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Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli

Mantienimi il libro di Selvaggia

DA NON PERDERE

VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE

Da perdere assolutamente:

Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)

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Ottobre 2009

« Settembre 2009 | Pensatoio | Novembre 2009 »

Valgono il prezzo della corsa

29.10.09

Tassista romano:
Signo', senta queste:
"Aho', Berlusconi Ford Escort, Marrazzo Ford Transit!".
"Sa perchè Marrazzo s'è ritirato in convento? Perchè la mattina je piace farsi un cappuccino!"
"Oh, quando i carabbbinieri so' entrati in casa Mastella i cani j'hanno scodinzolato!".

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

C'ha proprio il vizio

28.10.09

Roberta Serdoz, moglie di Piero Marrazzo: "Amo Piero, ce la faremo.".

Insomma, tutto torna: quando si dice "una donna con le palle".


Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Grande fratello 10 (prima puntata)

27.10.09

Signore e signori, ecco a voi le mie tenere considerazioni sulla prima puntata del Grande fratello 10:

Alessia Marcuzzi: impeccabile nel suo Versace vintage, ha avuto un momento di spiccata furbizia quando ha domandato alla concorrente Diletta: “Tu che conosci il linguaggio dei segni, come si dice “Ciao!” a gesti?” . Alessiè, tu lo sai che ti voglio bene, ma come vuoi che si dica “ciao” nel linguaggio dei segni? Col gesto dell’ombrello? Facendo una piramide umana con la gente in attesa dell’autobus? Vabbuò.
Alfonso Signorini: si sarà pure rifiutato di acquistare il video di Marrazzo ma non si capisce cosa l’abbia spinto ad acquistare la giacca verde “Luca Sardella vintage” con tanto di margherita sull’occhiello.
Tullio: se un pirla del genere con scarpe rosse in tinta con i pantaloni e una cintura con le scritte luminose è un rappresentante d’abbigliamento allora voglio Patrizia D’Addario rappresentante di reliquiari entro fine anno. Si è definito con una certa fierezza “Tullio, l’amico delle donne” che come posizionamento, nella vita di un individuo, si trova esattamente tra “non è bello, è un tipo” e “io quello non lo toccherei manco co’ una canna”.
Camila: metà brasiliana, metà boliviana e imbecille per intero, questa specie di Belen Rodriguez della Garbatella dichiara di fare la modella a Napoli, cosa che già suona ambigua perché non ci risulta che Kate Moss abbia mai preso casa al Vomero per questione di praticità, per cui questa per vivere o fa la testimonial della pizza margherita o fa la scippatrice a Fuorigrotta. Ci sarebbe una terza opzione ma ieri sera in due ore di diretta si è limitata a mettere la lingua in bocca ad un paio di concorrenti e a infilare le mani nelle mutande ad Alfonso Signorini, per cui non vorrei dare giudizi affrettati. Le concediamo il beneficio del dubbio. Il dubbio in questione è : farà fattura o no? Ad ogni modo, la ragazza grida, urla, butta le braccia al collo a chiunque faccia il suo ingresso nella casa e, come se non bastasse, accenna passi di danza a cacchio di cane ancheggiando come fosse al Carnevale di Rio, motivo per cui io ho già creato il numero verde apposito “800 654 654” per raccogliere i primi sei milioni di sms per buttarla fuori alla prima nomination. Votate numerosi.
Marco: il giovane parrucchiere apre le danze alla saga “Se non hai almeno sei disgrazie in curriculum, un’esperienza di premorte e un cugino finito sotto una mietitrebbia con ‘sta cippa che entri al gf” . Lui, nello specifico, ha il papà in ospedale, paralizzato, per via di un incidente d’auto. Manco a dirlo, Marco viene chiamato in confessionale dove lo attende il papà in collegamento telefonico. Ora, io sarò cinica e bastarda, avrò lo stesso tema natale di Slobodan Milosevic, sarò l’unica italiana con una patata al cartoccio al posto del cuore, ma a me il dialogo tra i due anziché sciogliermi in lacrime m’ha fatta incazzare come una biscia. Il ragazzotto diciottenne non ha fatto che urlare esaltatissimo: “Vai che arrivo fino alla fine!”, “Io ho iniziato la risalita, ora tocca a te!” e soprattutto “Quando finisci la palestra guarda me papà!” , che ora vabbè, la Del Basso in mutande farebbe camminare pure un fossile di mammut, ma che la visione del Gf sia utile alla riabilitazione mi pare troppo. Segue poi la fantozziana risposta del povero padre, e cioè: “Sei il figlio che ho sempre desiderato e comunque come VADI VADI!”.
Carmen: altra portatrice sana di disgrazie, Carmen ha in curriculum un padre suicida, una madre depressa e una vita trascorsa in comunità a Bagheria. Diciamo che le mancano l’influenza suina e un impatto incidentale con un meteorite durante una passeggiata in bicicletta e le sfighe, ‘sta ragazza, ce l’ha avute tutte. Le piacerebbe fare l’infermiera e lavorare in tv. Insomma, vorrebbe essere Elisabetta Gregoraci.
George Leonard: suo padre, chevelodicoaffà, è passato a miglior vita e devo dire che nel vedere il figlio andare in giro con la giacca a scacchi portata direttamente sul petto nudo vengono anche dei sospetti sul perché. Entra in casa con un look ispirato a Sandokan ma il risultato, mi si perdoni il francesismo, è che sembra Aladino che s’è cagato sotto. Copre il classico ruolo già avuto nella casa da personaggi illustri quali “Gianluca Zito” “Sergio Volpini Ottusangolo” e “Pasquale Laricchia” dello “sportivo rintronato convinto di essere figo e furbo”, tant’è che quando la Marcuzzi gli chiede di enunciare uno dei suoi motti, lui risponde sicuro: “Meglio vivere un giorno da leoni che mille da cento!”. La Gialappa’s, al suo ingresso, ha stappato un Crystal del ’76.
Mauro: il tipo è segregato in una camera d’albergo senza sapere di essere spiato dalle telecamere. La Marcuzzi lancia il collegamento con lui nell’esatto istante in cui il concorrente ignaro si appresta a vomitare nella tazza del cesso. Tale episodio gli ha fatto acquistare parecchi punti nel “tototrans”: potrebbe essere incinto.
Sabrina: 21 anni, fidanzata da cinque, alta, bionda, seconda a Miss Italia, educata, prossima alla laurea, dichiara “Non voglio fare la modella perché le modelle sono manichini”. Se entro fine anno mi ritrovo a pecora sulla copertina di Gq pure questa, giuro che abbraccio lo shintoismo e mi ritiro nel bosco sacro.
Maicol: viene presentato come il primo gay dichiarato del grande fratello e, a parte che come fa giustamente notare Signorini, pure se non l’avesse dichiarato il dubbio ci sarebbe venuto, ma perché, fatemi capì, Jonathan all’epoca voleva passà pe’ Trentalance?
Massimo: non so voi, ma io quando ho sentito la Marcuzzi annunciare l’ingresso di “Massimo, bodyguard, di BARI, mangia un chilo e mezzo di pollo al giorno!”, ho spento la tv, ho acceso l’antifurto a casa, ho imbracciato la doppietta del nonno cacciatore e sono stata tutta la notte sveglia con gli occhi sbarrati e il sudore che mi colava dalla fronte. Paura. E’ l’unico di cui non si specifica se il padre sia già schiattato. Probabilmente nel periodo dell’aviaria, per paura dei polli infetti, se l’è magnato.
Cristina: educatrice milanese, dice che le amiche la chiamano “ragazza interrotta” perché la mattina esce di casa senza truccarsi. Se la cosa vi risulta eccessiva o incomprensibile, sappiate che a Milano, se oltre a non truccarti , ti azzardi a uscire senza la piega fatta dal parrucchiere, passi per una cellula di Al Qaeda. Quando dice di avere un padre tutti tiriamo un sospiro di sollievo. Poi, ovviamente, aggiunge che fa lo spazzino ma non è in carcere e non fa lo scafista, per cui non ci lamentiamo.
Davide: è lo gnocco della situazione. Al suo ingresso saluta Camila con entusiasmo e afferma: “Io e te abbiamo dei precedenti!”. Ovviamente non c’è un telespettatore a cui non sia venuto subito in mente il seguente pensiero: “Si saranno conosciuti ad un convegno tra astrofisici a Parigi!”.
Alberto: il bel vastese dichiara di essere un appassionato della Bibbia, di non praticare il sesso senza l’amore e di essere un fervente cattolico. Insomma, non si sa ancora chi sia il trans nella casa ma abbiamo già il suo primo fan.
Poi c’è Mara, la segretaria riccioluta col fratello di cui aveva perso le tracce. Diletta che, indovinate un po’, non ha più il padre e Daniela che dichiara di fare l’amore col marito più volte al giorno, tutti i giorni, roba che manco ha finito di dirlo e già c’era un jet privato con Bondi alla guida ad attenderla fuori dalla porta rossa. Carmela e Giorgio entrano per ultimi e, ve lo confesso, io mi sono immediatamente convinta che la donna diventata uomo sia Giorgio.
Poi hanno chiesto un opinione agli ex concorrenti del Gf seduti tra il pubblico ed è arrivata la soluzione : è Floriana Secondi, inutile stare a spremersi.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Tradimenti tecnologici

26.10.09

Visto che traditori e fedifraghi, nell’era tecnologica, seminano indizi inequivocabili, eccovi una guida ragionata sugli atteggiamenti femminili che dovrebbero indurvi a sospettare. Ha di sicuro un altro se:

a) quando si sente il doppio bip che annuncia l’arrivo di un sms lei scatta in direzione del suo cellulare passando da zero a cento con l’accelerazione di un kawasaki ninja. E il tutto con tacco dodici.

b) Legge gli sms ricevuti alla distanza di cinque centimetri dai bulbi oculari tenendo il cellulare stretto tra due mani e con l’aria rilassata non di chi se ne sta nel salotto di casa sua con un semplice telefonino in mano, ma di una che sta passeggiando con in mano un sangue di piccione da dieci carati nella periferia di Rio de Janeiro.

c) Noti che mentre legge un sms le scappa un mezzo sorrisino e arrossisce vistosamente e quando le domandi “Chi era?” lei risponde serissima: “Niente, il mio amico veterinario, dice che oggi ha abbattuto un labrador di tredici anni”.

d) Lei fa la casalinga, i genitori abitano sul vostro pianerottolo, sul suo cellulare ha sei numeri in rubrica compresi il codice pin del bancomat e il numero per televotare Damiano a “X Factor” e improvvisamente acquista un iphone sostenendo che lo terrà sempre spento ma una seconda linea le può sempre tornare comoda.

e) Nonostante sostenga di ricevere solo sms dal figlio sedicenne che fa l’erasmus a Stoccolma, cancella tutti gli sms ricevuti e inviati con la stessa meticolosità con cui Mata Hari distruggeva i suoi scambi epistolari con i servizi segreti francesi.

f) Il suo cellulare non ha mai avuto un pin e da un giorno all’altro, per accedere alla funzione del suo Nokia fucsia, bisogna comporre un codice alfa-numerico di settantaquattro cifre e sottoporsi a riconoscimento vocale in cui dovete dimostrare di essere lei mentre canta “Sbucciami” di Cristiano Malgioglio sotto la doccia.

g) Comincia a portarsi dietro il cellulare anche quando va in bagno. Alla vostra richiesta di spiegazioni risponde serafica che nel penultimo numero di Focus ha letto che le onde elettromagnetiche hanno un notevole potere lassativo.

h) Il salvaschermo del suo computer Vaio rosa è sempre stata la foto del vostro piccolo Diego che sgambetta nel girello mentre voi lo spingete con l’aria ebete in canotta e infradito e improvvisamente viene sostituito da una foto di lei in bikini zebrato.

i) Dice che si è iscritta a facebook perché è utile per i contatti di lavoro e scoprite che nella lista dei suoi amici l’unica persona che avevate conosciuto insieme per ragioni di lavoro è l’idraulico ventenne jamaicano a cui avete pagato venti giorni di manodopera per risolvere uno strano ingorgo del bidet.

j) Il suo user, nel suo indirizzo di posta ufficiale, è Maria.carmela@gmail.com. Un bel giorno scoprite che ha aperto il seguente account su Libero: tsunami.insaziabile@libero.it

k) Sta ancora imparando come regolare il vapore della Stirella e vi chiede di montarle la webcam sul computer.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Seria, per una volta

23.10.09

Visto che da queste parti ultimamente s'è fatta cattiva pubblicità alla pubblicità, vi segnalo una campagna contro l'abuso sui minori che mi ha commossa (la stampa è di grande impatto ma lo spot, straziante, è un capolavoro):

p.s.
sul sito www.casademenor.org c'è lo spot nella versione più lunga.
p.s.s.
La campagna, è stata realizzata gratuitamente da ogni anello della catena di produzione: dall'ideazione strategica della Fondazione NewEtica alla creatività dell'agenzia pubblicitaria del gruppo internazionale McCann Erickson, dalla coppia di registi argentini Nico e Martin alla colonna sonora della band anglo-americana Antony and the Johnsons, dal fotografo tedesco Achim Lippoth alle case di produzione italiane Mercurio Cinematografica. E lo stesso vale per i materiali (fotolito, videocassette, dvd) e per i servizi (stampa, riproduzione, corriere espresso): tutto donato da chi ci crede, tutto senza utilizzo di denaro pubblico.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

La moda che non reggo

D’accordo, la moda italiana è un vanto per il paese e guai a chi la tocca. Ci sono però una serie di consuetudini legate a questo mondo che trovo intollerabili, e cioè:

A) Gli slogan. Per il lancio di una nuova linea d’abbigliamento, invernale o estiva che sia, hanno sempre un tono tra l’enfatico e il cazzaro del tipo: “Per una donna che sa quello che vuole”, “Per una donna che non ha paura di osare”, “Per una donna che vive con disinvoltura il nostro tempo” e via dicendo. A parte il fatto che qualcuno mi deve spiegare l’attinenza tra un cardigan in lana merinos e l’eventuale disinvoltura con cui vivo il nostro tempo, io capisco che la formula aulica faccia scena, ma se gli stilisti avessero un briciolo di onestà e di reale empatia col mondo femminile capirebbero che l’unico slogan in grado di convincere una donna a comprare un vestito piuttosto che un altro potrebbe essere “Per far schiattare la collega d’ufficio” o anche “Per ridurre il vostro fidanzato a zerbino” o eventualmente “Per essere più gnocca della sua nuova fidanzata”. Il fatturato aumenterebbe del 150%. Garantito.
B) I servizi fotografici sulle riviste femminili. Chiariamo una cosa una volta per tutte: non che le belle foto e le belle location mi facciano schifo, ma se acquisto una rivista di moda io voglio vedere vestiti, scarpe e accessori, non un fascio di luce con effetto seppia che illumina una quercia secolare del parco di Yellowstone dietro al cui tronco sbuca una sola manica destra descritta nella didascalia come “Giacca in velluto con spalle a pagoda su camicia con plastorn e jeans in denim delavè, shopping bag in craquelè con frange e cristalli e anello in argento con calcedonio nero” . Al di là delle accurate descrizioni, per quello che mi riguarda quella manica destra potrebbe anche appartenere alla divisa del guardiacaccia appostato per studiare i movimenti migratori delle beccacce, per cui chiederei ai signori fotografi di moda di lasciare i virtuosismi a casa e alla case di produzione di risparmiarsi location esotiche. Per me purchè si veda bene il vestito, come sfondo va bene pure il Mc Drive di Casal Pusterlengo.
C) Non c’è anno in cui gli stilisti non si ripromettano di essere di buon esempio e di far sfilare solo ragazze in carne. Poi iniziano le sfilate e se ad Anna Wintour ospite di Versace parte incidentalmente uno starnuto in prima fila, la modella di fronte a lei si ritrova in un attimo ad ancheggiare sulla passerella di Armani nel padiglione accanto.
D) Ci ho riflettuto a lungo ma al momento non ho ancora trovato un valido motivo per cui le modelle debbano girare per Milano col book sotto braccio. Ho capito che è il loro stumento di lavoro ma io non vedo pasticceri girare con la bilancia pesa alimenti sotto l’ascella, per cui qui, oggi, si sancisce in via definitiva e perentoria che la spiegazione è una sola: se la tirano.
E) Trovo sfacciatamente offensivo il fatto che gli stilisti, per lanciare un nuovo modello di borsa il cui prezzo al pubblico si aggira sui tremila euro, la regalino a Victoria Beckham o a Nicole Kidman. Le tizie, al massimo, la utilizzeranno una volta e per infilarci il chihuahua, per cui non vedo tutta questa gran pubblicità. Le regalassero alle segretarie e garantisco che non se le staccherebbero da sotto il braccio neanche per farsi vaccinare contro l’influenza a.
F) Vorrei ricordare alla gran quantità di stylist gay con guanti e pashmina che si incontrano con una certa facilità per Milano che ad una donna normale, specie di primo mattino, capita di uscire di casa affannata e senza fare un gran caso agli abbinamenti borsa-scarpe o gonna-cappotto. Insomma, capita di uscire con la felpa del villaggio vacanze, il fuseaux grigio topo e il pellicciotto ecologico. Questo, mio caro stylist, non è un valido motivo per guardarci con la faccia di quello che ha appena trovato un toupè nella carbonara.


Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Situazione sentimentale

21.10.09

Già che ci siamo vorrei comunicare al signor Facebook che le opzioni "situazione sentimentale" da lui fornite sul profilo (impegnato/fidanzato ufficialmente/relazione complicata/relazione aperta/vedovo) coprono, per l'appunto, la situazione sentimentale di un decimo della popolazione femminile mondiale.
Mi permetterei di suggerire un serie di opzioni più diffuse:
a) chiedetelo a lui
b) finchè non gli ho controllato gli sms andava bene
c) non trombo dall'81
d) va meglio alla Canalis, 'tacci sua
e) bene, anche se il sabato sera lui esce con le mie Manolo Blahnik
f) sto con un bastardo figlio di puttana, come tutte
g) da quando s'è sposato Argentero fisso il vuoto e un rivolo di bava mi scende sul mento
f) bene, ma quante docce a notte se fa', st'omo!?

Aggiungo inoltre, signor Facebook, che le opzioni da lei fornite mancano di chiarezza.
Qual è la differenza tra la dicitura "impegnata" e quella "fidanzata ufficialmente"? Cioè, se una non c'ha un fidanzato che s'è presentato almeno una domenica dai suoceri con la tuta da ginnastica, il mocassino e il vassoio di pastarelle, è una sfigata impegnata senza alcuna ufficialità? Ma soprattutto: che vor dì relazione complicata? Che lui mi piace ma ha avuto una figlia da un ovulo congelato della mia matrigna per cui io sarei la sorellastra di sua figlia? Gli unici essre viventi autorizzati a scegliere tale opzione senza passare per cazzari professionisti sono Ridge e Brooke Forrester , sia chiaro. Gli altri si astenessero. Ma ancora più criptica è la dicitura "relazione aperta". Aperta a che? Alle contaminazioni con altre culture? Ad altre religioni? All'ipotesi della legalizzazione delle droghe leggere?
O ci sono veramente uomini che ci tengono a far sapere su facebook che se la moglie si fa trombare dal giardiniere senegalese non se ne dispiacciono?
Attendo spiegazioni.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Facebook: errori da non commettere

Visto che frequento facebook da un po', mi permetto di suggerire agli iscritti che fanno parte del più celebre social network del mondo qualche regola fondamentale di buona educazione. (sì, lo so che la buona educazione in rete è denominata “netiquette”, ma per quanto il linguaggio legato alla rete sia ormai diffuso e utilizzato, ho appena chiesto a mia madre cosa ne pensa della netiquette e mi ha risposto: “Per carità, è comoda ma si sporca subito e ci si annidano gli acari, io preferisco il parquet.”).

Ecco la lista degli errori da non commettere nella maniera più assoluta se siete su facebook:
a) Per chi non lo sapesse, su facebook, esiste la possibilità di attribuire nome e cognome alle persone che compaiono nelle foto. Fin qui non ci sarebbe nulla di male, il problema è che se siete nell’album fotografico di un’altra persona e questa persona attribuisce il vostro nome alla vostra faccia (ovvero “vi tagga”), la foto apparità sulla vostra bacheca. Allora. Lo dico una volta per tutte: per cortesia, evitate di taggare i vostri amici senza chiedere preventivamente il permesso perché non è detto che sia cosa gradita. Più di un impiegato ha tentato di togliersi la vita dopo che capo e colleghe d’ufficio hanno riso per mezz’ora nel vedere una sua foto del liceo in cui il tizio aveva un’acne giovanile che nemmeno Seal dopo aver trangugiato sei barattoli di Nutella e una tuta da ginnastica acrilica e elasticizzata con bande laterali bianche che Roberto Bolle, al confronto, è un camionista villoso ed erotomane. Anche le foto legate al presente andrebbero maneggiate con cura. Evitate, per esempio, di taggare con leggerezza le foto in cui compaiono vostre care amiche, specialmente se il giorno prima avevano raccontato al marito di uscire con voi per andare ad una convention sulla medicina omeopatica e nella foto con tanto di data del giorno prima che ora appare in bella vista sulla sua bacheca, la vostra amica è su un cubo dell’Hollywood vestita come Patrizia D’Addario nel “calendario delle officine riunite di Polignano a mare”. Insomma: taggare con prudenza.
b) Se su facebook esiste una bacheca pubblica ma esiste anche la posta privata c’è una ragione. Quella ragione si chiama “privacy”. Se io vi scrivo nella posta PRIVATA un messaggio del tipo “Cara, ho un problema ginecologico da risolvere, non è che mi potresti mandare il numero della tua specialista? Grazie, saluta Giacomo!”, potreste evitare di lasciarmi sulla bacheca PUBBLICA, ovvero lo spazio che leggono tutti, risposte tipo “Per l’herpes vaginale puoi rivolgerti a Maria Fusconi, è bravissima e prende poco perché non rilascia fattura e visto che tu hai la finta residenza a Monaco per non pagare le tasse è pure meglio no? Giacomo ti saluta , ma tanto vi vedete più tardi al club per scambisti! Baci! E saluta quel bastardo nazista del tuo capo!”. Ecco. Devo aggiungere ulteriori spiegazioni?
c) Alla domanda “A cosa stai pensando?” che appare in bacheca, non è sempre necessario dare una risposta. Se non state pensando a niente, meglio non scrivere nulla piuttosto che boiate indecenti tipo “Penso che la coda alla vaccinara sia meglio della pajata”.
d) La foto che mettete nel profilo è di vitale importanza, soprattutto se avete una qualche velleità di conquista amorosa su facebook. Ve lo dico col cuore in mano: evitate gli autoscatti mentre siete alla guida perché sanno tanto di testamento di psicopatico che sta per falciare otto persone al semaforo per poi volare dal cavalcavia urlando “Lidia ti amooo!”. Evitate le foto col cane perché fanno sfigato e basta. Evitate le foto del vostro matrimonio con la moglie tagliata di netto alla vostra destra (della quale si intravede solo mezza cofana di capelli con fiori sparsi) perché è chiaro che oltre ad essere dei meschini fedifraghi, è pure evidente che è l’unica foto in cui non siete vestiti con la maglia della Roma e le infradito consumate sul tallone. Evitate le foto in costume da bagno, perché fanno sfigato pure quello. E se proprio ve la devo dire tutta, evitate pure quelle in cui siete abbracciati alla fidanzata perché è chiaro che è stata la “conditio sine qua non” che lei vi ha imposto per iscrivervi a facebook ed è ancora più chiaro che siete un misero zerbino.
e) Vi prego, vi scongiuro, vi supplico. Anche se qualcuno scrive un pensiero che gradite particolarmente, evitate di selezionare l’opzione “pollice in su” con tanto di scritta d’accompagnamento “A Marcello piace questo elemento!”. Oltre ad essere una pratica piuttosto cretina, la cosa crea spiacevoli equivoci. Io, per esempio, l’altro giorno ho scritto sulla mia bacheca un’esclamazione poco ortodossa, ovvero “Minchia!” e il mio amico Luca, piuttosto ingenuamente, ha selezionato l’opzione “A Luca piace questo elemento!”. Inutile dirvi che nel giro di sei minuti gli sono arrivate centoquindici richieste d’amicizia da parte di tutta la comunità gay d’Europa.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Chi mi ama mi segua

20.10.09


Stasera alle 20, 40 andrà in onda su Sky cinema lo speciale su Sex and the city, il film. Condotto da me, of course.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Consuetudini

15.10.09

Dai su, sono qui che aspetto affacciata al balcone il primo che partorisca il titolo minchione: "Eli, pancino sospetto".
(e questo nonostante sia di dominio pubblico il fatto che è più probabile che Eli rimanga incinta di Malgioglio che di George)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Pure Andy, ha un prezzo

A guardare una serie di spot e campagne stampa partoriti di recente possiamo definitivamente affermare che il luogo comune “la crisi aguzza l’ingegno”, è una boiata senza precedenti.
E’ infatti sufficiente dare un’occhiata a giornali e tv per reperire in un attimo otto inconfutabili prove che se l’economia è in un letto d’ospedale, la creatività, talvolta, inciampa sulla spina del respiratore.

Signore e signori, in ordine decrescente di bruttezza, ecco le peggiori pubblicità del momento:

1) Forse non tutti l’hanno notato ma a Milano pullulano manifesti pubblicitari di una scuola privata di inglese, la Shenker. Fin qui non ci sarebbe nulla di male. Il problema è che il testimonial che ammicca col faccione sei metri per tre è Andy dei Bluvertigo, ovvero uno che per immagine e storia musicale dovrebbe stare alle marchette quanto Pasquale Laricchia sta alla filologia umanistica.

Uno che fino a ieri era un’icona del rock e della musica d’avanguardia e oggi è finito a pubblicizzare una specie di Cepu d’oltremanica. Lui, Andy, uno che probabilmente dopo un concerto e tre gin tonic non sarebbe in grado di tradurre nemmeno “The pencil is on the table” che recita la parte dello studente modello, roba che da un momento all’altro mi aspetto Marylin Manson tesimonial della dolce Euchessina. Appello a Morgan: il tuo amico Andy sta inguaiato parecchio per cui mettiti una mano sulla coscienza e riprendi quest’uomo a lavorare con te prima che molli definitivamente i Bluvertigo e si metta a fare il tastierista dei Cugini di campagna o mi finisca a fare le televendite con Raffaello Tonon di “Francesca, la poltrona pazzesca!”.
p.s.
C'è qualcosa che va molto oltre i manifesti. Il video ( qui di seguito) in cui Andy con la faccia di un prigioniero in mano ai talebani, interrogato da un tizio maschio quanto Megan Fox, sforna perle quali "Il segreto del mio successo è il mio inglese":

2) Qualcuno spieghi ai signori Dolce e Gabbana che scegliere come testimonial del loro nuovo profumo Naomi Campbell, Claudia Schiffer e Eva Herzigova e farle fotografare nude da Mario Testino è un’idea originale e spiazzante almeno quanto gli spot in cui il vicino suona il campanello della vicina di casa o un “The best” di Mariano Apicella, per cui se la loro fragranza è fresca quanto le loro idee, io, dietro ai lobi, preferisco spruzzarmi il Legno pronto.

3) Lo spot "Mediobanca: che banca!" più che col mondo della pubblicità ha a che fare con l’esoterismo. E’ infatti misteriosa almeno quanto i cerchi del grano e la scrittura medianica la ragione per cui io dovrei affidare i miei soldi ad una banca che mi illustra i suoi innumerevoli vantaggi sulle note del celebre capolavoro musicale “Fatti mandare dalla mamma…a prendere il latte!” . E che sul finale fa cantare l’orrido ritornello “Con Che Banca siam sereni, ci possiamo fidar!!!” a un tizio sugli ottant’anni che sorseggia succo d’ arancia in compagnia della moglie sulla terrazza di una casa al cui confronto Villa Certosa è un container per terremotati e che dunque, con ogni probabilità, è un cassiere di banca scappato vent’anni fa in Messico con due milioni di euro.
Non so voi ma io piuttosto che dare i miei risparmi a una banca che partorisce uno spot del genere, me li gioco ai cavalli.

4) Il Consiglio dei ministri ha avuto la geniale idea di scegliere come testimonial per la prevenzione dell’ "influenza a” indovinate chi? Fernando Aiuti? Umberto Veronesi? Rita Levi Montalcini? No. Topo Gigio. Ora, a prescindere dal fatto che la scelta di una pantegana per spiegare come fare a non prendersi una malattia è quantomeno curiosa, visto che i ratti sono notoriamente portatori di tutte le malattie più schifose del pianeta, il vero spasso sono le regole suggerite dal sorcio per evitare il contagio. Tra le più illuminanti quella di buttare il fazzoletto nell’immondizia dopo essersi soffiati il naso, come se uno, abitualmente, anziché gettarlo lo facesse mantecare in padella col risotto allo zafferano.
(qui l'agghiacciante spot con Topo Gigio)

5) La discussa pubblicità Calzedonia con l’inno di Mameli cantato da una voce femminile e trasformato in “Sorelle d’Italia” non sarebbe poi così malvagia e ho trovato le accuse di cattivo gusto e vilipendio decisamente pretestuose. Certo, ad indagare bene viene fuori che la voce femminile è di una cantante che si chiama “Sushi” e dunque sarebbe un po’ come se in Giappone facessero cantare l’inno nazionale a una tizia che si chiama “Caponata”, però a me lo spot piace e se proprio gli devo trovare un difetto è il seguente: il calzino grigio di lana al ginocchio sta bene solo a quella tizia lì. Una donna normale, se si azzarda ad indossarlo al risveglio sotto alla camicia da notte, sembra Rino Gattuso.

6) Apprezzabile la campagna del ministero dei trasporti sulla guida responsabile con Aldo Montano testimonial. Il sospetto però è che l’allenatore di Aldo si sia riciclato come grafico perchè ad osservare attentamente i manifesti, la sagoma di Montano su sfondo bianco sembra scontornata con la sciabola. Il risultato è che il guidatore che si imbatte nella cartellonistica sopracitata, per le risate rischia seriamente di schiantarsi contro un pino, dunque concluderei che l’efficacia della campagna guida sicura non è delle migliori.

7) Ma Giorgio Armani lo sa che la nipote s’è fidanzata con uno, Vittorio Brumotti, che fa 'sta roba qui??? E soprattutto, non è che con ‘sta ciofeca di pubblicità si gioca la nomina a senatore a vita?

8) Vabbè, Roberto Carlino e, soprattutto, la pubblicità Ariosto sono fuori concorso per manifesta superiorità:


Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Fermatela

13.10.09

Foto scattata oggi col mio cellulare al cartello affisso sulla porta del camerino di Claudia Mori ad "X factor".
Ho rischiato di venire impallinata per documentare la verità, ma ora possiamo dirlo ad alta voce: non si tratta di leggenda metropolitana. E' matta come un cavallo.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Soddisfazioni domenicali

12.10.09

Volevo ufficialmente dire che domenica io e Parpiglia a “Domenica cinque” abbiamo fatto più ascolti di Baudo e la Marini, dunque possiamo affermare senza alcun indugio che siamo i più grandi intrattenitori tv degli ultimi 150 anni.
Seconda cosa: abituata a leggere sulla porta del camerino accanto al mio nomi tipo “Antonio Zequila” o “Gli elefanti di Moira Orfei”, capirete che domenica, nel vedere il nome “Rupert Everett”, sono trasalita. Sappiate che cederei un paio di Zanotti numero 37 in cambio di un amico gaio esattamente come Rupert ne “Il matrimonio del mio migliore amico”. Inutile dirvi che, vista la porta spalancata, ho fatto irruzione nel suo camerino e mi sono trovata di fronte la seguente scena: seduti su un divano color porpora su cui probabilmente la settimana prima aveva posato le sue nobili chiappe Cristina Del Basso, il sor Rupert guardava “Domenica cinque” su un televisorino sedici pollici commentando le immagini con Emanuele Filiberto seduto al suo fianco. Non so quali siano state le conseguenze di questo scambio intellettuale ma mi dicono che Rupert sia stato visto la notte di domenica giocare alle slot di Saint Vincent con due baldracche russe sedute sulle ginocchia e che Emanuele Filiberto sia scappato dagli studi di Domenica Cinque fischiettando “I say a little prayer for youuuuu!” vestito da damigella.
Dicheno.
p.s.
Superfluo specificare che Rupert mi ha stretto la mano guardando con maggiore interesse il sifone per condensa alla mia destra che la sottoscritta.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

X factor: la musica è cambiata

Pare che Claudia Mori abbia affisso sulla porta del camerino dietro le quinte di “X factor” un cartello con scritto: “Per favore evitiamo di salutarci con baci e strette di mano. C’è l’influenza a. E’ amore anche questo.”. E che chieda ai suoi truccatori e parrucchieri di indossare guanti e mascherina.
A occhio, direi che le richieste della Mori sono superflue.
Immagino che tutti, da Mara Maionchi a Giorgio Gori, piuttosto che buttare le braccia al collo alla Mori o infilarle la lingua in bocca per eccesso di entusiasmo alla sua vista, si farebbero arruolare nella resistenza afghana. Diro’ di più: dopo aver visto la Mori a “X factor” non solo ho rivalutato la simpatia di Alessandro Rostagno ma ho finalmente capito il perché dei tic di Celentano. Dopo trent’anni accanto ad una donna così è già tanto che Adriano non si aggiri per Galbiate brandendo un’ ascia e ripetendo “Il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca..”.
Adrià, dammi retta: rientra nel CLAN , ma quello dei Madonìa, e falla fuori ‘sta megera.
Per quel che riguarda la questione dei poveri truccatori costretti a indossare guanti e mascherina e dunque a travestirsi da Michael Jackson per pettinarla come il cantante dei Tokio Hotel, io mi auguro che qualcuno lì dentro si decida a prendere il vasetto di cipria e a sostituire il contenuto con un concentrato di ortica liofilizzata cosicchè la signora abbia un buon motivo per sfoderare quel perenne sguardo da murena minacciata da una fiocina.

Infine, la Maionchi che si fa il botulino, Morgan con le extension, Francesco Facchinetti che con mezzo centimetro di barba da babbeo è diventato maledetto, la Ventura in collegamento telefonico come Berlusconi a Porta a porta… ragazzi, te credo che “X factor” perde colpi, non ci sono più certezze, punti fermi. Noi spettatori dobbiamo continuare a pensare che la Maionchi si preoccupi della consistenza dello stufato con i piselli, non di quella dei suoi zigomi. Che Morgan si dimentichi anche di pettinarsi, non che lasci metà del suo stipendio ad Aldo Coppola per sfoggiare la chioma di qualche contadina russa in menopausa. Che Facchinetti sia sempre lo stesso pirla miracolato di una volta, non quella specie di figo barbuto e stropicciato pure bravo che si aggira sul palco quest’anno. E soprattutto, che la Ventura, lei, proprio lei, quella che nell'ipod c'ha la sigla di "Kiss me Licia" e il coro degli alpini, non fosse indispensabile.
Cribbio!

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E diglielo, Rosy

09.10.09

Più alto che intelligente.

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L'eroina Vittoria

08.10.09

Vi volevo comunicare ufficialmente che da oggi la mia nuova eroina mondiale ha il nome di Vittoria Puccini.
Cioè, una che vede le foto ( quelle qui sotto) del compagno mentre è chiaramente alle prese con una visita odontoiatrica alla paziente mora e alta all'incirca uno e ottanta, e dichiara tiepida: "Gli scatti non mi hanno impressionato, ho visto foto fatte in un modo che sembravano far credere chissà che e poi non erano nulla...Uno nelle foto ci vede quello che ci vuole vedere..." beh, signori, merita tutta la nostra stima.
E sia chiaro, da ora in avanti, se doveste sorprendere vostro marito ad accoppiarsi con la babysitter praticando atti sodomiti col sonaglietto del pargolo, beh, la malizia è solo nei vostri occhi.



Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Spigolature

Direttamente dallo zapping settimanale, qualche spigolatura sui principali momenti catodici:

a) E vabbè. Siamo rassegnati. Ormai non c’è operatore telefonico che per i suoi spot non si affidi al testimonial di turno, questione per altro che mi fa imbufalire non poco, visto che chissa’ cosa cippa gliene frega a Michelle Hunzicher di risparmiare sei centesimi al minuto, quando con quello che guadagna potrebbe tranquillamente chiamare in Guatemala e lasciare la cornetta alzata mentre si mette lo smalto ai piedi. L’ultimo è quello con Belen e Christian De Sica. Allora, diciamocela tutta: va bene la finzione, va bene il gioco delle parti, va bene tutto, ma io mi domando e dico, non c’era qualcuno di leggermente più credibile di Belen Rodriguez nel ruolo dell’edotta professoressa di latino e, soprattutto, di Christian De Sica nel ruolo dell’implacabile corteggiatore della prof? Voglio dire, lo sanno tutti che se proprio fosse costretto a varcare la soglia di una scuola De Sica al massimo ci proverebbe col prof di educazione fisica e che per la Rodriguez “Ave Cesare!” è il saluto che in mediaset si fa a Cesare Cadeo. Morale della favola: non so voi, ma io faccio un po’ fatica a ritenere affidabile un operatore telefonico che mi racconta ‘ste bufale e visto che la fregatura, in questo genere di abbonamenti, è sempre svelata nei microscopici asterischi, inviterei il signor Telecom, per correttezza, ad apporre un asterisco sulla testa di De Sica e scrivere in piccolo, a fondo pagina, la seguente frase esplicativa per il cliente: “In realtà è maschio quanto mia sorella”. Grazie.
b) Non so se ve ne siete accorti ma c’è Vladimir Luxuria che per la serie “ho ballato al Muccassassina vestita da Biancaneve, ho dato della sgualdrina alla Rodriguez con gli slip della Marini in testa e ho scritto un libro di favole transgender, mo’ che m’invento per far parlare di me?” se ne va in giro per tutti gli studi televisivi possibili a rivelare che presto decapiterà il pendaglio per cambiare definitivamente sesso e che, udite udite, lo ha deciso dopo che Solange (avete capito bene, Solange) l’ha predetto leggendole la mano. Dunque. Intanto va detto che a ‘sto punto sarebbe ora che qualcuno leggesse la mano a Solange così si decide pure lui, ma soprattutto, io mi chiedo come sia possibile sostenere che quella specie di Chicken Little travestito da medium possa essere decisivo nelle scelte epocali ed esistenziali di qualcuno. Mi aspetto da un momento all’altro che Obama riveli di aver deciso di candidarsi a presidente dopo che il Mago Gabriel gli è apparso in sogno cavalcando nudo il vecchio labrador di Clinton e che Osama Bin Laden confessi che l’attacco alle Torri gemelle gliel’ha suggerito Paolo Fox leggendogli i fondi del karkadè.
c) No so se vi è capitato di ascoltare la nuova canzone di Gigi D’Alessio. Ve lo assicuro: non sono tipo da snobismi musicali. Della serie: se hanno inciso un disco Jo Squillo e Anna Laura Ribas figuriamoci se mi permetto di schifare Gigi D’Alessio. Però lasciatemelo dire: l’ultimo singolo di D’Alessio è qualcosa di veramente brutto. Non so, immaginate Dario Argento, nudo, che si accoppia con Tina Cipollari di “Uomini e donne” sul tavolo di un mattatoio. Ecco, la canzone di D’Alessio è qualcosa di ancora più brutto. E non è solo una questione di melodia, che comunque il mio chihuahua pestando a caso i tasti di una pianola Bontempi tira fuori qualcosa di meglio, il vero dramma è il testo. In pratica lui si scusa con la fidanzata per una sua ingiustificata scenata di gelosia ma lo fa in un italiano talmente elementare e stentato che io mi auguro che la Tatangelo gli metta tante di quelle corna che D’Alessio sarà costretto a fare il suo prossimo concerto con un cappello di Jamiroquai in testa. Per carità, nessuno pretende che le canzoni di Gigi siano firmate Mogol-Panella-Fossati, ma neanche Elkann-Di Pietro-Totti, e che cavolo.
d) Succede da qualche mese che zitto zitto, quatto quatto Antonio Zequila riappare in tv e sui giornali con un’assiduità che definirei preoccupante. E non liquiderei la faccenda con un semplice “c’è posto per tutti”, primo perché in tv c’è posto per pochissimi e secondo perché pure in casa mia c’è posto per più di quattro persone ma non è che faccia entrare pure spacciatori e mandrie di buoi “perché tanto c’è posto”. No dico, possibile che nell’ultima delle balere cosentine ci sia la selezione alla porta e se non ti fai la barba da tre giorni ti lasciano fuori e uno con quell’aria da damerino viscido e leccaculo entri ed esca da mediaset come se fosse casa sua? Ora, va bene l’assenza totale di meritocrazia, ma qui stiamo parlando di un tizio il cui curriculum, a quarantacinque anni suonati, è fatto di un reality che gli fece guadagnare l’edificante appellativo di “er mutanda”, di telerisse raccapriccianti, di squallidi escamotage per riapparire in tv con racconti strappalacrime sulle malattie terminali della madre o su gravidanze interrotte dell’ex compagna, di flirt completamente inventati e di telefonate ai paparazzi per farsi beccare con la sfortunata di turno. Cosa dobbiamo sperare che accada perché tutti si decidano a non invitarlo mai più in un salotto? Che la polizia locale gli trovi i corpi di sei ex fidanzate che avevano rifiutato un posato con lui per "Dipiù" nel pozzo in giardino?
e) Fateci caso: ultimamente i metereologi non stanno capendo una beata mazza. Ti dicono “domani splenderà il sole” e il giorno dopo uno si ritrova a spalare neve dalla tettoia. Ti dicono “Da martedì una corrente fredda in arrivo dall’Atlantico abbasserà le temperature in tutta Italia” e martedì mezza Italia è a fare pediluvi rinfrescanti nella fontana di Trevi. Io stessa ho rimandato almeno un paio di weekend al mare per le gufate di Giugliacci e mi sono ritrovata a fare il bagno nella piscina gonfiabile dei Power Rangers sulla terrazza condominiale. Insomma, roba che se l’associazione alberghieri becca Corazzon rincasare da solo dopo le tre di notte gli frattura tante di quelle ossa che il nostro caro metereologo, da quel momento, sarà in grado di prevedere i cambiamenti climatici nel Belize centrale solo tastandosi la tibia destra.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)