il blog di Selvaggia Lucarelli
Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli
VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)
« Settembre 2006 | Pensatoio | Novembre 2006 »

Cari lettori,
ho ricevuto una mail di quelle irresistibili.
Invito, soprattutto gli UOMINI, a leggerla tutta d’un fiato e a mettersi una mano sulla coscienza:
Cara Selvaggia,
la presente solo per comunicarti che, ispirata dal noto trattato scientifico "Per avere Gregory" di Patrizia Pellegrino, sto pensando da qualche giorno di pubblicare la mia storia (perchè pure io una volta... e vorrei ricominciare, recuperare il tempo perduto a lavorare all'acquedotto di Napoli ma, sai...la vita...)... dunque, dicevo, la mia storia, "Per avere Selvaggia", la storia di una giovane donna in lotta contro il mondo, che non combatte banalmente per la libertà dei popoli oppressi, no, che non lotta neanche per la sopravvivenza dei picchi dal ciuffo argentato, no, che lotta per avere una figlia che sia rigorosamente femmina, e che lotta per non doverla mai condividere con alcun maschio, e che lotta perché il futuro del frutto dell’inseminatore meccanico di Bruxelles possa essere garantito da regali, vitalizi, lasciti, eredità et similia…la storia di una donna come tante, insomma.
Però, visto che sei tanto gentile, non è che ti posso chiedere un favorino?
Si tratterebbe appena di trovarmi, tra i tanti maschi di tua conoscenza, un donatore che possa evitarmi almeno il costo dell'inseminazione e del soggiorno in paese estero, senza che per questo io debba però ritrovarmi subito dopo affidata alle sapienti mani di un luminare della psichiatria del calibro di Raffaele Morelli (pertanto che il donatore non sia il tuo compagno d'avventura Francesco Arca... al più Aldo Montano.).
In segno di riconoscenza e devozione, come avrai capito, imporrò il tuo nome alla piccola. Se questo favorino dovesse risultarti troppo gravoso sono disposta anche ad accettare il tuo bambino, dal momento che è talmente bello da potermi far soprassedere sul fatto che sia maschio.
Ti bacio, cara. Ma sappi che se non mi rispondi troverò il modo di farmi inseminare da Daniele Interrante e chiamerò la bambina Maria, in omaggio alla De Filippi.
Paola
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La titolare dichiara ufficialmente aperto il casting per trovare l’inseminatore ideale per l'amica Paola.
Vi prego di proporre la vostra candidatura (o quella di un amico/conoscente/parente) all’interno dei commenti motivandola per bene.
Tra una settimana sarà proclamato il vincitore.
I candidati alla vittoria saranno due e li sceglierà direttamente Paola.
Il vincitore sarà eletto dai lettori di questo blog, ma non aprirò l’ennesimo televoto anche perché al posto delle solite faccine dovrei mettere il ritratto delle due "opzioni" selezionate da Paola e sono cose decisamente poco pubblicabili, per cui state tranquilli.
Mi raccomando. Non lasciamo che questa donna commetta una sciocchezza!
Non possiamo permettere che Daniele Interrante esista, figuriamoci che si riproduca.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

La faccenda "Roy De Vita" ha preso una piega sconcertante e divertente allo stesso tempo.
Grazie ad Ela che me l'ha segnalato nei commenti infatti, scopro che il dottor De Vita, prima di aprire la sua clinica interamente dedicata all'utilizzo del botulino, fino a un paio di annetti fa, riteneva il botulino una delle peggiori calamità in-naturali assieme all'effetto serra e all'ingresso di Urbano Cairo nell'editoria italiana.
Nel leggere l'intervista che De Vita ha rilasciato al portale Libero nell'aprile 2004 infatti, si rimane a dir poco basiti.
Ecco alcune delle dichiarazioni del professore confrontate con quelle odierne:
APRILE 2004
Inietterà il botox alle sue pazienti?
Non sono un fautore del botulino, non mi convince da un punto di vista tecnico perché non so che cosa può accadere tra qualche anno alla persona cui viene iniettato.
Diciamo che non lo spingerò e non lo proporrò: non voglio che la paziente abbia delle sorprese tra qualche anno.
5 MAGGIO 2006
Roy De Vita apre il primo centro in Italia interamente dedicato al Botulino, "Casa De Vita".
APRILE 2004
C'è il rischio che il botox tolga espressività?
C'è la certezza. Se le paralizzo un muscolo, lei sulla fronte avrà un'unica espressione. Per farle capire: se io le chiederò di fare delle smorfie, delle espressioni particolari usando i muscoli della fronte (che ne so, l'aria corrucciata o pensierosa), lei non potrà.
MAGGIO 2006
"Botulino: il trattamento scelto dalla donna di oggi che ricerca una bellezza autentica, un look naturale che la valorizzi anziché mascherarla".
APRILE 2004
Sa che negli Usa i medici fanno iniezioni di botox anche a domicilio?
Mi viene da ridere quando sento queste cose. (...) Capisco però che per qualcuno il botox sia solo una moda; gli americani, poi, si innamorano in due giorni di un prodotto e tra un anno lo tolgono dal mercato. Noi siamo più cauti.
MAGGIO 2006
"Un ambiente unico e un’idea unica, che si ispira ad iniziative oltreoceano, sicuramente più avanzate rispetto alle nostre. Da un modello americano, quindi, una realizzazione italiana. Solo più bella."
Alla luce di queste dichiarazioni, se fossi un ricercatore, più che all'effetto che provoca il botulino sulle pazienti che si sottopongono alle infiltrazioni, mi dedicherei all'effetto che il botulino fa sulla sfera neurologica di chi il botulino lo inietta.
Qui si va oltre la schizofrenia. De Vita è Psyco.
Detto questo, siccome attualmente la sezione "consulenza online" del sito di De Vita è attualmente fuori uso, pubblico una delle tante mail che ho ricevuto sull'argomento:
Cara Selvy,
riguardo al post su Roy De Vita, mi sento di confermare tutto quello che hai scritto (non che ne dubitassi!) dall'alto della mia esperienza personale (non volevo rifarmi le tette ma eliminare delle cicatrici).
Intrapresi l'iter richiesto dal "Prof. Brilli" come dice sul suo sito. Chiamai per avere 'sto benedetto codice e partì una sua voce registrata in cui ti esponeva la sua filosofia della chirurgia plastica (proprio quelle minchiate che riporti tu all'inizio), la sua correttezza perchè ti consiglia di farlo solo se ne hai veramente bisogno e che paghi un pò in più ma la qualità si vede e non ti ritrovi nulla di mostruoso (tipo le tette della Arianna isolana, che effettivamente non si potevano guardare).
Sei letteralemte costretto ad ascoltarlo per 15/20 minuti; cosicchè per ricevere 'sto maledettissimo codice la telefonata ti viene a fare 15/20 euro.
Gli mandai la mail (una, non di più, il codice si autodistrugge) e lui si prese la briga di rispondermi dopo 3 settimane dicendomi che la sua lista d'attesa era di un anno (ma che se volevo mi avrebbe trovato un buco. E come? Pagando, mi chiedo io?)
Anch'io trovai che fosse molto triste che un chirurgo così noto dovesse ricorrere a mezzucci tanto bassi per guadagnare qulache soldo in più.
Alla fine ho lasciato perdere...
Ecco, è tutto
baci e buon lavoro
Francesca
p.s.
A 'sto punto onore al merito alla chat-line di Giuseppe Lago.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Sarà per quella faccia da boscaiolo gaudente, sarà per il sorriso sornione che sfoggia ogni qual volta venga interpellato a proposito di questioni alte tipo tette cadenti o nasi a rubinetto, ma a me il chirurgo plastico Roy De Vita è sempre stato piuttosto simpatico.
Forse con la mia simpatia per lui c’entra qualcosa anche il fatto che tanti uomini tornano dal lavoro alle otto, si siedono a tavola, trovano il piatto pronto e rompono pure le balle, mentre lui torna a casa, dà un bacio alla Brilli, la fa sdraiare sul tavolo e si rimette al lavoro senza fiatare.
Dicevo. M’era simpatico finchè non ho dato un’occhiata al suo sito (grazie alla segnalazione di una lettrice di questo blog).
La frase in homepage è di quelle a metà tra la seconda lettera ai Corinzi e le risposte di Crepet alla posta su Dipiù:
“In un mondo in cui l’immagine acquista sempre maggiore importanza, la Chirurgia Plastica ha il dovere di restituire il giusto equilibrio psicologico a coloro che lo hanno smarrito.”
Da notare che “chirurgia plastica” è scritta con le iniziali in maiuscolo manco si parlasse di Gesù Cristo, ma sorvoliamo.
Apprendo poi che De Vita, già primario dell’istituto Regina Elena di Roma, ha aperto “Casa De Vita” che, nonostante il nome da bordello messicano, è, come dice il sito, “il primo centro in Italia interamente dedicato al Botulino”. ( e anche qui botulino è scritto con la maiuscola, evidentemente Roy è convinto che Botulino- Lifting e Liposuzione compongano la Santissima Trinità.)
Ma andiamo avanti con la descrizione di Casa De Vita:
“Lustratevi gli occhi. Anche perché non c’era niente di simile prima.
I colori sono il bianco ed il grigio, raffinati nel loro minimalismo. Foto d’Autore alle pareti, mega-pannelli nei quali si intrecciano corpi e volti perfetti in bianco e nero con colori e frasi evocative.
Un luogo dove l’appuntamento con il medico diventa un appuntamento di piacere.
Il trattamento è sicuro, veloce, praticamente indolore ma il risultato perfetto e naturale è raggiunto grazie alle sapienti mani del chirurgo che sa come modulare il farmaco a seconda del volto e delle esigenze di chi gli sta di fronte senza perdere la naturalezza dell’espressione...”.
Allora. Riguardo l’utilizzo di espressioni quali: “Corpi che si intrecciano”, “appuntamento di piacere”, “sapienti mani del chirurgo…” , neanche la pubblicità del Magnum aveva mai toccato simili picchi di retorica mista a messaggi arrapato- subliminali.
Poi vabbè, sulla naturalezza del risultato ci sarebbe molto da dire, ma in linea generale mi sento di garantire che una roba sparata in faccia con una siringa il cui effetto è quello di bloccare i muscoli facciali e le contrazioni mimiche evoca proprio parole quali naturalezza e genuinità.
Anzi. Immagino che anche voi come me prima di addormentarvi, per rilassarvi un po’, cercherete di visualizzare immagini naturali come risorgenze d’acqua sorgiva, fronde d’alberi mosse dal vento e la facce naturali di Marina Doria e Renato Balestra.
Ma il fatto stupefacente è che dopo tutta ‘sta retorica, ‘sta descrizione zen e questa attenzione allo spirito, Roy, come se niente fosse, invita ad accedere alla sezione “consulenza online”.
Intendiamoci: nessuno ha mai pensato che il tizio fornisse le sue prestazioni gratis.
Anzi. Il mio sospetto è che De Vita inietti nel volto delle pazienti della semplice cedrata e che la paralisi dei muscoli facciali col tipico effetto botox avvenga alla lettura della parcella, ma queste sono teorie che al momento non sono in grado di dimostrare. ( tra otto-dieci anni vi saprò dire)
Del resto basta dare un’occhiata ai vari forum sparsi per internet per leggere testimonianze di donne che hanno pagato 200-300 euro per un semplice colloquio con Roy, o di altre che gli hanno chiesto un appuntamento a gennaio e che l’hanno ottenuto a dicembre.
Su un forum c’è addirittura una tipa che inserisce l’annuncio:
“Vista la lunga lista d’attesa per un appuntamento con De Vita, non avendone io più bisogno, cedo appuntamento col professore nel mese di aprile..” (!).
Insomma. Il professore se la passa bene.
E’ per questo che mi domando se davvero fosse il caso di inserire nel suo sito la sezione CONSULENZA ONLINE.
Il concetto è questo: tu chiami il numero a pagamento 899 18 19 18, ricevi una password, la inserisci nello spazio apposito e il professore, via mail, si degna di chiarire i tuoi dubbi sulla chirurgia plastica e decidere se vale la pena approfondire con un consulto. Il tutto alla modica cifra di:
da telefono fisso 2,40€ sc.risp.+ 2,34€ minuto. Da cellulare: TIM 0,18€ sc.risp.+ 2,40€ minuto; VO: 1,20€ sc.risp.+ 3,12€; WIND: 0,156€ sc.risp.+ 1,86€ minuto.
Mi permetto di far notare solo qualche cosetta: a) con l’iter normale uno paga De Vita per il consulto e l’operazione, con la consulenza online uno paga De Vita per una mail, il consulto normale e l’operazione, dunque mi sfugge quale sia il vantaggio. b) Possibile che una persona seria debba ricorrere a questi mezzucci da hot line per intascare qualche euro in più? c) Possibile che i costi della telefonata, come nelle migliori tradizioni, debbano essere scritti in un formato tale che per leggerli è necessario munirsi di un comodo microscopio elettronico per osservare i bracci dei cristalli di neve? d) Qualcuno mi sa dire se le password fornite dal centralino telefonico sono, perlomeno, “ingordo”, “avido”, “sanguisuga”?
E poi insomma, ce ne saranno di bravi chirurghi plastici.
Prima di chiamare proprio Roy, pensate che la prossima roba che luccica sull’anulare sinistro della Brilli potreste pagarla voi, con la vostra carta di credito.
Sicuri di volerlo fare?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

"Quelli che il calcio".
Gene Gnocchi rivolto al pugile Vincenzo Cantatore:"Vincenzo, è vero che tua moglie ti gestisce il lavoro?".
Cantatore: "Sì è verissimo!"
Gene Gnocchi: "Beh, allora possiamo dire che è l'unico caso di moglie che fa da manager al marito pugile, a parte Costanzo alla De Filippi ovviamente.".
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Dicheno che un celebre matrimonio recentemente allietato da un nuovo arrivo stia sfiorendo.
Dicheno.
Il pettegulezzus interruptus di Vanity fair è:
"Dicono che certe intercettazioni facciano tremare anche una stellina. Paura di essere ridotta in polvere di stelle? Più o meno. Dicono."
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
E noi, al massimo, abbiamo il mago Casanova:
p.s.
Grazie a Titanus per la segnalazione.
p.s.s.
Su tvblog scopro che la ragazza si chiama Ursula Martinez e che ha anche un sito: www.ursulamartinez.com
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Premetto che quella di stasera non è stata una puntata, ma semplicemente un continuo, faticoso tentativo di raddrizzare la nave.
L’impresa era disperata perché, inutile nasconderlo, Massimo Ceccherini faceva da solo tutto quello che solitamente, in un reality, fanno tre o quattro persone: far ridere, darsi da fare, creare conflitti, tener viva la diretta. (anche con i mezzi discutibili che conosciamo)
Eppure, incredibile ma vero, senza salti mortali e mezzucci, senza facili espedienti, strategie prevedibili e unghie piantate sugli specchi, gli autori ce l’hanno fatta.
Nessuno ha rimpianto Ceccherini. Noi telespettatori non ne abbiamo affatto sentito la mancanza.
No. Ci siamo direttamente auto-fustigati col gatto a nove code davanti ai fotogrammi più toccanti de “La mia vita a stelle e strisce”.
Se non avete visto la puntata o v’è sfuggito il sottotesto vi vado a spiegare i vari perché:
1) Il gruppo rimasto sull’isola è allegro quanto Barbara Palombelli tra le nebbie padane il due di novembre, roba che se ieri sera durante la diretta fosse entrata all’improvviso Valentina Persia e avesse raccontato la barzelletta del contadino che vince la gara di rutti con un marziano, le avrebbero dato il premio Walter Chiari seduta stante.
Il ruolo di comico esuberante- divertente - sopra le righe è stato dunque affidato a Leone di Lernia che da riserva è stato ovviamente promosso titolare.
Ora, d’accordo che siamo allo svacco più totale, ma possibile che nel calderone dei famosi/ex famosi /mai stati famosi non si sia riusciti a trovare uno che non sembri Maria Volpe (con rispetto per Maria) con lo zuccotto e la tinta color mogano di Michele Mirabella in uno sketch del Bagaglino? Possibile che nessuno si sia reso conto che non è comico, ma solo qualcosa tra il patetico e il grottesco?
Forse l’unica cosa divertente è che la Ventura s’è messa a fare ironia sul cattivo gusto della sua camicia tigrata senza rendersi conto del fatto che Leone di Lernia era vestito né più né meno come si veste lei da tre anni a questa parte.
Tra parentesi. Leone, pugliese, è stato presentato come colui che rappresenta il sud Italia. Peccato che alla domanda di Bongiorno: "In quale città pugliese si fa il festival della Taranta?" abbia risposto Montepulciano. (io sono pugliese "d'adozione" e vi posso garantire che il festival della taranta lo conoscono anche i sassi)

2) Fondamentalmente, sull’isola, senza Ceccherini, se si escludono flebo e ricoveri, non succede una mazza.
Dunque che si fa? Ma naturale! Si parla della sessualità di Luca Calvani. Anzi no, magari si parlasse. Come succede da due mesi a questa parte, si allude, si sottintende, ci si gira intorno con estrema eleganza.
Simona Ventura: “Luca, perché hai questo rapporto brutto con le donne belle?
Calvani: “Non è vero, con Marina Occhiena vado d’accordo!”
La Ventura, con una classe imbattibile: “Parlo di quelle giovani!”
Meluzzi: “Te lo dico io perché Simona: perché lui è bello e IMPOSSIBILE!”
La Ventura: “ Luca perché la tua ex ragazza non si palesa?”
Meluzzi: Luca Calvani è un uomo non risolto. Merita rispetto!”
Il pubblico ridacchia.
Manca solo che Riccardo Rossi gli domandi qual è il suo preferito tra i Village People e il gioco di sottili allusioni è al completo.
Facciamo così, la titolare qui fa lo sporco lavoro e toglie la Ventura (& co) da quel profondo imbarazzo misto a discrezione e tatto che le si legge negli occhi ogni qual volta, casualmente, spunta fuori l’argomento:
Luca Calvani, molto probabilmente, è gay.
Bene, s’è detto. ( e chissenefrega, aggiungerei io)
Ora la smettiamo per favore di girarci intorno? Di fare battutine? O la settimana prossima gli vogliamo organizzare un casuale e per nulla malizioso faccia a faccia con Fabio Canino che gli ricorderà di quando da piccoli si strappavano di mano Barbie pattinatrice?
Che poi se proprio la vogliamo dire tutta, tra una bestemmia e l’altra, l’isola un mezzo miracolo l’ha fatto: Luca Calvani, con la barba incolta e il volto scavato, ha un aspetto decisamente maschio. In effetti il risultato è che quando si stizzisce sembra di vedere Robinson Crusoe posseduto da Valeria Marini quando le si spezza un’ unghia, ma va bene lo stesso.
3) A metà serata si chiude il televoto. Siccome come già ribadito sull’isola da quando è uscito Ceccherini non succede più una mazza, improvvisamente Calvani non è più gay e parte una clip ridicola in cui qualcuno ci vuole far credere che tra la Tommasi e Calvani ci sia stato un abbozzo di love story finita male.
La storia d’amore è talmente avvincente e trasgressiva che Rosy Greco e Alain Elkann in un attimo ci sembrano Pamela Anderson e Tommy Lee.
4) Raffaello Balzo, con l’aria di quello che già intravede il tunnel di luce davanti a sé e la fila di cherubini pronti a dar fiato alle trombe al suo arrivo , implora il pubblico di mandarlo a casa. Per risultare più convincente si presenta con una croce di legno a cui mancava solo la scrittina Inri e afferma :
“Se gli italiani decidono di lasciarmi qui sono molto cattivi!”.
Ora , non so a voi, ma a me non risulta che anche se gli italiani avessero deciso di farlo restare e lui avesse lasciato l'isola di sua volontà gli incursori subacquei l’avrebbero infilzato con un corallo.
Tra l’altro molti in studio hanno ipotizzato che Balzo non avesse gravi problemi fisici e che fosse in cerca di scuse valide per svignarsela.
In effetti dai filmati risulta che Balzo, per tutta la settimana, non ha fatto altro che ripetere a Calvani che aveva un forte mal di testa e questa si sa, in certi momenti, è una scusa vecchia come il mondo...
Ad ogni modo, il pubblico è stato buono e Balzo la prossima settimana se ne torna a casa. Anzi, se qualcuno è così gentile da fornire l’indirizzo di casa Balzo alla titolare, cedo in cambio bambino di due anni circa sveglio e paffuto anche a rockstar di fama internazionale.

5) Capitolo Linda Santaguida. Bisogna dirlo. E’ l’unica che non fa rimpiangere Ceccherini.
Ha pronunciato tre-parole-tre ma è riuscita comunque a regalarci dei momenti di un’eleganza impareggiabile.
Simona Ventura : “Linda è una ragazza piena d’ energia e positiva!”.
Linda Santaguida, quella positiva, a Luca Calvani: “Se non la smetti t’arriva una testata e smettila di dire cazzate! Sei ridicolo! O ridicola…!”.
Poi la ragazza, quella energica, piange.
Poco dopo esclamerà in piena diretta: “Dio/Zio cantante!”, che non sarà una bestemmia ma una simpatica variazione sul tema sì. (di questa sua splendida abitudine s’è già parlato su questo blog…)
6) Riguardo la Ventura non so da dove cominciare.
Il vestito fucsia dalla vita in su pareva un costume intero da bagno con coppe preformate Triumph ma in questa stagione s’è visto di peggio, per cui non infieriamo.
Come al solito, per il suo ingresso, Simona sceglie il basso profilo: saette, pubblico dopato come i cavalli e citazione di un certo livello.
Pare che dopo l’incidente della bestemmia infatti, Alessandro Meluzzi le abbia consigliato di estrapolare una frase dalle Sacre Scritture.
La Ventura s’è presentata alle prove leggendo tre righe della rubrica “Pissi pissi dago dago” affermando che per lei le scritture sacre sono Dagospia e “Dipiù tv”.
A quel punto Meluzzi le ha passato la frasetta: “Chi non sa perdonare spezza il ponte sul quale egli stesso dovrà passare!” dicendole che è una frase pronunciata da Berlusconi a proposito delle grandi opere e lo stretto di Messina e la situazione s’è risolta al meglio.
Subito dopo sono cominciati i suoi consueti deliri: a) un misterioso “Chi sei tuuuu? Chi sei tuuuu? Chi sei tuuu?” urlato a squarciagola e non si sa riferito a chi. Qualcuno ha insinuato che un autore particolarmente perfido le abbia mostrato una foto di Giuseppe Garibaldi con un punto interrogativo in perfetto stile “La pupa e il secchione” e lei abbia risposto così, ma sono illazioni.
b) Continui inviti a perdonare Ceccherini, perché perdonare è sintomo di intelligenza. Ma come? Domiziana Giordano perché ha dato della cameriera alla Pierelli a momenti la lapida a colpi di cartellina e per Ceccherini che ha passato mesi a tirar giù santi invoca il perdono?
c) Frasi e espressioni inspiegabili o usate a casaccio tipo: “Voi topoloni a casa!”, “Andiamo a evincere tutto in questa clip!”, “Leone, soffri di DISADITRAZIONE?”, “Il 63 per cento dei telespettatori ha deciso che esce Balzo! Pubblico molto SINTETICO questa sera!”, “Mike, io e te siamo come i guelfi e i ghibellini, io vengo a te e tu vieni a me!”, “Sembri Robinson CRUSE!”, “Massimo Ceccherini è senz’altro il vincitore morale!” (morale??? Santifichiamo Pacciani, a’sto punto), ““Vastano e Leone, due grandi personalità, due grandi storie, due grandi tradizioni!”. (Tradizioni? E che sono? Santa Claus?), "Paolo, accompagnalo nella palapa, fagli da Decamerone!". (anzichè da Cicerone)
Infine, sempre perché lei è una imparziale che lascia andare il gioco così come va, rimarrà nella storia il suo cazziatone a Chiappucci che in quanto leader, contro Calvani, ha scelto di mandare in nomination il giullare di corte Leone di Lernia. Presa dal panico all’idea che la prossima settimana uscirà uno degli unici due concorrenti parlanti rimasti sull’isola ha esclamato: “Perché hai scelto di mandare al televoto Leone? Perché proprio lui che è forte? Non dico che dovevi votare la Santaguida ma per esempio c’è Marina!”. Alla faccia dell’imparzialità.
6) La presenza di Don Mazzi in veste di uomo di chiesa e consigliere spirituale mi ha lasciata perplessa. Io tenderei ad assolvere Ceccherini per la bestemmia e ad appioppare una bella scomunica a Don Mazzi per essere andato al compleanno di Lele Mora ed essersi pure fatto ritrarre davanti alla torta con gente del calibro di Daniele Interrante e Melissa Satta, ma vabbè.
7) Il rientro di Alessandra Pierelli in studio è stato decisamente scoppiettante.
L’esuberante ragazza, accusata di avere poca personalità, ha affermato:
“Sono diplomatica di natura, però che c’entra, se mi si tocca sul vivo, se mi si tocca il privato, io tiro fuori le unghie eccome! Che so, se sono nel traffico e uno mi suona mi so difendere.”
In pratica se le rapisci un parente lei è impassibile, ma se le fai le corna al semaforo è capace di ucciderti a colpi di crick. Non fa una piega.
Ha poi aggiunto: “L’isola mi ha insegnato tanto. Ho fatto esperienze che altrimenti non avrei mai fatto nella vita: mangiare pesce crudo, pollo avariato…” Ah, cavoli. Ora può andare alle riunioni dei reduci del Vietnam con la consapevolezza di averne passate almeno quanto i veterani.
8) MASSIMO CECCHERINI: più che la “presenza” di Ceccherini, ha fatto parlare l’assenza perché effettivamente dell’ intervista registrata con la conduttrice c’è ben poco da dire. S’è scusato e amen. L’unica cosa che ha lasciato perplessi è che questo povero uomo sia ancora lì ai Caraibi. Cos’è ‘sta storia? Sicuro che fosse proprio in Honduras? Non è che finita l’intervista Ceccherini indossa di nuovo la sua tutina arancio e lo rinchiudono a Guantanamo con l’ accusa, pesantissima, di aver rotto le uova nel paniere alla conduttrice più famosa d’Italia?
(Nota: strano a dirsi ma il breve momento della registrazione, lo studio vuoto, la mancanza del consueto clima “adrenalinico” e il look dimesso della Ventura, dava un aspetto insolitamente umano a entrambi.)
p.s.
Qualcuno mi sa dire perchè non c'era Den Harrow? Vista la schizofrenia del tipo, era a cogliere violette con un gruppo di suorine del sacro Cuore o a picchiare nigeriani alla stazione centrale?

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Quelli di Ikea si scusano tanto se nel tentativo di chiudere un loro divano letto modello Lycksele a qualche acquirente s'è mozzato un dito.
Forse è ora che qualcuno spieghi a 'sti svedesi che un dito mignolo penzolante non si rimonta con due viti parker e un avvitatore come una libreria Billy, ma vabbè, non facciamo i difficili.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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Peccato che la ragazza sia svogliata, perchè se Flavia Vento aggiornasse con regolarità il suo IL BLOG , per quel che mi riguarda "Zelig", "Viva Radio 2" e "La grande notte" potrebbero pure chiudere domani.
Ecco gli ultimi, deliranti scritti di Flavia:
giovedì, 14 settembre 06
vergogna
vergogna...vergogna...delle volte mi chiedo quanto questo mondo faccia schifo..non tanto il mondo,ma le persone..vergogna..sento gli urli dei bambini...lo schifo dei pedofili...lo schifo di guantamano...lo schifo della guerra...gli animali uccisi..i cani in gabbia...vergogna...facciamo qualcosa ribelliamoci ,organizziamo una grande manifestazione...non si puo' piu' stare fermi ...vergogna.
Questa sente urla di bambini, cannonate e guaiti e pensa ad una manifestazione? Uno squillo a Padre Amorth no?
mercoledì, 04 ottobre 06
manifestazione
non sto giocando..il 22 settembre ore 11 campidoglio manifestazione per i canili,gli animali nei circhi,la guerra,le prostitute,e tutto cio' che fa schifo in questo paese.io ci saro' .venite numerosi vi prego.
Tutto qui? E per i celiachiaci bellunesi, i canoisti umbri, gli opossum metereopatici, i gondolieri mastelliani e i vestiti della Perego non si protesta?
giovedì, 05 ottobre 06
22 ottobre
22 ottobre venite ma solo quelli che credono veramente nel bene
Io ci credo nel bene. Per il bene del nostro cinema, per esempio, spero che Mimmo Calopresti rinsavisca al più presto perchè per citare il titolo di una sua nota pellicola, è vero che la parola amore esiste, ma esiste pure la parola "rincoglionimento", mai sentita?
16 ottobre
cari ragazzi,per organizzare al meglio la manifestazione la data cambiera'.ho deciso di fare una manifestazione solo per la tutela dei diritti degli animali,per cercare fondi per i canili,ciotole o coperte o anche cibo.tra poco sapro'dirvi la data esatta spero che venite in tanti per tutelare queste poveri animali,che vengono abbandonati.
Insomma, tutto lo stivale freme per sapere quando cavolo si fa 'sta manifestazione per le ciotole al Campidoglio, io stessa ho visto con i miei occhi una delle due sentinelle del Milite ignoto con un pacco di croccantini Purina sotto l'ascella e Flavia continua a rimandare?
E che diamine. "Queste povere animali" fanno pena anche a me. E aggiungerei: "Siamo una squadra fortissimi!".
(Ora sappiamo chi è il paroliere di Checco Zalone).
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Allora.
"Isola dei famosi come Sodoma" - atto secondo.
Nonostante la titolare abbia trascorso in gioventù ben nove anni dalle suore (che tra l'altro aveva in curriculum pure Moana Pozzi), sia chiaro che su questo blog non è in corso una caccia alle streghe.
Però se una voce gira e una lettrice mi manda un video andato in onda sul canale 109 di Sky in cui Linda Santaguida conversando con Vastano sembra, e sottolineo sembra, emulare Ceccarini ma con tipica espressione e calata veneta, io il video ve lo propongo. (era anche nella striscia di Rai due)
Sappiate che la qualità video e audio è pessima (Roberta ha ripreso la tv con una telecamera) .
Però, con delle casse stereo, il breve dialogo si sente discretamente.
La versione dei forcaioli è che la schedina abbia detto : ""......IO càn!" e che poi nel panico abbia aggiunto al volo un "TO" finale. Il fatto è che "Dio can-to!" è uno slogan da suora militante che non le si addice un granchè.
La versione dei buoni è che abbia esclamato "Dio san-to!" ma il momento di esitazione tra il "san" e il "to" non convince molto.
Di certezze comunque ne abbiamo almeno due: a dispetto del cognome, santa, la Santa(?)-guida, non lo è di certo.
In secondo luogo, beh, fatemelo dire, se guardando il cielo terso e le acque cristalline dei Caraibi, la Santaguida ha avuto un attimo di sconforto nel ricordare che in Italia c'è Costantino Vitagliano che l'aspetta e le è scappata una bestemmiuccia, io proprio non me la sento di condannarla.
Poi insomma, che si fa? Si butta fuori pure questa?
IL VIDEO:
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Scopro su Dagospia che nella sua ultima fatica letteraria Alfonso Signorini dedica la bellezza di quattordici capitoli ad altrettanti "Dicheno".
I pettegolezzi, in effetti, sono piuttosto succulenti.
Un paio sono senz'altro di facile soluzione, altri sono degli autentici rompicapi. (la titolare implora i lettori di risolvere almeno il quesito numero quattordici, perchè nello scervellarsi sull'identità del giornalista sono due notti che passa fissando il soffitto)
Se avete voglia di infilarvi due bigodini e spettegolare con la vicina che ha già il liquido della permanente in testa, beh, potete lasciare il vostro commento con ipotesi e supposizioni.
(mi raccomando, nel buttare lì la soluzione specificate il numero del capitolo a cui vi riferite. Qui si fa sul serio, mica pizza e fichi)
E ora: "Si accendano i phon, signori!"
1- A CASA DI...
Il nome è altisonante, ma stare a casa sua è un’esperienza da non provare mai. Il cibo che offre è regolarmente scaduto: lo fa di nascosto, per una sorta di disprezzo per gli ospiti. I cani razzolano sotto il tavolo ammorbando gli invitati con i loro problemi di aerofagia. In compenso un giorno un noto attore ha trovato sulla table habillé del salotto il portacenere d’argento massiccio di casa sua: glielo aveva fregato lei quando era andata a trovarlo nella sua casa di Sabaudia. Che dolor!
2- DIRETTORI E VICE
Farebbe qualsiasi cosa pur di fare carriera. Anche finire a letto con donne più grandi di lui. L’ha fatto anni e anni fa quando ancora collaborava a un programma tv molto popolare: si fece l’autrice. O meglio, una delle autrici più importanti della Rai di quegli anni (per inciso, lei gli fa una brutta pubblicità, dicendo che è stata una pessima scopata). Ora dirige. E se è arrivato a quella poltrona è anche grazie a una donna molto, molto influente nell’azienda in cui lavora. È stato per anni il suo lacchè. A qualcosa è servito.
3 - DI TENDENZA
Sono una coppia di assoluta tendenza. Ma lui, per seguire le fanciulle in fiore, la lascia troppo spesso sola. E a lei non resta che mandare sms bollenti ai colleghi del marito per coinvolgerli nei suoi solitari giochini. E quando la noia la fa da padrona, non resta che una bottiglia di vodka trés chic...
4 - DONNE AL POTERE
La legislatura è passata, ma l’amore no. Entrambi sposati da un pezzo, hanno cercato in ogni modo di non pensarci più, ma non ce l’hanno fatta. Si amano. E si incontrano ancora oggi, nonostante gli impegni al governo non siano più gli stessi. Sempre e soltanto all’estero, durante i viaggi di lui. Non li ha mai scoperti nessuno, tranne un giovane steward dell’Alitalia, per caso di riposo nell’albergo di Stoccolma dove i due tubavano indisturbati e che per caso li ha immortalati con il suo telefonino. Oggi quello steward si è dimesso dall’Alitalia e lavora nelle file del partito con un alto potere di rappresentanza. E benedice quel giorno.
5 - EVERGREEN
È il contratto peggio riuscito di tutta la sua carriera di playboy. Finora gli era sempre andato tutto liscio. Stavolta non ha evitato lo scandalo. Ma lui incassa. E le regala completini di Louis Vuitton, che lei indossa con lo stesso glam di una bagnina. Hanno molto litigato la scorsa estate, perché con il tacco dei suoi zoccoli lei gli ha rigato il tek della barca. Ma è perdonata. Fino all’altro giorno usava il pedalò.
6 - ICONE GAY
È bellissimo. Una delle icone della seduzione maschile. Occhi verdi, sguardo magnetico, addominali scolpiti. Fa l’attore. Ogni volta si accompagna a donne diverse. Ma è gay. Non lo confesserà mai. Neppure sotto tortura. Teme di rovinarsi la fama di seduttore. Deve tutto al suo agente, con cui conviveva fino a pochi giorni fa, fin da quando non era nessuno. L’agente è talmente innamorato di lui da essersi fatto disegnare sulle pareti di cristallo della doccia la sagoma del suo corpo da dio greco. Di recente il nostro attore vola spesso a Palermo. Pare sia innamorato di un dentista moro, molto bello e molto sposato. Non ditelo all’agente: potrebbe prendere a craniate la sua doccia. Come Zinedine Zidane.
7 - LE FORZATE DELLA CHARITY
È una delle più attive dame di Roma. Forse troppo. Ha una bella famiglia, ma la sua vera passione sono i cavalli. E le donne. Anzi, una donna. Con lei ha vissuto e ancora vive una bellissima storia d’amore. Ma il cognome dell’altra è troppo ingombrante. E così entrambe sono condannate a tenere il loro rapporto nell’ombra, per tutta la vita. Sarà per questo che rendono sempre pubblico il bene che fanno agli altri?
8 - LEGALI REGALI
È un gran piacione. Anzi, è l’avvocato più piacione di Roma. Ha vissuto con una nota e bionda conduttrice una travolgente storia di sesso. Di cibo e di sesso. Ancora oggi ne parlano. Già, ne parlano e basta.
9 - PIERRE CHE PASSIONE
È una bella donna, non c’è che dire. Ha fascino da vendere. E come pierre ci sa fare. Anche fare l’amante le riesce molto bene. Lui è pazzo di lei, nonostante l’anno scorso l’abbia lasciata per sposarsi, per la seconda volta, con un’altra. In compenso, prima di dirle addio, le ha regalato un intero palazzo in pieno centro a Milano e una liquidazione con cui si è comperata una villa che sta ristrutturando in un’isola lontana. Di tanto in tanto lui si rifà vivo. Ma lei non lo vuole, perché non gli perdona di essersi risposato. Si incontrano ogni tanto in un ristorante dalle parti di corso Venezia, a Milano. Una volta lui le ha fatto avere dal cameriere un astuccio con uno splendido cabochon. Lei si è concessa alla toilette. Ma ha giurato che non accadrà mai più.
10 - SHOW E DINTORNI
Vive ogni giorno con il terrore di essere scoperta. Eppure se ne accorgono tutti, ma proprio tutti, che è sempre «in pista». Lei cerca di dissimulare, ma a volte, in tv, come alle feste, raggiunge livelli imbarazzanti. La sua borsa del trucco è ad alto livello di rischio. Ultimamente cerca di arginare il vizio bevendo quantità industriali di alcolici. Basterà? Intanto, per cancellare i segni degli stravizi, è già andata a rifarsi la faccia almeno due volte. Sarà per questo che ha perso i connotati?
11 - SIGNORINE GRANDI FIRME
Ha fatto di tutto per diventare direttore. Ma adesso che ce l’ha fatta quando troverà il coraggio di dire alla moglie che si è perdutamente innamorato di Giorgio? Si sono conosciuti in uno studio televisivo a Roma, dove Giorgio, napoletano di 26 anni, faceva l’assistente. Oggi Giorgio si è trasferito a Milano. Campa con i 1.500 euro che lui gli passa di nascosto. Non gli dà tregua, chiamandolo giorno e notte sul telefonino. Minaccia che presto uscirà allo scoperto. E lui, tra un timone e l’altro del giornale, se la fa sotto. Imbruttisce a vista d’occhio. E ha paura. Tanta paura.
12 - SUL VIALE DEL TRAMONTO
Non può più dettar legge come vorrebbe. A causa di un flop molto recente. Evita perfino le sfilate, per non ripetere a vuoto che tutto funziona benissimo. Abituata alle regge, affronta le difficoltà quotidiane in un piccolo ufficio che non ha neppure un armadio decente per i suoi zibellini. A Mediaset le porte per lei sono chiuse da un pezzo. A chi ha fatto un affronto? Già, è questo il problema. Di affronti ne ha fatti parecchi. Ma pensava fosse per un successo...
13 - UOMINI AL POTERE
Di tempo libero non ne ha. Si divide tra consigli di amministrazione e convegni a Villa d’Este. Quelle poche ore o quei pochi weekend che restano se li (s)passa con le giovani amanti di turno: a volte russe, a volte brasiliane, a volte semplicemente fiche. Ma la facciata va mantenuta. Guai a non farsi immortalare con moglie e figli in vacanza, in barca come in montagna. Dicono che si sia stancato di mantenere «la facciata». E un braccialetto etnico che gli ha regalato Moira, la sua amica brasileira, si è già rotto. Il suo sogno di libertà si realizzerà presto?
14 - VEDO E PREVEDO
Fa il giornalista. È molto, molto conosciuto. Tra i più famosi. La madre gli ha insegnato fin da piccolo a leggere i fondi del caffè. Ha cominciato a rendersi conto dei suoi straordinari poteri (ereditati dalla nonna paterna) già alle scuole elementari. I suoi compagni lo prendevano in giro perché non aveva un padre; di sua madre ne dicevano di tutti i colori. E lui si vendicava a modo suo: magari augurava al compagno di banco di perdere il diario del cuore. Cosa che puntualmente avveniva. Un giorno al ginnasio incontrò, come tutte le mattine, la sua insegnante di greco e le disse di tenersi pronta per una prova molto dura. Due giorni dopo il marito morì travolto da un’auto mentre lui era in bicicletta. Pochi sanno dei suoi poteri. Lui non ne parla con nessuno. Ma quando deve firmare un contratto importante con la sua azienda, quando deve riuscire a convincere qualcuno a farsi ospitare in una delle sue trasmissioni, ci riesce sempre. Gli basta concentrarsi e ottiene quello che vuole. Dicono che prima o poi entrerà in politica. Se lui vuole ce la farà. Gli basterà concentrarsi sull’obiettivo.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Credo sia superfluo star qui a spiegare chi è Maria Laura Rodotà, comunque, per quei pochi che non lo sapessero, è (tra le altre cose) una nota giornalista, direttrice di riviste femminili assai snobbette e editorialista del Corriere della sera.
Tanto per fare un esempio, è colei che quest'estate ha definito il mare di Capalbio "coloristicamente incerto" provocando le ire funeste di mezza sinistra radical chic, incurante del fatto che se c'è qualcosa di coloristicamente incerto al mondo è il suo incarnato a metà tra l'ocra e il terra di Siena.
La super-cool Rodotà, tra le altre cose, risponde alle domande dei lettori su un forum di discussione all'interno del sito del Corriere della sera.
Bene. Nel leggere una sua risposta ad un tizio che le chiedeva un parere sull'ormai famosa bestemmia di Ceccherini mi sono scompisciata dalle risate.
Leggete, vi prego:
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ak47 scrive:
Ma che cagnara per una bestemmia scappata al povero Ceccherini in una situazione estrema. Landolfi si indigna e vuol bloccare il programma, sono d'accordo con lui ma per altri motivi, il programma è una boiata e la Ventura non la si regge proprio più.
Suvvia si sa che tra toscani, veneti e bergamaschi/bresciani la bestemmia è considerata quasi un intercalare e invece quanti sepolcri imbiancati in giro ....
Sarà forse colpa della cultura cattolica (senza cattolici praticanti) di cui tutti si riempiono la bocca in questo stramaledetto paese.
Tu che ne pensi MLR e voi cari forumisti?
Risposta di Maria Laura Rodotà:
Che se va così bisogna inibire una serie di impieghi e qualunque attività pubblica a un italiano/a su due che abbia fatto il tratto Firenze-Bologna della A1.
Hai ragione, l'Isola è desolante e Ceccherini pessimo, ma non per le bestemmie. Non siamo ipocriti (in Italia siamo ipocritissimi, sulle bestemmie).
A molta gente capita. E' capitato anche a me (sul tratto Firenze-Bologna più di una volta). E a voi? Ps. Per chi giustamente non la trova una bella cosa. Io ho smesso del tutto quando una mia amica mi ha spiegato che bestemmiare porta male. Tenerlo presente sarà irrazionale ma è utile. (...)
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Ora non so voi, ma a me immaginare la Rodotà all'altezza di Roncobilaccio col suo rossetto Dior, la Prada Gauffre bag sul sedile posteriore e il gomito fuori dal finestrino intenta a smadonnare a destra e a manca con il navigatore satellitare da una parte e il baracchino da camionista dall'altro, beh, è una di quelle cose che m'allieta la giornata.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Prima di lamentarvi se con lei non c'è stato un dopo-cena...pensateci bene:
(grazie all'amico Astarte per la segnalazione)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Allora.
Per il momento non capirete nulla di questo post ma vi chiedo di avere un po' di pazienza perchè il mistero sarà svelato molto presto.
Se vivete/lavorate/vi sollazzate dalle parti di Napoli e in particolare zona Vesuviana/Cercola e vi va di darmi una mano riguardo una certa questione, vi prego di mandarmi una mail all'indirizzo selvaggialucarelli@gmail.com.
Mi rendo conto che messa così suona come un messaggio in codice da camorrista con conti in sospeso in zona, ma potete stare tranquilli, si tratta d'altro.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Il Pettegulezzus interruptus di questa settimana è:
"Dicono che un ex famoso sia entrato in un reality con la promessa che ne sarà cacciato.
Il più tardi possibile? No, in tempo per promuovere certi suoi affari. Dicono."
Nota della titolare:
sbaglio o questo "Dicono" uscito oggi su Vanity Fair ( e dunque andato in stampa giorni fa) è abbastanza illuminante sul Ceccherini affair?
Sì insomma, c'è perfino il film di Virzì da promuovere...
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Se serve a convincermi che Adriana Lima non è poi questa gran gnocca ma è tutta opera di bravi stylist e photoshop, ben venga questo strepitoso video:
(suggerimento di corriere.it, scaricato da youtube e campagna pubblicitaria della linea Dove)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Se proprio ci tenete, ecco il momento della puntata di ieri sera de "L'isola dei famosi" in cui Ceccherini s'è cucito la lettera scarlatta sul petto (sì insomma, ha bestemmiato) :
p.s.
Il buon Alexone mi segnala che Ceccherini, prima di essere squalificato per bestemmia ieri sera, aveva già dato del suino al tizio proprio sull'isola qualche puntata fa, come testimonia QUESTO VIDEO su youtube.
(dovete appizzare l'orecchio ma si sente eccome)
p.s. s.
La titolare abolirebbe questo tipo di squalifiche e introdurrebbe quelle destinate a tutti coloro che affermano di sentire che Padre Pio è lì vicino a loro mentre masticano granchi, ma questa è un'altra storia.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Il resoconto sull'isola lo farò ma non prima di stasera, visto che come ben sapete ieri sera ero in altre faccende affaccendata. (c'è un sant'uomo che mi ha registrato la puntata)
La prima sensazione è che se una conduttrice, dopo la bestemmia di un concorrente con tanto di squalifica (Ceccherini), dice: "Abbiamo raschiato il fondo!" e subito dopo aggiunge: "Che sia fatto sbarcare Leone di Lernia!", smette di raschiare e si arma di trivella petrolifera.
Comunque è inutile che mi mandiate mail in cui minacciate di far saltare in aria il mio condominio se non scrivo nulla su quello che è accaduto ieri sera in Honduras, abbiate un po' di pazienza, porco.....!
p.s.
Ieri sera Pamela Prati, non appena mi ha vista, ha esclamato:"Lucarelli! Tu hai parlato male di me e del Bagaglino sul tuo blog!".
Immaginatevi la scena in cui la titolare si scusa per aver giudicato con estrema superficialità lo spessore artistico, storico e umoristico del bagaglino Martufello compreso.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Domani sera la titolare farà parte della giuria di Reality Circus.
Essendo l'ultima puntata è prevista un'esibizione circense anche per me: farò un triplo salto mortale per non dire esattamente cosa penso di quel fiore di simpatia di Ciccio Graziani.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Prosegue la classificazione della specie "Fan".
(chi avesse perso la prima puntata può trovarla qui: http://www.selvaggialucarelli.it/diario/2006/10/the_fan.html)
- La specie “Chi?”.
Appartengono a questa specie solo ed esclusivamente mariti intorno alla cinquantina rei di non guardare la televisione e di essere coniugati con signore che quando escono a fare la spesa registrano “Tempesta d’amore”, “Pronto Elisir”, “Donnavventura” e qualsiasi ciofeca sia in programmazione in quel momento.
La scena è più o meno sempre questa: la moglie, mentre il marito è intento a tastare i meloni per scegliere il più maturo, adocchia il vip di turno che è in fila per pagare un chilo di mele, si eccita come un babbuino in amore e comincia a dare vistose gomitate al marito.
Il marito la guarda senza capire se il suo sia un tic nervoso o un effetto della menopausa. La moglie comincia a innervosirsi e in preda all’eccitazione comincia a dire cose del tipo: “Ma come, è lei, non la riconosci? Leeiiii! Proprio leiiii! Hai capito chi? ”.
Il marito cerca di fare mente locale. In un attimo gli scorrono davanti tutte le facce che ha visto nell’ultima trasmissione che ha guardato di recente, “Portobello”, ma quella signorina in fila non gli dice proprio niente.
A quel punto la moglie si imbufalisce. Nel migliore dei casi la scena finisce con la moglie che percuote il marito affranto con un un’ ananas di tre chili gridando come un’indemoniata:
“Pezzo di cretino, era la valletta del Pranzo è servito nell’ ‘84, ma tanto per te il mondo potrebbe finire domani e neanche te ne accorgeresti!”
- La specie “bulldozer” .
E’ la specie di fan più temuta dalla sottoscritta. Testardi e dotati di un tempismo eccezionale, questi individui ti si parano davanti nei momenti meno opportuni e anche se ti vedono presa da cose da poco, tipo salvare tuo figlio che è stato appena risucchiato dalle rapide di un fiume, loro, imperterriti, reclamano l’autografo.
E se tu, alla richiesta di fare una foto insieme, con l’acqua ormai alla gola ti azzardi a bofonchiare, incazzata come una biscia: “No dico, le sembra il momento?”, loro rispondono serafici: “In effetti il momento migliore per la luce è il tramonto ma va bene anche adesso!”
La specie “visto che è tanto gentile…”
Gli appartenenti a questa specie sono particolarmente temibili perché hanno sempre un’aria mite e rassicurante. Trattasi quasi sempre di spilungoni inoffensivi con un accenno di gobba o di donnine minute somiglianti a Rose Mary Altea che emanano l’inconfondibile profumo dei biscotti fatti in casa.
Questi soggetti esordiscono chiedendoti gentilmente autografo e foto di rito per poi passare a complimenti incredibilmente lusinghieri e per finire col formulare una domandina semplice semplice: “Scusi, visto che lei è tanto gentile, non è che le posso chiedere un favorino?” .
Quello denominato “favorino” è generalmente una richiesta modesta del genere: “Ha mica una sigaretta in più?” che fa da apripista a richieste leggermente più pretenziose quali: “Grazie per la Marlboro rossa, già che c’è non è che si accollerebbe anche il mutuo trentennale di mio nipote?” o anche: “Grazie per il chewingam al lampone, visto che è tanto gentile non è che il lunedì e il venerdì verrebbe nella mia casetta sul Monviso a cambiare l’agocannula del catetere a mio marito? L’ultimo tratto di strada si percorre scalando a mani nude la parete ovest ma che panorama!”
La specie “timido in gruppo”
Specie pericolosissima i cui esemplari vivono e si riproducono esclusivamente in comitive formate da almeno trenta elementi sotto i sedici anni. L’esemplare a cui mi riferisco è un ragazzetto timido, impacciato, in piena fase adolescenziale che è stato crudelmente eletto “zimbello del gruppo”.
La Arcuri di turno è lì al bar che prende una coppetta di gelato alla fragola per lei e sei coni al cioccolato per i fidanzati. Il capo comitiva, spalleggiato dagli altri gradassi del gruppo, comincia a urlare frasi del tipo: “Manuelaaaaa! Qui c’è uno che vuole un autografoooo altrimenti si butta nel Tevere con una copia di “Tre metri sopra il cielo” legata al collo!”. Manuela gentilmente si avvicina al gruppo, la comitiva si apre come il Mar Rosso davanti a Mosè e lo zimbello si ritrova faccia a faccia con Manuelona.
Il poveretto è pietrificato. Balbetta. Gli comincia a colare il gel sulla fronte. Manuela gli fa l’autografo sullo zainetto Invicta e si avvicina per stampargli un casto bacetto sulla guancia. Lo zimbello assume tutte le tonalità del viola compresi lilla, magenta e violetto di Parma.
Allo schioccare del bacio succede il finimondo.
La comitiva esplode. Scattano, nell’ordine: a) rozzo turpiloquio b) schiaffoni sulla nuca dello zimbello. c) cori da stadio in cui Manuela viene accostata a tutto quello che fa rima con “ricotta”, “savana” e “salamoia”.
La specie “Habemus vip!"
E’ domenica mattina. Ti sei appena svegliata e senza neanche lavarti la faccia sei scesa sotto casa per fare il tour delle aiuole di zona col tuo cane. Un’allegra famigliola composta generalmente da madre con la stazza della Moby Prince , padre vestito con look domenicale, ovvero tuta e mocassino di pelle nera lucida e una nidiata di sette-otto figli ti si avvicina timidamente. Tu sei già lì che inorridisci al pensiero che un giorno qualcuno esporrà in salotto una foto in cui sorridi incurante della felpa Nike, il pantalone di ciniglia Yamamay e le pantofole a elefante con tanto di proboscide che indossi. E invece loro, educatissimi, ti fanno i complimenti e porgendoti un fagottino bianco da cui spunta una testina pelata, ti chiedono di toccare il figlio più piccolo manco fossi papa Ratzinger. Tu sei già entrato nel ruolo, guardi il fagottino con aria ispirata e farfugli qualcosa del tipo “Che nostro signore lo faccia campare quanto Mike Bongiorno!”. Poi col cane al guinzaglio saluti la famiglia dando la benedizione a tutti con la paletta igienica.
La specie “telematica”
Dicesi fan telematico colui che ti manda una a caso tra le seguenti mail:
a) Cara Selvaggia, di solito non scrivo alle persone famose perché non mi piacciono quelli che ritengono che uno solo perché è andato in tv sia un eroe o ne sappia più dei comuni mortali. Spero però che non ti dispiaccia se ti chiedo un piccolo consiglio: il mio fidanzato ha una malattia degenerativa che lo porterà nel giro di qualche anno alla morte solo che io sono innamorata di suo padre con cui ho consumato un torbido amplesso tra padelle e pappagalli in uno sgabuzzino. Considerato che il mio moroso rimarrà lucido fino alla fine, mi suggeriresti le parole giuste per spiegargli questa situazione un po’ così?
b) Cara Selvaggia, sei bellissima. Per me sei l’ottava meraviglia del mondo. Se dovessi far saltare in aria una cosa a scelta tra la cappella Sistina e un tuo scarabocchio sull’elenco telefonico, ti giuro che io imbottirei di tritolo la cappella Sistina. IO NON GLI RISPONDO. E-mail successiva: “Brutta stronza , non rispondi? Fai schifo, hai sempre fatto schifo, che Dio ti maledica ! Che tu possa bruciare tra le fiamme dell’inferno maledetta sgualdrina!”
c) Cara Selvaggia, ti ammiro molto perché sai scrivere in maniera ironica e spiritosa. Però mia cara Selvaggina, hai trovato pane per i tuoi denti! Eh già, colui che ti sta scrivendo è un eccelso autore comico e anzi, se avessi mai bisogno di una mano, non esitare a chiedermi aiuto per la stesura di testi brillanti. Ti lascio con una delle mie impareggiabili freddure: “Lo sai come abbia il cane del presentatore più famoso? BAUdo BAUdo BAUdo!”.
d) Cara Selvaggia, ho preso tre lauree a Oxford e attualmente risiedo presso Silicon Valley dove sto ultimando delle ricerche sulle applicazioni della telematica alla cucina esotica col wok. Sento che tra noi ci sono fortissime affinità spirituali che una persona cerebrale come me avverte anche a distanza. Non è che mi manderesti una tua foto in perizoma mentre ti fai leccare l’alluce sinistro da un signore anziano con il tuo reggiseno legato in testa?
La specie “ristoratore”
Appartiene a questa specie il ristoratore che ti chiede la foto al ristorante sotto la testa del pescespada.
Ci sono però delle interessanti varianti.
C’è un ristorante a Mazara del Vallo in cui c’è la seguente foto della sottoscritta piazzata in bella vista sopra la cassa : io che sollevo e mostro fiera ai clienti un polpo agonizzante di sei etti sorridendo come se stringesse tra le mani il Leone d’oro.

(seguirà terza puntata)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Notizia Ansa di domenica 15 ottobre h 18,45:
Viste le caratteristiche e la levatura degli ospiti dei salotti domenicali di Massimo Giletti e di Paola Perego appena andati in onda (Antonio Zequila, Rocco Casalino, Alessandra Mussolini, Domiziana Giordano, Marina Ripa di Meana, Alessandro Rostagno e Vittorio Sgarbi), sono in grado di anticiparvi che sono già stati contattati, per la prossima domenica :
Mike Tyson, un cane killer fuori per l’indulto, Marilyn Manson, Donato Bilancia, una vasca di orche assassine, lo spirito di Slobodan Milosevic e Bernardo Provenzano.
Era stata contattata anche una tartaruga azzannatrice assai nota in Florida per aver preso parte a due tele-risse con Eminem, ma pare che la testuggine abbia declinato l’invito per la paura che con la scusa di spennellarle di cipria il guscio lucido sotto i riflettori, le facciano un test di gravidanza a sua insaputa.

p.s.
Per un attimo, solo per un attimo, oggi ho temuto che durante l'intervista di Costanzo a Richard Gere, dopo le raccomandazioni di Costanzo al pubblico di andare a vedere il film di Richard, si passasse a quelle di Richard al pubblico di comprare il nuovo libro di Costanzo.
Non è accaduto, per fortuna.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Allora.
Prima di cominciare, a chi si fosse perso la puntata di ieri, do subito la ferale notizia: la madre della Giordano, ieri, non c’era.
Tuttavia non crediate che non sia stata invitata dalla Ventura, la ragione è molto più semplice di quel che sembra: aveva una serata con Francesco Arca e i Centocelle Nightmare a Battipaglia.

C’è da dire che la puntata ieri era cominciata davvero bene.
La Ventura ha fatto il suo ingresso in mezzo alla consueta cornice di fulmini e saette ma questa volta, anziché citare una massima di Flavia Vento come al solito, s’è buttata su Dante (anche se leggermente rivisitato):
“Fatti non foste a viver come bruti…”.
A chi le ha chiesto il perché di questa scelta, ha risposto che le sembrava giusto fare un omaggio al più grande esponente della letteratura italiana di tutti i tempi, Alfonso Signorini.
Insomma, quando il telespettatore medio si era ormai illuso che fosse una puntata all’insegna della sobrietà, la conduttrice veniva posseduta dallo spirito dell’unno di fronte all’esercito visigota e cominciava a urlare frasi prive di alcun senso tipo:
“Guai a vinti/ guitti/ Monica Vitti!”, non s’è capito bene, e : “Fuori i secondiiiiii!!!” insinuando nello telespettatore il dubbio che dietro le quinte ci fosse Domenico Zambelli con un carrello di bolliti e arrosti misti pronto a fare il suo ingresso in studio per imboccarla.
Sul vestito non ci soffermeremo ma la sensazione è che Dolce e Gabbana abbiano preso l’abitudine di appiopparle gli scarti della manicurista di Ivana Trump.
Dunque, oggi ho uno scoop succulento per voi lettori.
Una ragazza del pubblico presente ieri sera in studio ha raccolto un foglio della scaletta scivolato per terra alla conduttrice durante la puntata e me l’ha mandato via fax.
Ve lo riporto qui di seguito in modo che anche chi non ha visto la puntata possa avere un’idea precisa dei principali accadimenti della serata:
h 21-21,15 saluti a Massimo Ceccherini
h 21,15-21,25 chiedere a Ceccherini se ha digerito bene
h 21,25-21,35 domandare a Ceccherini se secondo lui la crisi dei Balcani è definitivamente risolta.
h 21,35-21,44 chiedere a Ceccherini se la coda di cavallo mi dona
h 21, 44- 22,00 chiedere a Ceccherini se preferisce il cioccolato fondente o quello al latte.
Se pensate che la puntata sia stata leggermente monotematica sappiate che comunque vi sbagliate di grosso.
Sono successe molte altre cose: Ceccherini ha fatto qualche lieve ed elegante battuta sul pesce di Carlo Conti, sulle tette della Tagli, su quella gran passera della Santarelli, sulla Pierelli che non gliela dà, su Calvani che invece vorrebbe, sugli assorbenti, sui preservativi alla fragola e mancava solo che accennasse a sue fantasie di sodomia spinta con la signora Napolitano e il buon gusto era a posto.
Se però vi siete convinti del fatto che si sia parlato solo di Ceccherini, vi avverto, siete fuori strada.
Il filmato sui due nominati della serata, Maurizia Cacciatori e Massimo Ceccherini, è stato assolutamente imparziale: Ceccherini parlava di sé e Maurizia Cacciatori di quanto è simpatico e bravo a pescare Ceccherini.
Anche le sorprese ai due nominati della serata erano decisamente simili: per la Cacciatori c’era in collegamento la madre con uno sfondo bianco alle spalle che la signora poteva essere tranquillamente nel tinello di casa sua o nel corridoio del reparto urologia del Niguarda che tanto non si capiva. Lo scambio di battute più emozionante tra madre e figlia è stato:
“Io sto impastando i dolcetti!”.
“Ah. Io ho una fame!”.
Per Ceccherini invece c’era in collegamento Carlo Conti dallo studio de L’Eredità con tanto di pubblico intorno e una ricciola da quindici chili tra le mani di Conti.
Ora, perdonate la domanda agli autori, ma ecco, per quanto ancora dovremo sorbirci questi collegamenti all’insegna della goliardia becera tra toscani con la sindrome di Peter Pan?
Se Ceccherini resta fino alla fine sono previsti anche i saluti spiritosi del Lotti, del Vanni e di altri compagni di merende o possiamo cambiare tema? Grazie.
Se però siete convinti che qualcuno ieri sera tirasse acqua al mulino di Ceccherini beh, avete preso un granchio.
Anzi. La Ventura ci ha tenuto a sottolineare che quello di ieri era un televoto mooooolto doloroso perché si sfidavano due grandi personaggi entrambi importantissimi per il programma.
E certo. Ce la immaginiamo tutti la Ventura, due ore prima della diretta, dare un bacetto sulla fronte ai piccoli Giacomo e Nicolò e lasciarli con la raccomandazione:
“Ora la mamma esce ma voi mi raccomando fate i bravi e continuate a mandare sms a quel numero che v’ha insegnato la mamma per cacciare la Cacciatori!”.
Comunque alla fine, con grande sorpresa di tutti, è rimasto Ceccherini.

Riguardo gli altri fatti e protagonisti della serata vanno assolutamente menzionati:
-il look di Nicola Savino che aveva una pinzetta per le sopracciglia appuntata sul cravattino e un abito di un color bruciato lucido la cui tonalità era stata visto fino ad oggi solo sui drappi delle finestre di un bordello per marinai a Tangeri. (la titolare ama Savino comunque, sia chiaro)
- La presenza tra gli opinionisti di Cesare Cadeo.
Ok, l’assenza di Meluzzi aveva lasciato una poltrona vuota, quella del leccacculo, per cui abbiamo digerito le sue brillanti considerazioni sulle dinamiche dell’isola, ovvero :”Come sei bella stasera Simona!”, “Che fascino la mamma della Tommasi!”, “Simona Tagli ti voglio bene!” , “La Cacciatori è una donna meravigliosa!. E vabbè.
Ora però qualcuno spiega alla Ventura che a “La grande notte” Cadeo lo tengono lì per prenderlo per il culo e basta, e che non è in corso una riabilitazione del personaggio?
- L’assenza di Kris e Kris, di Padre Cionfoli e di Domiziana Giordano.
In pratica questa è l’unica edizione di un reality in cui si ritirano concorrenti, riserve e pure gli ospiti in studio.
- L’aberrante televendita della Ragno. Ora, va bene che questa era l’edizione azzeccata perché se hanno tirato fuori dalla naftalina la Occhiena e Den Harrow, figuriamoci se c’era qualcosa di strano nel ritirare fuori la maglieria Ragno.
Però ecco, nonostante gli sforzi e la buona volontà, facciamo un po’ di fatica a immaginare la Ventura con la canottiera ragno sotto il tigrato Dolce e Gabbana.
- Paolo Brosio. Interessante notare come si ostini a ricordare che lì c’è il 98 per cento d’umidità e si presenti imperterrito con la t-shirt a maniche lunghe.
La notizia è che il brillante inviato s’è fatto male al braccio scivolando sul pavimento perché, ci ha tenuto a sottolinearlo per la decima volta, “lui si alza alle cinque del mattino per vedere i filmati, dunque è stanco.”. A parte il fatto che se uno è stanco perché la mattina si alza tra palme e mare cristallino per poggiare le sue nobili chiappe su una sedia e vedere le avvincenti gesta di Sara Tommasi, uno che va in fonderia come dovrebbe sentirsi? E quante fratture multiple dovrebbe procurarsi al giorno?
- Lo stato preoccupante di Alessandra Pierelli: ha otto chili in meno e se non le si leggesse il dimagrimento in faccia, sarebbe lecito pensare che lei otto chili se li può togliere di dosso anche solo sfilandosi dal collo una delle capezze d’oro che le ha regalato Costantino per l’anniversario di fidanzamento. La domanda d’obbligo è però un’altra: questa donna ha resistito due anni con Costantino e non resiste un mese senza cibo?
Ma io se passo un mese con Costantino poi posso pure arruolarmi nelle teste di cuoio, figuriamoci se mi spaventa più qualcosa.
- Simona Tagli. Prima di partire aveva dichiarato di non aver paura di nulla. Dopo mezza giornata di sole ha detto di aver preso un colpo di sole, di aver contratto la malaria, di temere la solitudine e, infine, di essere costretta a ritirarsi per la sua stessa sopravvivenza.
Ma c’è di più. Alla Ventura che le dava appuntamento in studio la settimana prossima ha dichiarato con l’aria di chi sa cosa vuol dire vivere un dramma di quelli che segnano: “Parleremo degli aspetti psicologici di questa esperienza”. E quali ripercussioni psicologiche dovrebbe avere su Simona Tagli mezza giornata in una palafitta? Non riesce più a fare due giri di nodo all’elastico quando si fa la coda?
- Simona Ventura, dopo aver citato Dante, se n’è uscita con vari esperimenti linguistici tipo: “Alcuni naufraghi vorrebbero razionalizzare il cibo per aspettare tempi migliori!” o: “Non abbiamo detto a Linda e Sergio che vivranno questa solitudine nella palafitta in due!” (Se la vivono in due che solitudine è?)
o anche . “Sara, inneggia che tu, insomma, giustamente, un po' di avances le hai fatte!" (?).
- Raffello Balzo. Fatelo andar via di lì. E’ partito che era il sosia di Brad Pitt, ora ha la faccia del criceto sofferente.
Sergio Vastano. Se la sua presenza lascerà traccia è un mistero, intanto la sua camicia e il paio di pantaloncini abbinati sono stati avvistati dalla capitaneria di porto di Gaeta.
- Den Harrow . Parla come Vito Catozzo. Minaccia stragi e infanticidi e un attimo dopo piange come un vitello.
L’abbiamo sentito dire “Io faccio saltare in aria due persone, le armi ce l’ho!” e un attimo dopo: “Amore, sei arrabbiata con me perché ho rubato il cestino della merenda agli operatori?” .
Se questo, come dichiarato, è lo sceriffo dell’isola, il mio poliziotto di quartiere che mi passeggia sotto casa dalla mattina alla sera masticando Zigulì, è Van Damme.
E comunque, il fatto che sfanculi tutti senza che nessuno lo nomini è la prova lampante che fa paura quanto una zucca ad Halloween.
Fernanda Lessa. Aveva promesso che dopo l’isola sarebbe diventata zen, una persona migliore. E’ stata assolutamente di parola. Ieri sera ha rischiato di restituire Aceto alla sua passione pù grande: i cavalli. Stava infatti per appenderlo a un gancio come un quarto di puledro in una macelleria equina. Infine, tanto per dimostrare che è perfettamente lucida, ha affermato con fervore che “anche Gesù era un pastore!”.
E come no. Ce lo ricordiamo tutti intento a raccontare la parabola del figliol prodigo mentre dà la paglia ai muli.
Elena Santarelli:
Qui ci sarebbe da scrivere un post a parte.
A parte la memorabile raccomandazione della Ventura a Sara Tommasi:
“Sara, i consigli della Santarelli vanno ascoltati perchè ricordati che è quella che ti ha preceduta nel calendario!!!, va detto che il coraggio della Santarelli nell’affermare che le donne dell’isola quest’anno hanno poca personalità è di quelli coraggiosi.
E da che pulpito? No dico, ve la ricordate la Santarelli sull’isola? Piangeva pure se trovava un cocco dalla forma meno arrotondata del solito e parla?
Linda Santaguida. Chi trova insignificante la nuova riserva dell’isola, rammenti il fatto che è un concorrente destinato a rimanere nella storia: credo sia l’unico “famoso” di cui non sa il nome manco la Ventura, che l’ha chiamata per ben due volte “Elena” e anche piuttosto convinta.
Trattasi di un’altra schedina, ma con un valore aggiunto, questa volta:
la Santaguida infatti ha l’innegabile merito di aver avuto un flirt anche con i tralicci dell’alta tensione, tant’è che per chi non lo sapesse non è solo la fidanzata dell’ex della Pierelli, Costantino ( particolare per cui sarebbe già opportuno ordinarne l’immediata fucilazione sulla battigia) , ma anche l’ex fidanzata dell’ex fidanzato di Sara Tommasi, l’imprenditore Gianluca Vacchi.
Che trame sofisticate all’isola dei famosi, quest’anno.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Andatevi a guardare LE FOTO dell'inaugurazione del ristorante di Aldo Montano. (cliccare su next in alto a destra per far scorrere la galleria. Sono due pagine in tutto.)
La qualità degli scatti è quella che è, del resto immaginatevi la titolare con tacco 10 affondato nella ghiaietta assassina intenta a scattare foto ai personaggi più improbabili.
Tra le perle della serata devo segnalare la presenza di Antonio Zequila, di Alvaro Vitali in compagnia di Dario Ballantini con la troupe di Striscia truccati da Vittorio Emanuele e consorte e di colei che di Vallettopoli è stata l'antesignana, Francesca D'Auria.
Tra le altre cose viste nei miei 60 minuti netti di permanenza al party, il moralizzatore de "Le iene" che se va a moralizzare Aldo, alla Arcuri cosa cosa dovrebbe fare? Afferrarla per le extension e battezzarla con rito induista nelle acque del fiume Gange? C'erano anche Justine Mattera con vistoso cerotto sulla caviglia dovuto probabilmente a un morso di Floradora, l'ormai mitico Massimiliano Lazzari de "La vita in diretta" che come di consueto ha intervistato i numerosi ospiti sui temi più disparati: come va l'amore? L'amore tutto ok? Che ci dici dell'amore? E l'amore?
La coppia Jessica Polski e Michel Altieri noti nell'ambiente per essere talmente schivi da apparire sullo sfondo con un cocktail alla fragola e due tartine al salmone anche nella foto in cui il boeing 767 si schianta sulla Torre Nord.
L'annunciatrice di Rai Uno Janet De Nardis alla quale ho stretto la mano ammirata per lo smagliante sorriso che riesce a fare ogni qual volta la scaletta la obblighi a pronunciare il nome di Anna La Rosa.
Angela Melillo con capezzolo in vista, Pamela Petrarolo, Valerio Staffelli per nulla attapirato, Marina Suma, Davide Ricci, Roberta Beta e, naturalmente, il padrone di casa Aldo Montano il quale ha ammesso che non è il momento più facile della sua vita.
Gli ho confessato di averlo sospettato vedendo le televendite che s'è messo a fare con la D'Urso a Reality Circus in cui uno con cappuccio da tigre prende a frustate quattro sciampiste in jeans.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
La titolare, stasera, si concede l'unico appuntamento mondano del 2006:
l'inaugurazione del ristorante di Aldo Montano, lo "0586".
( e vado volentieri perchè Aldo è una delle pochissime persone de "La fattoria" di cui conservo un buon ricordo).
Seguirà cronaca sul blog, con tanto di foto scattate da me.
Vi farò sapere se tra i piatti proposti dal menù c'è l' "Arcuri flambè".
(visto che me l'avete chiesto in duecento, il ristorante di Aldo è in via Flaminia vecchia all'interno di Villa Brasini, zona Ponte Milvio)

p.s.
In tarda mattinata troverete anche il consueto commento sulla puntata dell'isola dei famosi, tranquilli.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Tutti in fibrillazione per la puntata de "Le iene" di stasera in cui doveva andare in onda il servizio sul test anti-droga ai parlamentari.
Dopo un'oretta Luca e o Paolo ci hanno spiegato che anche se il servizio non fosse stato bloccato dal garante per la privacy, loro non avrebbero comunque fatto i nomi di quelli fatti.
Di quella rifatta, in compenso, il nome appariva sullo schermo a caratteri cubitali: Cristina Chiabiotto.
A occhio e croce, una seconda abbondante.
Povera ragazza.
Capisco potesse sentirsi a disagio e insicura col suo uno e ottanta d'altezza, i capelli biondi, gli occhi azzurri, una fascia di Miss Italia nel curriculum, una vittoria a "Ballando con le stelle", una decina di contratti da testimonial pubblicitario, un fidanzato come Fabio Fulco e una carriera tutta in discesa.
Noi altre che per fortuna non abbiamo i suoi problemi, stanotte, prima di coricarci, pregheremo tutte la Madonna del Buoncammino perchè Cristina, ora, riesca finalmente ad accettarsi per quella che è.
E smettiamola una volta per tutte di criticare chi ricorre con eccessiva facilità alla chirurgia estetica, che quando serve a risolvere casi disperati come labbra leporine, addomi penduli e Cristine Chiabotto, fa solo che del bene.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

E' all'asta l'intimo della Mussolini, su eBay.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Oggi devo raccontarvi come è nata l’idea di questo post.
Domenica ho trascorso mezza giornata al lago di Bracciano con marito e figlio al seguito.
Tornata a casa, ho scaricato sul computer le foto fatte con la digitale e ne ho salvata una sul desktop.
QUESTA.
In un primo momento mi sembrava una foto normalissima.
Cioè, normalissima fino a un certo punto visto che si tratta di una foto di mio figlio e Leon è talmente bello che la figlia di Brangelina in confronto è la ragazzina che esce dal pozzo in “The ring”.
Dicevo. C’è un particolare in quella foto che ha ispirato il pezzo che sto per scrivere e cioè la presenza di un tizio sullo sfondo (esattamente sulla testa di mio figlio, di fianco ad una donna di spalle) che mentre scatto la foto a Leon, scatta una foto a me.
Direte: “Vabbè, hai passato tre mesi a mungere capre con Francesco Arca, di che ti stupisci?”.
Di nulla, infatti. E però fa un certo effetto pensare che fino a poco tempo fa quel tizio lì sullo sfondo avrebbe fotografato i cigni o il riflesso della luce sull’acqua e ora immortala me in tuta da ginnastica.
Mi impressiona sempre un po’ pensare che gli effetti della polarità si insinuino in mezzo a pieghe banali come una foto di una domenica pomeriggio al lago.
Sia chiaro. Non sono Britney Spears e la mia popolarità è gestibilissima.
Ci tengo anche a specificare che la vivo bene come la vivono bene, credo, tutte quelle persone che la elaborano con un po’ di buon senso, ovvero quelle persone a cui la polarità regala uno straccio di autostima e non un ego spropositato.
Ve la faccio breve. Scaricata la foto e notato il particolare, apro la mia posta elettronica per inviare la foto a un mio amico (sì, sono una madre scema e tronfia come tutte le madri sceme e tronfie di questo mondo) e guardo la posta ricevuta. Tra e-mail di senegalesi che mi cercano perché c’è una grossa eredità in Senegal che aspetta solo me e newsletter di viagra.com, ne ho trovato una di lodi tanto sperticate quanto inquietanti.
L’autore della mail mi suggeriva di andare visitare questi link: UNO e
DUE.
Insomma, in base all’esperienza maturata in questi ultimi mesi grazie all’attenta osservazione delle masse, azzardo una classificazione vasta e dettagliata della specie “Fan”.
Sappiate che il mio approccio alla materia è stato serissimo e meticoloso e per questo mi sono avvalsa del metodo empirico: in pratica io i fan li ho catturati con un retino, studiati a lungo e infine, lasciati essiccare come cardi mariani all’interno del volume che mi ha fatto da guida in questo lungo e travagliato percorso di ricerca scientifica: “Per avere Gregory”di Patrizia Pellegrino.
Seppiatelo. Al bar, al supermercato, in spiaggia, voi pensate di guardare me come un Gronchi rosa sotto la lente d’ingrandimento, ma la verità è che mentre venite posseduti dallo spirito del Vip Watcher, sono io quella che studia e cataloga voi.

Specie e sottospecie di fan presenti sul pianeta terra (in due puntate):
- La specie “John Cena”
Tu sei lì che bevi un Campari al tavolino del bar conversando col tuo interlocutore sul perché Michele Santoro dedichi puntate intere alla disoccupazione giovanile nei bassifondi napoletani e poi LUI abbia deciso di offrire un posto di lavoro a quella scugnizza indigente di Beatrice Borromeo, dicevo, tu sei lì che chiacchieri beatamente quando un energumeno con fare disinvolto ti afferra per il braccio urlando il tuo nome a squarciagola e si lascia andare a confidenze tipo bottigliate, pugni sulle spalle e pacche sulla schiena che nei casi più fortunati provocano l’espettorazione del polmone sinistro.
- La specie “Incredula”
Appartengono a questa specie quei buffi individui che accorgendosi della presenza di un vip in un qualsiasi luogo che non sia il Billionaire o la casa di Malagò a Sabaudia, si avvicinano al malcapitato e con l’aria incredula dicono:
“Noooo. Non è possibile. Che ci fa una come lei dentro un supermercato?” Io solitamente rispondo: “Signora, non ci crederà mai ma io non ammazzo maiali nella vasca da bagno per procurarmi del prosciutto crudo!”.
- La specie "lontano parente"
Il fan lontano parente si avvicina alla vittima designata col sorrisetto di chi la sa lunga e il fare amichevole e confidenziale di chi nella vita ha condiviso con te la morte dei genitori e le fatiche del parto. Di fronte all’evidente perplessità del vip il fan solitamente chiede stupito: “Ma come, non ti ricordi? Sono Pina!”.
Il vip, rammaricato, farfuglia la frase jolly: “Sai, col lavoro che faccio ho a che fare tutti i giorni con persone diverse che poi non rivedo più!”, frase notoriamente pronunciata da sole due categorie: il vip in difficoltà e l’addetto alla vestizione della salma in obitorio.
A quel punto il lontano parente spiega con aria leggermente risentita: “Ma sì che ti ricordi! Pina, la nuora del cugino del gommista del fratello del compare della cognata della tua compagnetta di banco in terza elementare che il nonno a proposito, se n’è andato l’anno scorso per un brutto male che in un mese se l’è portato via pace all’anima sua, fortuna che lui non s’è accorto di niente.”
- “Non s’è accorto di morire?”.
- “No, non s’è accorto del testamento che j’avemo fatto firmà in fin di vita.”
- La specie confusa
Il fan confuso si incontra principalmente in luoghi affollatissimi quali le poste centrali o la fila da Mc Donald’s.
A questa specie basta individuare in lontananza una faccia vagamente conosciuta (senza che ricordi neppure vagamente la ragione della fama) perché punti il vip di turno come il puma l’antilope e si avvicini sorridente alla sua vittima designata.
Il fan confuso è protagonista di gaffes epocali quali:
dopo tre ore di lodi sperticate a Lilli Gruber la saluta chiedendo: “A quando il prossimo calendario?” , dopo novanta minuti di complimenti ininterrotti a Corrado Augias si congeda domandando: “Prima di salutarla, mi dica la verità: com’era Jonathan dentro la casa?” o ancora, dopo sette ore e quaranta di sviolinata saluta la vittima di turno con un clamoroso: “L’avevo vista in tv in un suo servizio dall’estero, ora non mi ricordo dove e le devo dire che l’avevo trovata un po’ sciupata. E’ molto più bella dal vivo.” E la vittima di turno è Giuliana Sgrena.
Di fronte alla specie “fan confuso” conviene sempre annuire e sorridere. Il voler chiarire la propria identità può dare luogo ad ulteriori spiacevoli conseguenze.
Giovanni Floris, scambiato da un fan confuso per un tronista di “Uomini e donne”, ha chiarito stizzito: “Guardi che io conduco!”. E il fan: “Oddio Maria scusami tanto . E’ che la tv non ti fa così femminile!”.
- La specie “Mi occorrono le prove”
Avete presente la pubblicità dell’Auricchio con quel cretinone al banco dei formaggi che chiede ad Ela Weber una foto per mostrarla alla moglie come prova della sua visita nel negozio?
Ecco. Il fan di cui sto parlando io va ben oltre.
Tu sei ancorà lì che gli stai lasciando una dedica sulla carta della bufala Pettinicchio e lo senti farfugliare al telefono: “Assunta! Non puoi neanche immaginare chi c’ho in negozio qui davanti a me che quando l’ho vista m’è preso un colpo! No, Assunta, che dici, non è la Finanza ! E’ Paola Saluzzi! Aspetta che te la passo!”.
A quel punto la Saluzzi di turno si ritrova con la cornetta in mano e una signora sconosciuta all’altro capo del telefono che dopo averle chiesto se è davvero lei, pretende di intavolare discussioni sui temi più disparati, dalla mattanza dei tonni al caso Telecom.
Pare che Massimo Giletti, una domenica pomeriggio sia entrato in una merceria di Ragusa per chiedere una lampo verde militare e si sia ritrovato in videoconferenza con la Famiglia Gambino a Little Italy che grazie al satellite non aveva perso una puntata del Premio Barocco a Gallipoli.
- La specie “pure io una volta…”
Si tratta di una specie piuttosto malinconica. “Il fan “pure io una volta…” infatti, si avvicina al personaggio di turno, mettiamo Aldo Busi, pronunciando la frase: “Complimenti per il suo ultimo libro. Sa, ora pulisco cozze e fasolari in pescheria, ma pure io una volta…” e si blocca fissando l’orizzonte con l’aria sveglia di Fanny Cadeo quando guarda in camera. Busi lo osserva perplesso. Poi il tipo aggiunge con l’occhio già umido. “Poi sa, la vita…” e si allontana per sempre, spesso nella direzione di una casetta col comignolo che fuma nell’ora del tramonto.
Si narra che l’unico personaggio ad aver messo in seria difficoltà il fan “pure io una volta…” sia stato Bruno Vespa. Pare che ad un tizio che l’ha bloccato davanti a Viale Mazzini sospirando: “ Pure io una volta lavoravo in una tv locale, ora sono l’addetto all’inserimento delle bustine di zucchero a velo nei panettoni Bauli…. sa , la vita!”, Vespa abbia risposto: “Sa, pure io una volta scrivevo libri, ora li firmo e basta… sa, i ghostwriter!”.
(Domani la seconda puntata con le altre specie e sottospecie di “Fan”).

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Ho tentato a lungo di non soccombere al canto ammaliatore delle sirene catodiche, ma stasera, all'ennesimo "Puuupa e secchiooooone!", ho desistito.
Il teatrino, finto o vero che sia, regala momenti di comicità assoluta.
Tra tutti ricorderò per sempre questo botta e risposta:
Enrico Papi: "Bacco, tabacco e venere trasformano l'uomo in ce.. ce...ce..."
La pupa Elisa: "in ce... in ce... incefalitico!"
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Stavo vagando sul web in cerca di informazioni su un villaggio turistico e per caso mi sono imbattuta in una lettera di protesta che un cliente ha inviato ad un forum per scoraggiare altri turisti a recarsi in vacanza in quella struttura.
Vi prego di leggerla con attenzione perché per quel che mi riguarda questo documento andrebbe incorniciato e messo in una teca blindata al pari della Sacra Sindone e della dichiarazione d'indipendenza americana.
Non è una lettera di reclamo qualsiasi, no.
E’ la prova inconfutabile che Furio, il marito di quella povera donna di Magda, esiste e viene in vacanza insieme a noi.
Da il forum del sito Il Giramondo (http://forum.ilgiramondo.net/mauritius-le-plantation-o-la-pirogue-vt12277.html):
Spett. RELIANCE s.r.l.
Viale Brianza nr. 31
20127 M I L A N O
commerciale@reliancetravel.it
fax nr. 02/87399422
Il 12 luglio 2006 ho acquistato presso l’agenzia di viaggi di mia fiducia Shadow Travel di Genova un pacchetto turistico per due persone selezionato dal catalogo Reliance Club avente per oggetto un soggiorno nella struttura denominata “La Plantation” posta nella località Balaclava nell’isola di Mauritius.
All’arrivo all’aeroporto di Plaisance siamo stati accolti e trasportati da Vs personale, presente sul posto, presso la struttura ricettiva.
Fin dall’inizio la sensazione è stata quella di avere a che fare con personale di Reliance abbastanza approssimativo nel rapporto con il cliente e poco capace a dare risposte concrete alle varie problematiche proposte.
(Scesi dalla scaletta dell’aereo, di fronte a quali complesse problematiche potrà mai trovarsi di fronte un turista?Al duty free hanno esaurito la boccetta di J’adore da 30 ml e il personale Reliance non ne aveva una scorta nel taschino?)
Premesso quanto sopra, è significativo fare una analisi ed evidenziare alcuni punti salienti attribuibili alla gestione di Reliance.
RICEVIMENTO/ACCOGLIENZA
All’atto della assegnazione delle camere – nella circostanza veniva assegnata la camera nr. 132 - il metodo utilizzato è alquanto confusionario e senza particolare cura nell’evitare di creare ressa per entrare in possesso del proprio badge di accesso alla camera nonché la documentazione relativa all’albergo.
(Lanciavano le chiavi oltre la barriera corallina e invitavano i clienti ad andarle a recuperare con pinne e maschera?)
Atteso che dopo il riconoscimento dei bagagli e indicazione della camera, gli stessi veniva trasportati nelle rispettive camere da personale dell’hotel, ci portavamo a pranzare (ore 15.30 circa – forse a quell’ora magari si fa merenda!!!).
(Da notare che gli hanno servito un piatto di pasta anziché un Kinder Bueno e trova di che lamentarsi).
Di seguito mi portavo alla camera assegnata (preciso che raggiungevo l’alloggio solo con l’aiuto di indicazioni fornite da personale della reception che indicava l’ubicazione della stanza sbagliando alcune volte il tragitto vista la grande ampiezza de La Plantation e il grande numero di unità abitative).
(Immaginiamo che guadare il Mississipi tra rapide e alligatori e scalare il Kilimangiaro a mani nude perché un portantino ha allungato un po’ il tragitto non debba essere stata un’esperienza edificante).
CAMERA
L’ingresso nella stanza avveniva in un ambiente reso gelido dall’aria condizionata .
Si percepiva all’interno della camera un forte odore di muffa proveniente soprattutto dal copriletto.
Ritengo che sia banale dire che invece di usare l’aria condizionata, sarebbe cosa utile, a fine stagione umida, lavare almeno il copriletto ed arieggiare i locali così da evitare l’odore persistente di aria stantia (la cosa è stata segnalata anche da altri ospiti).
Sul balcone pertinente la stanza in una fessura posta fra parete e soffitto del balcone superiore l’allestimento di un nido di merlo indiano con conseguente caduta di escrementi.
(Pezzo di cretino. Cosa credevi? Che a Mauritius i merli indiani vivessero in nidi popolari alla periferia del centro e gli escrementi se li raccogliessero da soli con la paletta?)
Relativamente ai servizi igienici la stanza presentava la sola vasca da bagno con gomma per la doccia ma la mancanza di paratie di protezione per l’acqua e nessun attacco in alto per poter utilizzare la doccia a mani libere.
(Vabbè. Ora, mentre lei fa la doccia, a che cosa le servono le mani libere? Suvvia. Non ci faccia pensar male.)
Il water era posizionato in una piccola stanza cieca tipo ripostiglio, priva di impianto di aspirazione (rammento che la coppia dei signori Snajder di Bolzano ha trovato invece il water posizionato nella stanza da bagno senza alcuna separazione fisica dal resto dell’ambiente considerato anche che la parete divisoria dal resto della camera non è totale ma con delle aperture laterali chiuse alla vista da tende di canniccio rimovibile. Alle rimostranze della coppia Snajder è stato loro proposto, con preghiera di non pubblicizzare la cosa, il trasferimento presso la struttura “Indian Resort” posto a sud dell’isola.
(Attualmente gli Snajder sono ancora nelle mani della Cia o hanno potuto riabbracciare i loro figli?)
Altra nota dolente è la scarsa luminosità della camera nelle ore notturne: l’impianto di illuminazione è costituito da alcune abat-jour con lampadine di pochi Watt di potenza, il tutto inserito in un arredamento dai colori molto cupi che assorbono la poca luce.
(Probabilmente il light designer dell’albergo era in tournèe con Madonna. O magari riteneva opportuno illuminare il meno possibile la sua faccia da pirla, cosa dice?)
RISTORANTE
Altra nota dolente è stato l’approccio al ristorante principale “Le Domanine Des Epices”.
Giova ricordare che durante la consumazione dei pasti permane la presenza di alcuni gatti che circolano sotto i tavoli alla ricerca di qualche avventore che offra loro del cibo.
(Ci auguriamo che i responsabili della struttura abbiano già provveduto a trasformare la sauna dell’albergo in un hangar in cui gasare tutti i gatti dell’isola e perché no, anche gli avventori che osavano mettere all’ingrasso queste bestie feroci).
Non meno grave, a mio giudizio, la presenza di volatili - fra cui passeri e merli indiani - che svolazzano e saltellano sopra i ripiani dove vengono posizionate le vivande alla ricerca di qualche briciola da trafugare.
(Ecco. Merli e passeri colpevoli di aberranti reati quali violazione dello spazio aereo del ristorante della Plantation e trafugazione. E magari ora con l’indulto ce li ritroviamo tutti fuori).
E’ capitato di assistere quotidianamente, durante l’ora di pranzo, alla sottrazione, da parte di passerotti, da un contenitore di vetro, di crostini di pane o dal settore dolci e dessert di piccole parti di cibo. Il tutto appoggiando le zampe sopra i contenitori delle vivande.
Nemmeno nelle bettole più infime del Territorio Nazionale si trovano gatti che girano sotto i tavoli (la cosa fa pensare che la presenza dei felini possa esservi anche nelle cucine).
(Come no. In quelle cucine ho visto con i miei occhi un siamese intento a prepararsi un filetto al pepe verde).
Inoltre senza essere esageratamente allarmisti qualcuno dei responsabili del La Plantation ha mai sentito parlare di “H5N1” volgarmente detta influenza aviaria, che si contrae anche attraverso gli escrementi dei volatili?
(Senza essere esageratamente allarmisti, ha mai sentito parlare di schizofrenia, personalità paranoide e disturbi psicotici?)
Personalmente ho apprezzato ostriche e ricci di mare crudi ma non è detto che tutti possano avere gradito.
(E certo. Anche io tutte le mattine inzuppo il tartufo d’Alba nel cappuccino, ma nutro il massimo rispetto per quei pulciosi plebei che consumano cornetti o, addirittura, ciambelle fritte.)
BAR
E’ spesso capitato che alla richiesta di una bevanda specifica, come ad esempio il rum invecchiato, peraltro previsto nel trattamento “all inclusive”, che lo stesso, a detta dei baristi o camerieri in servizio ai tavoli, fosse terminato (da crederci???).
Inoltre nel corso del soggiorno sono state eliminate alcune voci di consumazioni che erano gratuite come ad esempio il cafè creole (forse vi era una eccessiva richiesta del prodotto???).
(Comprendo il disagio. Io ho sospeso il viaggio di nozze perché al Bravoclub che mi ospitava non avevano l’infuso al biancospino.)
PISCINA/SPIAGGIA
E’ stata notata più volte la presenza di un paio di cani randagi uno dei quali che si abbeverava nell’acqua della piscina.
Lo stesso animale girava quotidianamente sul tratto di spiaggia a disposizione dell’hotel.
Spiaggia peraltro poco somigliante a quella illustrata nel catalogo Relaince per i colori della sabbia e del mare (mi viene il dubbio una correzione effettuata con programmi specifici per la elaborazione di immagini). Scarsa la manutenzione del lido .
Riscontro inoltre la presenza di numerosi lettini in uno spazio esiguo parte dei quali sprovvisti di materassini utili a migliorare il confort (alla mattina è stato un obbligo effettuare l’accaparramento arrivando sulla spiaggia presto!!!!).
Ritengo inoltre importante ricordare alcuni episodi accaduti il giorno 12 agosto allorquando, attraverso un avviso a firma Reliance recapitato in camera, era stata preavvisata una serata con barbecue sulla spiaggia. Contestualmente si informava di una serata per l’elezione di “Miss Eleganza” da selezionare fra le candidate al concorso di “Miss Mauritius” che si sarebbe tenuto sempre all’interno dell’hotel.
(L’utilizzo dell’"allorquando" fa pensare che l’autore di tale missiva sia un tizio magari puntiglioso ma sicuramente moderno: probabilmente si tratta di Ubaldo Lubrano, nonno del più noto Antonio Lubrano, valoroso combattente dell’ottavo reggimento alpini.)
Nella serata (verso le 19.00/19.30) il personale di Reliance comunicava che per problemi meteorologici la serata in spiaggia era annullata e pertanto la cena si sarebbe svolta sopra il ristorante principale.
Definirei la sistemazione da “accampamento”.
Si poteva notare fra l’altro che gli ospiti erano stati sistemati in punti dove cavi elettrici, utili ad alimentare i fari per la sfilata di Miss Eleganza, passavano vicino o sotto i piedi delle persone, con attacchi alle prese effettuati senza i minimi requisiti di sicurezza.
(E tu, vecchio maniaco, pur di vedere dieci sgallettate mauriziane in bikini, rischi di schiattare fulminato?)
In proposito personalmente rivolgevo le mie rimostranze ad un membro dello staff di Reliance presente (un ragazzo di nome Florean), soprattutto circa il “teatrino” della serata con barbecue annullata per pretestuose avverse condizioni meteorologiche.
Lo stesso rispondeva con argomenti poco sostenibili (le giustificazioni le considero una offesa all’intelligenza e perspicacia delle persone), con indolenza, incapace di sostenere un dialogo con l’esponente nel quale venivano contestati i fatti; si giustificava affermando di non essere la persona a cui dire le cose.
Nella circostanza lo scrivente lo invitata a questo punto a togliersi la camicia con il logo Reliance ed a tornare a casa.
A coronamento di queste situazioni, vari altri episodi di cui sono venuto a conoscenza tipo il pestaggio di un taxista, da parte di altri suoi colleghi nelle immediate vicinanze del cancello di ingresso de La Plantation.
A riprova di quanto affermato ho cercato, seppur in maniera dilettantistica, di documentare fotograficamente le situazioni descritte e penso sia utile fare circolare sui vari blog, forum, mails e siti specializzati in viaggi e turismo quando detto e rilevato.
Penso che vi aiuterà a crescere per migliorare, sia voi che la catena Apavou Hotels – La Plantation a cui, per conoscenza, girerò questo reclamo in forma di mail, così come aiuterà anche i potenziali clienti nelle scelte.
La presente sarà inoltrata via e-mail all’indirizzo commerciale@reliancetravel.it.
Cordiali saluti
Genova, 30 agosto 2006
B. C.
G E N O V A
p.s.
Secondo voi, il responsabile della Catena Apavou Hotels, avrà risposto a questa esilarante lettera di reclamo con un bel “Ma va a caghèr!” ?

Si ringrazia il sito www.ilaro.it per il file audio.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

“Le invasioni barbariche” è un programma televisivo che offre pochissimi spunti comici perché è fatto bene e a un programma fatto bene che je voi dì? Che la sigla è un po’ fiacca? Che c’era un riflettore fulminato sulla destra? Che una signora del pubblico aveva un bottone del twin set che le penzolava sul davanti?
E infatti non è che abbia nulla di particolare da dire neppure stasera, però due momenti delle interviste barbariche devo segnalarli per forza.
Intervista della Bignardi a Barbara Palombelli.
Quella simpatica pazzerellona della Palombelli, interrogata da Daria sul perché la giornalista accetti di prendere parte a trasmissioni discutibili tipo L’arena di Giletti, risponde piccatissima:
“Perché io non sono snob come te..!”.
La Palombelli che dà della snob alla Bignardi?
B-a-r-b-a-r-a P-a-l-o-m-b-e-l-l-i? Una che piuttosto che muovere il collo o spostare la pupilla di mezzo millimetro gira con lo specchietto retrovisore fissato sull’orecchio? Una al cui confronto Maria Laura Rodotà è una barista del Pineta? Una che ha deciso di non rinnovare il suo abbonamento all’Ultima Spiaggia di Capalbio perché il bagnino non risultava iscritto al Rotary?
Ho un messaggio da lanciare alla D’Urso: tettona che non sei altro!
Intervista della Bignardi a Simona Ventura.
Sarò breve perché altrimenti questo rischia di diventare un blog monotematico e non mi pare il caso.
Daria Bignardi fa notare alla Ventura che se Ceccherini ha tirato un piatto in faccia a Domiziana Giordano proprio uno stinco di santo non è.
Simona Ventura ha la risposta pronta:
“Perché, scusa Daria, tu non hai mai tirato un piatto a nessuno?”.
E certo. Ce la vedo la Bignardi nel chioschetto del tiro al piattello al lunapark .
Per il resto la Ventura è riuscita a dire cinquanta volte che ognuno ha il diritto di esprimere la sua opinione riuscendo nella rara impresa di non esprimerne una in venti minuti di domande a raffica.
A domanda: “Marcuzzi, Perego o D’Urso?” risponde “Tutte e tre!”, a domanda “Sei di Forza Italia?” risponde “Non si dice!”, a domanda “Riotta o Mimun?” risponde “Mimun, però anche Riotta..”, a domanda “Di che segno sei?” risponde “Ariete!” ma chiarisce che non ha nulla di personale contro i segni d’aria, che comunque quelli di terra le fanno simpatia e con quelli d’acqua gioca bene a tennis.
E comunque c’è poco da far battute perché il suo cerchiobottismo è tale che ad un certo punto la Bignardi le fa una domanda innocente, ovvero: “Se la tua carriera finisse, faresti la cameriera a New York o l’artista di strada a Milano?” e lei riesce nella mirabolante impresa di prendere una posizione intermedia anche ‘sta volta.
“La cameriera a Milano!”, ribatte.
Quella santa donna della Bignardi le fa notare che non dice una cosa che sia una e che di questo passo diventerà senz’altro direttore della Rai.
Però forse un po’ di contraddittorio in più ci stava. La Bignardi c'ha la Ventura nel cuore, ve lo dico io.
Si tagli mezz’ora di trasmissione alle Invasioni barbariche, forza.

p.s.
Sull'intervista alla quella burlona della Palombelli segnalo anche questo post di Gianluca Neri con relativo video.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Non era mia intenzione tornarci sopra, ma nonostante siano trascorsi ben due giorni dall’accaduto, la polemica sull’accesa discussione che ha visto protagoniste Simona Ventura e l’ormai mitica mamma di Domiziano Giordano non accenna a rientrare.
Interessanti, in proposito, le teorie circolate sulle reali intenzioni della vecchietta.
Secondo alcuni commentatori infatti, quel dito puntato sulla conduttrice avrebbe avuto un significato e uno scopo ben precisi.
Ecco le ipotesi più accreditate al momento:
a) la signora è in realtà una strega buona, ha puntato il dito sulla Ventura cercando di trasformarla in una conduttrice ma perfino i suoi super-poteri hanno miseramente fallito.
b) La signora stava facendo una citazione cinematografica colta da pochi. Lei in quel momento era ET : con l’aria di chi sta su questa terra ma in fondo è un alieno, puntava il dito sulla conduttrice e pronunciava le seguenti parole :
“Caaasa. Tornatene a caaasa!”.
c) La signora è un tipo goloso. Dopo i “topolino tesoruccio picci picci” della Ventura a Ceccherini, voleva affondare il dito nella panna e leccarsi l’indice. Acida e montata, del resto, lo è. La panna. La conduttrice. Fate voi.
d) La signora stava facendo una citazione storica colta da pochi. Lei in quel momento era lo zio Sam e cercava di convincerci tutti ad arruolarci nell’esercito “meniamole in tanti”. Pensateci bene. Non guardava la Ventura ma dritto in camera e pronunciava con fierezza le seguenti parole: “I want you, telespettatore!”.
Se avete altre teorie, segnalatele pure.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Sarà che l'età dell'adolescenza l'ho superata da un sacco, ma ogni volta che sento J Ax intonare la strofa "O ti amo o ti ammazzo, pioggia che annega ma rinfresca, sei una chicca che mi fotte la testa", mi convinco che per "Applausi per Fibra" quest'anno il premio Tenco ci sta tutto.
p.s.
E' ufficiale. Non ho più l'età. Prima di correggermi grazie all'ausilio di Google, io J Ax l'avevo scritto "Dj Axel".

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Ecco il video della rissa furibonda tra Simona Ventura e l'arzilla Giordano madre.
Vi prego di guardare con attenzione il momento in cui la mite vecchietta, ancora tra il pubblico, inveisce (senza microfono) contro la conduttrice.
Osservando il labiale si deduce che la signora sta gridando una delle seguenti frasi:
a) Maledetta lei e tutta la sua razza!
b) Den Harrow c'ha una stazza!
c) L'elefante barrisce l'oca starnazza!
d) Quanto mi fa sangue il maestro Mazza!
e infine, l'opzione a cui non riesco ancora a credere:
d) Otto lettere, comincia con la t e finisce con la a.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Come ormai tradizione, ecco a voi i momenti salienti della puntata dell’Isola dei famosi andata in onda stasera:
- Cominciamo dalla fine perché è verso la fine della puntata che la Ventura ha rischiato di essere picchiata selvaggiamente per cui da qui tocca partire.
I fatti.
La Ventura, a mezzanotte circa, ha accolto Domiziana Giordano in studio con l’entusiasmo con cui si accolgono i testimoni di Geova in casa , ma fin qui non è accaduto nulla che non fosse ampiamente previsto.
Qualche polemica, l’ennesimo pippone sulla storia dell’invidia di classe, la Giordano che accusa Ceccherini di averle lanciato un piatto addosso e di tirar giù qualche santo con una frequenza preoccupante.
Insomma, clima teso ma nella normalità.
Improvvisamente fa la sua apparizione un personaggio mai visto prima, una donnina dall’aria stramba e inoffensiva che inizia a difendere la figlia con una serie di teorie buffe e totalmente incomprensibili.
Chiama Ceccherini “Chiapparini” , ribattezza Kris e Kris “kris-kris” come fossero uno snack alle mandorle, insomma, sembra proprio una mamma come tante. Magari un po’ sopra le righe, ma una mamma classica.
E’ la mamma di Domiziana Giordano.
La Ventura la liquida velocemente con l’aria di chi quella donna se la dimenticherà in un nanosecondo e prosegue tranquilla la sua strenua difesa di Ceccherini.
La Giordano si permette di dissentire. La Ventura la zittisce malamente.
A quel punto accade l’irreparabile.
Quella mite e buffa vecchietta che storpiava i nomi e teneva il microfono spiaccicato sulla bocca, guadagna il centro dello studio con una borsetta a tracolla, si strappa di dosso i panni della mammina come tante e indossa quelli veri:
è lei, l’arzilla vecchietta di “Fermati o mamma spara!” .
Con l’indice puntato si piazza sotto il naso della Ventura e l’accusa con una veemenza comica e preoccupante di favorire Ceccherini.
La Ventura fa quella imperturbabile. Dice un assai poco convincente: “Guardi signora, io la rispetto!”, poi ci ripensa e svacca:
“E comunque non mi fate proprio paura se mi venite vicino perché io le mazzate le so dare!".
Fortuna che la rispetta.
Sparano sulle chiappe della vecchietta un narcotico per elefanti e si va avanti come se niente fosse.

Bene. Ora possiamo ripartire dall’inizio.
- Simona Ventura fa il suo ingresso in studio con la consueta sobrietà.
Tra tuoni, fulmini e saette grida con tutto il fiato che ha in gola la solita frase che deve aver partorito in uno dei suoi tanti momenti di introspezione (lo shopping da Gucci con Ana Laura Ribas), e cioè:
“La rabbia che ti monta dentro erutta nel mare dell'indifferenza e lo brucia prima di morire nella pioggia".
Secondo le prime indiscrezioni la frase diventerà il titolo del prossimo capolavoro di Romano Battaglia, ma sarebbero già nati dei contrasti: lo scrittore infatti, sarebbe dell’idea di aggiungerci anche una rima cuore-amore, solo che la Ventura è scettica perché secondo lei una rima così ardita fa troppo Marinetti-poesia futurista.
Dopodiché si mette a strillare con una foga incomprensibile :“Nessuna pietààààààààààààààà!” e quando il pubblico lì che attende da un momento all’altro il l’ingresso di John Cena, la Ventura vira improvvisamente e la butta sul sentimentale.
Ora, non è neanche colpa sua povera donna, ma io, quando sento pronunciare la parola “emozione” o anche “Una serata piena di emozioni” o anche “Che serata emozionante” o perfino “Sono molto emozionata” per non dire “Questa sera vi daremo delle emozioni!” , beh, faccio roteare in aria una sciabola comprata apposta per l’occasione e imploro gli dei pagani di incenerire in un sol istante chi l’ha pronunciata senza risparmiare parenti e amici.
Se m’emoziona la Pierelli che si depila l’ascella, di fronte al sorriso di mio figlio cosa dovrei fare? Versare lacrime miste a lapislazzuli?
- La Ventura, con l’intenzione di dare qualche bella notizia a Maurizia Cacciatori, la tranquillizza con una frase di quelle che fanno star sereni come una tarantola nel reggiseno: “Sta serena!Tua sorella lavora in darsena!” .
- Lo psicologo Alessandro Meluzzi con la sua inquietante pettinatura che molti ricollegano all’improvvisa sparizione di tutti gli altri psicologi da salotto dalla tv (avrebbe lo scalpo di Paolo Crepet in testa, tant’è che il Ris di Parma sta analizzando un suo capello trovato su un puff della Leofreddi) ha dimostrato di saper leggere l’animo umano come pochi.
Alla domanda: “Chi uscirà stasera? Aceto o Balzo?” ha risposto col piglio sicuro di chi la sa lunga e una certa mestizia: “Rischia l’apollineo Balzo!” . Aceto ha lo zoccolo duro degli amanti dei cavalli!”. E’ uscito Aceto col 60 per cento dei voti.
A quel punto ha ritrattato scomodando un’ argomentazione di quelle che convincono anche gli scettici più tenaci: “ Beh, Balzo è sostenuto dal pubblico femminile!”.
E certo, se la mettiamo così c’è sempre una motivazione per tutto. Aceto potrebbe essere stato malvisto e quindi votato dai milioni di macellai equini presenti nello stivale.
Comunque , la conferma definitiva e schiacciante che Meluzzi non capisce un’emerita mazza del genere umano è arrivata verso il finale della trasmissione, quando nel commentare le gesta di Den Harrow, uno che fa rimpiangere i guizzi di Zequila, ha sentenziato:
“Den rappresenta l’eroe morale!”
Sì. E io sono il milite ignoto, rappresento gli eroi morti in guerra.
Infine, a commento di un’escursione in barca che ha visto protagonisti Ceccherini e il chiacchierato Calvani, il dotto e raffinato Meluzzi s’è lasciato andare ad una elegante metafora marinara sul cattivo rapporto tra Ceccherini e l’acqua:
“ Massimo, dì la verità. Avevi più paura dell’ elemento femminile, ovvero l’acqua, o dell’elemento maschile, ovvero la paura del barracuda, la fobia del pesce?” .
Faceva prima a dire: “Massimo. Comincia con la Effe e finisce per O ed eravamo tutti più contenti. Che roba.
- Sul personaggio Den Harrow ci sarebbe da stendere un velo pietoso ma temo che possa utilizzarlo per ripararsi dalle tempeste tropicali che tormentano l’isola e se permettete voglio vederlo zuppo fino a Natale.
Vorrei solo ricordare il meraviglioso scambio di battute tra lui e la fidanzata.
Lui: “ Sempre insiemeee!. Lei: "Sìììì! Siamo come gli albatros!".
A parte il fatto che se fossi un albatros e il mio destino fosse sorbirmi la compagnia di Den Harrow mi dedicherei alla migrazione solitaria vita natural durante, gli sceneggiatori di “Tempesta d’amore” prendano appunti per cortesia.

- L’altro opinionista, Nancy Dall’Olio, agghindata come una cubista del Cocoricò, ha dato il suo fondamentale apporto alla trasmissione .
Interrogata dalla Ventura sull’ostico argomento: “Con chi andresti a cena tra Aceto e Balzo?” ha risposto con un sofferto: “Tutti e due!” lasciando intuire che pratica la pesca a strascico: tonni, copertoni, gamberoni e vecchi scarponi, non se butta via niente..
- Chiappucci ha vinto la prova leader. Se lui è un leader la Pierelli è Mao Tse Tung, ma facciamo finta di niente.
- La Tommasi ha ricevuto i complimenti per il bellissimo calendario che vede protagonista la sorella. Come? Quella sul calendario di Max non è la sorella? No? E’ proprio la Tommasi? E’ uscita la versione avanzata di Photoshop e io non ne sapevo nulla?
- Uno dei momenti cruciali della serata è stato il filmato dell’irruzione dei naufraghi nella tenda degli operatori durante un terribile temporale.
Effettivamente il montaggio era ben fatto.
Tensione, rabbia e lacrime erano mixate con sapienza, certe inquadrature davano all’insieme un effetto inquietante alla “The blair witch project”, insomma, stavo quasi per prendere il tutto molto sul serio finchè la telecamera non ha inquadrato un Aceto atterrito, zuppo, con lo sguardo allucinato e tale e quale a Gollum.
Lì è crollato tutto.
La Ventura ha accusato il gruppo di aver lapidato un operatore a colpi di cocco e prima che riuscisse ad insinuare che un microfonista fosse stato impalato sulla sua stessa giraffa, Ceccherini, offeso, ha fatto la mossa di abbandonare la trasmissione.
A quel punto la conduttrice che fino a quel momento s’era rivolta a Ceccherini e compagni nella lingua di Dante ( “Frenate la mula! Voi fate i gradassi ma a me non me ne frega una cippa lippa! “ o anche : “Inutile che state qui a menare il torrone!” oppure “Quella che ti ci mette in saccoccia deve ancora nascere!” e “Smettiamola di ciurlare il manico!” e addirittura: “Ho il ciuffo come quella Mery del film!” e infine: “…Un negro, sì, ma un negro senza viagra!”) , nel panico all’idea che l’unico personaggio in grado di garantire dieci minuti di montato al giorno potesse far le valigie, ha fatto marcia indietro in maniera clamorosa.
Ceccherini, che fino a un momento prima era nella lista dei serial killer del secolo assieme a Chiatti e Bilancia, improvvisamente è tornato ad essere il suo “topolino pucci pucci” e tutto s’è risolto.
- Sull’inutilità e l’inadeguatezza di Paolo Brosio, ogni settimana credo di aver detto tutto quello che si poteva dire e invece quest’uomo mi stupisce sempre.
Intanto non si può non sottolineare il fatto che continua a ricordarci con la fronte imperlata di sudore che lì ci sono 42 gradi e il 90 per cento d’umidità ma insiste nell’ indossare magliette a maniche lunghe e vabbè.
A parte queste inezie, stasera Brosio, durante lo scazzo descritto sopra, era in teoria la persona incaricata di riportare Ceccherini alla ragione, di rincorrerlo e convincerlo a tornare in mezzo ai compagni.
Ne andava del futuro della trasmissione, mica cotica.

Beh, sollecitato dalla Ventura che con la voce stridula gridava :“Paolo, fa qualcosa di utile!”, Paolo Brosio, con quel suo carisma stampato in faccia, correva dietro a Ceccherini chiamandolo con assai meno autorità con cui la gattara del palazzo di fronte casa mia la mattina alle otto chiama la colonia di gatti randagi per la quotidiana spartizione di frattaglie varie.
- Raffaello Balzo è stato difeso da un amico psicoterapeuta il quale s’è lanciato in un’apologia assai poco convincente.
Secondo lui infatti Balzo sarebbe l’uomo comune, l’uomo della metropolitana. Ora, è tutta la mattina che faccio ininterrottamente la tratta Ponte Mammolo- Furio Camillo sulla metro ma dell’uomo comune alla Balzo non c’è traccia. Su che linea lo trovo?
- Simona Tagli, ce l’ha fatta.
L’unica donna del mondo dello spettacolo ad aver tentato di entrare in tutti i reality prodotti fino ad oggi, (tanto che pare abbia fatto irruzione nello studio di Ballarò dicendo a Floris che lei per un reality sul ballo si sente portata), ha finalmente realizzato il suo sogno.
Se realizzasse pure il nostro e si sciogliesse la coda di cavallo che son vent’anni che ci chiediamo il perché non si siano mai visti i suoi capelli sciolti, ci farebbe un gran favore.
La Ventura l’ha presentata come una donna sexy ma col cervello.
Ora, probabilmente c’è stato un equivoco e la Tagli ha pensato che a Cayo Cuchillo, in quanto riserva marina, è vietato portare anche il cervello, oltre che fauna e sostanze inquinanti, fatto sta che avendo la possibilità di fare irruzione sull’isola mentre i naufraghi erano altrove e di rubare quel che poteva esserle utile, la donna con la testa s’è imboscata:
DUE torce, tre legnetti buoni per giocare a shangai, una pianta secca e dei pezzi di brace.
La mia idea, comunque, è che della riserva non c’è alcun bisogno.
Se si ritira un altro concorrente, possono far entrare Chiappucci.
Tutti lo abbraccerebbero e gli darebbero il benvenuto, mica gli autori penseranno che qualcuno sull’isola, o a casa, si sia accorto che è lì da un mese?
p.s.
Un puntatone, comunque.
Alla prossima.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Intendiamoci.
Non ho mai pensato che Victoria Silvstedt potesse ambire a diventare l'erede spirituale di Madre Teresa di Calcutta, però certe sue foto scovate per caso in rete mi hanno lasciata piuttosto perplessa.
Mi sta bene la Marcuzzi testimonial del bifidus, mi sta bene Maria Monsè testimonial della campagna per la sicurezza stradale nonostante da mesi tutta l'Italia se l'immagini indaffarata a distrarlo, il guidatore. Mi stanno bene Cannavaro e il salame Beretta, la De Grenet e gli stucchi veneziani, la Yespica e le caldaie a gas.
Io stessa, pagata bene, sarei disposta a dichiarare di mordere le mele verdi con maggior tranquillità, da quando uso Kukident.
Però Victoria Silvstedt ha esagerato.
Guardatela in tutta la sua raffinata, sussurrata sensualità nel catalogo online di quella biancheria intima che immaginiamo non manchi mai sotto i tailleur di Letizia di Spagna:


Ma soprattutto, è imperdibile il modello "Finestra sul cortile"...:

...che i numerosi studenti della "facoltà valdese di teologia ascetica" interessati all'argomento, possono ammirare ancor meglio QUI.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

"Wild West", ore 22,00 circa.
Alba Parietti, rivolta al padre della eliminata che si lamentava della cattiva pubblicità che "l'Italia sul due" avrebbe riservato alla figlia durante la settimana:
"Guardi, se crede che quella di sua figlia sia stata un'uscita programmata da noi si sbaglia di grosso. Si sa che gli autori tendono a lasciar dentro quelli che litigano e che combinano casini!".
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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