il blog di Selvaggia Lucarelli
Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli
VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)
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NON MI CLASSIFICAVO SECONDA in qualcosa dai tempi del concorso "Miss Gabicce mare" nel lontano 1992.
(Certo che replichero'. E se riesco lo porto davanti al tribunale dell'Aia, il boia)
p.s.
Cliccate sulla stroncatura e invitate amici e parenti a farlo. Se arrivo prima entro stasera battendo il presunto video con Fiore e la Mussolini vi giuro che domani metto online quello con Grasso e Natalì.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Oggi, a "Pomeriggio cinque".
Gianluca Buonanno della Lega Nord rivolto al trans Efe: :"Piuttosto che fare figli è meglio che tu ti faccia il nodo al pisello!".
ll trans Efe: "Io grazie al mio pisello lavoro e guadagno dei soldi. Guadagno come un notaio giovane e mi piace vendere il mio corpo!".
Vladimir Luxuria: "Perchè questa contrapposizione tra uomini e donne? Le donne sono le nostre migliori amiche e poi le donne soffrono di più se sono tradite con altre donne che con una trans."
Antonella Boralevi: "Le donne sono diventate come gli uomini, pensano solo al lavoro e alla carriera, ecco perchè gli uomini vanno a trans!".
Alessandro Meluzzi: "Se la sessualità è scissa dall'amore, l'umanità qui fa una brutta fine".
Fermateli.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Scusate ma saranno un paio di mesi che sfogliando i giornali mi imbatto nella pubblicità di Soprani ed ogni volta, di fronte all’orrore, finisco per trascorrere il pomeriggio seduta sulla panchina del parco giochi senza curarmi del principio di ipotermia, fissando il vuoto e domandandomi: “Perché?”.
Nello specifico.
Che c’azzecano gli stivali in pelo di muflone, bianchi, trapuntati, col guanto in raso alla Rita Hayworth? Non si capisce se Manuela nostra sia pronta per uno slalom sulla nera di Bardonecchia o per un addio al celibato nel locale di Schicchi.
Ma poi chi era il fotografo che le ha suggerito la mossa del guanto tra i denti? Roba che al confronto Postal Market fa fotografia d’avanguardia.
E infine: Manuè, posa per il catalogo di Monella Vagabonda, infilati un pannolone in swarovsky e diventa testimonial di Tena Lady, raccontaci dei tuoi transiti intestinali come la Marcuzzi ma togliti quella roba di dosso!
Te lo dice una donna, per una volta.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Per la cronaca: ieri ho incrociato una decina di All Blacks dietro al Duomo.
Vi dico solo che loro, gli ultimi maschi rimasti, bestiacce rudi e virili, baluardi incrollabili dell'omo che non ha impostato "Via Gradoli" tra gli indirizzi preferiti sul navigatore, passeggiavano indossando le temutissime CIABATTE DA PISCINA IN PLASTICA BLU.
Rodney io te lo dico: con me hai chiuso.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Visto che il caso Marrazzo ha scatenato un tourbillon di articoli e speciali tv sull’argomento, non posso esimermi dal fare alcune considerazioni sul tema del momento: i trans (e, appunto, il caso Marrazzo).
1) Ma io dico. Voi uomini non eravate quelli che ci chiedevano a gran voce di tornare a fare le donne, di recuperare grazia e femminilità, di ricominciare a mettere la gonna? Non ci rimproveravate di essere troppo simili a voi? Insomma, tutte ‘ste menate per anni, una cerca di accontentarvi e spende un patrimonio in tacchi a spillo e cerette alla brasiliana e voi spendete un patrimonio in brasiliani pelosi come kiwi? Ma che dobbiamo fare noi altre per rimettervi sulla retta via? Farci crescere le basette? Cominciare a togliere le imbottiture dal reggiseno e infilarcele nelle mutande?
2) E ora? Dove sono finite tutte le care vecchie certezze, tutti i cari vecchi segnali che erano sicuro indizio di tradimento? Dobbiamo cominciare a cercare tracce di dopobarba sul colletto delle vostre camicie?
3) E a proposito del povero Marrazzo. Piero, tranquillo. Lancia una bella linea di occhiali in carbonio, carbonfossile o carbonella da quattromila euro al pezzo utilissimi nel qual caso uno volesse andare a trans in tangenziale a mezzogiorno senza essere riconosciuto, infilati un mocassino viola, limonati una tua cugina o una vecchia zia e noi ci dimentichiamo tutto. Anzi, mi stupisco che la Sozzani non ti abbia già proposto la copertina di Vogue in quanto raro esempio di eleganza e stile.
4) Pare che uno dei riti irrinunciabili di Marrazzo a casa di Natalì fosse quello di farsi un bagno e mettere le pantofole di lei. Considerato che io ho un trentasei scarso e che in una mia pantofola al mio fidanzato entra a malapena un alluce, oltre all’invidia del pene mi deve venire pure quella del piede? (numero 43 per giunta)
5) Al povero Piero è toccata in sorte pure la sfiga di un cognome che si presta a battute e allusioni sessuali di ogni tipo. Qualcuno s’è scomodato a dire “nomen omen”. Se è così, chissà cosa bisogna aspettarsi da Casini e Bocchino.
6) Tra le cose che non ho ben capito della vicenda c’è la seguente: ma se questo benedetto video l’aveva visto Signorini che poi l’ha passato a Marina Berlusconi che poi l’ha girato al padre che se l’è visto con Bondi che l’ha passato a Belpietro che l’ha rimbalzato a Feltri che l’ha visto in salotto coi nipotini che l‘hanno restituito per sbaglio al Blockbuster di Viale Corsica al posto di Kung fu Panda e che quindi alla fine è stato proiettato all’Uci cinema Bicocca sabato sera nella sala cinque, io mi domando: ma perché cavolo se lo doveva comprare più ‘sto benedetto video il povero Marrazzo, chè tanto l’avevano visto tutti?
7) Io dico. Ma con tutti i posti in cui poteva andare, il buon Marrazzo, proprio dai cappuccini si doveva rifugiare? Saranno uomini di chiesa ma sempre uomini con la gonna, sono.
8) Diciamo che almeno un indizio sui gusti sessuali dell’ex presidente della regione Lazio lo avevamo. Prediligeva i non operati. E in effetti anche in fatto di consulenze e incarichi s’è sempre opposto ai tagli.
9) Ma che è questa storia dei tremila euro per… sì insomma… per il BATOCCO? Ma neanche un lapislazzulo proveniente da una miniera del sud della Cina costa tanto al grammo.
10) Ormai non c’è salotto tv che non abbia un trans tra gli ospiti. Eva Robins, Maurizia Paradiso e Platinette hanno raddoppiato il loro cachet. Gira voce che psicologi e criminologi siano molto preoccupati. Pare, addirittura, che Paolo Crepet ora si faccia chiamare Lola e si aggiri nei corridoi della Rai in golf di cachemire,calze a rete e zatteroni.
11) Non so se la Gardini le abbia fatto le sue scuse, ma ora è chiaro perché la povera Vladimir Luxuria, in parlamento, preferiva andare nel bagno delle donne. Non era una conquista. Era prudenza.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

L'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, entrando in un noto locale di Milano sulle cui pareti sono appese le foto di personaggi vari, indica un mega ritratto di Berlusconi e rivolto al proprietario del ristorante fa: "Io voglio una mia foto lì, accanto a quella di ZEUS!".
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Giusto per dirvi che grazie a "Le iene", ieri sera ho partecipato, ahimè, al mirabolante reality "Mortacci tua!".
Ovviamente ho creduto alle moine del finto fan e ci sono cascata come una pera.
Non so se la simpatica scenetta andrà in onda stasera ma comunque non vi anticipo la natura e l'entità degli insulti.
Mortacci loro.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ieri, io e Platinette. Borsettate sui massimi sistemi:
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

E' uscita su Maxim di novembre la mia intervista al buon Francesco Facchinetti. (ripresa da molti siti specie per le fantasie hard sulla Gelmini) . Qui sotto nella versione integrale:
Nell’arco di una chiacchierata durata un’ora, Francesco è entrato in confusione su un solo argomento: la sua età. Dice di avere ventisette anni, poi si corregge e se ne dà ventotto, poi chiede a me e conclude che, “Porca miseria, ne ho ventinove, ho perso il conto!”. Questo passaggio la dice lunga su quante cose siano accadute e stiano accadendo nella sua vita: Francesco, al momento, conduce “X factor” tutti i mercoledì sera su Rai due, “Il processo a X factor” il sabato pomeriggio sulla stessa rete e un programma radio, “Password, dal lunedì al giovedì su Rtl. In più, sono in onda gli spot di un noto operatore telefonico di cui è testimonial da poco, è uscito il suo primo libro “Quello che non ti aspetti” ed ha recentemente esordito come attore ne “L’ispettore Coliandro”. Verrebbe da scrivere, come hanno già fatto in molti, che “Francesco è cresciuto”. E invece, ad osservalo con attenzione, viene fuori che Francesco ha fatto qualcosa di molto più astuto che crescere: ha custodito il bambino che c’è in lui, lo ha infilato in abiti più sobri e lo fa rigare dritto.
Forse è per questo che lui, mosca bianca, al contrario di tanti personaggi dagli esordi poco edificanti, non rinnega nulla del suo passato da dj naif e di canzoni demenziali, ma al contrario ne parla volentieri e ci ride su. Dice che il suo libro preferito è “Il piccolo principe”. Ecco, si potrebbe dire che Francesco è l’aviatore che conduce programmi di successo e Dj Francesco è il principe- bambino che gioca ancora alla Playstation e colleziona puffi.
Capello più lungo e barba incolta: hai smesso di fare il ragazzino o hai smesso di lavarti?
La verità è che sentivo l’esigenza di avere un aspetto che mi aggiungesse qualche anno e un po’ di autorevolezza. Per il ruolo che ho a “X factor”, quello del presentatore, i miei ventinove anni a volte li ho sentiti come un limite perché non è facile essere il più giovane del gruppo e dover bacchettare Morgan o la Maionchi che hanno più anni ed esperienza di me. La barba secondo me mi rende più credibile e incisivo. E’ anche il motivo per cui nascondo i tatuaggi sotto una bella giacca: a “X factor” io non parlo più solo alle teenager, devo piacere a gente di tutte le età e il look aiuta.
La tua faccia e la tua vita raccontano la storia di un buono a tutti gli effetti . Ho messo sotto torchio tutti i tuoi amici e collaboratori più stretti per sapere dov’è la fregatura e su di te non ho ottenuto una confessione scomoda, una critica, niente di niente. Lo chiedo a te: dov’è la fregatura?
Ho i miei limiti, come tutti. Intanto vorrei cantare come Stevie Wonder ma mi sa che sarà dura. E poi sarà che sono figlio di mio padre e che da un punto di vista artistico mi ha tirato su Claudio Cecchetto, entrambi stakanovisti da competizione, ma credo che il mio difetto più grande sia quello di dedicare pienamente la vita al lavoro. E’ anche un punto di forza perché questa dedizione porta risultati eccezionali e infatti non è un caso che anche mia sorella Alessandra, che è come me, sia arrivata a livelli altissimi nella moda, però ogni tanto dovrei avere la capacità di fermarmi un po’ per ricaricarmi.
Il web è meno buono nei tuoi confronti. Sai che su Facebook c’è il gruppo religioso “Odio amaramente Francesco Facchinetti”?
Se è per questo di gruppi contro di me ce ne saranno almeno una ventina! E’ una legge della fisica: quando arrivi in alto, dividi, spacchi il pubblico in due: da una parte quelli che ti amano e dall’altra quelli che ti odiano. Se un giorno dovessi vedere cartelli con la mia faccia e folle che inneggiano il mio nome cambiereri paese e ricomincerei tutto daccapo. Io voglio essere spiazzante , non rassicurante. E comunque fino ad un paio di anni fa mi detestavano tutti, direi che le cose ora vanno decisamente meglio.
Insomma, pochi detrattori e molti sostenitori. I complimenti che ti lusingano di più?
Io vengo dal mondo della musica e ora lavoro in un programma che racconta quel mondo, per cui i complimenti dei cantanti sono quelli che mi lusingano di più. L’idea che gente come Guccini, Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Jovanotti apprezzino quello che faccio e vengano a dirmelo mi rende orgoglioso.
Passiamo al gossip velenoso. Dicono che tu e Morgan fingiate di starvi simpatici ma che in realtà vi reggiate poco. Lui nelle interviste non è mai troppo lusinghiero, ti definisce “bambinone”. Che mi dici?
Io e Morgan veniamo da due mondi completamente diversi ed entrare in contatto con lui, umanamente parlando, è piuttosto difficile. Però sono fiero di aver acquisito non dico la sua amicizia ma senz’altro il suo rispetto e non è cosa da poco, visto che lui, essendo un uomo di cultura, inizialmente aveva svariati pregiudizi nei miei confronti . E comunque, dice che sono un bambinone? Beh, allora ora dico una cosa che lo farà incazzare : la verità è che Morgan alla fine è un bravo ragazzo. Se gli tagli i capelli e gli levi il trucco quello che rimane è un bravo ragazzo brianzolo, come me. Siamo più simili di quello che pensa.
Quanto ti manca Simona Ventura?
Moltissimo. Io in tv ho cominciato con lei e negli anni l’ho affiancata in tanti programmi per cui quando mi ha detto che avrebbe lasciato “X factor” sono rimasto malissimo, mi sono sentito come un calciatore abbandonato dal compagno di squadra, quel compagno che per giunta gli ha insegnato a giocare. Sostituirla con Claudia Mori in quel momento mi sembrava la scelta giusta.
Hai detto “mi sembrava”. Pentito?
No. So che molti la ritengono poco “televisiva” ma la scelta è ragionata: volevo spostare ancora di più il programma sulla musica con un giudice preparato e credibile. E infatti questo ha creato i primi veri problemi a Morgan che quest’anno si confronta con una persona che conosce bene l’argomento. Simona per lui era molto più attaccabile di Claudia proprio perché Simona incarnava la televisione, non la musica.
Oltre ad essere poco televisiva direi che la Mori è anche poco simpatica… Sulla porta del suo camerino c’è un cartello con scritto “Evitiamo di baciarci e stringerci la mano, c’è l’influenza a”. I suoi truccatori devono indossare guanti e mascherina.
A me questi suoi vezzi fanno sorridere. Il capriccio fa parte del suo cotè ed in fondo Claudia è stata scelta anche per questo suo cotè che secondo me proviene da un oscuro background. Probabilmente è così per una sorta di osmosi con Celentano che le ha trasmesso questi atteggiamenti da star internazionale. O forse è lei che li ha trasmessi a lui, che ne so!
Nell’ultima edizione di x factor non c’è stato un fenomeno “Giusy Ferreri”. E’ perché Giusy era molto brava o perché Matteo Beccucci era moderno quanto le giacchette paiettate della Maionchi?
Non c’è stata una nuova Ferreri perché secondo me il vero talento di questa edizione è un diesel. Ci impiegherà un po’ più di tempo ma ci metto la mano sul fuoco: Noemi avrà un grande successo e il singolo con Fiorella Mannoia è già un risultato eccezionale. In più c’è il disco dei “Bastard sons of Dioniso” che sta per uscire e anche da loro mi aspetto molto. E poi la vuoi sapere una cosa? La Giusy Ferreri di quest’anno è Alessandra di “Amici”. Quella ragazza ha un carisma e un appeal particolari… fortunata la De Filippi ad averla trovata prima di noi. Del resto in questo genere di programmi la fortuna consiste spesso nello scovare un talento prima che lo faccia la concorrenza!
A proposito di “Amici”, l’anno scorso c’è stato il fastidioso balletto degli spostamenti di palinsesto: “X factor” cambiava giorno di programmazione e “Amici” lo seguiva a ruota per sfidarvi. La cosa ti irritava?
Questi giochetti non mi sfiorano neanche. Se entri nel circolo vizioso dell’ansia da controprogrammazione sei finito, finisci per perdere il sonno per una partita di calcio su un’altra rete o per Ballarò che sfora di dieci minuti. Ti dirò, propongo alla De Filippi di chiamarci fuori da questo twister di veleni! Lancio un appello: Maria, invitami ad “Amici”, io vengo in trasmissione, me ne sto lì con Platinette e la Celentano e tu vieni ospite ad “X factor”! Dico sul serio, sarebbe fantastico.
Negli ultimi anni ti hanno attribuito flirt con Simona Ventura, con Roberta Armani e, ora, con il braccio destro di Giorgio Gori Ilaria Della Tana. Tutte donne più grandi di te di parecchi anni. Quando un giretto con la Maionchi?
(ride) Sulla questione dell’età posso dirti che non è rilevante, sono uscito anche con ragazze giovani ma magari non si è saputo. Amo le donne in generale, dire che apprezzo solo le quarantenni è come dire “non mi piace l’arte, mi piace solo Van Gogh”, un’assurdità. I miei presunti flirt non li confermo e non li smentisco. Per anni ho dato da mangiare ai giornali di gossip e ora non racconterei i cavoli miei neanche se mi offrissero un milione di euro. Primo perché alla gente delle mie fidanzate non gliene frega una cippa e secondo perché quando sfoglio questi giornali di gossip sotto l’ombrellone penso sempre “Guarda questi due in copertina che coglioni che sono!” e io non voglio che diano del coglione anche a me! Sotto l’ombrellone, per giunta.
Se ti nascesse una figlia come Noemi Letizia?
Per me Noemi Letizia è la nostra Paris Hilton e comunque dopo aver scrutato il fenomeno e aver visto le sue foto in Sardegna ho deciso in via definitiva che non voglio avere figli! La cosa curiosa è che il caso “Noemi Letizia” è scoppiato in contemporanea con “X factor” e il successo della “nostra Noemi”, per cui inizialmente, quando mi raccontavano di questa Noemi che aveva passato la notte di Capodanno a casa del premier pensavo parlassero della “mia” cantante e rimanevo malissimo. Un qui pro quo andato avanti per settimane.
Come spendi e investi i soldi che guadagni in tempi di crisi?
Sarà l’animo brianzolo ma sperpero poco. Magari pago le vacanze ai dieci amici che vengono con me, ma non faccio follie. Per il resto ho comprato casa alla mamma e sto costruendo la mia nuova casa. Non ho una mentalità imprenditoriale perché trovo che fare i soldi coi soldi sia negativo. E’ un pensiero musulmano.
Per una fidanzata qualche spesa folle l’avrai fatta…Sì. Una vera pazzia, Un rubino senza senso. Era un autentico sangue di piccione e quello che si è dissanguato sono stato io.
Una notte con Maria Stella Gelmini, con Stefania Prestigiacomo o con Mara Carfagna?
Con la Gelmini tutta la vita! Oh, che vuoi che ti dica, a me Maria Stella piace di brutto. Sarà per via di quell’occhiale serioso, sarà per quel leggero accento bresciano…sarà che ha tutta questa voglia di riforme e la cosa mi suona ambigua…Il fatto è che a me sono sempre piaciute le donne rigorose, quelle coi coglioni e lei incarna in pieno quell’ideale di donna.
Cosa ne pensi delle tante ragazze che andavano a feste e serate in compagnia del premier? A te le donne hanno mai chiesto favori?
Riguardo le feste di Silvio avrei una lamentela da fare: Berlusconi, perché non mi ha mai invitato? Tra l’altro io c’ho un casino di amiche pure piu’ affidabili, le avrei portate volentieri! Che poi c’avevo ‘sta curiosità di vedere il letto di Putin. Com’è fatto? C’è scritto Vladimir sulla testata? Passando all’argomento raccomandazioni invece a me nessuna ha mai chiesto nulla. Secondo me raccomandare è un’attitudine e se ti poni nel modo giusto non scateni certe dinamiche. Ma poi io sono fuori da certi giri, i miei amici sono canadesi, senegalesi, al massimo mi portano un cd da ascoltare.
Silvio dice che va avanti per sette ore, giusto il tempo di una doccetta. Tu, duri più o meno di un ghiacciolo fuori dal frigo?
Oh, le maratone non fanno per me. Io non ce la faccio e poi mi mancano afrodisiaci potenti come Mediaset, il Milan… Diciamo che duro al massimo un’ora e con la cena compresa.
Hai ammesso una passione per la lingerie: indumenti e colori preferiti?
Le autoreggenti e rigorosamente nere, inutile che le donne giochino tanto sui colori perché tanto quando uno spegne la luce poi non è che sta tanto a far caso ai particolari.
Cioè, tu mi stai dicendo che fai l’amore a luce spenta come le signorine?
Ebbene sì. Forse dipende dal fatto che il mio “imprinting” sessuale è stato con donne molto timide…
Anche con la Yespica spegnevi la luce?
Io nemmeno me lo ricordo il sesso con Aida, quello era Dj francesco, oggi non sarei più in grado di fare quelle robe lì.
L’indumento in una donna che t’ammoscia?
La calze! Donne, vi prego, buttate le calze grigie, marroni e verdi di lana! E per favore evitate quelle bianche velate. Che orrore. Tollero solo i calzini colorati di Gallo o le calze velatissime nere e autoreggenti.
I sex toys ti piacciono o ci sbatti le uova per l’omelette?
Non mi interessano per niente e credo che ci sia un motivo: io abito fin da piccolo in una casa che si trova tra il sexy shop Cleopatra e un Blockbuster. Di conseguenza ho passato l’adolescenza nel sexy shop e a furia di vedere oggetti e oggettini m’è venuta la nausea, per cui ora la sera preferisco noleggiarmi un film da Blockbuster!
E’ vero che casa tua è una specie di sala giochi e che c’è addirittura una camera insonorizzata per i flipper?
E’ verissimo. Credo sia una reazione alla mia infanzia e all’educazione ricevuta. Mia madre era una vera hippy con una repulsione totale per i soldi e il consumismo per cui tutto quello che andava di moda quando ero un ragazzino, dalla Bmx ai pupazzetti del wrestlig, io non potevo averlo. A quindici anni mi sono messo a lavorare e mi sono comprato tutto da solo. Ancora oggi compro i giochi anni ’80, puffi compresi.
Anche le scarpe rientrano nel meccanismo della compensazione?
Sì, ma anche dal mio essere un feticista convinto, come lo sono tutti i collezionisti del resto. Mi fisso con un oggetto o una marca e poi voglio solo quello. Vesto solo Armani e possiedo quasi esclusivamente Adidas . Ne avrò quattrocento paia e ordinate secondo un criterio cromatico. Guai a chi me le tocca.
Nel tuo armadio, oltre alle scarpe, c’è una discreta quantità di scheletri. Che mi dici di “Bella di padella” o di capolavori assoluti quali “La mia polka”?
Intanto con “La mia polka” c’ho vinto un disco di platino! Io non rinnego proprio ninete, anzi, sai che ti dico? Che Dj francesco è stato un grande tanto che a un certo punto ho duvuto cambiare nome e identità perché non ero più in grado di essere lui, non ero più all’altezza. La mia speranza è che Dj Francesco si incarni in un'altra persona, che qualcuno abbia voglia di diventare lui, io sarei perfino disposto a regalargli tutti i sui pezzi, i vestiti e pure le ex!
Sono in onda una serie di spot – tormentone della telefonia con le seguenti coppie: Christian De Sica e Belen Rodriguez , Max Tortora e Michelle Hunzicher, Francesco Facchinetti col padre. Perché a te niente gnocca?
Sai che è vero? Che poi in realtà anche Ilary Blasi sarebbe testimonial della Vodafone ma il signor Vodafone non me l’ha fatta mai incontrare, non ci incrociamo neanche in mezzo fotogramma. Perché???
Quest’anno ha fatto pure l’attore ne l’ispettore coliandro. Puoi tranquillizzare il pubblico? Reciti come canti o vai un po’ meglio?
A essere sinceri recitare mi è venuto facile anche perché ho interpretato il ruolo del serial killer e io sono cresciuto con Joker di Batman e altri cattivi per antonomasia. Certo, non credo che la mia carriera sarà quella dell’attore…a differenza di Dj francesco che diceva sì a mille proposte in un solo giorno, ora ho imparato a dire “No grazie, non sono in grado.”.
Abbiamo dipinto il ritratto del bravo ragazzo e io dico che non ti fa onore. La più grande cazzata che hai fatto?
Tre anni fa sono stato due giorni a Las Vegas con un amico. Dopo due ore che ero lì era a tavola con quaranta persone provenienti da tutto il mondo, dagli Emirati Arabi alla Russia. Quello che ho combinato non posso raccontarlo perché è al di là di ogni immaginazione ma se dai un’occhiata al film “Una notte da leoni” puoi fartene un’idea, seppur vaga. E comunque, come recita un detto “Quello che si fa a Las Vegas rimane a Las Vegas”. Ci sono poi una serie di cazzate adolescenziali …A sei anni ho rubato la macchina a mio padre e mi sono schiantato contro un albero.
E i tuoi genitori? Che dicevano?
Dicevano? I miei erano denominati “Mano lesta” (mio padre) e Mano Pesante (mia madre). La volta in cui ne ho prese di più è stata a 14 anni. Ero uscito col mio migliore amico e avevamo bevuto una birra tostissima, doppio malto, la Du Demon. Lui è svenuto in piazza ed è finito in ospedale a fare la lavanda gastrica mentre io sono andato a casa e sono mi addormento nella vasca da bagno. Se ripenso agli schiaffoni che mi ha dato mia madre quella volta avrei preferito la lavanda gastrica.
Da bastardidentro.it: Dio creo’ Francesco e disse: vuoi esser intonato o trombarti la Yespica?
Dico che Dj Francesco ha fatto la scelta giusta! Chiamalo scemo.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Eccovi il riassunto dei momenti salienti della seconda puntata del Grande fratello 10:
Maicol viene decretato “il preferito dal pubblico da casa” per cui, ragazzi miei, qui bisogna mettersi in testa che di ‘sti tempi se non sei gay, trans, ermafodito, transgender, tranformer o eunuco non ti si fila nessuno. Non so voi ma io mi sto facendo crescere le basette e stamattina ho messo una mano sul culo alla donna delle pulizie, sta a vedere che salgono le mie quotazioni. Certo è che dopo le partecipazioni di Rocco Casalino (maschio quanto “Candy My little pony”) , Siria (lesbica mangiafuoco, una roba da far resuscitare Freud), Jonathan (mezzo uomo e mezzo pashmina), Floriana Secondi (una donna al cui confronto un Grizzly di sei metri è un’odalisca), Ascanio Pacelli (il primo uomo con tre gameti diversi: uomo, donna e zerbino) , Maicol (uno che è gay e lo dichiara anche perché sarebbe più facile nascondere un jumbo sotto un kleenex che il suo orientamento sessuale) e ora Gabriele (una donna che è diventata uomo e che beata lei s’è liberata di cellulite, tampax, cerette e sguardi da ingravidabalcone addosso), al Gf sono trans-itate tutte le specie sessuali in circolazione. Mancano solo l’infibulata, l’uomo a tre palle e il cetriolo di mare.
E a dirvela proprio tutta, se si dà un’occhiata ai maschi eterosessuali della casa, diventa facile comprendere il perché gli omo riscuotano tanto successo:
George Leonard, va detto, è bono come il pane e in effetti ha in quoziente intellettivo di una michetta al sesamo. Dopo il suo meraviglioso: “Meglio un giorno da leoni che mille da cento” ieri sera, sollecitato dalla Marcuzzi a regalarci altre perle di saggezza, ci ha deliziati con un memorabile: “Raccolgo tutte le mie parole in una singola parola che è Carpe diem!”. Ora , non so se il ragazzo abbia difficoltà a contare fino a due o sia convinto che si scriva carpediem tutto attaccato, fatto sta che raccolgo tutte le mie parole in una singola parola e dico che questo è completamentestordito.
Terminato il siparietto col pirla ternano, si passa al nodo cruciale della serata, ovvero la minaccia di abbandonare il gioco da parte delle due concorrenti Daniela e Sabrina. Ora, sarà anche vero che il giochetto “vado/non vado, resto/non resto” ci ha stracciato i maroni, ma onestamente il processo intentato da Alfonso Signorini alle due sgallettate mi ha lasciata basita. Credo che manco la moglie di Marrazzo abbia fatto un cazziatone di tale portata al marito. Al grido di “Andatevene, fuori!” Signorini, nel giro di tre minuti netti, le ha accusate di ingratitudine, incoerenza, mancanza di palle, alitosi, pedofilia e apologia del nazismo. Ci mancava solo un atto di sodomia punitiva praticata col gambo spinoso della rosa che brandiva in mano e giustizia era fatta. Difesa d’ufficio a parte, non s’è ben capito il perché le due volessero uscire. Daniela era convinta che il Grande fratello fosse una vacanza, roba che di ‘sto periodo a Sharm dormi, mangi, bevi e trombi col capovillaggio a trecento eurI tutto compreso, non capisco perché una debba considerare vacanza una clausura a Cinecittà tra peti e rutti. L’altra, Sabrina, è in crisi perché il suo fidanzato non approvava la sua partecipazione al Gf. Sabrì, bella de zia, dà retta a Selvaggia: sei bionda, bella, giovane, educata, intelligente, sensibile e manco te la tiri, damme retta, dà un bel calcio in culo a quell’egoista insicuro che ti vuole a Brindisi a fare le orecchiette con le cime di rapa sperando che ti inchiatti il prima possibile cosicchè anziché i provini in tv andrai a raccogliere le olive a Cellino e goditi ‘sto Grande fratello che se ti impegni lo vinci pure. Tiè.
Arriva il momento tanto atteso: Alessia Marcuzzi presenta Gabriele, ovvero il concorrente che era una donna ed è diventato un uomo. Scorrono le foto di Gabriele (che poi si chiamava Elettra) da piccolo e bisogna dire che se nell’osservare una polaroid scattata a mia figlia mi rendessi conto che ad undici anni imbraccia la chitarra con l’avambraccio di Hulk Hogan, due domande me le farei. Comunque, il ragazzo racconta un’infanzia in cui la madre gli disse “Vedi, nella mia borsa ci sono il rossetto e lo specchietto, ma l’affetto per te non c’è” e di una nonna che l’ha cresciuto prendendolo a schiaffi se tardava il rientro a casa di cinque minuti, per cui è piuttosto comprensibile il perché un bel giorno gli sia venuta voglia di essere nella posizione di quello che rutta sul divano guardando la finale di coppa mentre la donna lava i piatti. Il suo ingresso nella casa è accompagnato da uno strano avvertimento della Marcuzzi: “Gabriele, sei superstizioso? Perché sai, sei il diciassettesimo concorrente della casa, che dici?” e a quel punto non si capisce se l’intento della conduttrice sia quello di verificare se ‘sto pover’omo abbia qualcosa da grattarsi o sia ancora in fase di assemblaggio.
Comunque, Gabriele glissa con eleganza e apre la porta rossa. Manco a dirlo, Camila, ovvero la ninfomane indemoniata, gli salta addosso tra urletti ebeti e vi giuro che a vedere donne così viene voglia di operarmi pure a me. Tutti lo salutano calorosamente senza sospettare di nulla, a parte del fatto che possa essere il gemello di Den Harrow separato alla nascita.
L’attenzione si sposta nuovamente su George Leonard al quale il Gf ha preparato una sorpresa: apprendiamo infatti con dolore che il tizio si è riprodotto, faccenda preoccupante perché la sua pirlaggine non è più un caso isolato ma potrebbe tramutarsi in focolaio a breve, e quindi gli viene mostrato un videomessaggio del figlioletto. Che per la cronaca, ha cinque anni, si chiama DAN LEONARD come un eroe del wrestling ma parla come Martufello.
Segue l’ingresso della gnocca Veronica che è una specie di animale mitologico metà Pamela Camassa e metà Fiordaliso che nella vita dichiara di lavorare in un asilo come educatrice e a Rimini come cubista. Che è un po’ come se Gino Strada dichiarasse di fare il medico di guerra in Afghanistan e assemblare mine in Serbia, ma sorvoliamo. (e comunque sia chiaro, io con un’insegnante così manderei mio marito a prendere mio figlio a scuola solo scortato da Miriam e Tom Ponzi, oltre che in collegamento satellitare col monitor del mio ufficio). Ovviamente, siccome qui un padre impiegato con un principio di calvizie e ancora in vita non ce l’ha nessuno, Veronica dice di avere un cattivo rapporto con la figura paterna per ragioni misteriose tra cui un suo lungo viaggio in Angola. Non ci è dato di sapere se ‘sto padre commerci in diamanti, in zanne d’elefante o organizzi colpi di stato con mattanze di civili a colpi di macete, ma siamo preparati al peggio.
L’unica buona notizia è che all’ingresso della bella Veronica per la prima volta in dieci giorni la brasiliana ninfomane non esulta né butta braccia al collo ma emette una specie di rantolio e la guarda con la faccia di chi sta già meditando su come decapitarla nel sonno e farlo sembrare un incidente domestico.
Da segnalare la pietosa (e consueta, al gf) gag di Tullio in confessionale che finge di tormentarsi profondamente all’idea di nominare qualcuno. Lui poi. Uno che non ci pensa due volte prima di farsi quella pettinatura da pirla e poi si spreme due ore per dire “Daniela”. Ah Tullio, come disse l’operatore aci al mitico Furio: “Ma va a caghèr!”.
Infine, come non spendere due parole su Padre Alberto, ovvero lo gnocco vastese, ovvero l’omo della casa che piuttosto che farlo intravedere a qualcuna se lo farebbe tagliare e sotterrare in giardino come l’osso di un labrador. L’omo che ogni volta che entra nel confessionale anziché dire la sua sulle chiappe di Mara come tutti i maschi della casa, comincia a elencare i suoi peccati, dal furto di una pecorella del presepe a scuola all’omissione di soccorso a una cavalletta sul ciglio della strada. Inutile dirvi che il ragazzo ha capito tutto perché la faccenda, ad una donna, intriga parecchio. E poi insomma, un altro caso di maschio invaghito d’un maschio. Ma almeno una se la deve giocà con un tizio che se chiama Dio, non con una specie di camionista siliconato che di nome fa Natalì.
Amen.
Alla prossima puntata.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Noto con crescente preoccupazione che il novantotto per cento circa della specie maschile, superati i quaranta, nello spiegare cosa l'abbia conquistato nella sua nuova fidanzata non utilizza più i buoni, cari argomenti "Ha tutto quello che cerco in una donna", "Abbiamo un sacco di cose in comune" o "Hai visto che chiappe?" ma adduce la seguente motivazione: "E' una che non rompe i cojoni".
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Vogliamo parlare dello stupefacente infighimento della Buy o vogliamo che la faccenda finisca nel dimenticatoio assieme ad altre questioni di rilevanza nazionale?
La domanda é: lei, la Parodi e Barbarona D'Urso hanno il codice genetico di Benjamin Button o la domenica si ritrovano nei vasconi della casa di riposo Cocoon?
E ora? Chi sarà la nuova icona "cornuta sfigata depressa ipocondriaca e con ricrescita scura da menopausa impellente?".


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La speciale galleria dei personaggi maschili da evitare prosegue oggi con la descrizione accurata di una delle specie più diffuse, noiose e prevedibili all’interno del variegato mondo “fauna maschile”, ovvero “l’uomo sposato”. L’uomo sposato è come la varicella o un invito a Villa Certosa: presto o tardi, è toccato a tutte. Comunque, per quelle poche fortunate che fino ad oggi sono riuscite a scampare il pericolo, ecco una serie di caratteristiche tipiche dell’uomo sposato che dovrebbero funzionare come deterrente:
- l’uomo sposato non ammetterà mai di avere una relazione con voi perché la monogamia sta all’uomo quanto Torvaianica sta a Carlo Rossella, no. Il motivo profondo e lacerante della sua infedeltà è sempre, a suo dire, racchiuso in una frase tipica della specie, ovvero: “Sai, sono in crisi con mia moglie”, minchiata colossale che talvolta viene alternata con le variabili “Sai, io e mia moglie siamo separati in casa”, “Stiamo insieme per i figli altrimenti ci saremmo lasciati da un pezzo!”, o anche con un nebulosissimo “Stiamo insieme ma ormai non c’è più niente!”. Ovviamente, nella prima fase della relazione, la malcapitata di turno tende a credere che il tizio sia realmente tormentato per cui ogni volta che lo vedrà seduto sul bordo del letto con la testa china e l’aria vistosamente preoccupata, si convincerà che stia pensando a come dirlo alla moglie. La realtà è che lui sta pensando se ha fatto bene a comprare Brocchi al fantacalcio , ma questo, la poverina, lo realizzerà molto tempo dopo.
- L’uomo sposato sosterrà sempre la tesi “Giuro! Prima di te non mi era mai capitato di tradire mia moglie! ”. Quando scoprirete il particolare dei suoi tre figli illegittimi in Bielorussia, sosterrà che gli è capitato in quell’anno in cui la moglie si rifiutava di avere rapporti con lui per motivi futili, ovvero la doccia gessata dal collo in giù che l’aveva costretta all’immobilità totale a seguito di un incidente in moto. Anche lì, il dubbio di avere a che fare con un tizio sensibile quanto un cecchino serbo, non si sa bene il perché, tarda a venire.
- L’uomo sposato non ammetterà mai di togliere la fede quando esce di casa e di rimetterla quando rientra. La sua tesi sarà sempre: “Sai, la fede non la porto mai, ho una grave allergia a oro e nichel”. Quando gli farete notare che ha un Rolex in oro massiccio al polso e non vi pare di intravedere dermatiti deturpanti sul braccio, lui sosterrà che il suo caso è sul tavolo del Chicago hospital perché è l’unico al mondo di allergia da contatto all’anulare sinistro. E quando gli farete notare che al suo rientro dalle ferie al mare con la moglie ha un alone circolare bianco sul dito incriminato, affermerà che a Porto Cervo il must dell’estate era passeggiare sulla battigia col palloncino di Spongebob legato all’anulare sinistro.
- L’uomo sposato, manco a dirlo, vive ormai da anni con la moglie come fossero fratello e sorella. Non hanno più alcun rapporto intimo. Al massimo un bacio sulla guancia a Natale. Ovviamente, nel corso della vostra relazione, la moglie avrà tre gravidanze di cui una plurigemellare ma voi vi ostinerete a credergli anche quando vi giurerà di aver visto più volte nel cuore della notte un tizio con ali piumate fare il suo ingresso dalla finestra e dire a sua moglie “Lo chiamerai Gesù”.
- L’uomo sposato, ha sempre un parente in fin di vita. E’ la regola: la sera in cui vi ha promesso di dare la ferale notizia alla moglie, la suocera si romperà il femore scivolando su una buccia di anguria a novembre, la zia che l’ha cresciuto rimarrà schiacciata dal plasma 42 pollici nel tentativo di sintonizzare la tv sul digitale terrestre e, soprattutto, la moglie farà avanti e indietro dall’ospedale così tante volte in un anno che vi verrà il dubbio di avere una relazione col marito di Britney Spears. Dopo anni di scuse del genere, alcune si convincono a lasciare l’uomo sposato non tanto perché è un idiota pallista ma nel dubbio che porti decisamente sfiga.
- L’uomo sposato ha sempre bisogno di tempo. Per dirlo alla moglie, per risolvere delle misteriose questioni economiche, per trovare una casa e, ovviamente, perché lui, quello sensibile, vuole aspettare che i figli crescano un po’. Quando l’amante vedrà finamente una foto del suo adorato figlio minore non nel portafogli dell’amato ma sulla prima pagina del Corriere della sera perché ricercato per traffico internazionale di droga, generalmente le sorgono i primi dubbi che i suoi figli siano ormai grandini e che lui, l’uomo sposato, lascerà la moglie quando Sandro Bondi arrostirà salsicce alla festa dell Unità.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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