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il blog di Selvaggia Lucarelli

Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli

Mantienimi il libro di Selvaggia

DA NON PERDERE

VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE

Da perdere assolutamente:

Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)

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Settembre 2008

« Agosto 2008 | Pensatoio | Ottobre 2008 »

avviso

30.09.08

La cronaca della terza puntata dell'isola sarà online stasera.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Una volta per tutte

29.09.08

La Selvaggia Lucarelli su facebook (vedere foto sopra) non sono io.
Primo perchè su facebook non c'ero mai entrata fino ad oggi.
Secondo perchè in una roba che si chiama FACEbook al limite ci metterei la foto della mia faccia.
Terzo perchè se proprio devo metterci un ritratto d'altro, scelgo una foto in cui non sembri che tra una tetta e l'altra possa farci manovra un'escavatrice.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Era una battuta?

25.09.08

Frida Giannini di Gucci ai microfoni di "Mattino 5":

"Per le sfilate non ho voluto ragazze troppo magre, ho adirittura fatto chiamare delle ragazze che avevano avuto figli da poco."

Certo. Spero che la tizia qui sotto si metta a dieta al più presto perchè 'sti chili presi in gravidanza sono un vero schifo:


(dalla sfilata di Gucci)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

L'isola dei famosi 6 (seconda puntata)

23.09.08

E’ doveroso iniziare la cronaca della seconda puntata dell’isola dei famosi con una segnalazione importante: poiché nella serata di ieri si è dato ufficialmente il via al processo di beatificazione e canonizzazione di Flavia Vento, chiunque abbia visto la bionda showgirl moltiplicare pani e pesci, camminare sulle acque, guarire gli infermi, pronunciare una frase di senso compiuto o girare con una piega decente ai capelli, è pregato di segnalare il miracolo all’apposita, rigidissima commissione formata da Simona Ventura, la sorella di Simona Ventura, lo stylist di Simona Ventura e Domenico Zambelli. Grazie.

Sul look della conduttrice c’è poco da dire, a parte il fatto che con le tette rotanti e l’abito romantico di ieri sembrava Venusia di Goldrake in “Colazione da Tiffany”.
La vera rivelazione di questa edizione però, nel senso che si è rivelato un pirla senza precedenti, è l’inviato Filippo Magnini. Intanto, ‘sto povero ragazzo in quanto campione di nuoto, non può iniziare il collegamento con la Ventura se prima non fa tre bracciate fino a riva, per cui tutti da casa sono ormai straconvinti che questa specie di Peo Pericoli palmato sia lì non perché raccomandato da qualcuno ma per gli innegabili meriti sportivi: ha insegnato lo stile rana a Saccà.
Che poi io dico, uno passa la vita a farsi un mazzo così facendo una vasca dopo l’altra e finisce sull’isola dei famosi trattato peggio di un Centocelle Nightmare, con la Venier che gli urla “Spogliati!” e costretto a scriversi “Happy Birthday” sul petto per fare gli auguri a Belen, roba che la prossima puntata, se gli va bene, gli faranno fare il numero col pitone e la panna montata sui capezzoli. Ma poi, perché una volta entrato nella selva oscura si veste come un impiegato di Tecnocasa? Cos’è? Finita la diretta vende lotti di terreno nella foresta honduregna?

Ma veniamo al vero dramma della serata, ovvero il ritiro di Giuseppe Lago, perché da un punto di vista emotivo, per il paese è stato un colpo ancora più duro di quando Mastella ha dato le dimissioni. Intanto la prima osservazione: ieri sera, effettivamente Lago era ancora sull’isola ma non tutti sanno che il suo cervello era già in businnes a stuzzicare anacardi sulla rotta Tegucicalpa- Malpensa. Memorabili le sue dichiarazioni: “Mi ritiro perché non posso fingere agli altri, non pensavo ci fossero queste condizioni nutrizionali, ho paura di dare un immagine sfalsata, ormai ho fatto la mia decisione!”.
Ha poi aggiunto che temeva di diventare aggressivo e questo dopo che tutta Italia aveva visto una clip in cui il pirla raccontava al dottore dell’isola un’agghiacciante episodio: tre insetti lo avevano ATTACCATO. Ora, a parte l’umana comprensione per un uomo caduto nell’imboscata di tre zanzare armate fino ai denti e con chiaro accento mediorientale, a parte che non si capisce come una zanzara che vola nei suoi paraggi non muoia dopo lenta agonia con le zampe incollate a quella specie di sostanza melmosa che gli tiene incollati i capelli, è un vero peccato che la nazione non abbia potuto vedere la versione aggressiva di Lago: lui che semina il terrore sull’isola prendendo a panzate nemici temibilissimi quali paguri, falene e gusci di telline doveva essere uno spettacolo magari efferato ma sicuramente senza precedenti.

Il momento però tocca l’apice della drammaticità quando il nostro eroe ricorda alla nazione che lui va via ma non gli fa paura nulla perché ha perso la madre quando aveva dieci anni e quindi è un uomo temprato dalla vita. Ora, premettendo che ‘sta cosa è una sua esperienza così intima e personale che Sandro Mayer ci ha fatto settantuno copertine e che a livello di paraculaggine, tirar fuori ‘sta manfrina ad ogni occasione pubblica, che sia sul trono della De Filippi o in diretta dall’Honduras, è pari merito con la storia di Fabio Volo che faceva il panettiere e la Marini che ha abortito perché Cecchi Gori voleva fare le vacanze in barca.
Ecco, premettendo tutto questo, qualcuno ha capito veramente la ragione del suo ritiro? Gli era finito il gel? E’ incinto della De Filippi?

Dopo l’annuncio del ritiro arriva l’immancabile intervento dell’altra star di questa edizione dell’isola: Luca Giurato. Giacca beige, pantaloni verdi e camicia arancione, l’illuminato giornalista afferma di essere molto dispiaciuto per il lutto avvenuto diciassette anni fa in casa Lago e anzi, a questo punto colgo l’occasione per dire che a me invece spiace tanto per Paolina Bonaparte, mi era simpatica.
Poi inizia i suoi sgangherati siparietti con Mara Venier che se ne sta seduta in poltrona come se fosse a casa sua, la sera della vigilia, in fase digestiva a sentire la nipotina che recita la poesia di Natale. A proposito della Venier: visto che è stata tra le più strenue sostenitrici della sensibilità e simpatia della Vento, ho un’idea: perché lei e Carraro quest’estate non se la portano in vacanza a St Barthes?
Meritano senz’altro una parentesi i parenti dei naufraghi:

c’è un tizio ,Fabrizio Coscione, che ha il coraggio di presentarsi lì dichiarando di essere il migliore amico di Flavia Vento ma in realtà, per gli ignoranti che non lo sapessero, è anche l’ex di Giada De Miceli, dunque un esempio di moderno mecenate che si circonda solo di fini intellettuali.
C’è la sorella di Carlo il bidello che mentre studio e nazione si sforzano di non dire a chiare lettere che il bidello è maschio quanto una Winx, gli urla candida: “Tieni duro anche senza banane!”.
C’è Eleonora Giorgi che in quanto a lucidità se la batte con Luca Giurato e Loredana Bertè, che a cinquant’anni parla come Babi in “Tre metri sopra il cielo” e che farnetica cose tipo: “Massimo, tutta la stampa nazionale si sta occupando di quello che hai fatto per l’arena a Lampedusa!” . Certo, ieri sul Corriere era la prima notizia dopo l’attentato al Marriot. Che poi io dico: lui dice che è fidanzato e lei cosa fa? Col sorrisino da oca giuliva rivela che lei e Massimo si sentono mille volte al giorno e che si è pentita di averlo lasciato. Se alla fidanzata di Ciavarro serve una che gli tiene il motore acceso mentre lei prende a mazzate la Giorgi fuori dallo studio io mi offro volontaria.

C’è la madre di Chiara l’infermiera a cui evidentemente la figlia tiene una flebo attaccata al braccio anche quando dorme perché pesa al’incirca ducentochili che fa un monologo che a retorica fa sembrare le poesie di Bondi su Vanity fair roba d’avanguardia. Prima dice alla figlia di tenere duro perché i bambini in chemio stanno peggio di lei, quindi le ricorda di quando ha salvato quel bimbo di cui conserva la foto. A quel punto, prima che possa aggiungere “Ti ricordi di quando sei rimasta in piedi, immobile, davanti a quel carro armato a Tienanmen?”, la Ventura le toglie la parola.

Che dire dei naufraghi?
Vladimir, ruffiana e stucchevole, fa un pippone paraculissimo su quanto siano delicati e sensibili i suoi compagni di avventura nel non farla sentire diversa, di come nessuno si sia permesso di fare sfottò per la sua condizione trans e la Ventura, commossa e partecipe, la interrompe dichiarando: “Beh, per rimanere in tema, hai preso il primo pesce dell’isola dei famosi!”.

Flavia Vento
, ignara del fatto che gli italiani l’hanno lasciata lì per il gusto del sadico e per un leggerissimo, impercettibile tentativo (riuscito) da parte di autori , opinionisti e conduttrice di farla passare per un tenero agnellino anziché per la iena rintronata che è, ringrazia commossa e parte una clip in cui si vede la Vento tentare di accendere il fuoco sfregando un bastone su una noce di cocco perché, lei dice, “l’ha visto fare in Cast Away”. Qualcuno le fa notare che si tratta di un film, non della realtà, e lei replica serafica: “Beh, però è un film con Tom Hanks!”. Oh, nessuno le faccia vedere “Joe contro il vulcano” perché sennò questa con la scusa che l’ha visto fare a Tom Hanks si tuffa nel cratere dell’Etna.

Chiara, la già citata infermiera di un reparto di rianimazione, in costume mostra un’evidente verità: l’unica cosa che non è riuscita a rianimare sono le sue tette. Tra l’altro, io non so come si comporti in ospedale, ma visto il carattere mostrato fino ad ora dà l’idea di una che se un paziente non fa quello che dice lei gli dà il pappagallo in testa.

Veridiana, la biondina sciapetta che sulla carta pareva destinata a non lasciare traccia di sé, dichiara che per lei Tumiotto “è una compagnia brava che possiamo fare le cose insieme” e l’unica cosa certa è che se la storia funzionerà e quello che dovrà insegnarle l’italiano sarà Tumiotto, questa tra un anno parla come Di Pietro.
Belen, al momento, ha chiarito alla nazione chi porta i pantaloni in casa Borriello. Non per niente, il poverino, con la iena a migliaia di chilometri di distanza domenica ha segnato. Se il pubblico ha un po’ di cuore e la lascia sull’isola fino a novembre, diventa capocannoniere.

La prova del fuoco come sempre ha dato grandi soddisfazioni:
il bidello Carlo che ha l’aria sempre più stordita di Jimmy il fenomeno, emette un grido di dolore un attimo prima di diventare una tagliata ai ferri mentre Michi Gioia resiste serafica in virtù del fatto che al quindicesimo impianto di silicone la sua pelle ormai è ignifuga.

Finiscono in nomination Michi Gioia e Flavia Vento, il bidello Carlo va nel gruppo dei famosi e Casella in quello dei non famosi.

Vi lascio con le consuete perle della Ventura
“Io sono super parte!” ( E’ un nuovo super eroe? )
“Belen, come si dice in spagnolo? Che caractèr!”
“E ora 90 secondi per la famiglia rai e per le sue famiglie!”
Alla prossima puntata.

(l'addio di Lago)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Chi mi ama mi segua

22.09.08

Oggi (e domani) sono ospite di Francesca Senette su Rai Due ore 14,40. (l'argomento di oggi è l'isola dei famosi)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Paparazzati

Ebbene sì.
(erano appostati sul tetto, i cecchini)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Oscuri presagi

Grazie alla segnalazione di Anthony scopro e vi segnalo con una certa inquietudine che nella foto ufficiale dei naufraghi dell'isola dei famosi 6 (non è ritoccata, è quella diffusa dall'ufficio stampa), osservando con attenzione un ammasso di nuvole sulla destra, si scorge chiaramente il volto di un uomo barbuto vagamente somigliante a Leonardo da Vinci.

Devo dire che dopo un attimo di perplessità ho compreso il mistero: il genio toscano sta trasfondendo la sua scienza nella sua erede naturale: Flavia Vento.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Pettegulezzus interruptus

17.09.08

(Da "Vanity fair")

Dicheno che due campioni che si dichiarano molto riservati, abbiano messo all'asta il loro amore. Dicheno che poi si siano spartiti il compenso. Dicheno.

(Da "Chi")
Noto imprenditore televisivo incalza con fastidiosa insistenza una delle partecipanti al suo reality. Piccolo particolare: lui è sposato, lei è fidanzata con un bellissimo.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Nomen omen

La titolare ringrazia di cuore Tgcom per la raffinatezza che ancora una volta dispensa a palate ai suoi numerosi lettori.
Raffaella Fico mette all'asta per un milione di euro la sua verginità e come se non fosse già più che sufficiente lo squallore dell'iniziativa , tgcom, in homepage, fa un bel titolo elegante giocando su una vocale:

"QUANTO VALE LA FICO? UN MILIONE DI EURO!".

p.s.
Sull'iniziativa della Fico mi esprimerò a breve.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

L'isola dei famosi 6 (prima puntata)

16.09.08

L’ingresso trionfale di Simona Ventura nello studio di Via Mecenate chiarisce subito un equivoco in cui eravamo caduti un po’ tutti: dopo Valentino, quest’anno la veste sì Re Giorgio come annunciato, ma trattasi di Giorgio Panariello che le ha inviato uno stock di abiti indossati per l’imitazione di Renato Zero al suo ultimo festival di Sanremo tra cui il sobrio tailleur pantalone paiettato di ieri sera. Azzeccatissima poi la scelta del nuovo colore di capelli che potete replicare facilmente a casa acquistando Garnier Nutrisse nella raffinata nuance Rita Pavone in grado di coprire perfettamente i capelli bianchi e in particolare quelli della conduttrice quando, come d’abitudine, gli unici naufraghi in grado di scatenare qualche dinamica si romperanno le balle di star lì a fare la fame e molleranno il programma.
E ora passiamo ai naufraghi “famosi”. Famosi si fa per dire ovviamente, visto che mia nonna quando ha visto inquadrata Belen ha esclamato: “Ma la Yespica non era incinta?”, quando hanno inquadrato Veridiana ha esclamato: “Ma Thais non era incinta?”, quando hanno inquadrato Vladimir Luxuria ha esclamato: “Ma a Maurizio Ferrini sono cresciuti i capelli?”.
Piccola parentesi: la Ventura non ha mancato di sottolineare quanto sia ben rappresentato il Sud America dalla brasiliana Veridiana e dalla venezuelana Belen. Ecco. Vorrei ringraziare personalmente la Ventura per come è rappresentato l’universo femminile italiano con esempi classici di acume (Vento), stakanovismo (Gioia) e avvenenza mediterranea (Luxuria) tipici della donna italiana e incarnati alla perfezione dal mirabolante trittico. Peccato non ci fossero anche Maria Monsè e la Franzoni a rappresentarci.

Comunque, basta divagazioni e veniamo al sodo:
l’ex velina Veridiana, che sicuramente il Brasile annovera tra le sue glorie nazionali assieme a Paulo Coelho, Ana Laura Ribas e il mago Do Nascimento, dichiara di essere lì con l’ammirevole intento “di farsi insegnare il comunismo da Vladimir” ma l’impressione generale è che in realtà abbia una gran voglia di iniziare la pratica chiudendosi a chiave in un gulag con Tumiotto.
Antonio Cabrini che fin dalle prime battute sembra utile quanto una coppetta lavadita, pare avviato a confermare la regola ferrea secondo la quale tutti gli ex sportivi che transitano sull’isola sono dei clamorosi pirla rammolliti. (Tacconi, Schillaci, Chiappucci…). Da notare che dall’elicottero s’è buttato per ultimo, perfino dopo Michi Gioia e Giucas Casella, e solo perché l’honduregno alla guida gli ha detto che se non scendeva subito allungava un po’ la strada del ritorno e lo mollava al matrimonio di Ricucci in Belize.
Flavia Vento, che a inizio carriera aveva la pelle della Monna Lisa e ora ha il colorito di Ermes Rubagotti, dice di aver paura a buttarsi dall’elicottero e non si accorge che dietro di lei ci sono Ciavarro, Lago, Magnini, due autori e tre rappresentanti delle tribù autoctone della foresta honduregna che litigano selvaggiamente per stabilire chi debba spingerla giù e possibilmente nella zona montana. Poi, col suo tono di voce che si ottiene facilmente a casa con l’ausilio di una semplice consolle per dj sovrapponendo la voce della Toffanin, della Chiabotto e della Jervolino, aggiunge che lei ha tanta paura del vuoto. Da oggi sappiamo che se vogliamo provocarle un attacco di panico basta mostrarle un’ecografia della sua scatola cranica.

Giuseppe Lago, simpatico quanto Carla Bruni in fase mestruale, dimostra un’abilità di gioco degna dei migliori strateghi della storia e punta tutto sulla simpatia mescolata ad arguzia dando la nomination a Michi Gioia “perché è la più anziana del gruppo”. Peccato non ci fosse un naufrago sulla sedia a rotelle altrimenti avrebbe avuto una motivazione più furba ancora. Ma poi cosa gli è successo? Quadrato dalle spalle in giù, con la capocchietta ingellata che sembra minuscola, ha messo su il fisico di una grattugia Alessi.
Sull’appena citata Michi Gioia c’è poco da dire a parte che nessuno ha capito che lavoro faccia nei ritagli di tempo ( e di pelle) tra una blefaroplastica e un lifting.
Massimo Ciavarro, diciamolo, sta lì con la faccia cupa di quello che pensa: “E io che nella mia carriera pensavo di aver toccato il fondo con “Sorbole…che romagnola!” accanto a Jimmy il fenomeno!”. Comunque sarà per il riccio selvaggio, sarà per l’aria maschia e trasandata, sarà pure che le alternative sono Giucas Casella e Giuseppe Lago, da queste parti si fa il tifo per lui.

A proposito di Giucas Casella. Già candidato ad essere lo zimbello dello studio, è stupefacente il suo totale e precoce rincoglionimento. Dichiara con fierezza: “Io non mollo!” e dopo tre minuti e quattro bracciate a nuoto racconta alla nazione che si è scagazzato addosso lasciando intendere che il suo proclamo “Non mollo!” non era poi così azzeccato. Nel successivo primo piano risulta poi evidente il suo problema nel nuotare: le sue orecchie delle dimensioni di quelle di un basset hound, dovevano fare parecchia resistenza in acqua, ma il vero dramma ha a che fare con un elemento che gli dovrebbe essere decisamente più congeniale, ovvero il fuoco. Durante la prova di resistenza, che consisteva nel rimanere il più possibile in posizione accanto ad una fiamma potentissima, in brevissimo tempo al nostro eroe era già riuscita la prima magia: trasformato da uomo in kebab in sei secondi netti. A questo punto la domanda è legittima: quando ci diceva di camminare sulla brace, cosa c’era in realtà sotto ai suoi piedi? Il carbone della calza della befana?
Su Vladimir c’è (ancora) poco da dire, a parte il fatto che molti ora penseranno che transgender significhi avere la faccia di Maurizio Ferrini, il fisico di Gattuso, le tette della Seredova e la voce di Mastelloni.
Trascurabili al momento le presenze di Tumiotto e della Rodriguez. Il primo ad ogni alitata di vento si preoccupa di sistemare la pettinatura da modello gay di Aldo Coppola, la seconda, senza trucco, pare Rosita Celentano. Comunque, della Rodriguez, conservo un ricordo tenerissimo. Durante il servizio fotografico che abbiamo fatto insieme mesi fa per il debutto di un programma su Rai Due il fotografo ci chiese di fare un urlo e lei, per spiegare meglio la posa richiesta, disse serafica: “ Forza! Tutti con la bocca aperta come un maricòn!”. Se non sapete cosa vuol dire maricòn in spagnolo informatevi pure e auguratevi che non se ne esca con battute altrettanto raffinate in diretta perché ‘sta volta più che Marano si scomoda Ratzinger.

Breve parentesi sui due opinionisti, ovvero la coppia Venier-Giurato. Da sottolineare la solita gentilezza della Ventura che prima presenta Mara specificando che è una sua grande amica e poi la definisce “una donna indimenticabile”, manco lei e Gori con la pala stessero riesumando la salma di Teresa D’Avila. Su Luca Giurato bisognerebbe fare un trattato a parte, ma la scelta di averlo ospite in studio è comprensibile: la Ventura, per distogliere l’attenzione sulle sue capacità linguistiche, doveva trovare uno che parlasse peggio di lei. Dirò solo che ha vaneggiato tutta la sera tanto da far rimpiangere Andrea Pinketts e che il commento più clemente volato in casa mia è: “Sembra il fratello scemo di Carlo Rossella”.
L’inviato pare al momento piuttosto scialbo: l’unico momento da ricordare è l’immagine di Magnini in micro-slip rosso di fronte al quale tutte noi da casa abbiamo pensato che comunque , del pareo sul costume che Vladimir ha voluto per contratto, aveva più bisogno lui.

Tra i concorrenti NON FAMOSI meritano di essere menzionati la bionda Sonia che di lavoro fa il muratore e ha quattro figli che di nome fanno, più o meno, Nicòl, Michelle, Gianpaul e Christoph facendo venire a tutti il legittimo sospetto che i nomi di battesimo li abbia scelti Totti.
Poi c’è un magazziniere che pare Vaporidis tra vent’anni, il custode di un museo che è una via di mezzo tra Enzo Paolo Turchi e l’amico scemo di Hugh Grant in Nottingh Hill e che si dichiara un appassionato di banane, dichiarazione grazie alla quale Pingitore ieri sera ha scritto tutta la sceneggiatura dell’ultima commedia al Bagaglino. C’è Maria Grazia, giovane siciliana che si augura solo che i naufraghi la vedano esattamente come la vedono i suoi amici di Sciacca e scorrono immagini di sue foto scattate da amici appese in camera in cui la posa più raffinata è quella in cui addenta un cannolo siciliano facendo trekking in hot pants sull’Etna. Ora sappiamo cosa pensano di lei.
Infine, da ricordare Chiara, l’infermiera del reparto di rianimazione che tutti noi speriamo vivamente riesca a fare qualcosa per l’encefalogramma piatto della Vento. Ora, la ragazza è obbiettivamente molto carina, ma non si capisce perché la Ventura chieda un applauso “in quanto Chiara poteva fare la cubista e invece fa l’infermiera!”. Cioè, le alternative nella vita per una ragazza decente sono due? O la strappona o Madre Teresa?
Vabbè, il resto è scontato. In nomination c’è andata la Vento dritta spedita e a meno che non abbia un biglietto di ritorno Alitalia la prossima settimana ce la ritroviamo in studio.

Vi lascio con le immancabili perle di SuperSimo: “TUTTA ITALIA VI SALUTAM!” , “Abbiamo tutti L’ORECCHIO AGUZZO!” e “Sonia fa la muratore”.
Alla prossima settimana.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Avviso

15.09.08

Vi ricordo che da domani ricominciano le mie cronache dell'Isola dei famosi su Tiscali (e qui sul blog ovviamente) e che domattina commenterò la prima puntata con Luca Bianchini nel programma "Tiffany" alle 10,15 su Radio 2.

(da queste parti si scommette su Massimo Ciavarro.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

BLOGFEST 2008 (e disruptive innovator)


(Gianluca Neri e la titolare premiano Filippo Facci ai Blog Awards 2008)

Sono rientrata ieri dalla blogfest che, come avrete letto un po' ovunque, si è svolta a Riva del Garda, ridente cittadina che assieme a Houston e L'Avana è stata tra le località più colpite dall'uragano Ike.
Non mi dilungherò in cronache su come è stato bello vedere questo o quella, sulla commozione provata nel vedere Filippo Facci conversare con mio figlio di tre anni e la fatica che ho dovuto fare subito dopo per convincere mio figlio a non querelarlo per aver sostenuto che i Gormiti sono tutti degli stronzi.
Non vi racconterò di quando ho suggerito a un tizio che lavora per il canale satellitare Fox e che ad affabilità stava più o meno quanto Melita Toniolo sta all'astrofisica, di creare un canale tematico sulla simpatia.

Non vi racconterò di quando mio figlio, al ristorante, ha deciso di emettere urla strazianti di cui alcune a frequenza ultrasonica udibili solo sul cellulare di Marco Tronchetti Provera perchè una bambina gli ha strappato dalle mani il gettone per il trenino e Matteo Bordone, nel tentativo di farlo ragionare gli ha detto: "Leon, è successo, ora basta!", col risultato che mio figlio, non apprezzando il filosofico fatalismo, ha continuato ad urlare più di prima e, a pieno titolo, si è posizionato come l'unico personaggio ad aver contestato Matteo Bordone negli ultimi cinque anni di blogfest.

Dirò solo che tra i tanti resoconti letti in giro ne spicca uno di un tizio, tale Calzolari, che merita senz'altro di essere citato. Il tipo, sul suo imperdibile sito, si definisce DISRUPTIVE INNOVATOR, ovvero uno di cui si capisce che mestiere fa quanto lo si capisce di Lapo Elkann e Patrizia De Blanck. Uno che per descrivere la noia provata durante i convegni così poveri di contenuti (lui che intellettualmente parlando avrebbe potuto fare la differenza), scrive testuale: "Ho sentito molte banalità e banalizzazzioni.
Poi definisce la sottoscritta "subrette ritettuta col piglio di Pamela ANDRESON", dimostrando di zoppicare un po' in italiano ma di andare fortissimo con le lingue straniere.
Cita una altro paio di volte le mie tette mostrando per le suddette un'ossessione pari a quella della Tatangelo per l'eyeliner per poi passare a commentare l'intervento del mio fidanzato (che di mestiere fa il direttore creativo) al barcamp sulla pubblicità affermando che una tizia si sarebbe allontanata dalla sala sdegnata per " il cinismo che il fidanzato della Lucarelli ha dimostrato nel mettere sullo stesso piano un attentato terroristico come quello alla pubblicità marchettara."

Ora, Vicky aveva detto una cosa semplicissima anche per me che non mastico di pubblicità, ovvero che una delle idee più creative degli ultimi anni, con un immenso impatto sui media e con incredibile potere visivo, evocativo e simbolico non è stata una campagna Adidas o Nike, ma l'attentato alle Torri Gemelle. Ovviamente la premessa era quella di spogliare la considerazione di qualunque giudizio morale.
Il tizio non solo ha dimostrato di non capire una mazza affermando che il terrorismo non è un'idea nuova (ma va?) e che il cinismo c'entri qualcosa, ma da terrorista professionista quale è, s'è schiantato ancora una volta dritto dritto col suo ultraleggero "Beata ignoranza" sulla lingua italiana.
Calzolà, ti passo banalizzaZZioni e pure SUBRETTE, ma Vicky, te lo garantisco, non mette sullo stesso piano un attentato terroristico ALLA pubblicità marchettara.
Al limite lo mette sullo stesso piano DELLA pubblicità marchettara.
E fatti dare un consiglio: visto che dopo la conferenza sei pure venuto da me e Vicky a fare simpaticamente salotto, la prossima volta, se hai qualcosa da dire sulle mie tette, fallo pure, ma guardandomi in faccia.

Gli uomini degni di essere chiamati tali usano così.
I disruptive innovator non so, a dire il vero.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Il casting l'ha fatto Bocelli?

11.09.08

Del Noce, dammi retta. Non ti interrogare troppo sul perchè del calo di ascolti.
Il problema non sono le quattro serate, non è Carlo Obama Conti, non è la concorrenza.
Il problema di Miss Italia è molto più semplicemente, decisamente, indiscutibilmente QUESTO. E QUESTO.
Per non parlare di QUESTO.
Capito adesso Fabrì?


(grazie a Dave per l'ispirazione)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Insidie cartacee

Come molti di voi sapranno da qualche mese a questa parte vivo a Milano.
Sulle differenze tra Milano e Roma, ovvero la città in cui ho vissuto per tredici anni, mi sono già espressa tempo fa.
In tanti mi avevano messo in guardia sul rigore dei milanesi, sul clima rigido, sul grigiore urbanistico, sulla cotoletta alla milanese, sulla possibilità di incontare Bobo Vieri al parco dopo le dieci di sera e via dicendo. Molti di questi avvertimenti si sono rivelati, grazie al cielo, luoghi comuni o eccessivi allarmismi, ma il fatto che mi pare davvero incomprensibile è il perchè nessuno, neppure gli amici più cari, si sia premurato di mettermi in guardia sul pericolo più temibile e nefasto che si corre vivendo qui, ovvero la sventuratissima eventualità di ricevere un invito cartaceo.
Non so voi altri che vivete a Milano, ma io, quando apro la cassetta delle lettere e trovo uno di questi inviti impiego almeno un quarto d'ora per scartare del tutto l'ipotesi che si tratti della chiamata alle armi.
Poi rileggo il contenuto altre dieci-dodici volte e non capendo pressochè una mazza di quello che c'è scritto, formulo tutta una serie di ipotesi, da quella di aver ricevuto per sbaglio una missiva della Marini a Cecchi Gori a quella di avere in mano la verità definitiva sul Codice da Vinci.

Infine sollevo un lembo dell'invito in questione con la pinzetta da entomologo, inforco gli occhiali da vista e con il sudore che mi gronda copioso dalla fronte comincio ad analizzare con rigore scientifico ogni singola parola del testo.
Dopo mesi di studio matto e disperatissimo sono giunta alle seguenti conclusioni:
a Milano è praticamente impossibile capire dove e a cosa si viene invitati.
A Roma un invito è un invito. Punto. Apri la busta e le tre righe di testo recitano più o meno così: "Tiziana Rocca è lieta di invitarti all'inaugurazione della mostra dello scultore Gigetto Mercalli che si terrà il 15 settembre alle ore 20,00 in Via di Ripetta 9.".
A Milano il testo tipo di un qualsiasi invito è più o meno questo:
"La Web art gallery virtual design è lieta di invitarti all'evento fashion cool fusion presso lo spazio virtual group project nell'ex fabbrica Ginori dell'artista multimediale Franz Gugghensteiner happening opening 20,00 drink and eat in collaborazione con MEDIA (pronunciato rigorosamente MIDIA) communication e Expedit installazioni audiovisive digital expo."

Vabbè. Ora vi lascio, stasera ho un invito a cui non posso proprio mancare. Non ho ancora capito se è una mostra di Fuksas o la prima di Kung Fu Panda ma vi farò sapere.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

La posta di Carlo Rossella

Doverosa premessa. Sull'indole delle persone, l'osservazione attenta di parenti e amici particolarmente scorbutici e intolleranti, mi ha portato alla seguente conclusione: invecchiando si va incontro a due possibili alternative, ovvero facciopacecolmondoprimadischiattare oppure fanculoilmondoschiattasserotutti.
Fateci caso. Non c'è una via di mezzo, una delle due strade si imbocca per forza, per cui accade che un Giuliano Ferrara mi diventi un mistico ai limiti del fanatismo e un Irene Pivetti indossi la tutina nera in lattice e posi per "Gente" con la frusta.

Voglio tranquillizzarvi: io sono sempre più incazzosa. Nella mia personale classifica degli esseri più detestabili del pianeta terra le new entries crescono al ritmo dei capelli di Berlusconi negli ultimi tempi. Tanto per capirci, mi avvio a diventare la vecchietta rompicoglioni del palazzo, la Rosa Bazzi di Cadorna, quella che se alla vicina del piano di sopra cade un dischetto struccante sul pavimento allo scoccare della mezzanotte il giorno di Capodanno chiama i carabinieri e come minimo infila un raudo nel sedere al chihuahua di un condomino a caso. Sarò la rompicoglioni che se un ottuagenario invalido non vedente non mi cederà il posto in metropolitana inveirà sul poveretto dicendo frasi a caso sui giovani d'oggi e su quanto sono stronzi irrispettosi e gli prenderà a borsettate il cane lupo aggiungendo che "è ora di finirla con questi pitbull".

Tutto questo per dirvi che io detesto Carlo Rossella.
Nel caso qualche lettore fosse stato depositato ora dalla nave madre su un campo di grano nel North Carolina all’interno di un fascio di luce accecante e non sapesse chi diavolo sia Carlo Rossella potrei farla semplice: quello che aggiunse i capelli al Berlusca sulla copertina di Panorama, quello che cinque anni fa fu assolto dal consiglio dell'Ordine dei giornalisti per l'accusa di aver violato le regole deontologiche quando pubblicò su Panorama la foto del letto in cui era stato ucciso il bambino di Cogne e fu poi condannato in seguito per aver aggiunto una banana alla Elvis Presley a Samuele con photoshop.
Credetemi. Non è un'antipatia passeggera, un'insofferenza del momento, un'ostilità gratuita. No no. Datemi retta. Se io potessi, tanto per premiare la sua grande passione per il cinema, lo chiuderei in una stanza con Darth Fenner, Predator e Freddy Kruger e vedrei come reagiscono i tre alle sue minchiate sugli alberghi trendy di Miami, il blazer giusto o i bar alla moda di Saint Tropez.

E' più forte di me. Non lo reggo. E ad acuire notevolmente l'antipatia per il signore in questione ha contribuito in maniera definitiva la posta di Carlo Rossella sul settimanale "Chi".
Vi chiederete, a ragione, perchè la legga. La risposta è semplice: perché con l’adrenalina da incazzatura che mi provocano le sue risposte io potrei tirar su il ponte di Messina in tre quarti d’ora.
Intanto il signor Rossella, quando scrive, è sempre appena tornato da uno dei suoi impegni in fabbrica, ovvero una prima a Cannes/ un meeting a Miami/un battesimo sul lago di Como/un torneo di burraco a St Barth con altri indefessi lavoratori quali l’addetto al tornio Lapo Elkann, i responsabili della catena di montaggio ovvero i giovani della Milano Young e una a caso tra quelle tre sempliciotte delle sorelle Borromeo. Mai una volta che sia appena tornato che so, da una fila alla posta, da un funerale a Vercelli, da una visita alla prostata. Niente. Lui è sempre nei posti giusti con la gente che conta. Se un lettore gli domanda “Conosci Carla Bruni?” lui l’ha vista il giorno prima bere un mocaccino all’Ikea di Casalecchio.

Ma l’apice il signor Rossella lo raggiunge quando viene interrogato su questioni sentimentali perché diciamolo una volta per tutte: il signor Rossella ha dei serissimi problemi con le donne. Non so cosa gli sia capitato nella vita per giustificare tanta gratuita misoginia, non so se la sua babysitter fosse una bestia di Satana o sia rimasto chiuso in ascensore con Maria De Filippi, fatto sta che quest’uomo cova un rancore misto a disprezzo nei confronti dell’universo femminile che io non mi stupirei se il tanto misterioso complice di Donato Bilancia fosse lui. Fateci caso: il killer faceva fuori le donne su tutti i treni regionali che non effettuavano fermate a Portofino, Arcore e al corner Tod’s di Antibes. Io riaprirei il caso.

Comunque. Basta chiacchiere e passiamo a un esempio concreto, ovvero la posta su “CHI” di questa settimana.
Tale Maria Carla gli scrive:
“Adorato Carlo, mia figlia si scambia mail affettuose con un mio ex molto più giovane di me. Che faccio?”.
Risposta di Rossella:
“Signora mia, (…) perché voi tardone vi ostinate ad andare con uomini molto più giovani? Perché vi mettete in competizione con le vostre figliole? Perché pensate soltanto al sesso? Chi di sesso perisce di sesso ferisce.”
Allora. Intanto uno che dà della tardona a una signora che potrebbe avere al massimo cinquant’anni e mezza riga dopo scrive “le vostre FIGLIOLE”, roba che figliole è un termine che era desueto già ai tempi di Ramsete terzo, si commenta da solo per la sua freschezza e modernità.
Poi ecco. Se il signor Rossella si sente di primo pelo noi gli diamo pure ragione, se per primo pelo si intende il primo pelo nell’orecchio, il primo pelo sul neo sul mento o altri regalini che la senilità dispensa a profusione agli uomini di una certa età.

Ma non è finita qui perché qualche riga più in basso tale Vanessa gli scrive:
“Caro Carlo, ho 25 anni e sono corteggiata da un uomo di 65 molto interessante e ricco. Ci sto o non ci sto?”
E lui risponde:
“Adorata, e stacci dai! Perché vuoi deludere un mio coetaneo?”.
In pratica una donna che va con uno più giovane è una tardona e una di venticinque che va con uno di sessantacinque invece s’è trovata il giovane stallone.
A parte che l’idea è innovativa e al passo coi tempi quanto il cocchio coi cavalli bianchi, devo capire una cosa: in base alle teorie rosselliane se una donna va con uno più giovane pensa solo al sesso e vabbè. Ma perché, se uno di sessantacinque va con una più giovane a cosa pensa? Alla fisica cibernetica? Alle teorie sul cosmo? Al surriscaldamento della crosta terrestre?

Vabbè. Se qualcuno lo trova a terra nel suo loft a Miami avvolto nel suo plaid in cashmere ma strozzato con un maglione 100% acrilico Upim e una copia di "Chi" in mano, sapete chi è stato.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Avviso

10.09.08

Per i milanesi interessati al tema, io domani sono qui:

Codice Internet incontra Selvaggia Lucarelli

“Internet in 50 minuti”, questo il format dei 35 incontri che da lunedì 8 settembre fino a domenica 12 ottobre stanno facendo scendere in piazza personaggi e esperti di web, che portano la loro testimonianza sul rapporto con la Rete. Un’ora al giorno di esperienze, suggerimenti e casi reali per far comprendere le opportunità che Internet offre a tutti, toccando qualsiasi aspetto della nostra vita, dal lavoro al privato, dalla cultura al divertimento, dalla politica all’economia, dalla società all’ambiente.
Giovedì 11 settembre ore 21:30, per la “prima serale” sul palco allestito all’interno dell’Ottagono, Marco Montemagno (coideatore del progetto) introdurrà il pubblico al progetto Codice Internet ed approfondirà il tema di Internet e Società insieme a Selvaggia Lucarelli, blogger, conduttrice televisiva e scrittrice.


(Marco Montemagno)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

I have a dream

03.09.08

Mi sono imbattuta nel seguente annuncio su ebay, ovvero:
VENDO FERRARI 456 GT ***EX FLAVIO BRIATORE***.

Vi confesso che visto che tra le ex di Briatore c'è un po' di tutto, dalla Campbell alla Venier, dalla Klum a Federica Torti, in un primo momento non mi sono stupita più di tanto nell'apprendere che in passato il nostro Flavio si sia trombato pure una coupè blu.
Poi, andando avanti nell'appassionante lettura, ho capito che l'arguto venditore intende dire che il primo proprietario della quattroruote in questione è stato Flavio Briatore, sperando che il fatto rappresenti un valore aggiunto nelle contrattazioni.

Ora. Lancio una proposta ai lettori. Facciamo una bella colletta. Acquistiamo l'autovettura. Poi riempiamo il bagagliaio della stessa quantità di dinamite servita a buttar giù l'hotel Fuenti sulla costiera amalfitana, mettiamo alla guida un bel manichino con le fattezze di Emilio Fede ed uno con quelle di Raffaella Zardo al lato passeggero, piazziamo l'automobile sulla collinetta sovrastante il Billionaire e alla prossima inaugurazione estiva leviamo il freno a mano.
Avanti con le offerte!
p.s.
Da notare che la data di immatricolazione è il primo maggio novantasei. Della serie: Flavio Briatore, per sentirsi più vicino ai lavoratori nel giorno della loro festa, sceglie come sempre il basso profilo e compra una ferrari.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Nun je la fà

Il motivo risaputo per cui Flavia Vento resisterà sull'isola dei famosi più o meno quanto resisterà Elisabetta Gregoraci a Londra lontana da Bettarini e sopressate, è nella foto qui sotto scattata durante il corso di sopravvivenza per i naufraghi pubblicata sul Corriere del Trentino.

Se dopo due ore dalla sbarco sull'isola honduregna vedrete la nostra eroina pigiare cocchi a piedi nudi o chiedere alla produzione beni di prima necessità quali Tampax, riso, shampoo e una botte di rovere, ora sapete il perchè.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Atollo Certosa

A meno che nel bel mezzo dell'Oceano Indiano non siano in corso sconvolgimenti orografici dei quali non sono al corrente, mi sa che su Repubblica di ieri, la didascalia che accompagnava la foto del ministro Frattini con la fidanzata Chantal (il ministro alle MALDIVE con Chantal), è una boiata pazzesca: visto che un isolotto delle Maldive raramente è a più di un metro dal livello del mare, quel promontorio dietro ai due novelli Peynet cos'è, un atollo del Berlusca con vulcano annesso?

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)