il blog di Selvaggia Lucarelli
Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli
VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)
« Febbraio 2011 | Pensatoio | Aprile 2011 »
Premesso che tra premier che comprano case su internet come fossero mutande di Victoria's secret e risse da bar a Montecitorio, ci sarebbero cose ben più importanti di cui occuparsi (e infatti me ne occupo e se ne occupa la parte sana del paese).
Premesso che nessuno mi obbliga a rispondere al telefono ad un giornalista, per cui mea culpa.
Premesso che non sono Alice nel paese delle meraviglie e quindi so benissimo che se scrivo uno status su Facebook qualcuno potrebbe riprendelo e pubblicarlo. (lo faccio io con gli altri, figuriamoci)
Ecco. Premesso tutto ciò, qualche giorno fa mi telefona un giornalista. Mi racconta, divertito, di aver letto un mio status su Facebook. Questo: "Questa sera faccio un gesto di rottura: guardo l'isola. Dai flash giornalieri mi è parso di capire che ci siano i presupposti per chiedere l'annullamento alla Sacra Rota".
Era solo una battuta. Avevo visto il mio ex marito sfanculare naugraghi e paguri con la stessa veemenza e l'ho buttata sul ridere. (neanche mi sono sposata in chiesa, tra l'altro). L'ho spiegato al giornalista, il senso del mio status (divertita anch'io), aggiungendo che non volevo commentare nè rilasciare interviste. Il giornalista mi ha chiesto di fare una battuta su presunti flirt sull'isola e ho risposto: "No grazie. Il mio ex marito è lì e si racconta benissimo da solo.".
Titolo dell'articolo: "Ora capisco che dovevo lasciarlo". E un collage di tre frasi che ho pronunciato ironizzando sul carattere del mio ex marito fatte passare per un commento ad altro. Il mio status su Facebook fatto passare per un riferimento a presunti flirt che non mi appassionano, non mi interessano, non mi riguardano.
Lo dico qui e non aggiungerò altro. L'unica cosa che mi lega al mio ex marito (oltre a qualche bel ricordo) è mio figlio ed è davvero l'unico argomento che mi interessa. Il resto (i reality, i flirt e le chiacchiere) sono fatti suoi e della sua fidanzata, al limite, non miei. Non voglio essere messa in mezzo. In tre anni non gli ho mai fatto una domanda sulla sua vita privata, figuriamoci se la cosa comincia ad appassionarmi adesso.
Ribadisco. Mi interessa mio figlio. Solo lui. Che non venga strumentalizzato e che non si parli della mia separazione come una guerra dei Rose's che non esiste.
E di questo parlerò (malvolentieri) ma solo per replicare a dichiarazioni del mio ex marito e del suo avvocato e, soprattutto, per proteggere mio figlio.
Il resto sono chiacchiere al vento e che il vento se le porti. Ah, no. Questa l'ha già detta la Carfagna.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Il video della bagarre scoppiata in aula che vede protagonisti assoluti il ministro Ignazio La Russa e Gianfranco Fini è qualcosa che, sono certa, custodirò nel cuore sino alla vecchiaia assieme ai ricordi più vivi e toccanti della mia esistenza: il parto, le mie prime Jimmy Choo, l'avvento del mascara waterproof e, appunto, Ignazio La Russa nel ruolo der Cipolla.
Vi prego. Guardatelo. Ascoltatelo, monnezza La Russa.
Chiede la parola in aula. E' stato appena contestato fuori da Montecitorio a suon di insulti coloriti quali: "Buffone buffone!", "Ve siete venduti pe' 'n piatto de lenticchie!", "Schiavi de Bossi! , "Processo processo!". Uno a quel punto si immagina, che so', una dura condanna. Una bella piazzata. Una spruzzata di vittimismo. E invece no. Ignazio Er Cipolla scoatta. E scoatta con tutti i crismi, aderendo con dovizia al protocollo del coatto d'ordinanza, quello da clichè, quello dei cinepanettoni. Quello che a pericolo scampato, una volta girata la chiave e trascinato il comò davanti alla porta, si dà una sistemata al pacco per darsi un tono e inizia con i racconti da sborone alla moglie. Testuale: "Figurarsi se mi sono spaventato!" (figurarsi. Con quel fisico scolpito nella roccia), "Ce n’erano cento!" (sì, ma guardateveli i cento facinorosi. Almeno cinquanta sono signore che sembrano aver appena finito di sfornare la ratatuia di melanzane). "Voi sareste scappati a casa come conigli!" ( certo. Lui se non fosse per il ruolo istituzionale li avrebbe sgozzati a mani nude e scuoiati uno a uno con il set di coltelli dello chef Tony). E quando uno è lì che pensa: "Questo era l'acme, dai, ora si va a scendere", Ignazio Er Cipolla ci regala un coup de theatre memorabile. Si strappa coi denti le vesti der Cipolla e in un attimo diventa "Beautiful mind":
"Una persona... che mi è venuta contro.... l'ho riconosciuta (qui siamo all'agnizione, alla drammaturgia latina) per essere l’organizzatore dei fischi a Berlusconi il diciassette marzo, la stessa persona vestita nella stessa maniera!". Certo. La stessa persona. Una persona che fischia ininterrottamente da tredici giorni senza manco trovare il tempo di cambiarsi le mutande. Più che un uomo, un merlo indiano. Ma lui l'ha visto, l'ha riconosciuto. Ilmattinohal'oroinboccaIlmattinohal'oroinboccaIlmattinohal'oroinbocca.
Poi cita a casaccio Daniela Santanchè come se citare Daniela Santanchè potesse conferirgli una qualche credibilità e un uomo non meglio identificato gli urla: "Ah, allora siamo a posto!" . Trovetemelo, quell'uomo. Gli regalo il mio corpo, ora.
E infine Fini. Gianfranco Fini. Un uomo alla deriva. Ascoltatelo attentamente. Cosa è accaduto alla voce di Fini? Perchè parla come uno che ha appena finito di fumarsi una canna d'erba afgana? Sarà mica la Tulliani che gli scioglie qualcosa nella minestra?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Devo essermi distratta un attimo.
Qualcuno mi sa dire da quando, Intimissimi, ha assunto come nuovo stilista Martufello?
E quand'è che hanno intenzione di mettere in produzione anche QUESTA, che non vedo l'ora?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Che Silvio Berlusconi sia uno strenuo sostenitore dell'energia nucleare è un fatto piuttosto scontato. Suppongo che a Veronesi sia bastato ipotizzare che gli effetti delle radiazioni nell'aria potrebbero essere, tra diciassette anni esatti, l'avvento della donna con quattro tette o con sei patonze, per convincerlo.
Quello che stupisce, analizzando i trenta secondi scarsi del video postato qui sopra, sono i suoi argomenti a sostegno del nucleare e, soprattutto, la competenza tecnica con cui li snocciola. Una roba che io, col microfono in mano ad un convegno sulla rabdomanzia bucolica, farei più bella figura.
L'incipit è scoppiettante: l'Italia ha rinunciato al nucleare per colpa della SINISTRA. Certo. Come no. Va a finire che lo tsunami in Giappone è colpa di un rutto di Bersani. E se la sinistra non si fosse impuntata magari oggi avremmo anche noi una Fukushima a L'Aquila. Pensate. Potevamo riacquistare punti all'estero invitando la Merkel o Barack Obama ad ammirare le nuove meraviglie del paese quali l'orso marsicano catarifrangente o i pastori abruzzesi a tre teste. Quante occasioni perse, per colpa della sinistra ottusa e obsoleta.
Poi Silvio rincara la dose. La sinistra è andata dietro agli ECOLOGISTI FANATICI. Chi sono questi ecologisti fanatici? Quelli che vanno a fare la spesa all'Esselunga con la pelliccia ecologica? Quelli che risolverebbero il problema della marea nera abbinandola col fucsia?
E da questo momento in poi, Silvio, con notevole sprezzo del pericolo, si addentra nell'intricato bosco delle questioni più tecniche. "L'energia nucleare è la forma più pulita di produzione di energia". Certo. Tanto poi le scorie lui le ricicla in Parlamento. "Ad un certo punto petrolio, carbone e gas si esauriranno!". Scenari apocalittici. La Mini Coupè della Minetti andrà a gazzosa. Il fido Spinelli non avrà più bollette di luce e gas delle Olgettine da andare a pagare. E tutto perchè la Sinistra vuole che si torni alle bighe e alle candele. Anzi. E' colpa di Rosy Bindi che vuole la penombra, così magari qualcuno se la tromba pure.
E arriviamo all'apoteosi:
"Pur essendo noi la patria di Enrico Fermi, il creatore della possibilità di creare dalla scomposizione delle cellule l'energia nucleare!".
Qui, per rimanere in tema, a Silvio gli si è fuso il nocciolo. Della lingua italiana. Delle nozioni spicciole. Dell'infarinatura base. Della fisica. Dell'educazione fisica. Dell'ora di religione e dell'ora di flauto. La scomposizione delle cellule? Cioè, secondo lui l'energia nucleare si ottiene non con la scissione dell'atomo, no, si ottiene scomponendo cellule. Dichiarazione che per approssimazione e competenza, è come dire: "Gli aerei si alzano da terra perchè ci sono degli gnomi nel motore che pedalano.". Succede tutto grazie alle cellule. Per colpa delle cellule, Fukushima è un coacervo di cellule impazzite. In pratica, secondo il nostro premier, con la pellicina di un mignolo si risolve il fabbisogno energetico del Canada.
Io neanche Il piccolo chimico gli metterei in mano a quest'uomo qui, figuriamoci il nucleare.
Certo è che se si potessero convertire le minchiate sparate dal nostro premier in energia, l'Italia avrebbe risorse energetiche per i prossimi diecimila anni. Come trarre energia pulita da una coscienza sporchissima. Altro che eolico e pannelli solari.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

E niente. Ce l’hanno fatta anche ‘sta volta.
Io li detesto, gli stilisti. Detesto le mode. Le tendenze. Tu arrivi a trentasei anni suonati con le tue certezze incrollabili (carboni ardenti o ballerine? Carboni ardenti. I pantaloni col cavallo basso? Piuttosto impalamento lento e doloroso su una stampella Zara. Che ne pensi del raso? Che va bene per Barbie Rapunzel, per le bomboniere assieme al macramè e per la Panicucci).
Insomma. Te ne stai lì, serena, alla vigilia di cambiamenti climatici apparentemente trascurabili quali l’avvento della stagione primavera /estate e senza nemmeno avere il tempo di accorgertene Lei, l’infame, belzebù, il Maligno, la TENDENZA, comincia a lavorarti ai fianchi. E non c’è scampo. Se è deciso che nella stagione autunno/inverno 2012 ci dovrà piacere la stola di criceto fucsia, noi non solo ce la faremo piacere ma la indosseremo anche con sommo diletto. Se è deciso che il pezzo forte della primavera/estate 2014 è il mantello di Batman portato sul trikini zebrato e il calzino antiscivolo De Fonseca, noi, dopo dieci minuti scarsi di scetticismo iniziale, passeggeremo per Formentera agghindate così. Di fronte al martellamento psicologico di Circe, del Maligno, della TENDENZA, i nostri dogmi stilistici si sgretolano come l’ormone di fronte a Lucio Dalla in burlesque con copri capezzoli Swarovsky.
Beh signori, quest’anno la Tendenza s’è superata. E’ riuscita in un’impresa impossibile: ce l’ha fatta anche con l’arancione. E non solo. Ha sdoganato una serie di colori fino a ieri inammissibili anche su un carro allegorico al Carnevale di Rio de Janeiro. Per non parlare della legittimazione irresponsabile di fantasie e modelli che fanno ufficialmente e insindacabilmente della primavera/estate 2011 il peggior momento storico per la moda femminile dopo l’avvento del pinocchietto elasticizzato, delle Birkenstock argento e dell’intimo Seduzioni Diamonds di Valeria Marini.
Ma andiamo con ordine e analizziamoli uno ad uno, gli irrinunciabili obbrobri della Tendenza primavera/estate 2011:
i colori, appunto. Dunque. Se siete donne da colori sfumati e tinte pastello, se amate il beige e il panna, il mio consiglio è quello di recarvi nel supermercato di zona al calar del sole avvolte in una burqa, fare provviste di cibo, acque e generi di prima necessità e di blindarvi in casa fino a settembre in attesa di tempi migliori. Perché quest’anno i colori non sono colori, NO. Sono destri di Apollo Creed in piena faccia. La cara vecchia scala cromatica, ora lo sappiamo, era a soffietto. Lei, la Tendenza, l’ha richiusa in un attimo per aprirci la nuova, maestosa, pirotecnica rosa di proposte cromatiche che prevede la supremazia assoluta dell’Arancio. E parliamone, di ‘st’arancio. Diciamolo che c’ha sempre fatto schifo, a tutte, indistintamente, l’arancio. Che se fino al venti marzo c’avessero detto “L’arancio o Barabba?” avremmo gridato in coro “Barabba!”. Che se fino al venti marzo giravi vestita arancio in Montenapoleone ti chiedevano di riasfaltare il marciapiede e ora passi pure per una donna assai stilosa. E sopportiamo le peggiori umiliazioni, in nome dell’arancio. Entriamo nei negozi e se ci azzardiamo a chiedere qualcosa di arancione, la commessa ci guarda come fossimo una pantegana da sei etti che riemerge grondante melma dalla cloaca massima, e ci specifica col sopracciglio alzato: “Di arancione non c’è nulla, ma abbiamo parecchie cose sulla tonalità mandarino.”. L’arancione quest’anno si chiama mandarino, segnatevelo. Lei, il Maligno, la Tendenza, ha deciso che la promozione ad agrume di Sicilia nobilita, per cui non vi azzardate a cercare varianti creative, ad entrare in una boutique e chiedere una camicetta color “patonza della Brambilla” o “tinta di Michele Mirabella” perché passereste per eversive o pezzenti e non è raccomandabile, soprattutto a Milano, dove la pena prevista per gli svarioni stilistici è particolarmente crudele. Si passa dall’obbligo di scrivere un editoriale credibile di sessanta righe in cui si spiega in maniera convincente il perché Lapo Elkann sia "the best dressed man" nonostante sembri il gatto Garfield in doppiopetto, all’obbligo,nei casi più gravi, di trascorrere un giorno di shooting con la simpaticissima fashion blogger Chiara Ferragni. Roba che è meglio la miniera siberiana (non la possono mandare a presidiare la fusione del nocciolo in Giappone, la Ferragni?).

E archiviata la questione arancione, non è che con gli altri colori della stagione vada tanto meglio. Altro must assoluto è il fucsia. Ovvero: altro colore che ha sempre fatto schifo a tutte. Unanimemente. Una delle rare cose su cui le donne si trovano insolitamente d’accordo, a parte l’assoluta magnificenza di Johnny Depp e la clamorosa intrombabilità della moglie. E le gambe a X della Marcuzzi, come dimenticare. E non è che il fucsia e l’arancione facciano tendenza, separatamente. A targhe alterne. No, no. Abbinali e sarai stilosissima. Gli ultimi ad averli accostati, il fucsia e l’arancio, sono stati i Righeira nel video di “No tengo dinero” ma fingiamo di dimenticarlo. E mescoliamoli anche con gli altri colori, perché no. Tutti rigorosamente fluo, mica pastello, eh. Il giallo (limone), il verde (prato, ma di Fukushima), il turchese (modello “volevo suicidarmi col viagra”) e ancora il ciliegio, il petrolio e tutte le tonalità più minchione che possano venirvi in mente che stanno all'eleganza come la compilation di Striscia la notizia sta alla musica, ma tant’è.
Poi c’è il capitolo “fantasie”. Siccome lei, il Maligno, la Tendenza, temeva che in fucsia e arancione non fossimo già sufficientemente ridicole e sgraziate, ha deciso che ci devono piacere anche le righe orizzontali. E i pois. Una roba che perfino Kate Moss, se si mette un pantalone fucsia su una maglia a righe orizzontali verdi e commette l’incauto atto di guardarsi allo specchio, esce dal tunnel delle droghe pesanti e entra dritta in quello della dipendenza da Somatoline notte.
E infine, ciliegina sulla torta, tripudio di giacche informi, senza linea, lunghe e con le maniche da risvoltare, come a dire: “Pezzo di cretina, ti sei messa ‘st’accozzaglia di colori, ora almeno abbi la decenza di occultare codeste nefandezze cromatiche indossando la giacca di Sbirulino.”. Ovviamente, sugli scaffali, è un pullulare, anche, di shorts. Perché lei, il Maligno, la tendenza, ci vuole catarifrangenti per attirare l’attenzione sulla cellulite che tracima dal pantaloncino inguinale. E ci vuole con le scarpe a punta. Con le maglie oversize. Con l’animalier. Con le pochette di plastica lucida.
Ci vuole, sostanzialmente, cesse. E se tu glielo fai notare, alla commessa, allo stylist, al giornalista di moda, che lei, il Maligno, non è che ci valorizzi un granchè in questa stagione, ti rispondono che dipende dalla personalità di chi l’indossa. Che è una di quelle risposte pregne tipo: “Ma tu con tuo marito non ci trombi più?”. “No vabbè ma sai, dopo tanti anni subentrano altre cose”. Ma subentra cosa? La filatelia? Il rubamazzo? L'arancio?
Personalissima previsione per settembre: gran bustoni di vestiti fluo alla Caritas. E il prossimo inverno il clochard più discreto sembrerà Cristiano Malgioglio nel video di “Sbucciami”.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Non ci posso credere. Non so quale mente illuminata (un giornalista di videonews, comunque), stamattina, nel corso di "Mattino 5", ha aperto un servizio sulla guerra in Libia con questo spezzone di "Ritorno al futuro". E la cosa più grave era il commento: "A Los Angeles avevano già capito tutto molto tempo fa!". E' il baratro.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Berlusconi: "I nostri aerei non sparano e non spareranno". Bene. Ora si tratta di capire 'sti tornado come li ricicliamo: a) come charter da Orio al Serio per Sharm b) come aerei di scorta al jet di Briatore perchè da tempo la Gregoraci si sente minacciata dalle forze aeree a disposizione della Santarelli. c) per occupare lo spazio aereo sulla casa del Grande fratello e dedicare uno striscione a Rosa Baiano.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Questa qui (Veronica Cappellaro), che legge il gobbo per rispondere ad una domanda sui saldi (pensa se le chiedeva dei fulmini globulari), che ansima manco si stesse accoppiando con Mike Tyson, che è appanicata manco stesse inviando un videomessaggio all'occidente da un covo talebano, questa qui, dicevo, è il presidente della commmisione CULTURA nella regione Lazio. Tra sindaco e il resto nel Lazio stanno messi bene. Manca solo Er Cipolla ai beni archeologici.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
La Arcuri che apre con "E adeRso!", legge i passaggi più difficili della scaletta quali "questa manifestazione" e "il ministro della difesa" con la voce di un Teletubbie, non sa manco passare il microfono quando l'altro parla e il suo esilarante "ministroooo" mentre il pubblico, per la prima volta, fischia l'arrivo di un ministro e non il suo culo. E Alemanno? Cos'è? Un vocalist del Cocoricò?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Vi racconto una cosa bella. Di livello. In una conversazione su Skype tra due arcorine, le ragazze parlano di uno strip ad Arcore con la divisa del Milan. Lo racconta Repubblica, specificando che i discorsi sono in massima parte "irriferibili". Gira voce che l'irriferibile sia l'epica frase: "Stasera però IL CULO GLIELO DAI TU!".
Turni con alternanza per lavori usuranti. Queste so' sindacaliste, non zoccole.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Ora Chicco Testa ci dirà che con due domeniche a piedi a Fukushima passa tutto.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Si mormora che dietro al recente rientro nel pdl del deputato Giulia Cosenza ci sia la seguente ragione: la sua storia con Andrea Ronchi sarebbe finita, lui non avrebbe (ancora) riconosciuto il figlio nato recentemente dalla loro relazione e sarebbe tornato dalla moglie. Dicono.
C’era una splendida pantera che si aggirava in laguna durante lo scintillante Carnevale di Venezia. Era la cantante Skin che si trovava lì per ricevere il Cavalchina Award al teatro La Fenice. In molti l’hanno vista ammirare la città sul taxi-vaporetto scattando fotografie in compagnia di una donna bionda che presentava a tutti come “my girlfriend”. Com’è romantica, la pantera.
Durante la festa di presentazione del nuovo team Ducati in piazza Maggiore, a Bologna, la scorsa settimana, c’erano davvero tutti: Valentino Rossi, Cesare Cremoni, Giorgia Surina e chi più ne ha più ne metta. Eppure ad attirare l’attenzione nel backstage era una donna la cui presenza, lì, era abbastanza curiosa: si trattava della sexy ( e brava) criminologa Roberta Bruzzone la quale abbandonate per una sera le vesti della capace commentatrice di efferati delitti nei salotti tv, si godeva lo spettacolo baciando pubblicamente (e appassionatamente, riferiscono) il suo fidanzato.
Il bel concorrente del Grande fratello Andrea Cocco, dopo aver scoperto nella maniera più traumatica possibile (in diretta nazionale) che la sua (ex) fidanzata Szilvia lo tradiva con il modello Marian, pare abbia un nugolo di ragazze intorno disposte a consolarlo molto volentieri. Se dentro la casa c’è Margherita in pole position, fuori dalla casa, Andrea ne ha un’altra, molto sexy, che si autocandida a consolarlo. Si tratta di Melita Toniolo che su facebook scrive: “Mi prenoto per Andrea!”. Della serie: come darle torto.
Tra gli ospiti dell’ultima puntata de “Le invasioni barbariche”, il bel talk show condotto da Daria Bignardi su “La 7”, c’erano la coppia di attori Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi lì per promuovere il loro film in uscita “La vita facile”. I due fascinosi attori, oltre a pubblico e spettatrici a casa, hanno messo in subbuglio tutta la redazione (in massima parte femminile) del programma, al punto che s’è svolta una votazione tra le autrici per decidere chi sia il più sexy tra i due. Il risultato? Ha stravinto Favino ma Daria Bignardi ha votato per Accorsi.
E’ guerra tra Edoardo Tavassi, il simpatico e agguerritissimo fratello della gieffina Guendalina, e gli autori del grande fratello. Edoardo si è convinto infatti che sia in atto una sorta di complotto per far uscire dalla casa la sorella rea, secondo lui, di non seguire le direttive degli autori (ad esempio, secondo lui, Guenda si sarebbe opposta alle richieste degli autori che la volevano far coppia con Roul). I finalisti certi secondo Edoardo? Margherita, Rosa e Andrea. Staremo a vedere se ha ragione o è mania di persecuzione.
Cristiano Sandri, il fratello di Gabriele, tifoso della Lazio ucciso prima di una trasferta a Milano dall’agente di polizia Spaccarotella, non vuole che il fratello venga dimenticato. Per questa ragione, tante sono le iniziative che sta organizzando. Sul sito dedicato a Gabriele, www.foranangel.it, già anticipa il primo evento: il 22 settembre presso lo Spazio Novecento a Roma, ci sarà la prima festa dedicata a Gabbo in cui i più importanti dj di Italia si alterneranno alla consolle. Per non dimenticare.
La bella (e simpatica, cosa rara in tv) Filippa Lagerback ha tutta una serie di riti scaramantici che rispetta con accurata precisione prima del programma “Che tempo che fa”. Quali? Li svela lei nel suo blog www.planetfil.net : “ Non metto il viola, non gufa in macchina (non dico" che bello, oggi non c'è tanto traffico...") Prima di volare ho la manìa di dover bussare(!) sull'aereo prima di entrarci, di mettermi in una certa posizione per il decollo... Il corno portafortuna invece è per me una novità.. è a punta, bello ed è stato regalato..non è rosso, importa?”
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Mai stata una nostalgica. Mai stata del partito “Si stava meglio quando si stava peggio”. Io tifo per il progresso. Per i tanti vantaggi che comporta. E badate bene, sto pensando ai vantaggi del progresso applicati ai settori importanti della vita. A quelli vitali. Che so, volete mettere i fondotinta pastosi dell’adolescenza con quelli no transfer tenuta 24 ore di oggi che non ti vanno via manco dopo tre ore di pomiciata selvaggia con l’uomo barbuto? Secondo voi io rimpiango quelle miscele ignobili tipo l’indimenticabile Cristal Soleil la cui promessa era quella di regalarti una chioma biondo nordica con due spruzzate e che in un nanosecondo trasformavano l’adolescente più eterea e sensuale in Davide Mengacci? O penso con nostalgia a quelle piastre che oltre a raggiungere in mezz’ora circa una temperatura identica a quella che c’è all’interno della crosta terrestre col risultato che alla terza passata il capello era identico al baffo di tigre dopo il salto nel cerchio di fuoco, parevano le pinze per l’elettroshock? Vi pare plausibile che rimpianga la vecchia crema abbronzante Lancaster? Quella ciofeca di crema la cui consistenza era tipo cera per parquet e color terra di Siena, il cui effetto era quello di trasformarti in Carlo Conti dopo una spalmata per poi tornare Ozzy Osbourne dopo una doccia? Son qui che spero in un moto vintage della Garnier perché rispolveri gli Inventa Ricci, ovvero quegli affari plasticosi inguardabili gialli e blu su cui si avvolgevano i capelli per poi ottenere l’effetto riccio, una roba che tu ci impiegavi tre giorni e tre notti per trasformarti in Riccardo Cocciante e alla prima flatulenza del gatto sul divano si afflosciavano di colpo? Eh no ragazzi miei. Io sono per la modernità. Per le cose semplici. Solo una cosa rimpiango. E’ Il momento : “ Ti ha telefonato coso”. Se avete l’età mia o giù di lì, sapete di cosa sto parlando. Era quel momento dell’adolescenza in cui tu, io, dopo una giornata passata fuori casa senza telefonini e diavolerie d’ogni genere (quando dici “diavolerie” stai invecchiando. E anche quando chiami tuo figlio “lenza”), rientravamo a casa e durante la cena, mentre masticavamo il pollo, nostra madre buttava lì distratta un vago: “Ah, ti ha telefonato coso!”. La frase, apparentemente innocua, generava clamorosi subbugli interiori in qualsiasi adolescente medio perché si sa, qualsiasi adolescente medio vive lo strazio di un amore non corrisposto. (Moccia ci s’è comprato casa ai Caraibi per argomentare ‘sta minchiata). “Scusa mamma, coso chi?”. “Ehhhhh…. Quello, come si chiama, coso!“. “Sì, ma che vuol dire coso? Non ti ricordi il nome?”. “Oddio me l’ha detto ma non mi ricordo, mi pare Giovanni, Francesco, no… Ubaldo…Teodorico, ah no, Ezechiele, non lo so, coso!”. E a quel punto si consumava regolarmente la tragedia. Nella migliore delle ipotesi l’adolescente, io, sfanculava la povera madre la quale a sua volta si rivolgeva al capofamiglia dicendo “Hai sentito tua figlia?” e lui replicava: “Ha il tuo carattere!” e a quel punto se il fratello più piccolo osava chiedere “Posso avere ancora un po’ di purè?” finiva sfanculato pure lui e a letto senza cena, per cui “coso” ha provocato più delitti all’interno delle mura domestiche che le questioni di corna e di asse ereditario.
Eppure io ogni tanto ripenso a “Ti ha chiamato coso!”, realizzo che non lo dirò mai a mio figlio perché lui, di cosa, saprà pure orientamento religioso, citazioni preferite e come sta in costume da bagno prima ancora che si facciano una telefonata, e la cosa (questa cosa, non “cosa” intesa come quella malefica sciacquetta della futura fidanzatina di mio figlio) mi mette addosso una strana nostalgia. E non so bene di che. Forse di un po’ di approssimazione, di romanticismo, della strada meno breve, di quelle cose sudate e sospirate a cui la tecnologia toglie un po’ di magia. Insomma, mi manca coso.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Tante volte sarebbe meglio mandarli a fare le rapine.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

La discussione è sulla pagina facebook del giornalista Andrea Scanzi e la scintilla è stata l'articolo di Francesco Merlo su Repubblica. (quello su mamme, padri e fidanzate delle olgettine)
Visto che per una volta mi esprimo seriamente sulla questione, riporto qui la discussione:
Andrea Scanzi:
Leggevo giusto adesso Francesco Merlo su Repubblica. E pensavo alla stessa cosa. Il punto non sono le lupe di Arcore: ci son sempre state. Il degrado è altrove: nelle madri che istigano le figlie a far sesso, nei padri che le invitano a darla in tutte le salse (nascondendo microspie nei palazzi del potere). Ah, la sacra famiglia cattolica italiana. E poi tutti a Messa.
Selvaggia Lucarelli
E invece io non sono d’accordo. La trovo una teoria debole. Tanto per cominciare perché se è vero che le lupe ci sono sempre state, ci sono sempre state anche le madri in cerca del buon partito per la figlia, le madri che combinavano incontri, le madri che condannavano le figlie all’infelicità di un matrimonio con uomini magari vecchi e ripugnanti ma in grado di risolvere i problemi economici di sette generazioni. (Elisabetta fu felicissima di sposare Filippo II di Spagna, come no) Erano le figlie, casomai, a essere più ingenue e timorate di Dio, una volta. E i padri? Siamo sicuri che siano sempre stati “il braccio armato dell’educazione”? Anche quelli, tanti, che chiudevano la figlia in camera dopo un paio di ceffoni dimostrativi per impedirle di uscire col ragazzotto reo di scaricare la frutta al mercato? (sottotesto: quel pezzente) I padri che mettevano la figlia bella sul mercato delle aste matrimoniali sperando che si affrancasse da povertà e bassifondi? Quello che è cambiato rispetto a cento, mille anni fa, è che le donne, oggi, hanno molti più strumenti per opporsi. Per non stare al gioco. E questa è la seconda ragione per cui la teoria (ma forse sarebbe bene dire “il taglio dell’articolo”) non mi entusiasma. Perché deresponsabilizza la donna. E io, da donna, esigo che le donne, le proprie responsabilità se le assumano tutte. Le olgettine, il sistema gnocca/potere, certe dinamiche disgustose le conosco tutte. Quelle ragazze lì non sono semplicemente il frutto di un’educazione storta. Certo, i genitori di Noemi Letizia o il padre della Guerra andrebbero esiliati in qualche campo di lavoro siberiano, ma è troppo facile attribuirgli tutte le colpe. La verità è molto più cinica e volgare: quelle ragazze lì volevano la Birkin di Hermes e il programmino in tv. Punto. E lì sta l’inganno. Papi sostiene di aver aiutato ragazze bisognose. Le ragazze sostengono di aver chiesto aiuto nei momenti difficili. Bisognose? Momenti difficili? Quelle ragazze lì, ve lo scrivo col sangue, di lavori (e anche di bei lavori) ne avrebbero trovati a pacchi. Se nasci gnocca come la Guerra o Marystell disoccupata non lo sarai mai. Lavori negli showroom, fai la hostess, la commessa, la porta in faccia non te la chiude nessuno, garantisco. E’ che loro di lavorare per portarsi a casa due, anche 3 mila euro al mese non hanno voglia. Perché poi tra affitto e bollette la Birkin e la tetta nuova non ci scappano. E diciamolo, che palle starsene in un negozio, svegliarsi all’alba, io so’ figa e il mondo deve saperlo, voglio andare in tv. E’ lì che si arriva alla marchetta. Al bunga bunga. Le spiegazioni più articolate e profonde sono balle. Quei genitori, quei fratelli, quei fidanzati sono osceni, ma sono le lupe che decidono della propria vita. Sono loro, le loro conversazioni telefoniche, i loro sms squallidi, le marchette facili, le invidie misere, le rivalità meschine, l’infinita, deprimente volgarità di certe donne a essere l’epicentro di questo schifo. Potremmo scomodare l’argomento “i giovani d’oggi non hanno più valori” al limite, ma l’arduo compito lo lascio ad Alberoni o alla Palombelli.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

(Nhow Hotel, Milan)
Domani sera, a Venezia, presso la meravigliosa cornice del teatro La Fenice, la titolare presenterà il PREMIO CAVALCHINA prima del Gran Ballo che andrà avanti fino alle quattro del mattino.
I premiati saranno: Claudia Cardinale, la cantante Skin, Marta Marzotto, Jean Michel Jarre e Pierre Cardin.
Interverrà il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Secondo Vittorio Sgarbi se uno paga una donna per trombare in più occasioni non è prostituzione, perchè tra i due si crea un rapporto d'affetto. In pratica il mio vicino di casa quest'anno farà il cenone di Natale con la nigeriana sotto casa.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Selvaggia Lucarelli per "Top".

Lorenzo Cherubini Jovanotti è al culmine della felicità: è il primo italiano della storia ad essere stato invitato, l’undici giugno, al Bonnaroo festival, il festival di musica rock più famoso e importante del mondo. L’evento si svolge nel Tennessee e quest’anno oltre al nostro Lorenzo, ci saranno ospiti del calibro di Robert Plant, Arcade Fire ed Eminem.
Gene Gnocchi è in una fase professionale a dir poco entusiasmante. In tv è su Rai 3 tutte le domeniche con “L’almanacco del Gene Gnocco”, è a teatro con l’esilarante spettacolo “Cose che mi sono capitate”, sta calcando il palcoscenico di Zelig e, a sorpresa, si sta cimentando in una nuova impresa: la stesura di un romanzo. Per ora è a metà dell’opera ma c’è da scommettere che entro fine anno sarà già in libreria.
Il Rubygate ha scatenato una serie di eventi tra il divertente e lo sconcertante: imprenditori nel campo dell’abbigliamento che acquistano il copyright “Bunga bunga”, Lele Mora che organizza un carro per il Carnevale di Cento con tutte le Olgettine, arcorine che mettono all’asta le loro dichiarazioni come se non si trattasse di interviste ma di tappeti persiani… e infine c’è chi gioca sul filo dell’ironia. Justine Mattera si è esibita a Barcellona a bordo di una nave Costa Crociere col suo nuovo sexy e ironico spettacolo di burlesque in cui tra streapteese e ancheggiamenti fa la sua apparizione un cartonato che ritrae il premier sorridente. Il titolo dell’esibizione? BURLESQUONI!
Accesa discussione dietro le quinte di “Pomeriggio 5”, martedì scorso. In un fuori onda infatti l’ex gieffino Clivio ha rivelato all’efebico Roger Garth che la bella salentina Francesca, famosa nella casa per il suo fidanzamento con il modello Matteo, avrebbe un altro fidanzato tenuto opportunamente nascosto. Apriti cielo. Appena terminata la puntata Matteo si è scagliato contro Clivio invitandolo a non pronunciare più il nome di Francesca e il biondo gieffino, senza tentare neppure uno straccio di difesa, è scappato via dagli studi in lacrime. Meglio di Beautiful.
Il bell’attore Eros Manolo Galbiati è ancora lì che domanda ad amici e conoscenti cosa potesse mai farci Luca Giurato, qualche sera fa, in un noto cinema romano, tra gli spettatori in platea del nuovo film dei fratelli Cohen "Il Grinta". In lingua originale, per giunta. Va a finire che Giurato, famoso per le sue gaffe e gli strafalcioni grammaticali, è madrelingua inglese come la Minetti…
Terminato il festival di Sanremo in cui, in quanto conduttore era tenuto alla diplomazia, Luca Bizzari ha svelato quali fossero le sue preferenze musicali. Lo dice nel suo status su Facebook: “Ora finalmente lo posso dire. L’album di Raphael Gualazzi è semplicemente straordinario. Compratelo numerosi.”. Sarà felice Caterina Caselli che della nuova proposta Raphael è talent scout e produttrice.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Colin, prendimi con te e spolvererò quella statuina tutti i giorni in tenuta da sexy colf con delle piume di fenicottero rosa.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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