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Mantienimi:
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Mantienimi il libro di Selvaggia

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VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE

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Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)

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Giugno 2005

« Maggio 2005 | Pensatoio | Luglio 2005 »

Qualcuno consegni il tapiro a lui

26.06.05

Della serie:
"Tutti pur di portarsi a casa due soldi l'estate fanno serate di piazza pure Mascia Ferri e Marcella Bella e io che so' più scemo degli altri? no e quindi visto che non sono un comico non sono un cantante non sono un ballerino non sono una bella gnocca e la gente l'estate è rincoglionita dal sole e basta che veda un palco i lupini e due fette di cocomero ed è contenta lo stesso e il sindaco e il comitato pure perchè se la gente è contenta ottengono il secondo mandato, sentite un po' che me so' inventato!"...
ecco, pure Valerio Staffelli va in tourneè:

"Dieci comuni italiani ospiteranno quest'estate lo spettacolo del giornalista milanese Valerio Staffelli.
Nel corso dello spettacolo Staffelli racconterà al pubblico le sue storie con l'ausilio di materiale audio e video. Si assisterà dunque a celeberrime consegne di Tapiri d'oro a personaggi che non l’hanno presa molto bene come Valeria Marini, Vittorio Sgarbi e altri ancora.".

Direi che comunque Staffelli va migliorando.
Per farsi piazzare delle serate in discoteca l'inverno se ne va in giro per locali regalando al pubblico dei mini-tapiri d'oro con tanto di certificati d'attapirato doc con dedica e autografo.

Nell'attesa che il nostro metta in piedi un coro gospel col Gabibbo, Edo Soldo, Elena Barolo e Cristian Cocco per fare la tourneè delle parrocchie bergamasche a Natale, leggete sul suo sito cosa intende lui per "manifestazioni nazionali di grande rilievo".

Poi si lamenta perchè ogni tanto gli danno il tapiro in testa.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Pettegulezzus interruptus

24.06.05

Il pettegulezzus interruptus di questa settimana è :

"Dicono che un direttore televisivo esca sempre in coppia con una producer per coprire le sue vere passioni. Per certe ragazze? Non proprio, dicono."

( mi sa che è facile )

(chi non capisse di cosa sto parlando, la prima puntata QUI)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Tremo anche io all'idea

22.06.05

Non so come stiano andando le cose nelle altre città d’Italia, ma bisogna ammettere che il comune di Roma si sta dando parecchio da fare per risolvere il problema del traffico.

Vi faccio un esempio concreto: per mesi, forse un anno, i romani hanno sopportato pazientemente numerosi disagi sul grande raccordo anulare a causa di lavori di allargamento di corsia, in particolare nel tratto che va dall’uscita Boccea all’uscita Salario.
Per mesi abbiamo sospirato rassegnati di fronte a cantieri, deviazioni, strade dissestate, segnaletica incomprensibile, svincoli aboliti dal giorno alla notte, curve a gomito che neanche il creatore di Daytona ha mai osato tanto, esodi e controesodi sfiancanti.

Per non parlare poi degli autentici atti di eroismo di cui io e i miei concittadini ci siamo resi protagonisti : tutti romani infatti, a causa dei lavori, hanno rischiato la vita almeno una volta decidendo di concedersi una sosta presso l’autogrill Selva Candida.
Per chi ignorasse la questione, l’autogrill Selva Candida, ubicato appunto nei pressi dell’uscita Boccea, si è trovato per molto tempo nel bel mezzo di un cantiere autostradale.
La pericolosità della questione stava non tanto nel fatto che convinti di regalare il fucile ad acqua delle tartarughe Ninja al piccolino, nell’ultimo anno numerosi papà distratti hanno messo in mano a un undicenne il martello pneumatico di un asfaltatore brindisino, ma in un altro particolare ben più inquietante: una volta terminata la sosta in autogrill, immettersi nuovamente sul raccordo è stata per mesi un’impresa di fronte alla quale anche Jacques Cousteau si sarebbe tirato indietro.

In pratica, in un punto del raccordo in cui la velocità media delle automobili è leggermente superiore a quella della luce e di poco inferiore a quella di parola di Enrico Mentana, spiccava la clamorosa assenza della canonica corsia laterale che aiuta l’automobilista ad immettersi gradualmente sulla carreggiata.
Morale della favola: per un trancio di capricciosa da Spizzico si rischiava di vedersi tranciato di netto il cofano della propria vettura.
Si racconta anche che molti automobilisti con famiglia al seguito, nel periodo di Ferragosto, attendessero pazientemente il passaggio di un tir targato Salerno per farsi travolgere e scroccare un passaggio fino alla costiera amalfitana.
Sembra invece più attendibile la voce secondo la quale molti individui transitati presso l’area di servizio Selva Candida, per lo stress da “immissione sul raccordo”, abbiano sviluppato comportamenti criminali quali “il lancio della Rustichella dal cavalcavia” e terribili atti di sodomia perpetrati ai danni dei pupazzi parlanti e canterini piazzati all’ingresso dell’autogrill con una spiccata preferenza per i Babbi Natale su slitta e le mucche pezzate.
Pare che Veltroni custodisca un dossier molto scottante sui fatti appena descritti in un bunker sotterraneo del Campidoglio assieme agli appunti segretissimi del suo nuovo libro “Il cinema neo-realista, l’arte contemporanea, la musica jazz, la cura del bonsai e i miei amici Francesco Totti, Renzo Piano, Bob De Niro, Roberto Benigni, Clementina, la famiglia Alpi, le due Simone, le tre Carlucci e il Mago Zurlì”.

Dicevo.
Abbiamo atteso e pazientato. Abbiamo sbraitato, inveito, tamburellato le dita sul volante per un numero infinito di volte.
Ma alla fine il risultato è lì, sotto i nostri occhi increduli: sottopassaggio, carreggiate più ampie, asfalto nuovo di zecca.

Fin qui tutti contenti.

Ora però il sindaco Walter Veltroni mi dovrebbe gentilmente spiegare se il nuovo punto Ikea aperto una settimana fa a Roma all’interno di un’area di 30 mila mq con annesso centro commerciale costruito ai margini del raccordo anulare e più precisamente all’altezza dell’uscita Salario, fa parte del suo geniale piano anti-traffico, perché se è così mi aspetto l’imminente apertura di un Eurodisney sul Lungotevere e la decisione di far dirigere il traffico a Piazza Venezia a Michael J. Fox e Mohammed Alì.

Tremo anche io, all’idea.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

L'allegro chirurgo

21.06.05

A proposito di vecchi e nuovi stupri (ad esempio quello di Bologna di questi giorni), il nostro ministro delle riforme Roberto Calderoli:

"La soluzione? Presto detto: Per prevenire simili reati serve una sola cosa: la castrazione fisica di quei delinquenti. Un tempo si parlava di castrazione chimica, ma personalmente sono propenso a metodi più semplici: un colpo di forbice da girdiniere, non necessariamente sterilizzata".

Una soluzione moderata e risolutiva che di sicuro permetterà agli italiani di trascorrere un'estate sotto l'ombrellone decisamente più tranquilla.

Non mi sento di escludere che troveremo il gadget allegato a Gente Mese di luglio.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

La sora Eva

Quelli della L'Oreal hanno impostato la nuova campagna pubblicitaria tentando anche in Italia di puntare sulla testimonial patinata e internazionale, Eva Longoria, e il risultato è che ogni volta che la casalinga disperata ammicca e sorride mostrando la folta chioma appena lavata con lo shampoo Elvive, mia nonna fa:

"Anvedi la Ferilli, dopo "quanto sce piasce chiacchierare!" era un bel po' che non si vedeva in una pubblicità".

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Ma, soprattutto, semplici!

20.06.05

(l'articolo è pubblicato anche su MACCHIANERA)

Comincio la cronaca del matrimonio di Ilary e Totti con una rivelazione : dopo il loro “sì” mi sono iscritta al partito monarchico.
Mica per niente, è che se negli altri paese le dirette tv si scomodano per Felipe e Letizia, per Rania e Abdullah, per Diana e Carlo mentre da noi per Francesco Totti e Ilary Blasi, allora non mi resta che auspicare il ritorno della monarchia assoluta.
In secondo luogo, permettetemi di fare un piccolo ma sentito augurio a tutti coloro i quali si sono piazzati davanti a Sky alle quindici di ieri pomeriggio per seguire la diretta :
“Che vi si possano sintonizzare tutti i canali del televisore, dall’1 al 999, su “Le interviste di Alain Elkann” in onda su La Sette!”.

Per quel che mi riguarda, sappiate che non ero affatto intenzionata a seguire la telecronaca, figuriamoci.
E’ che ieri sono stata colpita da un violento attacco di adenite equina che mi ha costretta all’immobilità e mentre mi gustavo un documentario di "The History Channel" sulla battaglia di Guadalcanal, il lampadario in cristallo Swarovski si è improvvisamente staccato dal soffitto piombando sul telecomando ai piedi del letto ed infrangendosi in mille pezzi non prima di aver incidentalmente premuto i tasti 5-0-0. Casualmente, sul canale 500, trasmettevano la diretta del matrimonio.
Stavo per cambiare quando una spondilite anchilosante ha immobilizzato tutte e dieci le mie dita e trovandomi nell’impossibilità di chiedere aiuto poichè a casa ho ancora un vecchio telefono pubblico della Sip ed avevo finito i gettoni, sono stata costretta ad assistere alla telecronaca del matrimonio. Liberi di non crederci, ovvio.

Preciso che la diretta su Sky è cominciata due ore prima dell’inizio della cerimonia che era previsto alle diciassette, dunque la povera inviata sul posto, una Laura Gobbetti vestita in perfetto stile “oggi c’è il battesimo di mio figlio”, alle ore quindici sfoderava i seguenti argomenti: “Gli ospiti non sono ancora arrivati” (ma dai? Io credevo che almeno Bruno Conti arrivasse un paio d’ore prima per rabboccare la fonte battesimale), “Fra gli ospiti più importanti ricordiamo Antonio Cassano” (me cojoni!, verrebbe da dire), “Ecco la bomboniera degli sposi, vedete , è una scatolina” e va a mostrare una scatolina delle dimensioni di uno dei pacchi di "Affari tuoi". Scavicchia e apre mostrando l’atroce contenuto: un’alzata d’argento che risulterebbe kitsch anche in casa di Pinina Garavaglia.

Infine, specifica che gli ospiti arriveranno su delle navette e sono in molti a sostenere che Totti, non contento di questa soluzione, il giorno prima avesse detto a Ilary:
“Li famo venì su una navetta? Mbè non famo i purciari e affittamo uno iotte!”.
Quando la Gobbetti era ormai lì lì per iniziare una dissertazione sulle tonalità di grigio del piumaggio delle oche del Campidoglio, lo studio per fortuna ha chiesto la linea.

In studio c’erano i due conduttori e l’immancabile parterre di opinionisti: Massimo De Luca, Stefano Petrucci del "Corriere della Sera", Cinzia Marongiu di "Tv sorrisi e canzoni" e , in collegamento, Roberto Renga e Bice Biagi.
Sarà l’effetto-Totti ma parevano tutti leggermente storditi.
In pratica, sostenevano all’unanimità che la bellezza di questa cerimonia stava nella semplicità.
Nello specifico, il termine “semplice” è stato utilizzato solo dalla signora Biagi la bellezza di 9765 volte, sempre meno, a dir la verità, della quantità di volte che la Lecciso ha ad oggi pronunciato la parola “insomma” ed ancor meno delle volte che Simona Ventura ha utilizzato la frase “Come il limone tra le cozze” in una qualunque puntata di “Quelli che il calcio”.
Vi confesso che dopo cinque minuti di commenti degli ospiti sopracitati avevo voglia di irrompere nello studio di Sky con dei gavettoni al napalm.

Trascriverò qui di seguito alcune affermazioni degli opinionisti e poi ditemi voi se sono io quella che esagera:
“Totti e Ilary si giocano una carta importante, quella della semplicità”, “Con questo matrimonio così semplice ci fanno sentire di casa!”.
Dunque, riguardo questa benedetta storia della loro semplicità, la mia complessa e articolata conclusione alla quale sono giunta dopo approfondite consultazioni del “Avere o essere” di Eric Fromm e dell’ermeneutica di Heidegger, è la seguente: “Semplicità un par di ciufoli”.
Intendiamoci. I coniugi Totti fanno come gli pare e piace, ma voler far passare per semplicità un banchetto da centomila euro nel castello di Tor Crescenza per quattrocento persone, un addio al celibato a Villa Miani con Baglioni e Andreotti, una lista di nozze con candelabri da seimila euro, delle bomboniere che costeranno l’una quanto lo stipendio mensile nemmeno di un operaio ma di un parlamentare…beh, direi che è una live distorsione della realtà.

“Sono due ragazzi che danno poca soddisfazione ai paparazzi”, “Hanno dato poco modo di far parlare di loro”.

In effetti hanno ricercato la privacy in tutto e per tutto: immagino sia noto a tutti che se si vuole fare un matrimonio in sordina basta prenotare una chiesa nel centro di Roma e autorizzare una diretta televisiva.
La tecnica è utilizzatissima.
Non per niente si narra che la famiglia mafiosa dei Madonia sia stata sgominata solo dopo molti anni proprio perché per essere sicuri della segretezza delle riunioni, gli astutissimi boss si assicuravano che i loro incontri fossero trasmessi in diretta su Sky.

“Il racconto della loro vita è normale”
.
Beh sì, quanti ragazzi normali al giorno d’oggi guadagnano normalmente 10,4 milioni di normalissimi euro l’anno?

“Seguiamo con affetto la loro vicenda umana”.

E qui la Biagi sembrava che parlasse di Enzo Tortora e dei suoi familiari.

“Colpisce l’atmosfera semplice e deliziosa, tra gli invitati si contano molte famiglie, molte carrozzine…”
Ma perché, ai matrimoni altrui non ci sono famiglie? Chi si invita normalmente a un matrimonio, i granatieri di Sardegna, le ballerine del Carnevale di Rio, le truppe cammellate?

“La loro semplicità si evince anche dal fatto che nella lista di nozze c’erano il set lasagna e il set pizza”.

Questa poi mi ha fatta imbufalire non poco.
Perché, qualcuno era forse convinto che Totti mangiasse solo soufflè? Tanto per cominciare Totti non sa nemmeno il significato della parola soufflè e comunque è evidente che qualora lo imparasse e chiedesse a Ilary: “Amò, me lo faresti un soufflè?” lei risponderebbe senz’altro: “Amò, stasera c’ho mal di testa, le porcherie le famo domani!”.

Poi è la volta dei filmati. Appare per prima una vecchia professoressa di Totti che dichiara “Io l’italiano ce l’ho imparato bene ma lui nun c’aveva voja de insegnare”, dopodiché è il turno di un desaparecido della tv, Maurizio Costanzo.
Maurizio Costanzo, che superata la fase-Hikmet ormai cita Flaiano anche se uno gli domanda se ha fatto vaccinare i suoi due bassotti, cita appunto Flaiano sostenendo che fa gli auguri a Totti con una frase che una volta il poeta gli ha dedicato, ovvero:
“La felicità è desiderare quel che si ha”. A parte il fatto che la frase è originale quanto “Il bacio è un apostrofo rosa tra le parole ti amo” e “Chi dice donna dice danno” l’inquietante sillogismo che ne consegue è: la felicità è desiderare quel che si ha, Costanzo ha la De Filippi, felicità è desiderare la De Filippi .
Io con un augurio del genere fossi al posto degli sposi una grattatina me la darei.
Infine c’è una toccante intervista a Totti in cui il campione rivela affranto che per colpa dei fan che lo assediano sono otto anni che non fa una passeggiata in via del Corso. Una signora che passa di lì dichiara di identificarsi nel suo dramma perché lei vive un problema analogo. “Sono otto anni che non fa una passeggiata in centro?” le domanda Totti. “No, so’ otto anni che aspetto di fare una tac al centro ospedaliero!”, risponde la signora. Commozione in studio. Per il dramma di Totti, ovviamente.

Comincia la cerimonia.
Il primo ad arrivare è lo sposo. Elegantissimo nel suo tight disegnato da Armani e apparentemente calmo, si mostra leggermente agitato solo quando la madre, di fronte ai resti dell’antica Roma ben visibili dall’Ara Coeli, gli sussurra all’orecchio: “Quelli di Sky stanno a inquadrà i Fori” e lui : “I fori? Che me se so’ scuciti i pantaloni novi sur culo ma’?”

Mentre si attende l’arrivo della sposa, le telecamere di Sky inquadrano Bruno Conti intento a fotografare Totti immobile davanti all’altare come se si trattasse della salma di Giovanni Paolo.
La sposa tarda paurosamente, tant’è che Veltroni, ad un certo punto, domanda a Totti se Ilary ha il permesso per entrare in centro.
Nel frattempo in chiesa si toccano le temperature del sellino di Lance Armstrong durante la salita dello Stelvio, tant’è che dopo il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro, da quest’anno in poi il 15 giugno si celebrerà quella della liquefazione di Franco Sensi.

Finalmente arriva Ilary. E’ ancora in macchina e se ne intravede appena la sagoma dietro i vetri scuri, che la Biagi già commenta:
“Ha un velo d’organza bellissimo!”.
Legittimo il sospetto che la Biagi abbia lasciato la direzione di "Novella 2000" per quella dell’ente aerospaziale americano in quanto ha un campo visivo di gran lunga superiore a quello del satellite della Nasa "Swift".
Ilary indossa un abito, neanche a dirlo, SEMPLICE che mette in evidenza il pancione di cinque mesi.
Del resto lei stessa aveva dichiarato: “Non coprirò la pancia perché non è un matrimonio riparatore.” E Totti, d’accordo con la sposa, aveva aggiunto: “Brava amò. E comunque se ce sarà da riparasse pe’ sicurezza avemo messo l’ombrelloni in giardino.”

Sulla figura di Ilary in studio si sviluppa un acceso e stimolante contraddittorio.
Petrucci sostiene che la sposa è bellissima, la Biagi irritata afferma che secondo lei invece la sposa è bellissima, la Marongiu seccata sostiene che non capiscono niente perché la sposa è bellissima e a quel punto De Luca lascia lo studio inveendo contro Renga che continua a ripetere che la sposa è bellissima quando è chiaro a tutti che la sposa è bellissima.

Ilary attraversa la navata assieme al padre con l’andatura di chi pensa “Famme sbrigà prima che Flavia Vento aggiunga qualcos’altro” e Totti le dà un bacio sulla guancia di gran lunga meno passionale di quello che aveva dato a Cassano mezz’ora prima.

Comincia il rito delle preghiere collettive.
Al “Padre nostro” , osservando il labiale di Totti mi è sembrato di leggere le parole “fratelli- d’italia-l’italia-s’è-desta” ma non ne sono sicurissima.

Il prete merita un discorso a parte.
Padre Max (a me già un prete che si fa chiamare come un cabarettista qualche perplessità me la fa venire), dal Laurentino con furore, è un incrocio tra il Don Alfio di “Un sacco bello” e un ultrà romanista, uno insomma che vuole fare quello ispirato col linguaggio del popolo.
Ve lo dico subito: io fossi stata al posto di Totti alla fine della cerimonia l’avrei picchiato a colpi di incensiera.
Tutta la sua predica infatti, tanto per non creare imbarazzi, ha avuto come argomento cardine “la fedeltà”.
Profondo come certi scritti di Sant’Agostino, Padre Max ha dichiarato (testuale):
“Essere fedeli è un fatica, come essere preti. Diceva un mio amico : il sedere tondo e i vent’anni passano.”

Tra l’altro, se nella sua predica si volessero cogliere dei segni divini, non c’è di che stare allegri.
Chi vive a Roma e ha seguito la diretta di Sky non ha potuto non notare delle strane coincidenze. Giuro che non mento.
Nell’esatto momento in cui Padre Max ha dichiarato, guardando Totti in cagnesco: “ Tutti noi pecchiamo. Eppure cosa disse Gesù sulla croce, “Padre fulminali”? No, padre perdonali!” sulla Capitale si abbattevano fulmini e tuoni da ciclone tropicale.
E non è finita qui. Quando ha aggiunto con enfasi: “Ora il regalo più bello che possiamo fare agli sposi è pregare per loro. Il signore mandi dal cielo il suo aiuto!” a Roma è venuta giù dal cielo una pioggia vista solo in Bangladesh all’arrivo dei monsoni.

E’ il momento della comunione.
Ora non si è ben capito se il prete sia stato particolarmente premuroso ed abbia perciò pensato che Ilary in quanto donna incinta debba mangiare il doppio, fatto sta che le ha infilato in bocca un’ostia delle dimensioni di una quattro stagioni con bufala, per cui la poverina l’ha dovuta sputare imbarazzatissima.
Totti l’ha ingoiata fingendo scioltezza ma la faccia era quella di Fantozzi che ingoia le mitiche polpettine roventi.

Terminato il rito religioso, è stata la volta di Veltroni.
A quel punto tutti da casa si domandano cosa c’entri il sindaco in una funzione religiosa e prima che ci si risponda da soli: “Non c’entra niente ma è il matrimonio di Totti e qui capace che per il taglio della torta si scomodi il Dalai Lama”, Veltroni ricorda ai due sposi che entrambi dovranno contribuire economicamente al sostentamento della famiglia.
Ci manca che ricordi a Totti che se fa il secondo figlio il comune metterà a disposizione il bonus di mille euro per aiutarli ad arrivare a fine mese che la gag è completata.

Dopo le foto di rito gli sposi scendono la gradinata dell’Ara Coeli. Le guardie del corpo li affiancano e li sostengono perchè non scivolino sugli scalini bagnati e in studio tutti commentano commossi: “Bravi! State attenti perché una caduta di Ilary col pancione sarebbe un dramma!”, mentre da casa tutti, soprattutto i romanisti, cinicamente commentano: “Bravi! State attenti perché se cade Totti e si rompe i legamenti è un dramma!”
Gli sposi salgono sulla Maserati e si dirigono verso il castello di Tor Crescenza.

L’inviato di Sky si mescola alla folla per il saluto finale. Sa che sono le ultime immagini del matrimonio dell’anno e così decide di buttarsi sul retorico: “Il ricordo che mi porterò di questo matrimonio è che Francesco, un momento fa sui gradini, non ha salutato il pubblico, ma ha sorriso. La gente apprezza questo di Totti, il suo essere SEMPLICE”.
(Io, per la cronaca, stasera sul pianerottolo non ho risposto al saluto del mio vicino e mentre stava per varcare la soglia di casa gli ho domandato se mi trovava semplice. “No, stronza” mi ha risposto.)

Una signora afferra per la giacca l’inviato di Sky sbraitando che ha una cosa importante da dire, lui le dà la parola con la faccia di chi pensa “Ma sì, sentiamo la voce commossa del popolo !” e la vecchietta tutta seria fa : “Ma gli invitati scendono qui o dall’altra parte?”.

La favola finisce qui.
E vissero tutti felici e contenti.
Ma, soprattutto, semplici.

(su TGCOM le foto delle nozze.)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Notizia ansa

19.06.05

Ore 23,30:

Dalla finestra di casa mia si vedono e soprattutto si sentono dei fuochi d'artificio dalle parti del castello di Tor Crescenza, luogo in cui si sta festeggiando il matrimonio di Ilary e Totti.

Le esplosioni sono discrete ed il rumore contenuto: sembra di essere sotto il cielo di Dresda nel febbraio del '45.

Se er pupone mi sveglia il pupo non gli serviranno altri quattro mesi prima di diventare padre.
Gli mollo il mio stanotte stessa.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Net Boys

ANDRES SEGURA

FOTO 1

FOTO 2

FOTO 3

FOTO 4

FOTO 5

FOTO 6

(QUI il primo bruttarello della serie Net Boys)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Non è più quello di una volta

17.06.05

Sono per caso l'unica a credere fortissimamente che l'uomo in foto, una volta uscito dalla casa del Grande fratello, sia diventato spocchioso, vanesio, artefatto, borioso, tutto-una-posa e finto-anticonformista o c'è chi la pensa come me?

Personalmente ritengo che se quelli della Endemol rinchiudessero nuovamente Jonathan dentro quattro pareti con un bel po' di coinquilini senza poter uscire nè ricevere visite, se insomma lo ficcassero nella gabbia degli orsi dal collare del bioparco di Roma, farebbero un bel favore all'umanità.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Pettegulezzus interruptus

16.06.05

Il pettegulezzus interruptus di questa settimana è :

"Dicono che un’elegante signora della destra, da giovane, abbia avuto un’attrazione fatale. Per un ragazzo? No, dicono."

( io non ho la più pallida idea di chi possa essere)

(chi non capisse di cosa sto parlando, la prima puntata QUI)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Ancora sui referendum

15.06.05

Il fallimento del referendum ha scatenato, su questo blog, un vero e proprio fiume di commenti tanto che a momenti si è arrivati più vicini al quorum qui che alle urne.
So che in pochi, anche tra quelli realmente interessati all'argomento, si armeranno di pazienza e leggeranno le centinaia di opinioni lasciate da queste parti.
E' un peccato, perchè sono state fatte riflessioni divertenti, stimolanti e perchè no, anche allucinanti.
Ne ho scelte un paio, che pubblico qui di seguito.
Ovviamente di commenti interessanti ne ho scartati moltissimi e a malincuore. Spero che coi tempi che corrono non venga accusata di aborto selettivo.

Astarte scrive:

Tutto è una manipolazione della natura. Avere le zucchine quando non è stagione è manipolazione della natura. Magnasse la carne piena de estrogeni è manipolazione della natura. Montare il climatizzatore, comprare un'autovettura, andare in treno anziché a piedi (anche a cavallo, è manipolazione della natura).

Se non siamo più le scimmie catarrine del miocene, è forse perché abbiamo imparato a manipolarla, 'sta natura, per migliorare la nostra esistenza. C'è chi lo fa in bene e chi per trarne indebito profitto, ma questa è una storia diversa.

Ora, esaurita la retorica inziale, ti chiedo se quindi tu sei contrario ai trapianti, alle donazioni di sangue, alle diagnosi preparto, alle chemioterapie per guarire dai tumori, ben sapendo che questi sono solo pochi esempi, i primi che mi vengono in mente, di manipolazione della natura.

E poi, non è eugenetica quella che pratichiamo per scelta in natura?
Non è la stessa natura che spinge la signora cerva a scegliere il signor cervo in base al cesto di corna che porta in capo (wow, ogni tanto esser cornuto ha il suo vantaggio)? Non è eugenetica la spinta ancestrale che ci porta a scegliere il/la più bello/a del "branco" per garantire alla prole migliori geni, miglior vita, miglior sviluppo (andrebbe detto che, in questo caso, la manipolazione è doppia in quanto oltre alle caratteristiche genetiche subentrano anche quelle del 740 spesso e volentieri, ma insomma, non stiamo a sottilizzare)?

Ovviamente poi subentrano altri fattori, visto che non siamo più le scimmie di cui parlavo, intelligenza, gentilezza, amore (ah, l'amore) ma vorresti forse dirmi (se sei un uomo, se sei una donna o di qualunque altro sesso magari l'esempio non è chiarificativo) che tra Anna Falchi e Rita Levi Montalcini, in assenza di particolari patologie sessuali, tu sei attratto in prima battuta dalla seconda e non vedi l'ora che faccia un calendario nuda?

L'ilaria scrive:

Riassumendo si possono delinare almeno due o tre tipologie di persone che non sono andate a votare:

1) quelli che hanno giocato a "Il piccolo Nobel", tanti sempliciotti che tentano di porsi inquietanti interrogativi sulla vita e sulla morale del progresso scientifico, elucubrando pindariche teorie su un prossimo eventuale tragico futuro, come ad esempio i cibi ogm inglobati dai ragazzini nati dalla fecondazione eterologa i quali imploderanno sotto l'atmosfera variata dall'effetto serra e le radiazioni di Chernobyl.

2) le Sante Marie Goretti del terzo millennio, pronte ad adottare figli orfani del popolo dei pigmei, degli scandinavi scalzi, di tutto il Burkina faso,del corpo di ballo di Rio de Janeiro, di San Martino di Castrozza perchè "è così che il Signore ha voluto".
Ovviamente non hanno idea che tra l'adozione a distanza e un'adozione vera e propria c'è un abisso di querelle burocratiche, pecunie prosciugate tanto da portare quasi a zero il conto in banca, sofferenze fisiche e morali che subiscono genitori ed il bambino (che a conclusione della pratica di adozione userà già Gillette il meglio di un uomo).
In fondo
gli egoisti siamo noi che vogliamo a tutti i costi avere un figlio portandolo nel nostro grembo, non loro che escludono a priori che una possa scelglierlo come eventualità.
A questa categoria appartengono anche quelle che prevedono nella Legge 40 un lascia passare per tanti nuovi piccoli Hitler alla ricerca della razza ariana perduta, soggetto che Lucas sta vagliando per un nuovo emozionante film di fantascienza.

3) gli astensionisti di comodo: chi per il mare, chi perchè teme la scomunica del prete del suo paesepiccoloelagentemormora, chi perchè crede che ancora la terra sia piatta, chi perchè crede che anche se sono cellule, sono una forma di vita, dimenticando che a questo proposito anche le unghie sono costituite da cellule, eppure a nessuno che se le mangia si grida "assassino!"

4) varie ed eventuali ("avevo le mie cose").

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Frasi da non dire MAI ad una neo-mamma

14.06.05

Tutte le frasi che le neo-mamme (e i neo-papà) non vorrebbero mai sentirsi dire:


1) “Serena! Ora il ritmo sonno-veglia non è regolare ma vedrai che tra un po’ il bimbo si sintonizzerà sui tuoi orari”.
Mio figlio, a dire il vero, è regolarissimo. Si è sintonizzato perfettamente sugli orari di una cubista del Cocoricò : sveglio tutta la notte e completamente rincoglionito di giorno.

2) “Non dorme? Tranquilla, è una fase di transizione!”.
Ringrazio per la frase rassicurante.
Il punto è che anche il periodo che va dal grande gelo del Paleolitico al clima mite del Neolitico è considerato un periodo di transizione.
Il problema è che è durato 850 000 anni.

3) “Ti lamenti? Eeeeeee ancora è niente! “
Frase particolarmente infelice che denota una forma piuttosto compiaciuta di sadismo e viene generalmente pronunciata da coppie che hanno già figliato da tempo. Fatemi capire : non dormo più, non leggo più, non mangio più, non esco più, non trombo più e voi mi state dicendo che “ancora è niente”?
Cos’altro mi deve succedere? Esploderà lo scaldabiberon e morirò trafitta da parte a parte dal cuiccio di Winnie the pooh?

4) “I bambini di oggi sono più svegli” .
Frase pronunciata per tranquillizzare la neo- mamma sulla vivacità del figlio.
Il mio ha l’ugola di nonno Adriano quindi mi viene ripetuta piuttosto spesso,
eppure mi scervello da mesi ma io il significato di questa frase ancora non riesco a comprenderlo. Cos’è ‘sta storia che i bambini oggi sono più svegli? Mi vogliono far credere che una volta i bambini nascevano tutti con la faccia di Prodi?

5) “Ce l’hai un pediatra bravo?”
D’impulso mi viene sempre da rispondere: “ Non serve. Se necessario lo opero io con i vecchi ferri dell’Allegro chirurgo ”.
Seriamente. Certo che lo porto dal pediatra . Questo nonostante l’aver scoperto che anche il padre delle sorelle Lecciso è pediatra, particolare che mi fa dubitare non poco del fatto che tale figura professionale sia in grado di darmi consigli efficaci su come crescere dei figli sani.

6) “Non fatelo sudare!” .
Allora. Chiariamo la questione una volta per tutte. E’ estate. Ci sono quaranta gradi all’ombra. Se mi chiedete ancora una volta di lasciare mio figlio in un luogo fresco e asciutto sarò costretta ad infilarlo nel contenitore Giò Stile destinato alla conserva delle melanzane sott’olio, d’accordo?

7) “Non lo mettere lì che c’è corrente!” .
Ho una notizia di carattere scientifico da darvi. Dimenticate tutte le stronzate su alisei, sistemi frontali, anticiclone delle Azzorre e correnti ascensionali sui cieli dell’Atlantico. In base alle teorie elaborate da mia suocera , tutti gli uragani e i cicloni tropicali del pianeta nascono dall’incontro delle masse d’aria fredda e calda che si formano tra il tinello e la sala da pranzo di casa mia.

8) “Con quella magliettina non sarà troppo leggero?”
Il fatto è ormai assodato:
la suocera media avverte una temperatura esterna di circa trenta gradi in meno rispetto agli individui comuni, per cui pretenderebbe che suo nipote , a ferragosto, girasse vestito col cappottino da pincher nano.

9) “Vedrai che un figlio unisce la coppia!”
Sì certo, l’intimità ne guadagna parecchio. Visto che siamo in tema, mandate i bambini a letto che sto per farvi una confessione piccante: l’altro giorno al supermercato, nell’afferrare contemporaneamente il vasetto d’omogeneizzato al tacchino, il mio dito medio e l’anulare di mio marito si sono sfiorati. E non aggiungo altri torbidi particolari. Sappiate solo che tutto quello che è accaduto in seguito davanti al banco frigo è descritto nei particolari nell’ultimo libro di Melissa P.

10) “Gli dai il latte artificiale? Sei pazza? Il latte materno ha gli anticorpi!”
Io dopo un mese di allattamento al seno ho avuto la sensazione nettissima che l’unica differenza tra me ed una giovenca fosse l’assenza del campanaccio al (mio) collo. A tal proposito, desidero lanciare un messaggio a tutte le suocere dello stivale: il latte artificiale è sì una polvere bianca , tuttavia dovreste evitare di guardare le vostre nuore con l’aria di chi si domanda se la moglie di vostro figlio stia preparando 180 grammi di latte Milupa o tagliando due grammi di coca colombiana.

11) “Adesso quand’è che facciamo la sorellina / il fratellino?”
Voi non ci crederete ma è pieno di impavidi che hanno il coraggio di porre questa domanda a donne che hanno partorito da due giorni. Ovviamente la risposta standard è: “Prestissimo! All’incirca quando sull’anello esterno di Saturno sarà montato un diamante da centosei carati, quando i leoni inseguiranno le antilopi tra i ghiacciai dell’artico, quando Berlusconi lavorerà al tornio, Marilyn Manson sarà un papa-boy e l’asteroide Icarus centrerà il Billionaire nel giorno della sua inaugurazione.

12) “Tanto poi ti dimentichi tutto!” (frase riferita alle fatiche del parto).
A questa tendo anche a credere. Mia nonna ha avuto l’Alzheimer e dicono sia una di quelle malattie ereditarie che salta una generazione.

13) “Hai sterilizzato il ciuccio?” .
Da test di laboratorio risulta che nell’arco di 24 ore una suocera sia in grado di pronunciare queste 4 parole all’incirca 1.764.345 volte anche in ordine casuale e sparso, componendo anagrammi con consonanti e vocali a disposizione e traducendole in tutti i dialetti italiani, ticinese e sulmonese arcaico compresi. La mania di lavare e disinfettare tutto quello che tocca il bambino può diventare una vera e propria ossessione. Giorni fa ho lasciato mio figlio ai miei genitori per il weekend. Nella giornata di sabato mia madre ha detto a mio padre con aria vagamente minatoria: “Sterilizza tutto quello che c’è in casa , io vado a compare i pannolini” Il mercoledì seguente, dopo tre giorni che la gatta non si muoveva dal cesto, ha chiesto a mio padre cosa mai potesse avere Nerina. Lui : “L’ho fatta sterilizzare come m’avevi detto. È ancora convalescente porella”.

14) “La birra fa latte”.
La teoria si basa sulla vecchia leggenda secondo la quale il luppolo stimolerebbe la produzione di latte nella puerpera. Il suggerimento è gradito. Tuttavia, quando il frigo della neo-mamma comincia a somigliare vagamente a quello di Tommy Lee, diventa superfluo ribadirlo.

15) “Fagli fare il ruttino altrimenti gli vengono le colichette povera stellina”.
Una volta per tutte: finiamola con diminutivi, eufemismi e nomignoli. Quelli che voi chiamate ruttini sono in realtà spostamenti d’aria tali che se è vera la faccenda che un battito d’ali di farfalla in Africa provoca un uragano in America, beh, un ruttINO di mio figlio a Roma zona raccordo anulare provoca una tempesta elettromagnetica sulla Galassia di Andromeda. Istituirei poi la pena di morte per chi pronuncia il termine “colichette”. Quelle che tutti si ostinano a chiamare colichette sono in realtà degli spasmi atroci che trasformano la vostra “povera stellina” in un grizzly infilzato da una lancia rovente.

16)“ Goditelo ora! Vedrai che quando cammina è peggio!”
Grazie per l’avvertimento ma sul fatto che crescendo possa dare dei problemini sono preparata. L’ho intuito già all’ospedale, ascoltando le prime indicazioni della puericultrice: “E’ solo un neonato, quindi per adesso non bagnarlo, non esporlo ai raggi solari e dagli l’ultima poppata del giorno a mezzanotte.”
A me ‘ste raccomandazioni pareva di averle già sentite da qualche parte , ma non ricordavo esattamente dove.

Poi m'è venuto in mente.

E lì qualche lieve presagio circa quello che sarebbe accaduto al rientro a casa l’ho avuto.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Chi non ha votato e chi si voterà a qualche santo

13.06.05

Gli embrioni criocongelati in azoto liquido ringraziano commossi la Chiesa e tutti coloro che non sono andati a votare.
Gli abbiamo garantito un roseo futuro a 196 gradi sotto lo zero.

Tetraplegici, cardiopatici, bambini con spina bifida e compagnia bella ringraziano commossi la Chiesa e chiedono anzi suggerimenti sul nome del santo a cui votarsi.
Gli abbiamo garantito un roseo futuro sotto terra.

Farà un bel freschetto anche lì.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

NetBoys (per par condicio)

Mi ritengo una donna tollerante. Ignoro con eleganza e fingo anzi di apprezzare le donnine nella posizione della capra che bruca presenti in tutti i siti e blog maschili della rete.

In particolare, ho mandato giù il fatto che perfino Gianluca Neri mi propini con una certa frequenza le foto della bonazza di turno costringendomi ad un quotidiano esame di coscienza sul perchè insegua da mesi l'ideale del vitino da vespa e mi ritrovi con la vita di Bruno Vespa.

Ora comincio ad essere stufa di questo squilibrio.
Sono stanca di vedere blog maschili incorniciati da culi e tette e blog femminili con il loghetto della farfallina che sbatte le ali.

Dunque, signore mie, in questo blog una volta a settimana ci si rifanno gli occhi.
Alla faccia loro.

RASMUS

Ingrandisci le foto:

FOTO 1

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FOTO 4

FOTO 5

FOTO 6

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Bella (vabbè caruccia), mora e dice sempre sì.

11.06.05

L'anno scorso ho pronunciato un sì.

Quest'anno ne pronuncerò addirittura quattro.

Mio marito non me ne vorrà, credo.


E se non volete dare retta a me, ascoltate quello che dicono il dottor Carter in una puntata del mitico "Er" e Paolo Hendel a "Markette" (il dottor Carter convincerebbe la sottoscritta a firmare anche per il referendum che vuole un rappresentante delle Giovani Marmotte in Parlamento, ma questa è un'altra storia):

I VIDEO

ALCUNE STORIE


(un paio di minuti per scaricarli, ma ne vale la pena)

Anche in democrazia, la funzione sviluppa l'organo. Non astenerti!

(grazie a Luca Coscioni per video e slogan)

(Leon, 15-01-2005 )

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Penelope no! (Circe sì)

10.06.05

Per chi se la fosse persa, ecco la "lite" in diretta tra la Lecciso, ospite ieri a "Verissimo", e Albano (in diretta telefonica).

Momenti che non vorremmo mai dimenticare.

(Albano telefona due volte, ascoltate tutto perchè ne vale la pena.)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Vero amore: l'epilogo


L’ultima puntata di “Vero amore” rappresenta un svolta epocale nel mondo dei reality.
Nasce infatti il primo concorrente ecologico: Giuseppe Lago.
Non inquina poichè completamente realizzato in materiale biodegradabile (il fard è porfido rosso polverizzato delle scogliere di Arbatax, sui capelli si passa l’olio extravergine d’oliva con cui Kledi lubrifca le giunture dopo i balletti con la De Filippi) e, soprattutto, può essere sottoposto a riciclaggio un numero infinito di volte:
Lago ha trovato la fidanzata a “Uomini e donne”, l’ha mollata stasera a “Vero Amore”, ne ha trovata un’altra sempre a “Vero Amore” e con quest’ultima quasi certamente tornerà a “Uomini e donne” per poi verificare la fedeltà della nuova ragazza ancora a “Vero Amore” e così via.

Dopo essersi girato una quindicina di volte tutti i programmi della De Filippi verrà imballato e spedito alle Cartiere Pigna dove, passato a dovere sotto la pressa idraulica e trattato con cellulosa e acido solforico, finirà in un album da disegno Raffaello.

Devo spendere due parole anche per Francesca, la fidanzata di Lago sedotta e barbaramente abbandonata.
Francesca, per chi non lo rammentasse, è la tizia equilibratissima e sanissima di mente che prima ha detto di amare alla follia Giuseppe, poi si è infrattata tutte le notti nel bungalow del single Cristiano, poi accusata di essere una poco di buono ha detto che era una tattica per far ingelosire Giuseppe, poi al single che si è detto ferito perché nel bungalow hanno fatto l’amore ha detto “ti odio”, poi ha rivoluto vedere il single perché “è stato una persona importantissima”, poi in studio ha pianto perché Giuseppe si è detto irritato come un picchio per il suo comportamento.

Poco male comunque. Per Francesca si sono spalancate le porte del cinema: pare sia stata contattata da una grande produzione americana per il remake al femminile di “Psycho”.

Il fidanzato Giuseppe, del resto, era l’altra metà equilibratissima della coppia, ovvero colui che per verificare la solidità e la verità di una storia nata davanti alle telecamere di “Uomini e donne” decide di passare con la ragazza un mese davanti alle telecamere di “Vero Amore”.
Colui che interrogato dalla De Filippi sui suoi sentimenti dichiara : “Quello che penso non mi va di dirlo in pubblico” e dopo trenta secondi netti lascia Francesca in diretta nazionale e dichiara di volersi fidanzare con la single Erminia .

Per il resto, c’è poco da commentare.
Karina è il primo caso di possessione demoniaca in diretta tv: la bionda mansueta della prima puntata s’è trasformata di settimana in settimana in una specie di incrocio tra un cerbero, un toro infilzato e Anselma Dell’Olio.

Igor, pettinato come un altro ingegnere nucleare di nostra conoscenza (Michael Kenta), non s’è deciso a lasciare definitivamente la fidanzata Nunzia che assieme a Lavinia Borromeo, Monica Bellucci e Anna Maria Franzoni troveremo a settembre a Salsomaggiore dove concorrerà con le altre al titolo di “Miss Simpatia 2005”.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

L'antipatica


Per la serie: "le interviste passibili" (di denuncia):

Maurizio Belpietro:"In cosa si è laureata?"

Anna Falchi:" In letteratura all'Università di San Marino."

Maurizio Belpietro: "Su cosa era la tesi?"

Anna Falchi: "Su Pierpaolo Pasolini.
Mi riconosco in Pierpaolo Pasolini perché era un personaggio scomodo come io alle volte sono stata."

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Pettegulezzus interruptus

09.06.05


Il pettegulezzus interruptus di questa settimana:

"Dicono che il protagonista della rottura dell’anno sarebbe pronto a dare un calcio alla sua decisione. Dicono."

La prima e la seconda puntata QUI e QUI.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Ultime su "Verissimo"


Sempre più insistenti le voci che vogliono Silvia Toffanin sostituta di Cristina Parodi nella prossima edizione di "Verissimo".

Interrogata sulla faccenda da una maliziosa giornalista che ipotizzava una raccomandazione del fidanzato, la bella Silvia ha risposto giustamente seccata:

"Ora basta. Sono anni che mi preparo, ormai sono una giornalista seria, una che ha studiato, per cui se sostituirò Cristina Parodi accadrà solo ed unicamente perchè me lo merito."

La giornalista: "Sì d'accordo, ma insomma, le ruba o non le ruba la poltrona di Verissimo?"

Toffanin: "Ripeto. Se prenderò il suo posto sarà solo perchè ormai sono una vera giornalista. Ho pure il tesserino. Io non rubo niente a nessuno.
Al massimo posso aver rubato qualche cd da ragazzina."

La giornalista: "Ah però. Cleptomania?"

Toffanin: "No no. Quale cleptomania! Rubavo roba di Ramazzotti. A me Eric Clapton non m'è mai piaciuto."

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Altro capolavoro. Ci metterei la firma.

08.06.05

Il 2005 sarà ricordato come un anno particolarmente fertile per quel che concerne la produzione artistica nel nostro paese.
Si potrebbe parlare di interessanti fermenti che hanno smosso la pigrizia nella quale languivamo da tempo, ma queste riflessioni le fa già impeccabilmente la Marcuzzi illustrando le proprietà del bifidus essensis.
Letteratura, cinema, musica… non c’è settore che non sia stato investito da tali fermenti.

Insomma, non bastavano il libro autobiografico di Francesca Piccinini, il film di Costantino, il disco di Federica Felini, non bastava che tutti noi fossimo già in preda ad una sorta di stordimento intellettuale…
Ora doveva uscire anche il nuovo libro di Melissa P.
Dopo il successo clamoroso di “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” , due milioni e mezzo di copie vendute in tutto il mondo, la scrittrice catanese ha già partorito la sua seconda fatica :"L'odore del tuo respiro".

La sottoscritta non l’ha ancora letto ma non ha alcun motivo di dubitare del fatto che il talento letterario di Melissa non sia stato minimamente intaccato da fama e denaro.
“E come fai ad affermarlo con tanta sicurezza?” direte voi.

Vi prego di osservare la foto qui sotto.

Fate un piccolo sforzo, inforcate un paio di occhiali, procuratevi una lente di ingrandimento e leggete il testo della dedica che Melissa sta apponendo sulla prima pagina del suo libro.
Si legge chiaramente:
“A Vittorio, con affetto e simpatia…” . E’ ancora con la penna in mano. Terminerà la frase con un intramontabile: “...qui ti lascio la firma mia.”
Statene certi.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Censimento completato

07.06.05


Vi ringrazio per avermi suggerito coppie claciatori-soubrette che erano sfuggite al mio censimento.
Tanta cultura sull'argomento mi fa supporre che anche voi sul comodino abbiate l'opera omnia di Fedor Dostoevskij.
Vista così,competa di aggiornamenti, direi che la lista fa una certa impressione.
Fossi in Guariniello farei subito l'antidoping a Pancaro, Galante, Vieri e Pippo Inzagaghi perchè per sostenere un ritmo di quindici letterine al mese un qualcosa di illegale se lo prendono per forza.
Vorrei poi che un'anima pia organizzasse una visita guidata nei bar, nelle carrozzerie e panetterie dello stivale perchè è ora che Alessia Fabiani sappia non dico la differenza tra terzino e terzista ma almeno che esistono anche carrozzieri e baristi oltre la soglia della discoteca Hollywood.

La lista verrà costantemente aggiornata.
Probabilmente quest'ultima missione mi costerà l'assunzione di almeno quattro collaboratori fissi ma cosa ci volete fare, essere coscienza e memoria storica di questo paese ha un suo costo.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Primo censimento nazionale calciatori-soubrette


Siccome da queste parti la questione “calciatori-veline” ha parecchio ma parecchio stufato, direi che è ora di mettere un punto definitivo alla faccenda.
Non c’è giorno che passi senza la dichiarazione della stizzita di turno:
“Non è vero che le veline si fidanzano con i calciatori. Solo luoghi comuni.”, “Non è nulla di premeditato, è che frequentiamo gli stessi posti ed è facile che ci si incontri.”
Ora, non ci è dato di sapere quali siano “gli stessi posti” ma di certo Totti e Ilary non si sono incontrati al MoMa di fronte ad una tela di Balthus.

Tiriamo dunque le somme una volta per tutte.
Qui di seguito troverete i risultati del primo censimento nazionale dei fidanzamenti in corso-sfociati in matrimonio-naufragati tra calciatori e soubrette.
Vi invito a segnalarmi eventuali lacune.

La lista:

Alessia Marcuzzi e Simone Inzaghi. (un figlio. Storia finita)
Alessia Marcuzzi e Carlo Cudicini. (fidanzati)
Martina Colombari e Billy Costacurta. (figlio e matrimonio)
Vincenza Cacace (ex letterina) e Giuseppe Pancaro (in attesa di un pupo)
Francesca Lodo (ex letterina) e Cristiano Zanetti (storia finita)
Elisabetta Canalis e Bobo Vieri (saga infinita)
Ilary Blasi e Francesco Totti (quasi sposi e in attesa di un bambino)
Samantha De Grenet e Pippo Inzaghi (finita)
Samantha De Grenet e Francesco Totti (roba da poco)
Alessia Merz e Giampiero Maini (finita)
Alessia Merz e Fabio Bazzani ( sposati)
Laura Freddi e Fabio Galante (finita)
Giulia Montanarini e Lorenzo Amoruso (in corso)
Manuela Arcuri e Francesco Coco (finita)
Giorgia Palmas e Davide Bombardini (in corso)
Anna Falchi e Bernardo Corradi (sempre smentita perciò verissima)
Federica Ridolfi e Giuliano Giannichedda (presto sposi)
Fernanda Lessa e Bobo Vieri (cotta e mangiata)
Alena Seredova e Bobo Vieri (cotta e mangiata)
Simona Ventura e Stefano Bettarini (finita con grande discrezione)
Ilaria D’Amico e Giorgio Alfieri (fresca di giornata)
Bianca Guaccero e Nicola Ventola (finita)
Bianca Guaccero e Stefano Bettarini (new entry)
Kartika Luyet e Nicola Ventola (in corso con prole)
Vanessa Kelly e Bobo Vieri (una scappata e via)
Flavia Vento e Francesco Totti (una storia di testa)
Aida Yespica e Pippo Inzaghi (finita)
Manila Nazzaro e Francesco Cozza (quasi sposi)
Adriana Volpe e Giuseppe Pancaro (finita)
Carla Duraturo (seconda a miss italia) e Simone Barone (in corso)
Cristina Cellai (ex letterina) e Giuseppe Pancaro (finita)
Cristina Cellai e Davide Dionigi (sposi con prole)
Francesca Chillemi e Gianluca Savoldi (finita)
Francesca Chillemi e Vincenzo Marruocco (finita)
Alessia Fabiani e Stefano Bettarini (gestita con discrezione)
Barbara Chiappini e Gigi Buffon (finita)
Rachele Di Fiore e Vincenzo Montella (in corso)
Elena Barolo e Pippo Inzaghi (cotta e mangiata)
Luisa Corna e Aldo Serena (finita)
Hoara Borselli e Walter Zenga (finita)

E i lettori suggeriscono ancora:
Caterina Murino (miss muretto ed ex letterina) e Giuseppe Pancaro (finita)
Paola Perego e Andrea Carnevale (divorziati)
Cristina Plevani e Fabio Macellari (finita con lei imbufalita)
Alessia Mancini e Luigi Panarelli (finita)
Alessia Mancini e Alessio Tacchinardi (finita)
Stefania Orlando Antonio Cassano (rapida e indolore)
Cecilia Belli e Antonio Cassano (finita)
Moran Atias e Adrian Mutu (finita)
Romina Mondello e Jonathan Zebina (finita)
Giovanna Rei e Jonathan Zebina (finita)
Annalisa Minetti e Gennaro Esposito (sposatissimi)
Carla Liotto e Marco Simone (sposati e felici a Montecarlo)
Maria Teresa Mattei (ex Non è la Rai) e Dino Baggio (sposati)
Kristen Pazik e Andriy Shevcenko (sposati con prole)
Gorgia Palmas e Fabio Galante (finita )
Federica Felini e Fabio Galante (finita)
Federica Felini e Gilles Rocca (finita)
Federica Villani e Mark Iuliano (in corso)
Maria Mazza e Francesco Totti (preistoria)
Debora Manoni (ex schedina) e Giuseppe Pancaro (finita)
Cristina Quaranta e Alessio Scarchilli (finita)
Alessia Fabiani e Christian Brocchi (almeno ‘sta volta lui non era sposato)
New Entry del 16 giugno! Alena Seredova e Gigi Buffon
Aggiornamento del 6-07-2005: Francesca Lodo e Francesco Coco


Alla faccia del luogo comune.
Sempre secondo i risultati del censimento, il restante dieci per cento delle soubrette è fidanzato con una delle seguenti varianti: sportivo di altre discipline (Capua, Arcuri, Pace, Pedron…), imprenditore di successo (Falchi,Stella,Freddi,Tagli,Pellegrino,Melillo, Afef…) e presentatore (Civitillo, Prostamo, Corvaglia…) .
L’ultima fetta, trascurabilissima, si accoppia con cantanti, registi, produttori, agenti di spettacolo, pubblicitari e attori. Ci sono inoltre le storie non menzionabili con i politici, ovviamente.

Poi vabbè che c’entra, c’è chi crede ancora all’amore vero.
Ma di davvero romantiche e sentimentali ce n’è rimasta una soltanto.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Le grandi domande

Perdonatemi.
Come ben noto in questo blog si è abituati a trattare argomenti di maggior spessore, solo che ho un dubbio che mi assilla da giorni.
Nel corso degli anni, dopo l’avvento della Lacoste, di polo in tessuto a nido d’ape con loghetti cuciti all’altezza del petto ne sono uscite davvero a iosa.
Sulla scia del più famoso coccodrillo sono arrivati puma, elefantini, orsetti, serpentelli, farfalle, falene e civette.
Ora io mi domando: in quale cazzarola di bazar, negozio o boutique mio padre ha mai potuto trovare una polo rosa con loghetto raffigurante un gatto nell’atto di stirarsi le zampe anteriori?

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Tutte le mattine. Purtroppo.

06.06.05


Da quando ho scoperto “Tutte le mattine”, devo ammettere che la sveglia a suon di vagiti alle otto e mezzo del mattino non mi pesa più.
Se non avete mai visto la trasmissione perché dormite o siete in ufficio, registrate almeno una puntata.
Fidatevi : il programma mattutino di Maurizio Costanzo è mille volte più divertente di Zelig.
Tanto per farvi un’idea, ecco la cronaca parziale ma fedelissima della puntata di giovedì scorso:

Costanzo, come di consueto, siede dietro una scrivania che ha tutta l’aria di essere stata pignorata a qualche ufficio del catasto. Indossa un gilet color verde mela, scelta che risulta azzeccatissima poiché come noto i colori sparati snelliscono le figure appesantite quanto un poncho colombiano sotto una tuta da astronauta.

Coloro i quali sostengono che negli ultimi anni la vena umoristica di Maurizio Costanzo si sia un po’ appannata, sappiano che Costanzo, di primo mattino, conserva ancora un’ironia sottile che non fa certo rimpiangere quella di certe commedie di Neil Simon.
Ad un Raffaele Morelli che sentenzia:
“La noia è creativa. Quando i bambini dicono: “Che palle!” in realtà si stanno ricaricando.”, Costanzo replica con impareggiabile sagacia:
“ Se si stanno ricaricando allora non dicono “Che palle!”, dicono “Che pile!”.

Ovviamente c’è il giochino destinato ai telespettatori.
Il quiz consiste nell’indovinare da quale film è tratta la scenetta recitata da due attori accuratamente selezionati durante lo stage di recitazione intensiva tenuto da Manuela Arcuri con la supervisione di Aldo Montano il quale, tra una lezione e l’altra, si esibisce nell’unico numero da schermitore che gli riesce ancora alla grande: quello di spuntarsi le basette con la sciabola.
Come più volte sottolineato da Costanzo, chi indovina il film non vince niente. E’ la soddisfazione quella che conta. In effetti io a chi riesce a capire quale sia il film nonostante la recitazione in stile “Carabinieri”, affiderei seduta stante la presidenza del “Mensa Italia” senza esami preliminari.

Poi ci sono le telefonate da casa che hanno il chiaro scopo di arricchire di contenuti il programma.
Giovedì mattina ha chiamato una tizia il cui marito non vuole più far l’amore da un anno e un’altra che soffre di cataratta. Verso la fine della puntata inoltre, ha telefonato un tizio che mosso dalle migliori intenzioni ha affermato di voler augurare buon compleanno ad uno degli ospiti della trasmissione: il solito, vispissimo Claudio Lippi.
Peccato che all’assenso di Costanzo il tipo abbia gridato euforico: “Auguri Marcello Lippi!” .

Immancabile, come in tutti i programmi del baffo, la presenza dell’ospite-jukebox , ovvero dell’ospite al quale Costanzo ci manca poco che infili un gettone in bocca e richieda il numero preferito.
L’altra mattina il malcapitato era Gianni Fantoni.
Costanzo: “Fantoni, forza, fammi la faccia da pomodoro!”.
Segue imitazione del pomodoro.
Chiama una telespettatrice, tale Marianna.
Costanzo: “Marianna, c’è qui Fantoni. Dì il nome di un ortaggio che Fantoni te lo rifà!”
Marianna vorrebbe risparmiare a quel pover’uomo l’umiliazione. Esita.
A quel punto Fantoni, pur uscire dall’imbarazzante situazione, opta per l’argomento a piacere:
si esibisce nelle imitazioni del San Marzano e del pomodoro fiaschetto.

Ci sono anche Daniele e Costantino.
Quest’ultimo, jeans , capezza e canottiera bianca, ha l’aria di quello che è passato a fare un saluto prima di andare ad asfaltare l’ultimo tratto della tangenziale.
I due sono venuti a rettificare un’accusa che a loro dire “li ha feriti tantissimo”.
Quando uno è già lì convinto che il rabbino Toaff li abbia tacciati di antisemitismo, Costantino commosso e con un filo di voce afferma: “Siamo addolorati. Non è vero che il film “Troppo belli” è stato un fiasco colossale!” .
A quel punto interviene prontamente Costanzo che liquida la faccenda con un parere altamente professionale: “Insomma, diciamo che chi l’ha prodotto è annato pari!”

Neanche a dirlo, c’è anche la gnocca di turno.
Si tratta della cantante Yu Yu, la quale intona un brano il cui testo è chiaramente opera del genio di Mogol:
“Stanotte non mi toccare, sarò il tuo tabù, sono diventata Barbablù, se mi tocchi ti faccio un occhio blu.”

Poi ci sono le presenze fisse:
Luisella Costamagna, Umberto Broccoli, una violinista e la Demo Band.

La Costamagna è in perenne conflitto con Costanzo e pare felice di esser lì quanto un rinoceronte su un’ovovia.

Broccoli ha la funzione di declamare i versi di un poeta. Giovedì mattina ha annunciato la poesia “I figli” di Horacio Salas”, con le seguenti parole:
“Salas è un poeta argentino che dice un po’ quello che dice Raffaele Morelli”.
Di questo passo il clan di Costanzo finirà per sostenere che a Neruda un paio di rime le ha suggerite Leonardo Fumarola.

La Demo Band è, chissà perché, infossata in una buca situata un centinaio di metri sotto il livello del mare. Voci di corridoio affermano che durante l’esecuzione di “Fatti mandare dalla mamma” Lalla Francia abbia rinvenuto un fossile del Quaternario e che il sassofonista , come seconda attività, faccia il tombarolo.
Qualcuno sostiene che la band viva sotto la costante minaccia di Costanzo: “Se sbagliate una nota riempio la buca di sabbia e lascio fuori solo le teste.”

La violinista è un’ avvenente bionda imparentata con un grande della musica. Non è la sorella di Uto Ughi ma poco ci manca: è la cognata di Ascanio del Grande Fratello.

La puntata termina con qualche divagazione sulle favole.
La teoria di Costanzo è che inducano i bambini al peggio e che orchi e lupi cattivi terrorizzino inutilmente. Interviene Costantino il quale avvalorando in pieno la tesi di Costanzo, dimostra che il suo italiano è finito tra le fauci del lupo cattivo molti anni or sono.
Dice infatti: “Le favole con i cattivi non vanno raccontate. Poi finisce che i bambini hanno paura di qualcosa che non devono aver paura”.

Altre esilaranti puntate su Canale 5. Tutte le mattine. Purtroppo.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Avvicendamenti

05.06.05

Io e Ambra come Red Devil e Capitan Padania?

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Pettegulezzus interruptus

04.06.05

Questa settimana la frase mi sembra meno impenetrabile del solito...comunque,
il pettegulezzus interruptus di questa settimana è :

"Dicono che il marito di un'italiana amatissima sia un po' testardo nei tradimenti. Dicono."

A voi la soluzione.

(chi non capisse di cosa sto parlando, la prima puntata QUI)

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Faccio le ore piccole

03.06.05

Mi raccomando, stanotte.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Chi lascia la strada vecchia per quella nuova...

02.06.05


Si ringrazia sentitamente la Tim per aver dato ascolto all'appello ed averci finalmente tolto dalle balle Adriana Lima che, come emerge chiaramente dall’ultimo spot, ha accannato Diego da quando s’è messo a fare il panettiere.

Non crediate però che il bel Diego abbia versato lacrime amare su filoni di pane sciapo.

Dieci fotogrammi dopo lo si vede bello sorridente intento a scattare fotografie alla nuova testimonial.

Se non avete riconosciuto il nuovo volto femminile della Tim sappiate che la mia missione è quella di colmare le vostre innumerevoli lacune culturali per cui ecco appagata la vostra sete intellettuale:
si tratta di Melissa Satta, ovvero la fidanzata di Daniele Interrante, ovvero colei che ricopriva il ruolo di valletta in “Mio fratello è pakistano”, ovvero colei alla quale Mammuccari ha fatto il famoso scherzo in cui le annunciava il licenziamento, ovvero colei che pensando di non essere ripresa dalle telecamere, all’annuncio di Teo ha dichiarato in preda ad una crisi isterica alle colleghe:
“A me qui non mi caccia nessuno. IO SONO LA FIDANZATA DI DANIELE INTERRANTE!!!”

Concludendo.
Ringraziamo di cuore la Tim per le buone intenzioni.
Ma aridatece Adriana, le quattro paperelle e il suo accento alla Forrest Gump.
Grazie.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

S'è scafata, finalmente

01.06.05

Da un po’ di tempo assisto con preoccupazione e sbigottimento ad un fenomeno che andrebbe analizzato con una certa urgenza da un istituto di scienze biologiche: il progressivo ed inarrestabile infighimento di Cristina Parodi.

Oddio, non che la Parodi sia mai stata brutta, ma di certo non ha mai brillato in sensualità.
Per dirla in parole semplici, è sempre stata una che alla domanda “La tua ultima trasgressione a letto?” te la immaginavi replicare: “Le lenzuola Bassetti con pesci tropicali”.
Leggenda narra che nel periodo in cui Cristina era un mezzobusto del tg5, scoppiassero di frequente furibonde liti tra scenografi e truccatori perché quando Mentana gridava irritato: “Ma non vedete che quel maledetto palissandro è troppo lucido e fa dei brutti riflessi in video?” i truccatori sostenevano che il direttore parlasse del piano della scrivania, gli scenografi del volto della Parodi.

Beh, direi che adesso basta guardare “Verissimo” per rendersi conto che la musica è cambiata.
Di puntata in puntata la Parodi sta sbocciando fisicamente come un germoglio a primavera, come una giovinetta in pubertà, come Brooke Shields in Laguna Blu, tanto che più di un redattore di Verissimo afferma di essere ossessionato dallo stesso sogno erotico tutte le notti: succhiare il veleno dall’alluce alla Parodi dopo che è finita col piede su un pesce pietra.
Del resto, che sia un’adolescente nel pieno dello sviluppo puberale è lampante: nel giro di qualche giorno è passata da uno stile misurato ad una quarta misura, da conduttrice informata alla coppa preformata, dal rigore ferreo al ferretto.
E le sue recenti foto al mare dimostrano un altro fatto inconfutabile: alle torbide voci sul presunto triangolo amoroso tenuto in piedi dal marito, la nostra Cristina ha risposto con un assai più torbido reggiseno a triangolo.

Anche il suo sguardo non è più quello severo e spento di una volta.
So che molti spettatori maliziosi sospettano che la rinnovata giovinezza del suo contorno occhi sia conseguenza di un lifting peraltro mascherato malamente da un paio di occhiali da sole che la nostra ha sfoggiato per qualche tempo.
Voce falsissima.
Si era trattato in realtà di un banale infortunio sul lavoro: a causa di una distrazione si era infatti spruzzata negli occhi lo spray anti-stupro che tutte le dipendenti Mediaset nascondono nella borsetta per prepararsi ad eventuali incontri nei corridoi con Emilio Fede.

Ve lo confesso, io sono perfino preoccupata. Le voci secondo le quali nella prossima stagione la Parodi abbandonerà il suo programma pomeridiano non mi fanno dormire la notte. Visto il suo cambiamento di rotta, non vorrei che mi lasciasse la scrivania di Verissimo per scegliere quella di Cronache marziane: mica per altro, pare si sia liberato il posto da streaker.

Oh, del resto s'è sciolta la calotta polare artica, prima o poi doveva succedere pure alla Parodi.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Energie positive

Perdonate la prolungata latitanza, ma è accaduto che ho firmato il compromesso per l’acquisto di una casa.
Per la verità non di una casa qualsiasi, ma della prima casa della mia vita.
Il bello è che mi sono decisa ad acquistarla dietro consiglio della mia più cara amica che è uno di quei tipi che sostiene di “sentire le energie positive e negative” e di vedere la famosa aura chiara e luminosa attorno alle persone appunto positive e cupa e pesante attorno a quelle negative.
Ha sempre sostenuto che attorno a Maurizio Costanzo ci sia un cumulonembo a incudine, per cui fino a qualche giorno fa le ho perfino creduto.
Poi è accaduto un fatto: la casa che ho comprato lei l’aveva vista con me un mese fa.
L’aveva definita con estrema sicurezza “una casa che emana energie positive, una casa in cui devono aver vissuto famiglie e persone felici”.

E’ di ieri la notizia che la casa che ho appena acquistato è stata a lungo la residenza romana di Renato Vallanzasca e che, secondo leggenda, proprio su quel pianerottolo in cui presto sarà in bella mostra il mio zerbino , il bel Renato diede fuoco a banconote per qualche miliardo di vecchie lire.
Inutile dire che ho chiamato la mia amica suggerendole di contattare una sensitiva perché faccia qualcosa per l’aura da cazzara che circonda la sua figura.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)