il blog di Selvaggia Lucarelli
Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli
VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)

Va di moda l’elemento sostitutivo. La coppia gay ha una voglia irrefrenabile di paternità? Semplice: prende un gatto e anziché litigare su chi debba cambiare il pannolino, discuterà su chi debba cambiare la lettiera. Non hai un euro, sono sei mesi che non paghi il mutuo e t’hanno pignorato pure la stufa elettrica? Ti fai sei comode ore di fila da Trony per avere il tuo iphone 4 alla modica cifra di 399 euro e ti sentirai un po’ ricco anche tu. Hai il carisma di un criceto striato e non sei mai andato oltre il raccordo anulare? Tàtuati un samurai con katana sul bicipite e la mancanza di personalità sarà rimpiazzata da un’aria truzza e finto-vissuta che fa sempre scena. L’ultima volta che hai letto tre righe di testo si trattava del verbale dei vigili urbani quando hai parcheggiato il suv sul sagrato del Duomo? Iscriviti a un corso di cucina e ti sentirai un uomo raffinato, con l’hobby forbito.
E poi c’è lui, il trombamico. L’accessorio 2011 che supplisce a una lunga e variegata lista di mancanze. L’unica, vera, dirompente novità degli ultimi anni in fatto di dinamiche affettive dopo la paperella vibrante e il matrimonio Fede/De Feo. Il neologismo, va ricordato, l’ha partorito Fabio Volo qualche anno fa in uno dei suoi primi romanzi. Piccola parentesi: se oggi Fabio Volo conservi ancora l’abitudine di trombarsi le amiche non ci è dato sapere, ma di sicuro questa settimana, nella classifica dei libri più venduti, s’è trombato Carofiglio, De Luca e pure la buonanima di Steve Jobs.
AL CINEMA
Del trombamico poi, ha cominciato ad occuparsi anche il cinema. Amore e altri rimedi, Amici, amanti e… e il film ora nelle sale Amici di letto sono solo alcune delle pellicole che di recente ci hanno regalato avvincenti sinossi della serie “lui e lei sono amici che diventano trombamici che poi però si innamorano”. E allora spieghiamolo bene cos’è il trombamico. Trattasi, molto semplicemente, di un amico che, all’occorrenza, oltre a dare un consiglio saggio sull’abito da indossare al matrimonio in Toscana, a spiegarti come fare il back up del blackberry o a prestarti cento euro quando ti si smagnetizza il bancomat, si fa anche, aulicamente parlando, dare una bottarella di tanto in tanto. E senza alcun coinvolgimento sentimentale, senza strascichi. Che detta così può sembrare pure una cosa allettante.
Peccato che agli occhi della sottoscritta il trombamico sia uno dei ripieghi più avvilenti, più deprimenti, più volgari di questi tempi. Una roba più triste dei vernissage di Marta Marzotto, tanto per intenderci. E vi elenco con rigore scientifico le ragioni per le quali sono fermamente convinta della mia tesi:
a) se un amico che per dieci anni mi ha trovata appetibile quanto la Merkel in lattex, improvvisamente decide che tutto sommato un giro di giostra con me potrebbe anche farselo, probabilmente vive un momento di noia siderale. Un momento in cui il suo istinto predatorio è ridotto all’emoticon con l’occhiolino su wathsapp. E per quello che mi riguarda, se ti annoi, bello mio, esiste il sempreverde binomio dvd&Häagen-Dazs alla vaniglia, per quello amica&bottarella citofonare “disperate quanto te”, grazie. b) Esiste anche l’ipotesi che il mio amico di lunga data cominci a ritenermi appetibile perché in un momento di totale anaffettività, non vuole coinvolgimenti sentimentali. In pratica, vuole finire le sue cose e sentirsi libero di guardare la Champion’s senza manco dire “Ciao” quando sente sbattere la porta. O magari chiede che io rimanga perché possa sentirmi lusingata nel notare che mentre mi sgancia il reggiseno riesce a non provare alcun tipo di coinvolgimento, ma per un Balotelli in pantaloncini è tutto un fremito e batticuore.
PAURE E RESPONSABILITA'
E poi perché no, scatta pure una gara di rutti davanti alla partita per riportare le cose su un piano simpaticamente amichevole. Ecco, se non vuole coinvolgimenti, spiegategli che anche youporn il giorno dopo non invia sms minatori se non riceve proposte di convivenza. c) Il mio vecchio amico, ormai sulla soglia dei quaranta, potrebbe sentirsi improvvisamente attratto sessualmente da me perché afflitto dal male del secolo: la paura. Di moglie, figli, mutui, impegni, responsabilità. E qui il paradosso del secolo: mi chiede di assecondarlo nei suoi propositi vagamente incestuosi proprio per la strizza di metter su famiglia. Che a quel punto una donna saggia gli suggerisce di buttarsi sulla cugina come Lapo Elkann. d) Io non posso neppure minimamente accettare l’idea di condividere il letto con un uomo a cui in tempi non sospetti ho parlato di mestruazioni dolorose, di un uomo che mi ha vista farmi la ceretta ai baffi, che mi ha tenuto la testa mentre decoravo le piastrelle del bagno di una discoteca con i ricordi della mia cena dopo il terzo mojto. Anche in guepiere, io davanti a un uomo che sa quelle cose di me, continuerei a sentirmi sexy quanto un granatiere sardo. e) Infine. Il mio trombamico un giorno si fidanzerà e quando quella fidanzata saprà, io sarò invitata a evaporare dalle loro vite alla velocità di un neutrino sulla tratta Svizzera-Gran Sasso. E si tornerà, laconicamente, alle vecchie, sane abitudini di una volta: con i conosciuti andrò all’Ikea e con gli sconosciuti testerò allegramente la resistenza del tavolo Lack laccato bianco.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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Ma Valerio, il tuo racconto è strepitoso. Merita un post suo.
sono d'accordo anche io ma purtroppo ho venere in gemelli e se non ho stimoli mi annoio facilmente. magari altri trovano uno stimolo nella routine in quanto tale
Concordo con te cara Selvaggia; ma, come tutto, credo che sia solo una questione di semantica.
Proviamo per un attimo a cambiare prospettiva e chiamare il trombamico semplicemente trombino. La funzione pare essere la medesima – la copula compulsiva – mentre a cambiare è l’approccio: a differenza del trombamico, il trombino non è un amico che, dopo anni di conoscenza, a un certo punto scopre che il tuo ristagno di liquidi è qualcosa di estremamente sexy. No, il trombino è qualcuno che conosci per caso e con il quale intraprendi una relazione di mutuo soccorso, a metà tra l’amicizia di due orfani nella Casa di Pony e quella che può nascere in un casa di produzione di film porno a San Diego.
Oh beh, abbandoniamo per un attimo i moralismi, la visione romantica dell’amore, della relazione stabile: quando si è single, quando si è tristi, quando si ha solo voglia di fare del sesso-punto-e-basta, avere un numero di telefono da chiamare per farsi passare i bollori senza pagare 200 euro, t’assicuro che è una gran cosa.
Altro che saune, parchi pubblici o locali per scambisti: il trombino è sicuro, è amichevole e se l’hai scelto è perché è anche pulito, sa bene cosa ti aspetti e la maggior parte delle volte è disponibile a macinare chilometri solo per qualche minuto di carnale intimità.
Credo che il mio primo trombino sia stato Alessandro, un parrucchiere di Bergamo. Per la precisione parrucchiere e insegnante di tecniche e teorie della messa in piega all’istituto professionale di Iseo.
Trentacinque anni, slanciato come un operaio caduto dritto da un’impalcatura, leggermente brizzolato e con uno sguardo aguzzo come il set di coltelli della Mondial Casa.
Ci siamo conosciuti in un locale: lui stava notando come i miei capelli fossero simili alla paglietta per sgrassare la pirofila di Svelto, mentre io continuavo a parlare imperterrito con i miei amici.
Quando poi si è avvicinato e mi ha consigliato l’anti tarme, abbiamo cominciato a chiacchierare. Sai poi come funzionano certe cose, no? Come ti chiami, che fai nella vita, mani su, mani giù, mani dove vuoi -come dicevano i Ricchi e Poveri - e alla fine abbiamo capito di avere un’ottima intesa sessuale.
Una bella persona Alessandro: disponibile, profumato di tinta e soprattutto in grado di durare ore. Me ne sarei anche innamorato, dico la verità: purtroppo, però, il gap culturale, ammettendo il mio lato snob, mi ha un po’ frenato nell’approfondire la conoscenza in risvolti più sentimentali.
Passino i congiuntivi sbagliati, passi il vocabolario di uno scimpanzè che si esprime con il linguaggio dei gesti, passi anche il rutto dopo la coca cola: quello che mi ha fatto decidere di smettere di frequentarlo è stato quel suo istinto a creare un "nido" con me. Da Bergamo veniva a Corsico con la spesa, con lo spazzolino e con il pigiama e dopo avermi montato come un salotto dell’Ikea, nell’ultimo periodo insisteva a fermarsi a dormire.
Ma coccole e relazione mal si associano alla figura del trombino. Quindi l’ho scaricato.
Poi un giorno è capitato di trovare, durante una biciclettata nel parco sotto casa, un uomo con il quale occhieggiavo in metropolitana da tempo: alto, sempre in giacca e cravatta, rasato e col testosterone di un porcellino d’india.
Mentre pedalavo lezioso come Laura Ingles nella strade Valnut Grove, il businessman mi si è affiancato e, con un rapido gesto della mano, ha sgusciato il suo arnese dai pantaloni da ciclista. Lì per lì sarebbe stato da denuncia, ma data la mia crisi ormonale in corso, mi sono presentato. Da quel momento è cominciata la nostra "storia".
Quarant’anni, dirigente d’azienda, assemblato nelle acciaierie Dalmine e un Hoompa Loompa nelle mutande. Ah giusto, dimenticavo dannatamente fobico.
"Sei sicuro che non sei siero positivo, perché io non voglio di ammalarmi". E quando poi suonava il telefono "Oddio chi è, la polizia? Sei sicuro di essere maggiorenne? E se lo vengono a scoprire i miei superiori? Dobbiamo tirare giù le tapparelle e chiudere bene la porta. Non è che qualcuno mi ha visto entrare in casa tua".
Alla fin fine mi sono rotto le scatole di accoglierlo in parrucca e baffi finti e di fare la prova della glicemia, un rx torace e una tac total body ogni volta che finiva l’amplesso, solo per gestire la sua esacerbata ipocondria.
Dopo il bidè gli ho chiesto gentilmente di sparire per sempre.
Si sono susseguiti Mauro e Andrea e per ultimo, il migliore secondo me, il Marietto.
Marietto è quello che io definisco l’ "Usato Garantito".
Mario sembra mio coetaneo e dico sembra perché in realtà è vicino ai cinquanta.
E’ un uomo ipercinetico, col piglio ostinato di una cimice intorno alla plafoniera. E’ sposato, ha un figlio, fa tre lavori e appena può si concede qualche simpatica avventura. Il Marietto è simpatico, è premuroso ma soprattutto è consapevole che una volta finito quello che c’è da fare, io ho la mia vita e lui la sua: nessuna aspettativa al di là del mutuo soccorso.
Perché, come dice sempre mia zia Tina di 96 anni, in attesa dell’uomo giusto è bene divertirsi con quelli sbagliati. Ma soprattutto: se hai un pisello, la cosa migliore da fare è cazzeggiare.
Mi dispiace di averti inondato lo spazio commenti con tutto ciò: volevo solo partecipare!
Un abbraccio
Valerio
E' quello che ho sempre detto anche io... che poi non ha senso..se all'intimità dell'amicizia aggiungo il sesso, allora diventa amore. non raccontiamocela. Il bello di una scopata senza coinvolgimento emotivo è proprio la libertà, la non intimità, il non conoscersi... se condivido con te la mia faccia appena alzata, i miei problemi di cistite, le mie ansie da orologio biologico, se poi andiamo anche a letto, che differenza c'è coin un marito??? Io voto per gli sconosciuti,minimo sforzo, massimo risultato.
Ma come mai questo post? Sei stata insediata da un vecchio amico quarantenne annoiato, spaventato ed anaffettivo? ;)
Tutto vero, tutto giusto!!!
Te lo assicuro io che ho provato l'esperienza quando ancora il termine "trombamico" non era stato coniato, e sì che questi suggerimenti mi sarebbero stati d'aiuto...
Vabbè, ormai è andata...
Baci.
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Ci sono tanti ragioni per avere un trombamico, un
sex friend !!