubrette di turno e in effetti, le rare volte in cui viene paparazzato, è in compagnia di brunette che ricordano più la cassiera carina dell’Esselunga che la meteorina. Potrebbe rimanersene in Italia e passare le sue giornate a smistare inviti ai party mondani, andarsene in giro col codazzo di groupies che si stracciano le vesti anche se si pulisce l’orecchio col tappo della biro e invece scappa sei mesi l’anno all’estero dove è solo un italiano qualunque neanche tanto figo. Maltratta spesso i suoi radioascoltatori, quando serve. E’ uno che sta alla monogamia come Malgioglio sta al gessato grigio e te lo dice, mica fa come l’uomo medio che ti racconta la favoletta “dopo di te il deserto” e poi scopri che ‘sto deserto è affollato di oasi bielorusse venticinquenni. Ha una sua onestà, Fabio Volo. Una sua coerenza. Morale: gli snobbetti dell’ultima ora ci lasciassero liberi di andare in libreria e uscire di lì senza il timore di essere guardati come se sotto l’ascella nascondessimo un fusto radioattivo, anziché l’ultimo libro di Fabio Volo. E capissero una volta per tutte, gli snobbetti, che finchè certa sinistra non si sbriga a scendere dalla cattedra, i duemila in fila alla Feltrinelli continueranno a votare Berlusconi pure se si decide a tassare anche i cotton fioc.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Il mio pezzo per il quotidiano Libero di oggi:
Colpo di scena a Beautiful. E protagonista del fattaccio, manco a dirlo, è lei, la più famosa rovina-famiglie della galassia dopo Belen Rodriguez: Brooke Logan. Anzi, l’attrice che la interpreta, ovvero la biondina acqua cheta Katherine Kelly Lang. Tenetevi forte perchè se Brooke in ventiquattro anni di (dis)onorata carriera ci aveva abituati a sorprese, misfatti e ribaltoni dell’ultima ora, il suo alter ego Katherine non è da meno: suo figlio Jeremy Scott Snider infatti, ha da poco fatto il suo esordio nel cinema porno alla tenera età di ventuno anni. E visto che siamo in clima soap, i particolari li aggiungo a poco a poco per creare suspance. Ebbene. Le pellicole interpretate dal giovane figlio di Katherine sono, nello specifico, due filmini i cui protagonisti sono tutti rigorosamente gay. Su una cosa vi voglio tranquillizzare. E’ vero che Brooke ci ha abituati all’impensabile e che ogni volta che c’è lei di mezzo appare anche il suo inseparabile mascellone, ma in questo caso suo figlio non si accoppia con Ridge, bensì con un disinibito coetaneo la cui mascella è, a dire il vero, frequentemente inquadrata ma per ragioni che non staremo qui a specificare.
Dunque. Non c’è bisogno di scomodare Raffaele Morelli per intuire che all’amica Brooke, un figlio che si dà al porno era il minimo che potesse accadere. Immaginate per un attimo l’infanzia di questa povera creatura. Intanto alla tenera età di tre anni viene sbattuto sul set di Beautiful costretto ad interpretare il ruolo di Rick Forrester Junior, che già essere costretti ad accettare un nome di fantasia così idiota un trauma infantile lo lascia per forza. Poi, nel corso degli anni, il buon Jeremy torna a casa da scuola, accende la tv dopo pranzo e nel corso degli anni vede la madre accoppiarsi con tutta la famiglia Forrester fino alla settima generazione. Prima con Ridge, poi col padre di Ridge, poi col fratello di Ridge, poi col fisioterapista di Ridge, poi col parrucchiere di Ridge, poi col portavoce di Ridge, poi con Paolo Bonaiuti, poi con Capezzone e così via. Nel frattempo Brooke si riproduce ininterrottamente, per cui ‘sta creatura, mentre mangia latte e cereali e gioca ai Gormiti con la tv accesa, scopre che ha un fratello che è figlio di suo padre, uno che è figlio di suo nonno, uno che è figlio di suo zio, uno che è figlio di un ovulo di Taylor innestato con un ovulo di Brooke trafitto da uno spermatozoo di Erik il tutto centrifugato in laboratorio con gameti bovini. Ecco, immaginate l’infanzia del buon Jeremy e ditemi se a Brooke, tutto sommato, non è andata anche bene. Con un’educazione così , c'era pefino il rischio che Jeremy finisse sul trono di Uomini e donne, altro che filmini hard.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Mi chiedo il perchè il barista che indietreggia atterrito alla vista delle tette di Rosy Dilettuso, non sia già stato scritturato per "Sangue caldo 2" con Garko e la Arcuri.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
A me Barbara De Rossi sta simpatica come poche persone nella vita e sono una strenua sostenitrice dell'utilità sociale del toy boy, ma una millf degna del suo acronimo, non dovrebbe mai perdere la lucidità, altrimenti si rischia di assomigliare pericolosamente al vecchio facoltoso che dilapida le finanze per la giovane bielorussa.
Ma io dico, non ci si può innamorare senza rincoglionirsi al punto da produrre 'sta ciofeca di video per 'sta ciofeca di canzone al tuo fidanzato, Barbara De Rossi? Perchè? Perchè poi me lo fai ballare tre quarti d'ora, SCALZO, su uno scoglio? Per fare la geisha e preparargli il pediluvio quando torna a casa la sera? Ma soprattutto: perchè ti sei messa a cantare pure te? Cioè, non mi dire che quando ti ha proposto la strofa "Io che non credevo nell'amore e poi arrivi tu in fondo al cuore bella come un fiore", tu per un attimo non hai pensato all'ipotesi alternativa "menopausa serena con un plaid sulle gambe, infuso di verbena e coppia di labrador ai tuoi piedi".
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Da Santoro ieri sera, sono accadute cose meravigliose : che Valter Lavitola ha smesso i panni del faccendiere e messo quelli dello showman. Che De Magistris si conferma simpatico quanto Carla Bruni mestruata. Che Della Valle (quello che s'è comprato le pagine del Corriere per rammentarci quanto fanno schifo i politici e avrebbe potuto liberarci di gente come Mastella, risparmiando per giunta, buttandolo ...giù dal ponte della sua barca quando se lo scorazzava per mare) ora se ne va in giro coi braccialetti di corda da tronista punkabbbbbestia. Che comunque sono sempre meno brutti delle Hogan ortopediche. Che guardando la Costamagna lì, in penombra, risulta chiaro il perchè Porro ci tenesse tanto a prendere il posto della bionda conduttrice accanto a Telese: a "In onda" le luci di studio tolgono almeno 15 anni. Che Travaglio riesce a parlare venti minuti di seguito senza deglutire, prendere una papera, grattarsi il naso, la testa che prude, un crampo al mignolo, nulla. E che Santoro è convinto che si dica FESBUC. (puntatone, comunque)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
SelvaggiaLucarelli.it :: email: selvaggialucarelli@gmail.com :: webmaster Ottimizzare.com