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VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)
« Ottobre 2007 | Pensatoio | Dicembre 2007 »

Contro qualsiasi previsione, dopo un ballottaggio finale all’ultimo respiro con Debora Caprioglio, Manuela Villa ha vinto la quinta edizione dell’isola dei famosi.
Il fatto ha suscitato stupore e incredulità in tutto il mondo. Vi basti pensare che a due mesi dalla fine del programma i bookmakers inglesi pagavano ben due volte la posta se vinceva la Villa e donavano le proprie cornee più un rene del loro primo figlio maschio se vinceva la Caprioglio.
A due giorni dalla fine del programma i bookmakers pagavano il trionfo della Caprioglio quanto quello di Beppe Convertini alle presidenziali americane. Diciamo che l’avvenimento era imprevedibile almeno quanto la nuova gravidanza di Britney Spears, la neve in Finlandia e un' uscita pubblica di Valeria Marini in abito sottoveste, smalto rosso e scarpa gioiello da cui si intravede il classico e sottilissimo piede di Cenerentola dopo una collisione con gli scarpini di Gattuso.
Ma passiamo alla conduttrice, ovvero colei che tante soddisfazioni ci ha dato in questa memorabile edizione dell’isola dei famosi in cui si sono ritirati tutti tranne l’unica persona che avrebbe avuto tante buone ragioni per farlo: il suo costumista .
Tanto per capirci, ieri sera Super Simo indossava, a sorpresa, un abito rosso con pancera di pizzo, un collier già messo da Joan Collins nella settantaquattresima puntata di Dinasty, e più precisamente quella in cui il marito Blake, nel vederla scendere dalle scale col bicchiere di whisky in mano, le dice: “Amore il vestito va bene ma il collare del chihuahua di Paris Hilton mi pare fuori luogo per un battesimo!” e, soprattutto, una patacca d’orologio regalatole da uno scafista albanese dopo che s’è offerta di guidare lei fino a Tirana un vecchio peschereccio che aveva appena scaricato a Crotone duecento immigrati.
Una volta arrivato nel porto albanese, s’è scoperto che nascosti nello scafo c’erano Cristina Parodi, Patrizia Mirigliani, Lele Mora, Dolce e Gabbana e Karen Picozzi, ma questi sono particolari irrilevanti.
Qualora non fossi stata sufficientemente chiara, sappiate che Alda D’Eusanio in versione opinionista, di fianco a lei sembrava Lina Sotis.
Sensatissimo come sempre anche lo slogan urlato a squarciagola dalla conduttrice a inizio puntata: “Non conta chi sei stato, chi sei e chi sarai ma solo crederci sempre e arrendersi mai!”. In pratica se eri un centometrista, oggi sei paraplegico e domani sarai uno che uno che si nutre con una cannuccia, chettefrega. L’importante è che tu ci creda sempre!
Il collegamento con Dj Francesco è stato come sempre scoppiettante: lui, vestito come il ragionier Fantozzi in partenza per la mitica settimana bianca, si scalda davanti a un falò non lontano dalla tangenziale e pensando di essere spiritoso riferisce alla Ventura che più di una persona gli ha chiesto “Quanto vuoi?”. Il problema è che non ha sentito il resto della frase che era “per buttarti nel fuoco?”, ma vabbè.
Poco più tardi il nostro Dj preferito si immergerà in una vasca con un improbabile costume con una bella S stampata sopra che, come la Ventura ci terrà a precisare, sta per Superman e che, come il resto d’Italia non potrà fare a meno di pensare, in questo caso specifico sta per Scemo. Punti di vista.
Non s’è ben capito se l’intenzione fosse quella di alzare il livello della trasmissione ma ieri sera la conduttrice chiedeva inspiegabilmente un parere a Maria Giovanna Maglie su qualsiasi argomento le venisse in mente.
Dopo averle domandato un’ opinione sulla ricrescita color legno d’albicocco di Manuela Villa, un parere sullo stacco di coscia di Daniela Santanchè, le condizioni del mare nel golfo di Akaba e averle chiesto se lei una bottarella a Patrick Lumumba tutto sommato gliela darebbe, la Maglie, in preda all’esaltazione, s’è lanciata in un monologo di sei ore e quaranta bloccato solo grazie all’intervento di Giorgio Gori che l’ha imbottita delle stesse cariche esplosive utilizzate per abbattere l’hotel Fuenti sulla costiera amalfitana e fatta saltare in aria mentre si lanciava in un’analogia tra le teorie di Victoria Petroff sulla sicurezza delle protesi in silicone e quelle di Condoleeza Rice sulla sicurezza nazionale.
Tra parentesi. Il look della Maglie ieri sera era composto da orecchini, bracciali e anelli il cui peso specifico era più o meno quello di Urano, una manciata di extension avanzate dall’edizione con Arianna David due anni prima e una tinta double face: inquadrata da davanti la corpulenta opinionista sfoggiava un colore biondo miele alla Venier, inquadrata da dietro era Piero Pelù.
Segue filmato in cui i naufraghi vengono mostrati affranti e malinconici una volta saputo che dopo tre mesi abbandoneranno l’isola. Simona Ventura spiega che sono vittime della famosa "sindrome di Stoccolma", e mentre tu sei lì che pensi “Finalmente ha detto una cosa sensata!”, aggiunge che comunque devono stare tranquilli perché poi l’impressione di vedere il sole a mezzanotte passa.
La panoramica sui parenti dei naufraghi è, come al solito, esilarante.
Vi anticipo uno scoop: l’istituto ricerche genetiche di Ginevra ha preso in esame la madre di Canonico e quella di Miriana Trevisan per comprendere come sia possibile che la natura possa decidere che un figlio (Canonico) possa ereditare tutti i geni denominati DCSS (ovvero “Del Coglionazzo Senza Speranza”) dalla madre, nessuno escluso, e che una figlia (Miriana) con una madre che pare Gianni Fantoni con la parrucca abbia ereditato i geni di Eva Longoria.
Merita un cenno anche la madre di Manuela Villa. Diciamocelo. ‘Sta donna avrà pure sofferto, per carità, ma pare uno strano incrocio tra Milva e il cerbero del terzo girone dantesco. A forza di guardarla io mi sono convinta che quarantuno anni fa il povero Claudio Villa, in una tranquilla giornata di sole, corresse in pantaloncini nel parco e da dietro un cespuglio sia spuntata la signora che dopo averlo stordito con una vanga, ha fatto il suo comodo per una mezz’oretta e nove mesi dopo è tornata pretendendo che riconoscesse il frutto del loro amore.

Due considerazioni sulla vincitrice : la prima è che mi sfugge la ragione per cui Manuela Villa s’è incaponita per tutto il corso della trasmissione a insistere nel look “Riso amaro dopo che Silvana Mangano s’è magnata tutto il riso della risaia”. La seconda è che per quanto energica e cazzuta sia ‘sta donna, sentirle dire che ha sempre voluto che si parlasse di lei e non del padre perché non conta di chi sia figlia, dopo che per anni ci siamo sorbiti interviste in cui raccontava che Claudio Villa non voleva riconoscerla, che Claudio Villa voleva riconoscerla ma che le figlie erano contrarie, che Claudio Villa a sua volta non era stato riconosciuto dal doberman e l’aveva azzannato sul polpaccio, che Claudio Villa le era apparso in sogno vestito da Batman, beh, la sua teoria mi suona un po’ poco credibile. ( ci sarebbe anche il suo libro autobiografico, tra l’altro)
E poi insomma, diciamocela tutta: il carattere di Manuela non è dei più accomodanti. Chi diceva che il fatto di aver vissuto sull’ultima spiaggia e dunque di essersi risparmiata l’interazione con gli altri concorrenti sia stato un grande vantaggio, aveva tutte le sante ragioni.
Finchè ha convissuto con gli altri, è sempre stato palese che Manuela Villa è una rompicoglioni di proporzioni bibliche e anche sull’ultima spiaggia, secondo voci di corridoio, ha litigato con un una noce di cocco, ha avuto un alterco con un conchiglione, è venuta alle mani col barracuda ed è stata nominata in massa da tutti i paguri residenti in Honduras.
L’arrivo in studio di Claudio Cuccurullo è stato uno dei momenti indimenticabili della serata: capelli piastrati, sguardo maledetto alla Vincent Cassel doppiato da Enzo Salvi, sfoggiava uno smoking che in teoria doveva farlo apparire elegante, nei fatti i dialoghi tra lui e la Ventura sembravano quelli tra Victoria Cabello e il gorilla della pubblicità del Crodino.
Non solo continuava a sostenere che lui gli isolani se li sarebbe fatti tutti uno ad uno ma ad un certo punto la conduttrice gli ha domandato con chi dei naufraghi si sarebbe fatto un bel piatto di rigatoni con la pajata e il nostro eroe ha risposto senza esitazione alcuna “Con Vittorio!”. La pajata, per chi non lo sapesse è l’ano del vitello, ma trattasi di coincidenze della vita.
Qualsiasi tentativo di farlo sembrare un essere umano dotato di sentimenti è naufragata miseramente: invitato a elencare le cose più importanti della vita ha detto:“Beh mia madre, mia moglie, la Roma…" e prima che potesse aggiungere il rutto dopo pasto e la rosetta con la mortazza, la Ventura gli ha ricordato timidamente “E i figli!”.
E’ il momento della telepromozione. La Ventura decanta le bellezze delle borse Fergi che per la cronaca sono belle quanto una busta conad arrotolata sul polso, ricordando che Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio hanno scelto Fergi e che pure l’ex moglie di Gigi li prende a borsettate solo e rigorosamente con gli eleganti e praticissimi modelli di borsa Fergi con borchie in metallo.
Dopo la telepromozione fa il suo ingresso in studio un tizio che dice di chiamarsi Paul Belmondo. La Ventura non sa chi sia e gli domanda se per caso è un amico d’infanzia di Manuela Villa. Lui dice di no e allora la Ventura gli chiede se ha voglia di fare il finto amico d’infanzia di Manuela Villa che ricorda quanto soffrisse da piccola perché senza padre e lui risponde di no. Allora Simona Ventura gli urla : “Brutto figlio di puttana tanto io non ti avrei mai permesso di tentare di favorire Manuela Villa facendo leva su squallide storie strappalacrime!” e lo butta fuori dallo studio a calci.
A quel punto è tutto un susseguirsi di eventi memorabili. Uno dei tre finalisti, ovvero la Villa, la Caprioglio e Nicola Canonico, ha la possibilità di accedere direttamente alla finale sfidando gli altri due in una gara di apnea. Casualmente straccia tutti Manuela Villa che casualmente fa la cantante che casualmente ha l’estensione vocale della sirena del porto di Civitavecchia che casualmente di respirazione e del controllo del flusso d’aria nei polmoni ne saprà qualcosa.
Miriana racconta alla Ventura la sua esperienza sull’isola e afferma che lì ha visto cose mai notate prima e cioè, nell’ordine: l’acqua trasparente, l’acqua agitata, il cielo azzurro e il cielo rosso al tramonto. Speriamo che la madre entro la fine dell’anno le mostri il fuoco, le mutande in lycra, le istruzioni del videoregistratore e il pallone di cuoio perché questa poveretta ha bisogno di vivere altre emozioni forti. Nicola Canonico dichiara trionfante che dopo questa esperienza “la sua anima è a disposizione di qualche regista” e in effetti non è da escludere che Robert Zemekis si ispiri alla sua intelligenza brillante per il remake di Forrest Gump. Karen Picozzi se ne sta tutta la sera immobile sul suo sgabello con l’aria distesa di chi s’è seduta incidentalmente sul plastico in acciaio del grattacielo di Taipei.
A pochi minuti dall’elezione del vincitore la Ventura comincia a vaneggiare. Prima suggerisce a Claudio di non prendersela troppo e di “sintetizzare” il fatto che la gente l’abbia buttato fuori al televoto. Poi ad un autore che le aveva scritto un gobbo poco comprensibile chiede “Ma sono i geroglifici dei sumeri o e Gesù Cristo ad aver scritto ‘sta cosa?”
Arrivano i risultati finali: Manuela Villa col 75% delle preferenze è la vincitrice assoluta.
Il 20% ha votato per eliminare Alda D’Eusanio dallo studio e il restante 5% ha votato perché si istituisca "una giornata nazionale dei diritti delle donne di aspettare sotto casa Francesco Coco e di infilargli la lingua in bocca.”
Alla prossima edizione!

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Il pezzo sull'isola sarà online qui e su Tiscali verso mezzogiorno.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Da Vanity fair:
Dicono che uno tra i più quotati bomber di calcio italiano tempesti di sms un'ex tronista. Peccato che lui sia strafidanzato. E che lei abbia deciso di tenerlo lontano dall'area. Dicono.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Vi devo confessare una cosa: sto attraversando un momento di profonda crisi spirituale.
Saranno i miei nove anni dalle suore in un istituto in perfetto stile “Magdalene”, sarà che dopo che Johnny Depp ha regalato un vigneto nella campagna francese alla compagna Vanessa per festeggiare l’uscita del suo nuovo album mi rimane difficile credere che possa esistere un essere superiore a Johnny, sarà che al momento mi preoccupa di più sapere che ne sarà del mio culo tra dieci anni che della mia anima tra cinquanta, ma proprio non riesco ad aggrapparmi ad uno straccio di credo.
Giuro che ho passato al vaglio una gran quantità di ipotesi e che ho un profondo desiderio di credere in qualcosa che mi dia una sensazione di benessere e leggerezza spirituale ma a parte quel rimedio lì che generalmente passa di mano in mano attorno a un tavolino rotondo e un sottofondo di musica new age, non c’è nulla che mi convinca fino in fondo.
Eccovi qui di seguito le mie considerazioni altamente teologiche e spirituali sul perché ho scartato una lunga serie di religioni, teorie e discipline spirituali.
Il Taoismo. Sarà che Yin e Yang più che due principi cosmici a me paiono con tutta probabilità i nomi dei prossimi due figli di Totti e Ilary, la teoria che ogni cosa può esistere solo se esiste il suo opposto o il suo contrario mi lascia perplessa. E’ vero, spiegherebbe il perché dell’esistenza mia e dunque di quella del mio ex marito, il perché dell’esistenza del mio culo e dunque di quella del culo di Naomi Campbell, il perché dell’esistenza di Flavia Vento e quindi di quella della Levi Montalcini, ma non mi convince fino in fondo. Voglio dire, con tutti i cessi di uomini che girano per strada, per la teoria degli opposti, dovrei imbattermi in almeno duecento George Clooney per isolato, dunque c’è qualcosa che non mi torna. Bocciato il taoismo.
La reincarnazione. L’ipotesi è suggestiva, lo ammetto. Pensare che si possa rinascere per risolvere delle questioni rimaste irrisolte nella vita precedente è davvero attraente: io nella mia prossima vita potrei buttare il corpo del mio fidanzatino del liceo in una discarica anziché aspettare che mi lasci quando si iscrive all’università, potrei tornare al Maurizio Costanzo Show e anziché fare pippa quando il conduttore mi fa il cazziatone cogliere al volo l’opportunità di lapidarlo a colpi di cartellina. Potrei rimediare a un sacco di errori. C’è però una faccenda che non mi convince in tutto questo: se il karma è il risultato degli atti compiuti nelle proprie esistenze anteriori, cosa cazzarola era Maria De Filippi nella sua vita precedente? Il conte Dracula? Attila il re degli Unni? Godzilla? Il calamaro gigante? Bocciata la reincarnazione.
Il cristianesimo: l’idea che un padre onnipotente decida di sacrificare la vita del suo unico figlio maschio per giunta fisicato e belloccio mi pare decisamente poco attuale: oggi gli regalerebbe Mediaset e la sua croce, al massimo, potrebbe essere Lucio Presta o Publitalia. Oltretutto metterebbe al fidanzata a condurre un paio di trasmissioni e qui si sfiorerebbe la bestemmia, per cui eviterei di scivolare nella blasfemia e passerei oltre. Bocciato il cristianesimo.
Il Buddismo: che volete che vi dica. Ho simpatia per il Tibet, per il Dalai Lama e per la filosofia buddista. Eppure non riesco a non pensare com’è che uno come Buddha che predica il distacco dai piaceri terreni abbia quell’aria lì di uno che ha appena mandato giù dieci Big Mac e la sorpresa dell’Happy meal.
I Testimoni di Geova. Non so. Io uno che mi viene a bussare alla porta per dirmi che Dio esiste e che anche se non lo possiamo vedere ad occhio nudo si nasconde in tutte le pieghe della nostra esistenza, non lo vedo tanto diverso da uno che mi bussa alla porta con il folletto in mano per dirmi che l’acaro esiste anche se non è visibile all’uomo si nasconde nelle pieghe delle nostre lenzuola.
Il Panteismo: Dio è in tutte le cose. Bene. Ipotesi affascinante. Però qualcuno allora mi spieghi cosa diavolo ci starebbe a fare Dio nelle caccole, in Carlo Conti, nelle crocks col pelo, nella ritenzione idrica, nella linea d’intimo di Valeria Marini, nella voce di Silvia Toffanin, nel doppiomento di Prodi, nelle televendite con Bettarini, nei libri di Carlo Rossella, nell’acconto sull’iva, nei film con Massimo Boldi, nelle smagliature, nell’attaccatura dei capelli della Brambilla.
Scientology. A me quelli di Scientology fanno paura. Basta guardare le foto recenti di Tom Cruise: quella pettinatura lì è segno inequivocabile della vittoria della fede sulla ragione.

Ipotesi kamikaze. Sarà che nei momenti bui si arriva a pensare qualsiasi cosa, ma confesso che m’è balenata in testa pure ‘sti’idea. Mi sono detta: individuo una causa buona e giusta e mi immolo. Tuttavia non mi è parsa chiara una faccenda di vitale importanza: questi islamici sostengono che se uno si fa saltare in aria si guadagna un fantastico soggiorno vitalizio nel paradiso islamico ove ti attendono la bellezza di settantadue vergini. Ok. Questo varrà per i kamikaze maschi, mi auguro. Cioè, non è che se io tiro la cordicella poi mi ritrovo in mezzo a edera e giunchi in compagnia di settantadue Rosy Bindi in costumi adamitici a discutere di pacs e fecondazione assistita? Insomma. Non è ancora chiaro cosa ci guadagni una donna a farsi saltare in aria. No, perché io entro un paio di settimane massimo ho intenzione di mimetizzarmi tra il pubblico di Buona Domenica imbottita di tritolo e di tirare il cordino non appena Sara Varone sale sul surf, ma vorrei capire se nel mio paradiso meritatissimo m’attendono i Centocelle Nightmare, la squadra di rugby francese, gli ex di Manuela Arcuri o Cesare Lanza nudo incazzato nero. Un teologo mi illumini.
Infine, ci sarebbe la strada dell’ateismo. Il problema è che non fa per me neppure quella perché io credo a un sacco di cose . Credo nel potere del Wonderbra, nella moda del toy boy, nel rapporto qualità prezzo delle creme Sisley, nei colpi di sole biondo scuro, nella bocca di Oliver Martinez, nel bicipite di Brad Pitt e soprattutto in Kim Rossi Stuart. Tutto intero. E senza che la mia fede abbia vacillato mai anche per un solo attimo. Giuro. Neppure quando l’ho visto in pantacollant in Fantaghirò.
Se non è devozione questa.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Per la serie: inutile che te la tiri tanto sgallettata messicana.
Volevo solo precisare alla signorina Salma Hayek che le saranno pure lievitate le tette dopo che ha infilato le mani nell'acquasantiera e perciò gridasse pure al miracolo, ma la titolare civitavecchiese qui ha fatto di più: ha chiesto il miracolo e alla signora col velo è venuto così bene che s'è commossa.
Tiè.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

La latitanza di questo giorni è dovuta a una questione drammatica: il mio amato portatile Acer che tante soddisfazioni m'ha dato negli ultimi quattro anni di vita, comincia a dare i primi segni di rincoglionimento senile. No, non è ancora arrivato a sputare quando parla e a scaccolarsi in diretta tv, ma siamo lì, per cui temo che a breve mi abbandonerà definitivamente. (o mi chiederà di fare il direttore artistico di un teatro romano, non so ancora quale sia il segno inequivocabile che ci si è bruciati il cervello)
Tutto questo per dire che è mia intenzione sostituirlo con un sony vaio rosa il quale mi eleggerebbe all'istante la Paris del web, l'Ivana Trump della blogsfera, la Winx fata di internet e così via.
Dove voglio arrivare?
Ecco, se c'è qualcuno che ha da suggerirmi un posto in cui trovarlo pagando il mouse e ottenendo il portatile in omaggio, oppure un posto in cui chi me lo vende mi fa la gentilezza di installarmi anche outlook e tutta quella roba lì, oppure un posto in cui il commesso che me lo vende somiglia a Jude Law, ecco, si facesse vivo nei commenti. (o via mail)
Ne va della cronaca della finale dell'Isola, sappiatelo.
(che bastarda ricattatrice, lo so)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Mi sfugge la ragione per cui una come Madonna chiami la figlia Lourdes e di fronte al fenomeno mistico della sua trasfigurazione in Geronimo La Russa, non la infili vestita in un bidone di ceretta Cadey invocando il miracolo.
Ecchecacchio.
p.s.
Che poi una madre spera che certe cose passino da sole e vent'anni dopo se la ritrova a condurre "Uomini e donne" con la voce di Raffello Tonon.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Va bene, lo ammetto.
Sono due ore che medito sul possibile incipit di questo pezzo e, più precisamente, su quale scusa credibile adottare per sostenere che sono capitata assolutamente per caso sul sito della Durex.
Il problema è che nulla mi convince in maniera definitiva dunque, per confondere le acque, lascio a voi decidere quale di questa potrebbe essere la ragione più plausibile:
a) sto scrivendo una tesi di laurea sul lattice e sul suo utilizzo nel settore dei profilattici e in altri campi specifici quali la creazione delle maschere facciali di Renato Balestra, Claudio Baglioni e Michael Douglas.
b) volevo rivedere con calma lo spot dell'olio "massaggiante" durex con la tizia sdraiata di schiena, il tizio sopra di lei e rumori ritmici di molle per comprendere meglio se il tutto è a) una sottile metafora del nostro mondo funestato da guerre e sconvolgimeti climatici col messaggio che alla fine nonostante il nostro pianeta scricchioli, filerà tutto liscio come l'olio della durex. b) una sottile metafora delle conseguenze del rincaro del petrolio col messaggio che tra un po' l'unico olio lubrificante auto che potremo permetterci è quello della durex c) una sottile metafora della posizione detta anche della pecora che bruca.
c) dopo il lancio dell'anello vibrante e lo spot dell'olio volevo capire cosa cavolo sta succedendo alla Durex, ovvero se è morto il vecchio direttore creativo Rosy Bindi ed è subentrato Cosimo Mele.
Comunque, la visita sul sito ha riservato delle sorprese.
Quella più sconvolgente, per quel che mi riguarda, è l'esistenza del profilattico Italian supporter, ovvero, come da descrizione sul sito, "il profilattico creato da Durex per farti sentire un vero tifoso in ogni situazione. Il profilattico azzurro, simpatico e divertente per creare coinvolgimento e feeling nei momenti più caldi della partita".
Fatemi il piacere. Se nel momento topico lui estrae dal comodino una roba del genere, fatelo sentire davvero alla stadio: assestategli un bel calcio sulla palla e scappate a gambe levate esultando come un ultrà.
Ma le sorprese non sono finite qua.
C'è anche pleasuremax che "offre il massimo del piacere nel rapporto grazie ad una combinazione di rilievi e nervature, posizionati per stimolare al meglio entrambi i partner".
In pratica, se desiderate provare la sensazione di essere possedute da una trivella petrolifera, ora sapete come fare.
C'è il preservativo AVANTI ULTIMA (e già se fossi un uomo infilarmi una roba con 'sto nome mi darebbe l'idea di schiattare infartuato dopo due colpetti), che è "il profilattico in poliisoprene sintetico, un nuovo materiale rivoluzionario ideale per le persone allergiche al lattice di gomma naturale".
Ora. Io penso che trombarsi Goldrake possa pure essere un'esperienza interessante, ma se è vero che con lo sfregamento da lattice ti può venire una dermatite, col polisoprene sintetico come minimo almeno per un paio di giorni dopo il rapporto facendo roteare il capezzolo destro ti sintonizzi su radio vaticana.
Poi c'è il comfort extra large, e cioè " il profilattico di dimensioni maggiori rispetto ai profilattici normali, per una piacevole sensazione di comodità durante il rapporto" che, tocca dirlo, per le donne è una grande vittoria: se è vero che noi ci ostiniamo a chiedere una 42 pure quando siamo una 48, ora sappiamo che ci sarà un'orda di uomini che varcheranno la soglia di farmacie e supermercati per acquistare il comfort extra large convinti di essere un 20 anche se arrivano a fatica a 10.
E infine, fiato alle trombe, c'è il Performa, ovvero il profilattico che prolunga il rapporto, perché contiene al suo interno un leggero anestetico locale che ritarda l'eiaculazione. Con forma easy-on, più facile da indossare e più confortevole durante il rapporto. Ogni profilattico contiene crema ritardante al 5% di benzocaina.".
Allora signor Durex, parliamone. Lei deve comprendere due faccende essenziali che riguardano noi donne: la prima è che se proprio devo trombarmi uno che si fa di benzocaina o qualsiasi altra sostanza stupefacente salgo sul primo 747 della British e mi piazzo in perizoma davanti al cancello di casa di Robbie Williams, mica vado col primo pirla che capita.
Secondo: già in quei momenti è dura trovare uno che capisca cosa deve fare e e lei me lo stordisce pure con l'anestetico? Lei è un pazzo perfino pericoloso, se lo lasci dire.
E per finire, passiamo alla linea di vibratori Durex che, notate bene, sul sito sono stati battezzati "massaggiatori personali". Onestamente io adoro pure gli eufemismi, il problema è che da adesso in avanti tutte le volte che sentirò dire alla Marini che lei non fa un passo senza il suo massaggiatore personale non potrò fare a meno di esclamare "Buon divertimento!" a voce alta.
La premessa è che "i massaggiatori personali Durex Play sono stati realizzati in collaborazione con l'agenzia di design Seymour Powell e con un pool di esperti sessuologi, sulla base della conformazione fisica femminile."
Care amiche, in pratica i sessuologi e i grafici migliori del pianeta nonche i più fini conoscitori del corpo femminile, si sono convinti che a) noi si compri un aggeggio del genere quando si può usare comodamente il cordless di casa b) 'sto coso osceno sarà utile al nostro piacere e non a nostro figlio piccolo come minicatamarano per playmobil c) che la nostra vagina sia un karaoke.
Andiamo bene.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Da "Chi":
Lei è una bionda, bionda, bionda di Mediaset. E doveva condurre il mattino di Canale 5. Ma a rimpiazzarla ci ha pensato Barbara D’Urso. E questo proprio non le va giù…

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
QUI trovate qualche foto del backstage di "Scelgo te!".
Chiaramente il gioco è capire chi dei tizi ritratti è single, chi gay e chi impegnato.
La soluzione in più di un caso non è facile come sembra. :)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Da "Diva e donna":
Metti insieme Selvaggia Lucarelli e Gene Gnocchi e viene fuori un’intervista decisamente fuori dagli schemi. Conduttrice di “Scelgo te!” su Sky Vivo lei e al timone di “Artù” su Rai Due lui, i due si sono incontrati e hanno dato vita ad una conversazione surreale tra gossip, politica e veleni, senza tralasciare di interrogarsi sulle grandi domande di questo secolo.
GENE: Come mai fai un programma su Sky proprio tu che, è un fatto notorio, hai sempre taroccato la card di Sky?
SELVAGGIA: Perché ho usufruito di una promozione. Gli australiani, dopo che a Ruport Murdoch sono miracolosamente rispuntati i capelli, nei confronti dei taroccamenti usano la mano leggera: a colui che acquista la centesima carta Sky taroccata, regalano una conduzione. Potevo scegliere tra l’affiancare Ilaria D’Amico a Sky Calcio o l’avere un programma tutto mio. Avevo scelto di condurre con la D’Amico ma lei ha minacciato di murarmi viva all’interno dell’hangar adibito a guardaroba dei suoi tubini neri e a quel punto ho optato per una conduzione da sola.
GENE: E’ morto Gaetano Orru, uno dei tuoi tredici telespettatori, vuoi cogliere l’occasione per ringraziare personalmente gli altri dodici?
SELVAGGIA: Ti hanno dato un’informazione sbagliata. Non è morto, è finito in stato catatonico dopo aver visto “Artù”. Ed è un peccato perché cadendo per terra ha battuto incidentalmente la testa sul tasto due del telecomando togliendo dunque il 50% dello share al tuo programma che fino a quel momento andava fortissimo. A proposito di tv, mi vuoi dire una volta per tutte il perché del divorzio dalla Ventura?
GENE: Purtroppo è stata una scelta obbligata. Quest’anno a “Quelli che il calcio” per lavorare bisogna essere pediatri o avere almeno un cugino di secondo grado pediatra o un nipotino seguito dal fidanzato pediatra di Simona, altrimenti resti fuori.
Ma passiamo ad argomenti di stretta attualità. Perché non sei stata nominata nel testamento di Pavarotti?
SELVAGGIA: Perché ad un Pavarotti international, anni fa, mi ero rifiutata di fare un duetto con Ron sulle note di “Sbucciami” di Cristiano Malgioglio. Adua non me l’ha mai perdonato. A proposito: come mai tu non sei stato nominato nel testamento di Anne Nicole Smith?
GENE: Mi spiace ma sarai pure quella che sa sempre tutto però questa volta ti sbagli di grosso.
Io ho avuto tutto il suo patrimonio perché sono il gemello del suo ex marito petroliere. Mi sono sempre portato un po’ meglio gli anni ma siamo nati ad appena tre minuti di distanza.
E ora basta sciocchezze. Parliamo un po’ di politica in maniera seria. Io la settimana scorsa sono andata a Scandiano e ho tirato una forma di grana in testa a Prodi. Qual è il gesto più estremo che hai fatto tu?
SELVAGGIA: Io ho gettato nella fontana di Trevi la tinta per capelli della Brambilla. L’hanno capito in pochi e un tizio s’è voluto prendere il merito della faccenda, ma la verità è che il gesto aveva una forte valenza politica: pretendo le quote rosse in parlamento, non ci sono abbastanza donne con i capelli rossi in politica mentre ricordo che in paesi decisamente più civili come l’Irlanda, per esempio, rappresentano il 99% dei parlamentari. Perché Rita Pavone e Milva devono essere costrette a inventarsi un concerto d’addio alla musica all’anno per tirare a campare, quando potrebbero benissimo essere riciclate in politica?
GENE: Quello che dici è sacrosanto. Veniamo all’argomento gossip. Tu che sai sempre tutto: che dici, Albano e Romina torneranno insieme?
SELVAGGIA: La vedo improbabile. Lei è andata a vivere in Arizona e ha posto come condizione imprescindibile per tornare insieme il fatto di trasferire la tenuta agricola di Cellino San Marco nel parco nazionale del Grand Canyon. Albano aveva caricato tutto su un jumbo della Thai, frantoio, figli, animali da cortile e ulivi secolari compresi, ma all’ultimo momento s’è reso conto che erano rimaste fuori due paia di mocassini con tacco rialzato e non c’era verso di farle entrare nella stiva , per cui ha dovuto rinunciare al trasferimento. Romina gli ha fatto una struggente chiamata oltreoceano per garantirgli che lì i cactus sono tutti sotto il metro e cinquanta ma lui non ha voluto sentore ragioni. Peccato. Credo che questa volta sia finita per sempre.
GENE: Peccato. Senti, l’aldilà è un tema di cui si parla sempre troppo poco. Io personalmente ho dato disposizione alla mia famiglia che in caso di morte il mio corpo sia cremato e venga messo nel mio Telegatto. Tu sei favorevole alla cremazione? E se sì, dove spargeresti le ceneri?
SELVAGGIA Io sarei favorevole alla cremazione ma con l’avvento della chirurgia estetica, bisogna tener conto dell’annoso problema delle polveri sottili di silicone nell’aria. Cremare una playmate deceduta prematuramente vuol dire sigillare col silicone il buco dell’ozono e chiuderlo per sempre, togliendo lavoro a gente come Cecchi Paone e Al Gore, il quale il prossimo anno potrebbe essere costretto a partecipare all’isola dei famosi con Piero e Alberto Angela. Una catastrofe. Comunque, se decidessi di farmi cremare vorrei che le mie ceneri fossero conservate nel portacipria di Barbara Palombelli, così la gente la smetterebbe di chiedersi com’è che ha quell’aria vispa.
GENE: Guarda che così rischi di essere la prima epurata del governo Prodi!
SELVAGGIA: A proposito, come mai tu sei uno dei pochissimi comici di sinistra a non essere entrato nella lista degli epurati?
GENE: E’ semplicissimo: perché sono il donatore dei bulbi piliferi occorsi per il trapianto del cavaliere. Ha un debito di riconoscenza nei miei confronti e non se l’è sentita di infierire su di me.
SELVAGGIA: A chi devolverai il compenso per questa intervista?
GENE: Sono felice di poter dire che il 50% sarà devoluto alla AVBSL , l’associazione vittime dei balletti delle sorelle Lecciso. Mentre l’altro 50% andrà a Bill Gates a cui per il compleanno la moglie ha regalato il computer ma senza stampante. Non si può rimanere insensibili di fronte a fatti del genere.
Gene Gnocchi
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Lo dico subito così evitiamo la rivolta popolare:
causa trasferta milanese di tre giorni questa settimana la cronaca dell'isola salta. Pensateci voi, nei commenti.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Sarà che sto invecchiando e le adolescenti di oggi sono un mondo troppo distante dal mio.
Sarà che pure io ormai chiamo un fratello col nome dell'altro fratello e quando qualcuno sui quattordici anni mi fa vedere la foto di una popstar su un giornale io dico "Boh, a me me sembrano tutte uguali!". Sarà che insomma, comincio a fare tutte quelle cose per cui anni fa costringevo i miei genitori alla gogna del pubblico ludibrio e sarà che quando guardo i liceali davanti a scuola mi sorprendo a scuotere la testa in segno di disapprovazione di fronte a ombelichi scoperti, sigarette che penzolano da bocche truccatissime, macchinette costose parcheggiate sui marcipiedi.
Sarà che come mi direbbe un adolescente oggi "ammazza come so' antica", ma ecco, io i sex symbol delle adolescenti moderne non li capisco.
Cioè, non so voi, ma io mi ricordo che all'età del menarca sbavavo per gente tipo Nick Kamen, Dylan di Beverly Hills,Tom Cruise o Simon Le Bon, ovvero tizi che all'epoca, al loro passaggio, lasciavano scie di testosterone sull'asfalto.
Ora guardo i sex symbol delle adolescenti moderne e mi domando se nelle ali delle Winx non si nasconda qualche sostanza stupefacente.
Ovvero, spiegatemi come cazzarola è possibile che sui diari delle ragazzine ci siano appiccicate le foto di:
Silvio Muccino, ossia uno che se fosse il ragazzo del sushi a domicilio gli allungheresti i trenta euro senza manco guardarlo in faccia e ti chiederesti se con quella voce c'è nato o ha il nigiri menù da dodici in bocca.
Nicolas Vaporidis, ovvero uno che ha il nome da attore americano e il cognome da ferro da stiro e che quando il direttore della fotografia è particolarmente bravo pare Neri Marcorè dopo una seduta di elettroshock praticata da Federico Moccia.

I Tokyo Hotel, e più precisamente il cantante del gruppo tedesco Bill Kaulitz, ovvero un tizio che si trucca come la Pampanini, si pettina come Loredana Bertè ai tempi d'oro e che se lui è un uomo, beh, allora Amanda Lear ogni ventotto giorni c'ha le sue cose. Io ogni volta che me lo vedo su una copertina non so mai se il giornale in questione è "Cioè" o "Mani di fata". (esilarante
questo forum in cui ci si interroga sul sesso del cantante e l'utente Johnny commenta:"Oh cristo santissimo! E' un uomo??????kazzo e io che volevo farmela!!!!")
Zac Efron, che per chi non lo conoscesse è quel ragazzotto americano pettinato come un modello di Cavalli che più che un maschio pare un un elfo. Diciamo che è uno a cui infili una calzamaglia e fa Puck in "Sogno di una notte di mezza estate" che è una meraviglia. Poi non so. ZAC. Con 'sto nome da antiparassitario, a me dà l'idea che un amplesso con lui sia una specie di puntura di zanzara.
E infine lui, Riccardo Scamarcio. Mi spiace dirlo ma secondo me l'aria tenebrosa non nasce da chissà quali tormenti interiori. No. Ve lo dico io: Riccardo è incazzato nero perchè sono anni che lotta con l'acne. Io lo guardo e lo riguardo, apprezzo l'occhio verde e il ricciolo finto spettinato, ma non riesco a levarmi dalla testa che questo qui la sera si lava la faccia col Topexan. Poi insomma, l'idolo delle adolescenti che s'è preso la tardona Golino per fare un dispetto alle adolescenti.
Che volete che vi dica. Non ci sono più i sex symbol di una volta.
(sì ok, all'epoca con George Michael l'abbaglio l'abbiamo preso pure noi, ma vabbè.)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Non finirò mai di ringraziare "Il candido" per avermi segnalato questo meraviglioso filmato in cui un giovanissimo Rutelli, durante una diretta su una tv privata, è vittima di uno scherzo telefonico:
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Stasera dopo mezzanotte sarò ospite di Paolo Martini a XII° round (Rai due).
Farò qualche domanda (insieme agli altri storici giornalisti del programma) al tartassato di turno, ovvero Alessandro Cecchi Paone.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Da "Diva e donna":
Lui è giovane, bello, ricco, figlio di. E' uno dei capi assoluti della tv. Insomma, la perfezione vivente. Lei lo ha preso alla lettera e il fidanzamento va avanti solido. Ma ecco all'orizzonte la maggiorata (autentica?), non altissima, che una bella domenica si sveglia e lo broccola senza riserve. La bonazza fa sapere a chi può: "Tra noi c'è un'attrazione fatale ma non la lascerà mai per me!". Cara ci hai visto giusto.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
La titolare abbraccia il fratello che oggi ha perso un amico e che lo ricorda COSI'.
Spero di sbagliarmi ma ho come l'impressione che prima di arrivare a conoscere la verità tenteranno di convincerci che sono cose che purtroppo accadono a chi non paga un Camogli.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Prima considerazione sulla puntata di ieri sera: all’apparizione di Simona Ventura in studio è risultato chiaro a tutti che tocca rassegnarsi: ormai il natale inizia sempre prima. Non bastavano i panettoni a settembre, le palle per l’albero a ottobre e le statuine del presepe a ognissanti. No, ci mancava pure la Ventura vestita da pacco regalo il sette novembre con l’aggravante che il nastro rosso in bella vista sulla spalla destra doveva avere il nodo così stretto da rallentare il flusso del sangue al cervello perché ieri SuperSimo ha fatto il suo ingresso urlando a squarciagola un inspiegabile: “Oggi come ora crederci sempre arrendersi mai!”. Non so cosa intendesse dire ma si vede che ieri come dopodomani non era lucidissima.
Gli opinionisti in studio erano Silvana Giacobini e Maria Giovanna Maglie. Ci tengo a chiarire che il fatto che io scriva per il settimanale della Giacobini non influenzerà minimamente il mio giudizio su di lei, anzi. Non posso tirarmi indietro e devo, ahimè, fustigare la direttrice con le mie critiche severe che, come ben sapete, non risparmiano nessuno. Mi duole dirlo ma quella antiestetica secchezza del tallone destro non si addice ad una signora come lei.
Ma veniamo ai naufraghi. Ora, io capisco che non è simpatico infierire su persone che da settimane soffrono la fame e sono in balia di intemperie e code d’uragani, però diciamocelo: ‘sti poveracci, dopo giorni e giorni di permanenza sull’isola, sono diventati brutti un colpo. Per la precisione: Debora Caprioglio ormai è un incrocio tra Ratatouille e Geronimo Stilton con l’aggravante che se prima i denti sparsi a casaccio si notavano poco, ora sembrano i pezzetti di vetro messi sui muretti in campagna per non far scavalcare. Cuccurullo che anche se a onor del vero non ha mai avuto grandi punti in comune con Grace Kelly, ormai pare lo spacciatore sotto casa finito sull’isola grazie all’indulto. Paul Belmondo è sempre Max Lazzari de “La vita in diretta” ma dopo aver chiesto “Come va l’amore?” e “Progetti per il futuro?” a una banda di rumeni a Tor di Quinto, Monciccì Canonico è l’anello mancante tra la scimmia catarrina e Gianni Sperti, Miriana Trevisan pare Canonico con la parrucca, Vittorio il finanziere è entrato che pareva un bagnino di Baywatch e ora sembra un arbitro rimasto chiuso due settimane in uno spogliatoio con Luciano Moggi.
L’unico rimasto in forma è Dj Francesco che la Ventura continua a chiamare “Mio capitano” con chiari intenti canzonatori, visto che non gli farebbe guidare manco il galeone dei Playmobil dei figli nella vasca da bagno.
E ora, i momenti salienti della serata:
- uscita Karen e dunque svanita di botto la possibilità di ricamare sull’inciucio tra lei e Vittorio, Vittorio, improvvisamente, nel gioco di ruoli ideato da autori e conduttrice smette di essere Rocco Siffredi e di botto diventa Ru Paul. La russa Victoria il cui approccio meno esplicito nei confronti del finanziere è stato quello di spinargli il pesce agganciando le lische al suo piercing genitale, chiede a Vittorio di dormire nel suo letto e lui risponde serafico che gli uomini dormono con gli uomini e le donne con le donne. Lo zio di Vittorio, chiamato lì a difendere l’onore e la mascolinità del nipote, ha l’aria rassegnata di quello che nell’infanzia gli ha sequestrato più volte “Barbie la magia di Pegaso” da sotto il cuscino, e farfuglia un equivocabile: “Beh, ai miei tempi.. Diciamo che oggi s’apprezza un po’ meno!”. Victoria rincara la dose e afferma che è un peccato perchè a lei e a Vittorio piacciono le stesse cose senza capire, povera la nostra ingenuotta siberiana, che il problema è proprio il fatto che hanno una certa passione in comune. Infine, Vittorio si dà la mazzata finale e con una raffinata metafora a cui non arriverebbe manco Calderoli coi testi di Neri Parenti fa notare che “Son du’ mesi che l’orologio è alle sei e mezzo!”.

- Nicola Canonico si specchia per la prima volta dopo due mesi e nonostante la sua faccia da pirla sia rimasta quella esatta e precisa di due mesi fa, si trova cambiatissimo. Riguardo quest’uomo c’è un ulteriore mistero che non riesco a spiegarmi: perché la produzione affida a lui la lettura delle comunicazioni per i naufraghi, ovvero a uno che ogni volta che deve dire “Mo’ vi viene a prendere la zattera!” pare che stia decifrando il codice di Ammurabi e scandisce il tutto con la verve con cui un fotoreporter francese leggerebbe l’appello dei talebani affinché non lo decapitino?
E infine: ora mica ci vorranno far bere la faccenda dell’improvvisa e travolgente attrazione fisica tra lui e Miriana? Diciamocelo: Canonico che tenta un approccio con Miriana sta all’Ultimo tango a Parigi come Daria Bignardi sta a una gara di rutti. Ecco. E direi che la questione è chiusa per sempre. Anche perché per chi l’avesse dimenticato Canonico è il migliore amico del già naufrago Raffaello Balzo aspirante attore come lui e ora che li conosciamo bene entrambi abbiamo la certezza che li attende un futuro luminoso a Hollywood: per il remake di “Scemo e più scemo” non hanno rivali.
- A metà puntata circa, Simona Ventura, con aria compunta, annuncia che Victoria la russa ha un grave problema di salute che probabilmente la costringerà al ritiro. Mentre da casa uno già si fa scendere la lacrimuccia immaginando virus deturpanti, problemi di deambulazione, cecità degenerativa fulminate, Simona si decide a svelare l’arcano: “Insomma Victoria, possiamo svelare cos’hai perché è una cosa che ho fatto anche io!" e senza dare il tempo a Victoria di rispondere: “Cioè, per un certo tempo mi sarei creduta Victoria Beckham, me so’ sposata un calciatore figo, sono andata in vacanza con Dolce e Gabbana e me so’ tatuata una corona coattissima dietro al collo? Ah Simò, non giocà.”, aggiunge: “Ebbene, Victoria si è sottoposta ad una operazione di mastoplastica additiva e ora è a rischio infezione”, che in termini strettamente tecnici vuol dire: “’Sta cretina s’è rifatta le tette alla vigilia della partenza”, ma suonava troppo brutale. Segue disperazione della russa che piuttosto che lasciare l’isola sarebbe disposta a togliersi a mani nude la protesi al silicone e impiantarsi un cocco sotto pelle e che dà la colpa dell’infezione alla sua maglietta perennemente bagnata a causa della pioggia, per cui a quel punto la Giacobini viene prelevata in tutta fretta dallo studio e sistemata in un luogo asciutto, ovvero nella cella in cui avviene la stagionatura dei prosciutti di Parma.
Comunque tocca ammetterlo: alla produzione quest’anno dice sfiga. Scappano tutti e l’unica che era disposta a morire pur di restare lì la mandano via i medici. Ad ogni modo, rimane un mistero come sia possibile che la tizia dopo due settimane sull’isola avesse ancora le unghie finte effetto french, tant’è che il mio dubbio è che anche le mani fossero due protesi: se qualcuno vede in giro la Marini con due moncherini al posto delle braccia mi faccia sapere.
- Cristiano Malgioglio sbarca sull’ultima spiaggia addobbato nel seguente modo: corona in testa, polo rossa, pareo fantasia e crocks. Conciato così, sostiene di aver incontrato il giorno prima a Panama George Clooney che lo avrebbe riconosciuto in quanto a Como ha visto “L’isola dei famosi” in tv e quindi gli avrebbe chiesto : “Survivor?”. Ora, a parte il fatto che me lo vedo proprio George Clooney stravaccato sul divano a inviare sms per buttare fuori Lisa Fusco mentre Brad Pitt e la Jolie lì di fianco si dilettano col gioco da tavolo dell’isola, a Malgioglio non è venuto il sospetto che Clooney nel chiedergli “Sopravvissuto?” intendesse dire “In quanti ce l’avete fatta la scorsa notte a Lampedusa?. Infine, porta delle crocchette alle verdure alla Villa che non tocca cibo da giorni e se le mangia lui e quando la Ventura gli chiede se è commosso comincia a versare lacrime vere quanto le mie quando m’hanno detto che Laura Freddi non veniva riconfermata a Buona Domenica.
- Manuela Villa resiste stoicamente sull’ultima spiaggia. Sia chiaro: hanno deciso che deve vincere per cui ormai è tutto un darle una mano in quella direzione: a parte il venire dipinta dalla conduttrice come un incrocio tra Wonder Woman, Madre Teresa e Lady D, tutte le settimane sulla spiaggia le mandano qualcuno che la convinca a restare lì fino alla fine: per la prossima si attende lo sbarco della nazionale di rugby francese in costume adamitico e Jude Law in tuta nera di lattex con buco al centro.

- Capitolo Karen. Ve lo dico subito. Io quando la tipa ha fatto il suo ingresso in studio ho impugnato la Bibbia con la destra e ho cominciato a sgranare il rosario con la sinistra perché Simona Ventura, nel vederla, è diventata una bestia di Satana con ben otto personalità diverse che s’alternavano a seconda del momento. All’inizio l’ha accolta docilissima anche perché vista la pettinatura di Karen è evidente che il parrucchiere gliel’aveva mandato personalmente la conduttrice: è il potatore delle siepi della casa al mare di Bettarini.
Poi è intervenuta la personalità etilica e ha scherzato con Karen sul fatto che lei prima di entrare in studio si fa tre bicchieri di vino ed un negroni, roba che manco Pete Doherty prima di un concerto ma vabbè.
Poi le ha detto che deve imparare a smussare gli angoli ma vabbè, imparerà. Poi alla povera Maglie che ha provato a sostenere che Karen è comunque meglio di Miriana perché lei è vera e l’altra è una gattamorta, a momenti la infilza e la fa girare a centro studio come un kebab.
Poi fa entrare in studio il marito di Karen che nonostante porti sulla testa una roba ramificata quanto l’albero genealogico degli Windsor, regala alla moglie cento rose bianche affermando che lui a Karen ne regala sempre e solo cento. (e comunque, per la cronaca, Karen non è l’unica donna fortunata al mondo. Anche il mio ex marito non mi dice mai meno di cento stronza per volta). A quel punto Simona afferma “Che culo che hai Karen!” e quando sembra felice di aver riunito la coppia, vomita un liquido verdastro, dice sottovoce agli autori qualcosa del tipo “Mi piace l’odore del napalm la mattina!” e con assoluta nonchalance affronta l’argomento “amante di Karen che mentre lei è sull’isola racconta a “Chi” la loro storia clandestina alla faccia del marito e dei figli di Karen”.
E qui ha inizio la follia: la Ventura premette che non vuole parlare di questa faccenda perché non le interessa, il tutto mentre fa raccontare alla Maglie e alla Giacobini il contenuto dell’articolo, poi sempre affermando con convinzione che lei questa vicenda non la vuole cavalcare dice che l’amante di Karen è un grandissimo figlio di puttana, a quel punto telefona il presunto amante di Karen invitando la Ventura a chiedergli scusa per il figlio di puttana e lei sostiene che non l’ha detto a lui ma stava generalizzando.
Sì certo. Volevo dire a Alessia Fabiani che m’è simpatica quanto un pelo pubico nei ravioli ma non ce l’ho con lei, sto generalizzando.
Infine, mentre il tizio è ancora al telefono col marito di Karen che gli dà dello stronzo in diretta nazionale, la Ventura sussurra agli autori qualcosa del tipo: “Scateniamo l’infernoooo!” e mentre le compare “666” sulla fronte, ricorda che comunque lei di questa storia non vuole parlare. E certo. La telefonata in studio chi l’ha passata? Io da casa provocando un contatto tra i fili dei miei walkie talkie?
- Dopo la vicenda Karen Picozzi, tutto il resto è acqua fresca. Lisa Fusco fa il suo rientro in studio tutta pimpante dicendo alla Ventura che le ha portato un pappagallo in dono e la conduttrice le chiede se si tratta di un pappagallo inteso come uccello, sollevando il dubbio che il compagno pediatra ogni tanto le faccia dono di pappagalli trafugati al Bambin Gesù.
Segue collegamento con la famiglia Fusco a Napoli composta da settecento parenti capeggiati dalla madre di Lisa la quale per l’occasione sfoggia la pelliccia di ermellino usata al battesimo di un nipote di Mario Merola. Finiscono in nomination Nicola Canonico e Vittorio De Franceschi, per cui sarà una gara all’ultimo neurone. Malgioglio rimane sull’ultima spiaggia col compito di tirar su una palafitta e uno si ritrova a pensare che se sono venute giù le torri gemelle perché mai non potrebbe avere un cedimento strutturale ‘sta cacchio di palafitta.
Infine, come al solito, al momento delle nomination fa la sua apparizione un tizio mai visto prima che dice di chiamarsi Paul Belmondo. La Ventura afferma che non l’ha mai sentito nominare e gli chiede se per caso sia un amante di Karen. Lui dice no e allora la conduttrice gli chiede se ha voglia di fare il finto amante di Karen. Lui ridice no e allora la Ventura gli dice “Brutto figlio di puttana, tanto io non avevo nessuna intenzione di parlare di questo!” e lo manda a cambiare asciugamani da bidet in un noto resort honduregno.
Alla prossima puntata.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
L'articolo sull'isola sarà su Tiscali (e su questo blog) verso le undici.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Da "CHI":
Chi è quel noto ministro che quatto quatto, due volte la settimana, con tanto di impermeabile si presenta in piena notte a casa di una popputissima e bionda soubrette?
"
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Dicono che uno scapolo d'oro abbia preso una cotta per una cenerentola calabrese. L'ha adocchiata alla sfilata di una grande maison. E ora la riveste da capo a piedi. Dicono.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Lamayo, simpatica blogger di Style.it, mi ha intervistata.
Questo è il risultato:
Corro come una matta verso di lei, sono in ritardo, la vedò là in fondo al Red Carpet ormai deserto. Inciampo su qualcosa di umano, urlo scuuusa senza girarmi, mi sento un «Ehi, guardati alle spalle!». Eccola, Selvaggia è bella, ironica, un cervellino frizzante. La considero la Regina delle Blogger (ma non glielo dico, so che non gradisce smielamenti, e io non smielo)... che possa insegnarci qualche trucchetto!
Eccoci qua, mi fa un po' tristezza tutto questo rosso.
E perché mai? È il periodo storico più rosso che ci sia: la fontana di Trevi che pare una tonnara, la Ventura che non toglie l'abito rosso da due mesi, il rosso-tonaca dei monaci birmani, la chioma della Brambilla… anche se per ottenere il suo tono di rosso il procedimento è complesso: occorrono sei bacche di ribes cresciute nella seconda aiuola a destra di Villa Certosa e tre gocce di sangue di Daniela Santanchè.
Dì un po', cosa avresti dato per sfilare qui la scorsa settimana?
Qualsiasi cosa, ma non tanto per la gloria, quanto per vedere la Loren dal vivo. Vorrei capire se i punti del lifting sono cuciti alla cerniera del vestito.
Dei personaggi che hanno sfilato, chi vorresti che avesse un suo Blog, così tanto da bloggarlo?
Vorrei tanto che lo avesse la Bellucci. Mi immagino un suo post: "Miei cari lettori, sono seduta in un caffè di Montmartre con una copia de Le figaro in mano e mentre attendo la mia amica Fanny Ardant con cui discuteremo dell'avvento del colore nel cinema francese mi sdraio una baguette salame di norcia e finocchiona di Città di Castello che c'ho una fame che sto a schiattà, San Crispino martire!".
Il tuo Blog è molto tagliente... ma qualche denuncia la ricevi?
No, mai una denuncia. Minacce velate al limite. Oppure mail del tipo: "Cara Selvaggia, sono una fan di Simona Ventura e volevo dirti che insomma la Ventura è veramente insomma la numero uno e tu sei una poveretta che ciurla nel manico insomma.". Capita anche che sappia per vie traverse che molta gente s'è legata al dito una mia battuta. Che so, se la sono presa molto Alain Elkann, Sabrina Colle, Irene Ghergo, Maurizio Costanzo e a quanto pare pure il fidanzato della Clerici. Per fortuna ci sono persone intelligenti e autoironiche che anche se allegramente massacrate sul mio blog capiscono lo spirito e si fanno due risate. Leonardo Pieraccioni e Giovanni Benincasa, per esempio, mi hanno scritto o telefonato per dirmi: "Mi hai fatto a pezzi, ma mi sono divertito troppo!". Ma ce ne sono tanti altri, per fortuna.
Quanti contatti hai in media giornalmente?
Oscillano a seconda del periodo perché ci sono mesi in cui dedico molto tempo al blog e mesi in cui sento la necessità di nutrirmi, tagliarmi le unghie o andare al cinema. Scherzi a parte, non so, tra i diecimila e i venticinquemila visitatori unici al giorno. Gli articoli che scrivo per tiscali sull'isola dei famosi, sono arrivati a realizzare centocinquantamila lettori in una sola giornata. Con tutti questi proseliti, quasi quasi organizzo un v-day davanti agli studi di Uomini e donne. Volessi cavalcare il sentimento anti-televisivo anziché quello anti-politico farei meglio di Grillo.
(ohmadonninaimprofumatadichanel, così tanti?)
Sinceramente... segui i blog di Style o altri?
Io seguo pochissimo i blog e lo dico senza alcuna punta di snobismo, ci mancherebbe. E' che è un mondo un po' troppo autoreferenziale per i miei gusti, detesto le classifiche, il concetto di blogsfera, le chiacchiere su technorati e tutta 'sta roba che trovo noiosissima. Leggo da sempre the petunias.net, macchianera.net, wittgenstein, daveblog e ogni tanto vado a visitare gli altri blog che sono tra i miei link. Poi certo, "Io Elisabetta", il blog di Elisabetta Gregoraci, è la mia homepage, che te lo dico a fare.
Dài, dacci qualche aiutino paraculo da "vecchia blogger"...
Vecchia blogger lo dirai a Gianluca Neri, intanto. I consigli agli aspiranti blogger:
A) Non utilizzate caratteri troppo piccoli perché non posso perdere due diottrie per sapere cose ne pensate della nuova edizione di "Ciao Darwin".
B) Non vi convincete del fatto che possa esserci un argomento che funziona, un template che funziona, un personaggio che funziona. L'unica cosa che può funzionare è il modo in cui scrivete e raccontate le cose.
C) Non linkate le blogstar e non adulatele. Fatevi scoprire casualmente. Se voi non ve le filate loro saranno liete di comunicare al mondo che vi hanno scoperto. Tutte le blogstar hanno la sindrome del pigmalione. Tiratevela.
D) Non ricorrete ad espedienti squallidi tipo mettere sullo sfondo del blog vostre foto in atteggiamenti da strapponcelle. Cosa dici? Che il mio blog è pieno di foto del genere? Beh, ma che c'entra, i miei sono post artistici (beh... io non sono da meno in questo!).
Un personaggio che vorresti ti seguisse nel tuo blog?
Luca Bizzarri, Nicola Savino, Jovanotti, Gianrico Carofiglio, Domenico Procacci, Kim Rossi Stuart, Stefano Benni, Carlo Lucarelli, Samuele Bersani. Insomma, tutti quelli che vorrei mi invitassero a cena per comprendere meglio il contenuto di un mio post particolarmente criptico su Buona Domenica.
Sulla cupola dell'Auditorium sono saliti Daria Bignardi, Fabio Fazio e Simona Ventura. Salvane uno e butta giù gli altri due.
La Bignardi non la butto manco per niente, anzi, la convincerei a farmi un'intervista barbarica mentre ci lanciamo insieme. Buttare la Ventura? Fossi matta! Poi di chi scrivo? Butterei Fazio e i suoi modi affettati.
Pippo Baudo ti sceglie per il prossimo Festival di Sanremo. Chi vorresti accanto a te a parte il Pippo?
Non sono competitiva e non temo che un'altra donna potrebbe oscurarmi. Vorrei anzi di fianco a me una donna bellissima e piena di carisma, insomma, una a scelta tra Gegia, Marina Occhiena e Suor Germana, scelga Pippo quale delle tre.
Ehi, ma quella bionda lì in fondo al Carpet, non è la Ventura (oops, la cosa umana calpestata era lei allora!)?
Accidenti sì. Ma cosa fa, si sdraia? Oh mio Dio, si sta arrotolando il red carpet attorno al corpo come fosse una fettina panata nel kuki? Santo cielo, deve aver finito la scorta di abiti rossi per la prima serata dell'isola dei famosi. Una costumistaaaaa!
Ehi... che fa, ci viene incontro? Viaaaa!
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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