il blog di Selvaggia Lucarelli
Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli
VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)
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Inutile dire che sono raggiante.
E scusate, ma ho come la sensazione che le DONNE come questo monumento di scrutatrice abbiano fatto la differenza.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

La soap Melissa Satta-Bobo Vieri va al di là della semplice storiella che finisce con i consueti battibecchi sui giornali, le foto dei due che si slinguazzano con nuovi malcapitati e tante care cose.
La soap Satta/Vieri contiene in sé una serie di elementi che fanno della vicenda un caso particolarmente rappresentativo di a) come girano le cose nel mondo dello spettacolo b) come girano le cose tra uomini e donne c) come girano le cose in ‘sto paese allo sfascio.
Prima di arrivare alle conclusioni, la notizia: se Melissa Satta s’è ampiamente consolata tra le braccia di quello gnocco imperiale di Matteo Ferrari dimostrando grande fantasia (calciatore scaccia calciatore), Bobo Vieri non è da meno, visto che da un paio di settimane ha in gran segreto (sì, mio nonno) una storia con la showgirl serba Nena Ristic, Madre Natura in “Ciao Darwin” e madre nella vita di una bambina piccola. Ovviamente, da Bobo Vieri non ci aspettavamo un coup de théâtre del tipo “s’è messo con la tizia che strappa i biglietti al cinema Arcobaleno”, per carità.
E infatti, detta così, la loro storia è di una banalità sconcertante. Ma le banalità, dentro ‘sta vicenda, ci sono proprio tutte. La lista completa:
a) Nel giro milanese calciatori/soubrette si incrociano tutti tra di loro come le alci in cattività. Come la famiglia Forrester. Come gli abitanti dell’isola di Pasqua. Nel caso Vieri/Satta gli incroci raggiungono apici di intricatezza mai segnalati prima. Riflettiamoci: Melissa Satta viene mollata da Vieri. Si consola con Matteo Ferrari, altro calciatore. Lui stava con Aida Yespica, da cui ha avuto un figlio. Aida Yespica aveva un’amicizia molto speciale e molto chiacchierata indovinate con chi? Con Nena Ristic, la nuova fiamma di Vieri. Melissa Satta ha lavorato in tv con Teo Mammuccari che ha avuto un flirt con la Yespica e che poi ha avuto una figlia dalla velina bionda che faceva coppia con Melissa, Thais. Melissa litigò poi con Mammuccari perché in Scherzi a parte le preferì Belen Rodriguez, la quale molti dicono abbia avuto un fugace flirt con Vieri un paio d’anni fa, dopo l’uscita dall’Isola. Fermatemi perché potrei andare avanti per un altro quarto d’ora e snoccolarvi tanti di quei link da dimostrarvi in maniera inconfutabile che tra Bobo Vieri e Barack Obama non ci sono più di due gradi di separazione.
b) L’altra banalità riguarda il meccanismo “sfogo all’asta”. Tra una lacrima e l’altra il vip di turno, fingendo di tacere per questioni di sofferenza e pudore, è lì che se ne sta ben zitto perché lo sfogo andrà al miglior offerente. E non è detto che il miglior offerente sia quello che offre più soldi. Spesso è semplicemente quello più patinato e con target alto, in modo che la lacrima venga nobilitata, che lui non venga etichettato come lo squallido che va a raccontare i cavoli suoi ai giornali ma come “ quello che rilascia un’intervista chiarificatrice a una rivista seria perché povera creatura non vuole dare in pasto a tutti la sua intimità e se parla una volta poi smettono di scrivere…”. Insomma: minchiate varie. La rivista per eccellenza addetta all’operazione “nobilita-lacrima” è Vanity fair. Se i cazzi tuoi li racconti a Vanity fair sei un personaggio alto e la faccenda non è una chiacchiera da parrucchiera, no, è gossip internazionale. Se ti sfoghi con “Dipiù” sei uno sfigato. Ne consegue che siccome tutti ormai vogliono finire in copertina su Vanity, Vanity ormai, con rispetto parlando, sta facendo copertine un po’ alla cazzo. La copertina a Melissa Satta è il sunto massimo del precedente ragionamento. Melissa ci racconta di Vieri se le diamo la copertina sennò parla con “Cavalli e segugi”, che si fa? Beh, allora diamole la copertina, la facciamo fotografare da un fotografo internazionale, mica da Sorge, la facciamo intervistare da ElkanRodotàDotto mica da Massimiliano Lazzari e finisce che la storia di Vieri che rimane muto sul divano senza darle spiegazioni è roba grossa. Roba che al confronto il caso Strauss Kahn è materiale da Pomeriggio sul 2.
c) Lui si sente in dovere di far sapere al mondo che ha mollato Melissa tramite comunicato Ansa. Cioè, ma questo l’ha capito che ha scomodato l’ansa per comunicare alla nazione la fine di una storia tra un calciatore finito che passa le serate a giocare a Burraco nel ristorante sotto casa, e Melissa Satta (su cui non infierisco)? E se si mollano Kate e William cosa fanno, chiedono a Vieri di annunciarlo lui a “Guida al campionato”?
d) L’ultima banalità. Ma che se piagne Melissa? Si può essere Melissa Satta e piangere per Bobo Vieri? Ribadisco, per B-O-B-O V-I-E-R-I. Che Jennifer Aniston non si sia più ripresa e che lei e i suoi colpi di sole, da Brad in poi, non abbiano più trovato pace è pure comprensibile, ma il dopo Vieri non può essere una valle di lacrime. Anziché piangere dalla Panicucci devi fare trenini a Rio De Janeiro. Manda un’azalea con un bigliettino a Bobo e ringrazialo di cuore per averti sfanculata. Ringrazia la Madonna del Rosario di Pompei per averti fatto la grazia di essertelo tolto di torno. E sappi che se un doppio stereotipo: la soubrette con l’ennesimo calciatore e la donna che piange per un omuncolo. Tutte uguali, noi altre.

(Nena Ristic)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Stasera sarò ospite di Matrix. Si parla di corna. (vostre, ovvio)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Se tutti gli assistenti di volo sono come Claudio, io da ora in poi volerò solo con Easyjet.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Se volete vedere l'intervista integrale che mi ha fatto Barbara D'Urso a Pomeriggio cinque, la trovate QUI, dal minuto 25:00. (capita che pianga anch'io, ebbene sì)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Oggi alle ore 16, 40 sarò da Barbara D'Urso per l'intervista unica. Un'oretta circa sulla mia vita, dall'infanzia ad oggi. Se i picchi di retorica raggiungeranno quelli di una poesia di Bondi, lapidatemi.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Comunque, sul penultimo numero di Chi, Claudia Galanti che dichiara di aver licenziato la tata dopo due giorni perchè fatica a fidarsi di una donna accanto a suo figlio e nella pagina seguente viene fotografata al parco con la figlia tra Raffaella Zardo e Alessandra Sorcinelli, è uno degli esempi più eclatanti di pedagogia scellerata in cui mi sia mai imbattuta.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Chi li ha visti a Milano Marittima nel weekend di Pasqua non ha dubbi: tra Rocco Carfagna, chirurgo plastico fratello del ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna e l'ex gieffina pugliese Marika Suppa, c'è del tenero. Arrivati nella mondana località della Riviera adriatica col Ferrari di lui (assai nervoso perché qualcuno gli aveva rotto uno specchietto), Marika e Rocco hanno alloggiato nel romantico hotel Il Saraceno e sono stati visti al ristorante Pacifico in compagnia di amici. Pare che galeotto sia stato lo studio di lui: sembra infatti che Marika fosse andata da lui per un ritocchino al naso e che la passione sia scoppiata tra una visita e l'altra. L'ex gieffina, oltre ad essere stata nella casa più spiata d'Italia, ha fatto per un po' la pr nel locale milanese Tocqueville e ora torna ad avere a che fare con un grande fratello. MA questa volta è il grande fratello della grande sorella Mara Carfagna.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Se c’è ancora qualche sparuta fan che spera in una rottura post reality della coppia formata dall’adorabile Andrea Cocco e dalla tarantolata Margherita Zanatta, si mettesse l’anima in pace. Dietro le quinte della trasmissione “Pomeriggio Cinque” lui le teneva la mano anche mentre la truccavano e tra ombretti e fard i due decidevano che, viste le loro continue ospitate in tv, la città in cui prendere casa insieme è senza dubbio Milano. Qualcuno spiega alla coppia che il loro amore durerà pure, ma che le loro ospitate in televisione sono già in dirittura d’arrivo, visto che il limone grande fratello è stato spremuto per sette mesi?
Si fanno sempre più insistenti le voci di un ritorno, a settembre, di Barbara D’Urso al timone del contenitore “Domenica cinque” (che a gennaio le era stato scippato da Federica Panicucci). Nel frattempo Barbara è in piena fase giustizialista. Guai a chi racconta fandonie sul suo conto. Nell’ultimo anno la conduttrice di “Pomeriggio 5” ha sporto ben quindici querele. Le “vittime”? Fabrizio Corona (per averla offesa in diretta a Pomeriggio 5) , Pupo (che ha millantato una relazione con lei) e infine Sky tg 24, tg 7, il quotidiano la Repubblica e numerose altre testate, colpevoli di averla inserita ingiustamente nella lista delle frequentatrici delle cene ad Arcore… Della serie: buona e cara ma non la provocate.
In pochi avevano previsto la vittoria dell’ex velina Giorgia Palmas all’Isola dei famosi. Tra coloro però che puntavano sul fascino carioca del bel Tyago Alves e quelli che invece davano per certa la vittoria della ruspante salumiera di Ladispoli Roberta Allegretti, c’era una nota conduttrice che continuava a dire (a molte settimane dalla finale) con sicurezza: “Vince Giorgia Palmas”. Si tratta della simpatica Caterina Balivo, la quale ne era certa perché il suo astrologo/sensitivo di fiducia sosteneva di vedere degli angeli accanto a Giorgia. Visto che il tizio pare attendibile, Caterina potrebbe chiedergli cosa vede accanto alla Brigliadori? Lucifero?
Grande sorpresa per i proprietari del ristorante giapponese “Mizu” in zona Arco della pace a Milano. Sembrava una domenica sera piuttosto tranquilla nel locale, quando ha fatto il suo ingresso scortata da due possenti accompagnatori (il fratello e il suo manager) una biondina poco appariscente con una treccia bionda, jeans e maglia oversize. C’è voluto un po’ per riconoscerla ma alla fine la sua identità è stata chiara a tutti: si trattava della cantante colombiana Shakira che, sorridente e disponibile, ha posato per alcune foto ricordo con clienti e proprietari del ristorante e ha dimostrato di parlare l’italiano meglio di molti connazionali…
Weekend di Pasqua piuttosto movimentato a Milano Marittima, dove molti “vip” hanno deciso di prendere il primo sole (e hanno beccato due giorni di pioggia). Il fratello del ministro delle pari opportunità Mara Carfagna, il chirurgo estetico Rocco Carfagna, era in compagnia dell’ex gieffina Marika Suppa, con cui pare abbia un flirt. L’ex isolana Aura Rolenzetti e nuova passione di Pippo Inzaghi, è stata rimbalzata all’ingresso della discoteca Pineta perché la sua compagnia era decisamente troppo su di giri e la coppia formata da Federica Nargi e l’attaccante delle Juventus Alessandro Matri è parsa a tutti decisamente in crisi. (musi lunghi e giornate trascorse con i rispettivi amici ma spesso separati)
Pochi lo sanno, ma la sera precedente il terribile malore che ha colpito il giornalista Lamberto Sposini venerdì pomeriggio, era successo un episodio curioso e piuttosto triste per il conduttore de “La vita in diretta”: era morto il suo amatissimo gatto Rocco che lui aveva raccolto per strada e che era l’ unica compagnia stabile nella vita da single separato del giornalista.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Oggi dalle 18,30 in poi sarò ad Arezzo (corso principale) all'inaugurazione del nuovo negozio Braccialini.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Una gira tanto, prova a percorrerre le strade più svariate e poi all'improvviso, come un lampo, arriva l'illuminazione: ho capito cosa voglio fare davvero nella vita.
Questo, solo questo:

(Bob Sinclar, campagna Yamamay)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Fermo restando che il matrimonio del secolo per me resta quello, sobrio e regale, tra Orlando Portento e Angela Cavagna, ecco qualche personalissima considerazione sul royal wedding.
Gli sposi. Siamo onesti. Gli sposi erano una palla di proporzioni bibliche. L’armadio a quattro ante laccato bianco di Mondo Convenienza trasmette più emozioni di Kate Middleton. Una roba che Barbara Palombelli al confronto è una pasionaria antifranchista. Carina, per carità, ma non c’ha regalato un dettaglio di cui sparlare. Voglio dire: la sora Diana che alla fine era meno tonta di quello che s’è sempre pensato, s’era presentata in Chiesa con delle clamorose maniche a sbuffo della serie “Un giorno Lady Gaga se crederà d’essersele inventate lei”, una coroncina di diamanti costata la vita ad almeno sedici minatori congolesi, uno strascico lungo sette metri e, soprattutto, l’aria spaventata di chi ha capito che lo ius primae noctis spetterà di diritto al bastone con la punta d’ottone dell’amata suocera Elisabetta. Kate ha attraversato la navata con l’incedere dell’alpino bergamasco, lo sguardo del cecchino serbo e, va detto, fasciata in un abito elegante, per carità. Raffinato, per carità. Caruccio, per carità. Ma così anonimo, già visto e sobrio, che Valeria Marini un vestito così non se lo metterebbe manco per annaffiare i gerani sul terrazzo. Il principe William se fosse il dirimpettaio insegnante di scuola guida all’Aci di Casalecchio sarebbe il classico uomo definito dalla donna tipo: “Bravissimo ragazzo per carità, ma Luca Sardella mi smuove più ormoni di lui”. Siccome però è un principe azzurro e siccome quando uno è principe pure se il cavallo bianco c’ha più criniera di lui è un figo imperiale, diciamo che William duca(pelli) di Cambridge è a malapena passabile. (poi il perché in Inghilterra i principi si debbano sposare vestiti da soldatini di piombo me lo devono spiegare, ma vabbè). Di sicuro, a guardarlo accanto a Kate, la prima cosa che viene da pensare è “con quella faccia lì questo da domani non avrà più il controllo del telecomando figurati quello della nazione”.
Il caso Cenerentola. Lo vogliamo dire una volta per tutte che Kate è la Cenerentola di ‘sta minchia o vogliamo continuare a far finta di credere alla favoletta del principe che sposa la donna del popolo? Kate non strappava i biglietti al museo delle cere, ma è la rampolla di una famiglia di milionari, per cui finiamola con ‘ste boiate, please.
Il viaggio di nozze. Ora. Va bene voler recitare la parte delle persone normali che fanno una vita semplice e hanno i normali doveri di una qualsiasi coppia di cittadini (sì certo, come no), ma manco il viaggio di nozze hanno fatto ‘sti due? Manco due lettini e un ombrellone in quinta fila a Follonica? Pure il piacere di vederli immortalati su qualche copertina a limonare sulla battigia c’hanno dovuto togliere?. “Il principe William è dovuto tornare a prestare servizio alla base di Anglesey della Raf”, annuncia Clarence House. Ho capito che deve lavorare per pagarsi le bomboniere e gli siamo tutti vicini, ma pure a un operaio metalmeccanico danno una settimana per fare uno straccio di viaggio di nozze e a William no? Che facevano, lo licenziavano? Pure se avesse presentato un certificato medico in cui un dottore assicurava che se ne sarebbe stato a letto sei giorni con l’ittero, gli avrebbero creduto e questo se ne torna a lavorare. Un weekend in elicottero??? Brutto cafone, ma sei il principe William o Fabrizio Corona? Fossi Kate sarei già in Giamaica con le sei amiche più baldracche che ho e tanti saluti.
Il tormentone Principessa Triste. Ma triste de che? Hai sposato un Windsor, quindi ridi, bella. Il giorno del matrimonio ridevo pure io che ho sposato un Pappalardo, ci manca pure che questa metta il muso.

Pippa. E fu così che a causa della noiosa perfezione degli sposi, l’attenzione si spostò sul parentame. A partire dalla mitica Pippa che, anche per onorare il nomignolo da cinepanettone , è la versione scaldamutande di Kate. Della serie: se Kate non ha sangue blu, questa almeno fa sangue. Che poi a esser sinceri è carina e nulla di più, ma accanto a Camilla Parker Bowles, cyborg Kate e le sorellastre Ferguson pure Suor Germana è la playmate di maggio, quindi figuriamoci Pippa. Ad ogni modo, io avessi avuto una sorella gnocca il giorno delle MIE nozze reali l’avrei gentilmente invitata a sedere nell’ultimo banco della chiesa in jeans, polacchine e t-shirt Monella Vagabonda e a sgranare il rosario a testa china. La cantante Arisa, vero nome Rosalba Pippa, ringrazia i Middleton per aver spostato l’attenzione.
Harry. Ormai s’è capito. E’ una legge della natura. In ogni famiglia che conta ci dev’essere la coppia formata dal fratello responsabile e il roscio intemperante, altrimenti non si è sufficientemente blasonati. In Italia abbiamo i fratelli Elkann e i reali hanno William nel ruolo ingrato di John e Harry nel ruolo invidiabile di Lapo. Io lo amo Harry, ve lo dico subito. Con quella faccia lentigginosa da scapestrato e l’aria dell’hooligan più che del principe, è evidente che nelle sue vene scorre più vodka lemon che sangue blu. Me l’hanno schiaffato sulla carrozza con i paggetti nella speranza che fossero gli unici invitati a non poter riferire a terzi le sue battute sul culo di Pippa e sui polpacci di Camilla. Gli devono aver ripetuto tante di quelle volte “Se fai qualche casino al matrimonio di tuo fratello sul trono ci sali pure tu, ma su quello della de Filippi” che se n'è stato tutto il tempo con la faccia di quello che pensava "Ma non potevo essere figlio di un ferrotranviere?". Ha fatto montare le strobo a Buckingham Palace e secondo me ha dato pure una botta a Pippa sul lettone della regina Madre. Insomma, Harry tutta la vita, altro che lo stampellone di William. E ci darà tante soddisfazioni in futuro,Harry Malpelo, io lo so.
Il bouquet. Discreto, era di pisello odoroso. Grande attesa a corte per l’imminente barzelletta del premier italiano sull’argomento floreale.

Le cugine Eugenia e Beatrice. E’ evidente: Sara Ferguson, per vendicarsi del mancato invito alle nozze, ha mandato le figlie conciate così. E “così” vale a dire una con in testa un nido di tortora e l’altra con la cornice delle foto delle vacanze al mare stampata sulla fronte. Diciamo che se la sposa era vestita Sara Burton, le due le ha vestite Tim Burton.
Gli invitati. Seicento in tutto. In un matrimonio poco pretenzioso a Casoria seicento è il numero medio solo dei paggetti, per cui direi che tutto sommato gli invitati erano pochi e selezionati.
I Beckham. Lui, bello come il sole, ha commesso un errore imperdonabile: s’è appuntato lo stendardo dell’ordine dell’Impero britannico sulla giacca a destra anziché a sinistra. Ora, a me di mio già non me ne frega una beata cippa del galateo e trattandosi di Beckham poi, posso solo affermare che con quella faccia lì David l’onorificenza se la sarebbe potuta appuntare pure sulle narici come una bue da traino, che io l’avrei applaudito lo stesso. Ad ogni modo, la scena è abbastanza immaginabile: visto che alla prima inquadratura tutti i commentatori del globo l’avevano già cazziato e deriso in diretta mondiale, al povero Backham devono essere arrivati tanti di quegli sms di amici e parenti sul cellulare nascosto nel taschino che lo avvisavano della figura di merda colossale che si stava consumando in mondovisione, che dopo tre secondi l’onorificenza era già sul lato giusto della giacca. Su Victoria poco da dire. Aveva LA CLASSICA ESPRESSIONE RAGGIANTE della donna incinta. Sì. Per la settima volta col marito in cassa integrazione. Se questa sfoggia ‘sta faccia alle nozze di William e Kate, al funerale della regina Madre cosa sarà? Un poltergeist?
Il TotoLibro. I bookmakers inglesi hanno già dato il via alle scommesse. Chi sarà il primo dipendente o parente stronzo a scrivere un bel libro scandalo sulla vera Kate, sulle ombre del matrimonio reale, sulle prime frizioni tra gli sposini, sui primi scazzi da mestruo della principessa, sulla prima baldracca infilata nel bagagliaio del Range di William? Il maggiordomo? Il giardiniere? La guardia del corpo? Io scommetto cento euro su Pippa entro due anni a partire da oggi. Si accettano scommesse. (Harry non vale, quello andrà pure a Pomeriggio cinque e farà la macchina della verità con la Panicucci, già si sa)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
L'epica lite tra Alba Parietti e l'amico di Costantino Daniele Interrante (video qui sotto), raggiunge l'acme quando lui esclama indignato: "Se mia madre fosse andata sull'isola e AVREBBE fatto quello che ha fatto lei mi sarei vergognato!".
E se lui SAREBBE andato a scuola anzichè a fare il tronista magari un congiuntivo lo azzeccava pure.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Una beatificazione, un matrimonio reale, la morte del terrorista sommo nel giro di tre giorni. E' stato ordito un complotto mondiale ai danni di Giorgia Palmas.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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