il blog di Selvaggia Lucarelli
Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli
VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)
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Abbiate pazienza ma la titolare del blog nel fine settimana è stata dal commercialista, per cui al momento l'argomento più divertente che le viene in mente è la deportazione nazista.
Domani andrà meglio.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Il caso Totti-Vento l’ho già trattato pubblicando per intero ed in esclusiva mondiale le parole che si sono scambiati i due nobel durante l’ormai famosa notte di passione.
Fino ad ora avevo invece taciuto sulla successiva avventura sentimentale della nostra amata Flavia, ovvero quella che ha vissuto con l’imprenditore Matteo Cambi, fondatore del marchio d’abbigliamento Guru e collezionista di flirt con alcune delle migliori teste della Harvard University, ovvero Mascia Ferri, Fernanda Lessa, Arianna Marchetti ed altre universitarie che non citerò perché leggermente fuori corso.
Flavia, dopo la rottura, ha accusato Cambi di averla usata a scopo pubblicitario. L’accusa è parsa a tutti credibile.
E invece, signori e signore, tenetevi forti perché ancora una volta ho fatto lo scoop:
è stata Flavia a frequentare Cambi per mere ragioni di opportunismo.
Mi spiego. Come tutti voi saprete la Vento ha da qualche tempo velleità politiche, tanto che in occasione delle ultime regionali si è candidata nella lista Storace raccogliendo purtroppo solo 34 voti.
Prima ancora aveva tentato di entrare nelle fila della Margherita ma dopo un paio di suoi comizi non proprio memorabili era stata allontanata dal partito. Dopo l’ultima debacle, Flavia aveva dichiarato“Ho sbagliato a passare al centrodestra, voglio tornare sui miei passi.”
A quel punto Flavia ha cominciato a cercare un sostenitore influente nel centro-sinistra.
L’occasione si è presentata una sera al Twiga quando una studentessa che frequenta con lei un corso di storia medievale, Alessia Fabiani, interrompendo per un attimo le sue disquisizioni su Giordano Bruno e le ragioni dell’Inquisizione, le ha indicato un tizio dicendole:
“Vedi quello? E’ il tipo che s’è inventato le magliette famose con la margherita. E’ un leader, nel suo campo.”
Flavia Vento, quella sera, ha creduto di aver sedotto il leader della Margherita.
Nessuno le ha ancora spiegato l’equivoco.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ho una notizia di carattere medico da darvi e vi prego di appuntarvela da qualche parte perché si tratta di una scoperta che era sfuggita perfino a Veronesi e luminari vari: sui manuali di medicina manca un’informazione di una certa importanza sulle conseguenze degli squilibri ormonali nella fase post-parto. Ci si deprime un po’ e si sapeva.
Che si sia un po’ irritabili si sapeva.
Poi ci sono le alterazioni del sonno, il mal di schiena, un po’ di emicrania ma si sapeva anche questo.
Quello che non sapevo è che d’un tratto una che non l’aveva mai fatto in vita sua, comincia a guardare un programma della De Filippi senza fermarsi alla prima puntata ma perseverando.
L’unica spiegazione plausibile è che ad una con squilibri ormonali faccia bene guardare la De Filippi visto che a guardare lei ci si domanda se quello che ha sul collo è un pomo d’Adamo o se ha inghiottito incidentalmente il microfono. Maria in fatto di squilibri ormonali batte tutti, non c’è dubbio.
Eccovi dunque il riepilogo dell’avvincente seconda puntata di “Vero amore”:
c’è la tizia che si chiama Nunzia (quella col fidanzato geloso che sembra Keanu Reeves dopo un frappè di nandrolone) che viene invitata a fare una passeggiata romantica col single e per carità, uno non pretende come location spiaggia bianca, trionfo di palmizi e tramonto a Bora Bora, ma vedere i due tizi cinguettare in mezzo a qualcosa che sembra la tangenziale all’ora di punta con tanto di antifurti che suonano è davvero troppo.
Per fortuna pochi istanti dopo la location cambia completamente: ora Nunzia e il single si trovano nel villaggio turistico in Puglia che ospita tutti i concorrenti.
Credo che nella vita non esista niente di più triste di un villaggio turistico in bassa stagione, a parte le piste da sci senza neve e le piscine vuote con foglie morte sul fondo.
Nunzia è una che sta lì perché, a suo dire, ha lo stesso fidanzato dall’età di quattordici anni e desidera fare delle esperienze per crescere. Il single, fine psicologo, per aiutarla a crescere le regala una Barbie.
Poi il single le organizza una sorpresa originalissima, ovvero dei fuochi d’artificio sulla spiaggia.
L’espediente dei fuochi d’artificio è talmente abusato nei reality che vedendo la scena prego fortemente che il villaggio turistico si trovi nelle vicinanze di una polveriera.
Poco dopo ritroveremo Nunzia e il single mollemente adagiati su un’amaca a promettersi di rivedersi da soli, una volta finito il programma.
Si torna in studio.
Il fidanzato di Nunzia già costretto a subire la gogna della cornificazione pubblica, viene obbligato a subire un’altra gogna: quella di sorbirsi un mega pippone sul vero amore da quel grande esperto in materia che è Gianni Sperti , uno che è stato mollato dalla moglie per Raz Degan .
Poi c’è Francesca, la fidanzata di Giuseppe Lago, che esce col single che sembra Bettarini dopo una forma acuta di cimurro. 
Sono su una spiaggia, lei è talmente convinta di essere una delle protagoniste di Dawson’s Creek che traccia un cuore sulla sabbia . Avrebbe aggiunto anche le iniziali dei loro nomi, se solo sapesse scrivere.
Poi i due si rinchiudono in un bungalow per cinque ore.
In studio ci si domanda cosa abbiano potuto fare nel bungalow in quel lasso di tempo.
Visto che sommando il quoziente intellettivo dei due non si ottiene neppure la metà del quoziente intellettivo di Flavia Vento, è evidente che i due non hanno discusso di recessione ed indice mibtel.
A quel punto Lago si fa cupo in volto, dichiara che la ragazza gli fa veramente schifo e quando tutti noi cominciamo a temere che possa uccidere accecato dalla gelosia, per fortuna ci pensa la solita De Filippi a commettere un provvidenziale omicidio ai danni della lingua italiana.
Col suo consueto utilizzo allegro di verbi e congiuntivi dichiara infatti: “ Una settimana fa se io ti avessi chiesto se era vero amore cosa mi rispondevi?”.
Poi c’è Karina con la Kappa. La tizia è probabilmente l’unica ragazza del programma a cui non infileresti un attizzatoio per caminetto negli occhi .
Vorrebbe che il fidanzato si decidesse a sposarla ma dopo dieci anni lui ancora non si convince a compiere il grande passo.
Karina appartiene insomma a quella categoria di donne fermamente convinte di aver trovato l’uomo giusto e non hanno capito che quello che hanno accanto è in realtà l’uomo giusto-perché-gli-fai-pena.
Il fidanzato di Karina vede i filmati che mostrano la fidanzata avvinghiata a vari single e tutto quello che ha da dire è: “Divertiti!”
Facile prevedere che nelle prossime puntate, pur di provocare la gelosia del fidanzato, Karina si accoppierà con single, cameraman, pedalò, reti da pesca e tutto quello che le capiterà sotto tiro.
Per finire c’è Bianka con la kappa, quella che sembra Elisa di Rivombrosa però più scialba, il che è come dire che sembra una Monica Bellucci però un po’ più convinta di essere figa.
A Bianka gli autori organizzano un’altra di quelle sorprese che nessuno dovrebbe mai fare ad una donna: farle trovare un abito da sera sul letto. A nome di tutte le donne (e parlo semplice, così magari capite una volta per tutte): “Noi il vestito se lo dovemo da provà! Fateci trovare un buono per una boutique, non un vestito che nella migliore delle ipotesi andrà stretto a Rita Levi Montalcini, chiaro?”.
Bianka è la protagonista dell’esterna più infelice della storia:
lei attende il single in abito da sera.
Sente una profonda voce maschile che le narra la favola de “La Bella e la Bestia”.
Quella voce si materializza in un tizio col volto coperto da una maschera orrenda e pelosa.
A quel punto tutti gli spettatori temono che di fronte a quel travestimento lei possa fare confusione e corrergli incontro gridando:
“Che bella sorpresa!!! Maria, tu non dovevi essere in studio?”
Non accade, tranquilli.
Però sarebbe stato bello.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Chi mi conosce lo sa: sostengo da sempre le cause animaliste e a parte il desiderio recondito di sodomizzare con una bic quei tristissimi cigni di porcellana su quell’orribile centrino che Costanzo tiene sulla scrivania di “Tutte le mattine” a scopo discutibilmente ornamentale, amo profondamente gli animali.
Per questa ragione non posso tirarmi indietro di fronte ad una campagna che mira a sensibilizzare Simona Ventura e tutto il team di “Quelli che il calcio” su una questione che li riguarda molto direttamente:
c’è un ragazzo che sogna di diventare muflone.
Mi spiego. Per chi ignorasse l’importante questione, l’anno prossimo a “Quelli che il calcio” accanto alle Schedine torneranno “i mufloni”, ovvero i valletti del programma. (da notare il maschilismo sotterraneo: le donne sono sempre -INE, gli uomini sono -ONI. )
In questi giorni sono in corso i provini a Milano.
Simona,
c’è un ragazzo, Matteo Pedrosi, che sogna di diventare muflone fin dall’infanzia quando, al posto di latte e pappine, chiedeva alla mamma che nel suo biberon mettesse ghiande e fogliame. 
Per prepararsi meglio al ruolo, da convinto sostenitore del metodo Stanislavskij quale è, si è mescolato per mesi alle mandrie di mufloni sul massiccio del Gennargentu rischiando più volte di venire impallinato dai cacciatori sardi.
Se queste argomentazioni non ti paiono convincenti, sappi anche che il ragazzo ha un passato di corteggiatore a “Uomini e donne”, per cui il diventare muflone costituirebbe per lui un importante promozione.
E se questo non bastasse ancora, l’aspirante muflone ha deciso di raccontarmi via e-mail il provino per il posto da muflone che ha sostenuto ieri e dal racconto risulta chiaro che oltre ad essere innegabilmente carino, è indubbiamente simpatico.
Ecco la sua cronaca:
MILANO. Dopo una notte di bagordi e baldorie sino all'alba e appena due ore di dormiveglia (sarà la comprensibile tensione pre-casting), mi accingo a mettere in moto il mio autoveicolo. Direzione studi Rai di Milano.
Il mio colorito rosso peperone, dovuto alla lampada di ieri sera, non promette niente di buono ma chi si ferma è perduto ed io per rispettare questo detto non mi fermo nemmeno quando i vigili mi mostrano la paletta (specie se il cane del vigile ha evacuato).
Giungo sul luogo del delitto con il mio consueto ritardo e già si profila una coda di almeno 30 aspiranti pecoroni selvatici.
Tra loro avvisto dei conoscenti colleghi-indossatori ed immediatamente fiuto i requisiti intellettuali utili al casting. Entro in sala d'attesa e prima di accomodarmi sulle comode poltroncine disponibili, compilo la lista di presentazione. La solita lista con dati anagrafici e con apposito spazio per un breve curriculum.
Da fondo sala si odono musichine dance e i primi provinati escono impalliditi (il che mi fa ben sperare, visto il mio colorito). Le prime dichiarazioni a caldo svelano un impaccio generale, il pessimismo è talmente elevato che confidano immediatamente di avere poche chances.
Poco prima della mia entrata scopro che la lista dei “rivali” è di 150 e che saranno scelti solo due ragazzi (i fortunati). Nel frattempo, due ragazzi mi riconoscono (si ricordavano di me a "Uomini e Donne") e grazie a loro scopro che ieri c'è stato il casting delle aspiranti colleghe "schedine". Chiedo lumi al riguardo ma nessuno risponde (forse perché non sanno che significa “lumi”). Ma torniamo a noi.
Finalmente arriva il mio turno. Due hostess mi accompagnano in studio, oltrepasso il sipario con nonchalance e mi piazzo in postazione casting.
Noto subito che il casting director è Max Novaresi (autore e conduttore tv, anche se l’ho riconosciuto ho preferito tacere per non passare da ruffiano). Poi dimentico che nelle note ho rivelato spudoratamente la mia passione per il Torino (come Simona Ventura) provocando una ruffianata involontaria (mi salvo solo perché sono un torinista d.o.c.)
Mi viene chiesto di parlare un minuto di me, guardando dritto in camera. Comincio parlando delle mie origini, proseguo raccontano alcune esperienze di lavoro e poi concludo dicendo che il mio bel colorito è solo frutto del lampadone e non del vinello, provocando l'ilarità generale.
Fin qui tutto bene, poi mi viene chiesto di ballare un brano dance.
Metto in guardia il team di esaminatori confessando il mio pietoso status di ballerino, un pò de’ legno. La musichina parte e io invece, essendo un Kledi in versione diesel, parto piano… poi prendo fiducia dei miei mezzi, chiudendo con una sicurezza quasi disarmante.
Improvviso un balletto di due passi, sempre gli stessi due, per un minuto circa. Intravedo sorrisini ma anche sguardi inspiegabilmente compiaciuti. Finito il ballo faccio mea culpa chiedendo scusa per lo spettacolo offerto, ma loro se la ridono dicendomi "ci rivediamo" (almeno mi sembra di aver capito cosi).
Qui scatta il classico dubbio di fine casting: Cosa avranno voluto dirmi con quel "ci rivediamo"? Intendevano che sono interessati o che magari un giorno in un posto lontano potremmo anche rivederci per sbaglio?
Detto ciò, ho ripreso la via di casa pensando al vero dubbio della giornata: mi sono ricordato di comprare la carta igienica ieri? Ciao.
Matteo
COME POSSIAMO AIUTARE L'ASPIRANTE MUFLONE?
Semplice.
Mandate una e-mail al team di Quelli che il calcio tramite QUESTO LINK con oggetto “Quelli che il calcio: operazione muflone”.

Poi , fate un copia e incolla del seguente testo:
“Anche io aderisco all’iniziativa “operazione muflone” sostenuta dal blog di Selvaggia Lucarelli.
Simona, Andrea, Fabio, Max, Dario, Francesco, mettetevi una mano sulla coscienza e accontentate la richiesta dei tanti blogger che chiedono a gran voce:
“MATTEO PEDROSI MUFLONE SUBITO!”
Post scriptum riservato alle ragazze :
lo so, Matteo è carino ma evitate se potete di praticare opera di tacchinaggio spinto mediante invio di e-mail più o meno esplicite.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di rendere un animale cornuto Matteo, non i nostri mariti e fidanzati, ok?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Il 12 e 13 giugno io voterò SI’ ai referendum sulla fecondazione assistita e siccome la questione mi sta molto a cuore, ho a lungo cercato un argomento valido e non banale per convincervi a fare altrettanto.
Mi pare di averne trovato uno di fronte al quale ognuno di voi, credo, si deciderà definitivamente a votare sì senza più dubbi e perplessità.
Eccolo:
se non vi bastasse sapere che da quando è in vigore la legge 40 c’è stato un sensibile calo delle gravidanze, se non vi bastasse sapere che in compenso sono cresciuti notevolmente gli aborti, che vi è stata una fuga delle coppie che se lo possono permettere verso Paesi con legislazioni meno restrittive , che il divieto di selezione degli embrioni obbliga la donna a ricevere anche gli embrioni malati…
Beh,allora prendete in considerazione un altro dato significativo:
dall’entrata in vigore della legge 40 vi è stato un notevole aumento dei parti gemellari che sono passati dal 14,2 al 18,6%.
Conseguenza, quest’ultima, dell’obbligo di trasferire in utero tutti gli embrioni ottenuti con la fecondazione in vitro.
Dunque:
il 12 e 13 giugno vota sì, se vuoi diminuire del 4,4% le probabilità che accadano altri fenomeni come QUESTO!
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Avete presente quelli che sono lì lì per raccontarvi un pettegolezzo con voi curiosi come delle scimmie che già pregustate il piacere del chiacchiericcio che ne deriverà , quelli che dopo le prime quattro parole tipo “Hai presente la tipa…” sono colti da improvviso pentimento, quelli che si bloccano e scuotendo la testa con aria affranta vi fanno: “No, niente…” E tu : “Come niente???” E quelli: “No no non posso dirtelo..” e tu non ci dormi tre notti?
Ecco. Quelli di “Vanity Fair” sono quelli .
Tutte le settimane infatti, sadici come pochi, quelli di Vanity praticano il metodo del pettegulezzus interruptus, ovvero ti piazzano una frasetta di tre-quattro righe al massimo in fondo ad una pagina, frasetta sempre e rigorosamente seminascosta, appuntata alla pagina con uno spillino come a dire “Stavamo chiudendo il numero ...ormai era tutto bello impaginato…c’è arrivata una dritta all’ultimo momento …noi ve la buttiamo lì…” .
Solo che i perfidi ti buttano lì una frase dal contenuto chiaro quanto una quartina di Nostradamus, piena di sottintesi, di cose accennate, di giochi di parole e di robe non dette.
Soprattutto, bisogna indovinare i protagonisti.
Quelli lì lo sanno che noi ci scervelliamo per capire di chi parlano.
Lo sanno che alla lettura di quella frasetta partono scommesse e giri di telefonate e rosicamenti atroci e curiosità morbose e notti insonni.
Bene.
Allora facciamo che io tutte le settimane riporto la frasetta sul blog titolando il post “pettegulezzus interruptus” e voi-noi si fa insieme delle ipotesi (all’interno dei commenti).
Gliela facciamo vedere noi, a quelli lì.
Il pettegulezzus interruptus della settimana scorsa era:
1) “Dicono che un politico con la passione per i prodotti locali apprezzi una ragazza nazionalpopolare. Dicono.
Il pettegulezzus interruptus di questa settimana :
2) “Dicono che un calciatore sposato e da tempo sul viale del tramonto abbia detto “yes” a qualche uomo. Dicono.”
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
“La fattoria” volge al termine ed io non posso proprio esimermi dal commentare questa edizione particolarmente felice del reality di Canale 5.
Chi segue il programma lo sa già.
La puntata finale è già scritta: Patrizia Rossetti e Mal prenderanno più o meno i ventisette voti che ha preso Flavia Vento alle ultime elezioni e per Raffaello Tonon sarà un trionfo.
Maurizio Costanzo, che l’ha lanciato per primo a Buona Domenica, l’anno prossimo gli farà cantare “Aggiungi un posto a tavola” assieme ad Antonino di Amici e per lui si spalancherà definitivamente la strada del successo.
Per chi invece non ha seguito il programma , ecco qualche dato sulla trasmissione:
presenta Barbara D’Urso, gli opinionisti in studio sono “quasi” sempre Barbara Alberti (l’amo, me la metterei sul comodino), Simona Izzo e Flavia Cercato.
La Cercato, per chi non la conoscesse, è quella con la faccia da Jolly delle carte da poker.
Il programma è ambientato in una vecchia fazenda brasiliana.
In occasione del programma è stata sottoposta a numerosi restauri e ristrutturazioni.
Parlo della Izzo , non della fazenda.
L’inviato in Brasile è Pupo.
Pupo passerà alla storia come l’unico inviato ad esser finito con quattro punti di sutura all’orecchio per aver commentato le prove fisiche a cui sono stati sottoposti gli altri.
Passiamo ai concorrenti:
Eva Henger : tra favolette ungheresi e acconciature lolitesche con codine laterali, più che ad arrivare in finale con Tonon sembrava mirare al processo di beatificazione con Giovanni Paolo secondo.
E’ stata cacciata a furor di popolo alla sua prima nomination e pare sia la prima volta che non è riuscita a convincere gli italiani a “cambiare una qualche posizione”.
Nella fattoria ha vissuto un momento molto tenero poiché ha potuto riabbracciare dei vecchi colleghi che non vedeva da tempo: due cavalli pezzati che hanno scelto di trasferirsi in Brasile per cambiare vita.
Francesco Benigno: come dichiarato, ha partecipato a “La Fattoria” per scrollarsi di dosso il personaggio di Natale, il mafioso violento e crudele che interpretò in “Mery per sempre”.
Prima di partire ha rivelato con amarezza ad una giornalista che lo intervistava: “Quando il successo ha cominciato ad appannarsi i miei vecchi amici , quelli su cui facevo affidamento, sono spariti tutti.” “Opportunismo?” gli ha domandato lei. “No, lupara bianca”.
Ad ogni modo, ha finalmente compreso che gli italiani non se lo ricordavano solo per quel film. Non se lo ricordavano proprio.
Ugo Conti: tra gli attori più carismatici in circolazione assieme a Fabrizio Bracconeri e Milena Miconi, ha sempre manifestato di nutrire un grandissimo interesse per la sfida. Quella di ieri sera tra Milan e Liverpool, naturalmente.
Dopo la sua partecipazione a “La fattoria” per Conti si prospetta finalmente una stimolante opportunità professionale: nella ben nota pubblicità che lo vede protagonista da tempo,sarà lui a servire in tavola il caciucco e non più Abatantuono.
Francesca Lodo: ha dimostrato a tutte le donne come si può venire lasciate da un fidanzato e gestire con maturità la sconfitta sentimentale. Prima di partire ha detto: “Mai più con un calciatore. Sono ragazzi ricchi e belli ma pieni di sé e superficiali.” Ha imparato la lezione e pare si stia consolando tra le braccia di quel filosofo esistenzialista che è Edoardo Costa.
Edoardo Costa: aveva lasciato la soap “Vivere” dichiarando che sarebbe volato negli States per una sitcom. Nessuno aveva capito che si trattava non di un proposito ma, appunto, della prima battuta della sitcom.
Jo Squillo: dichiara di sentirsi una “bandiera del femminismo” per aver portato a Sanremo una canzone intitolata “Siano donne”. Peccato che a noi donne sfugga il perché una imbevuta di tanto femminismo che di cognome farebbe Coletti si sia scelta come cognome d’arte il raffinato “squillo”.
Giulia Montanarini : la gemella ce l’aveva. La terza sorella pure. Il cantante attempato da insidiare anche (Mal). Extension bionde e labbra a canotto.
Dopo il caso Lecciso , abbiamo rischiato il caso Montanarini. C’è andata bene. Giulia da vera anticonformista qual è, ha scelto una strada meno battuta per una soubrette: sta con un calciatore.
Clayton Norcross : personaggio di grande spicco all’interno della fazenda, ci ha provato praticamente con tutte. Dopo aver preso un numero imprecisato di due di picche, ha dichiarato di non dare grande importanza alla cosa. Lui è abituato a bellezze californiane e a dirla proprio tutta con le donne si è tolto parecchi sfizi sul set di Beautiful.
Sally Spectra ha minacciato di querelarlo se si deciderà a rivelare i particolari più intimi.
Patrizia Rossetti: fa televisione da moltissimi anni ma grazie a “La fattoria” abbiamo scoperto di lei un particolare inedito e di particolare interesse per i cinefili: sua madre è Chucky la bambola assassina
Cristel Carrisi : nel vederla per la prima volta, molti si sono chiesti come sia possibile che la ragazza non abbia ereditato neanche un po’ della famosa bellezza di Romina. Particolarmente accreditata l’ipotesi che sia nata da un innesto poco felice tra un vitigno d’uva francese ed uno d’uva da tavola della tenuta di Cellino San Marco.
Ha dovuto abbandonare “La Fattoria” a causa della morte del nonno. Chi vegliava la salma ha sostenuto che lo sguardo del defunto fosse decisamente più vivace di quello della nipote.
Marco Basile: lo inserirei a pieno titolo tra i personaggi più simpatici dell’ultimo millennio assieme ad Adolf Hitler e Silvio Muccino.
Mal: per il suo innegabile talento nel progettare e costruire, è stato soprannominato dai suoi compagni d’avventura “il geometra”. Il pubblico da casa ha approvato. La sua dimestichezza con le figure geometriche è innegabile: con la sua flemma ha fatto due palle quadrate a tutti.
Al prossimo reality!
p.s.
Non ho dimenticato la Badescu .
E’ che sulla Badescu ho più o meno gli stessi argomenti che ha lei sulla vita: nessuno.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Mi sono sposata solo qualche mese fa, per cui so bene quante spese bisogna affrontare per organizzare anche il più semplice dei matrimoni.
E’ per questa ragione che ho deciso di dare una mano, quando posso, a quelle coppie che tra mille rinunce e sacrifici stanno mettendo su casa.
In questi ultimi giorni ho preso a cuore la storia di una coppia che vive un problema comune a molte altre: lui ha un lavoro fisso, lei saltuario, quindi c’è un solo stipendio certo alla fine del mese.
Desiderano un figlio ma ora si trovano ad affrontare le spese del matrimonio e della nuova casa, per cui forse dovranno attendere ancora un bel po’.
Sappiate che non amo rendere pubblici i miei gesti di solidarietà perché la cosa puzza di auto-propaganda, ma questa volta ho bisogno di voi, per cui farò un’eccezione.
Ho deciso di aiutare questa giovane coppia perché è giusto offrire il nostro sostegno alle persone meno fortunate di noi e vi chiedo di fare altrettanto.
Vi spiego brevemente come:
dunque, lei, come accennato sopra, non ha mai avuto un lavoro fisso. Adesso, pur di aiutare il marito a pagare il mutuo e comprare i sanitari del bagno della casa in cui andranno a vivere dopo sposati, si è lanciata in un’avventura professionale del tutto nuova.
Rischia moltissimo, anche perché il compagno l’ha sostenuta economicamente in quest’impresa: le ha dato da investire i soldi che aveva messo faticosamente da parte per acquistare il televisore quindici pollici e lo Scaldasonno Imetec.
Come possiamo aiutarla? Semplice. Sosteniamola nella sua nuova attività.
Sono solo sette euro. Rinunciando ad una pizza possiamo aiutare lei ed il suo compagno a comprare almeno il boiler della loro
nuova umile dimora.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ti nasce un figlio e cominci a pensare con apprensione a tutto quello che potrà minacciare la sua felicità: la guerra, la pedofilia, la droga, la delinquenza,la guida spericolata. Per non parlare poi di tutti gli spettacoli diseducativi che circolano.
Ma c'è dell'altro.
I pericoli più grossi spesso sono celati dietro ad apparenze ben più innocue.
Scopro infatti che un domani neanche tanto lontano mio figlio potrebbe leccare quest'affare in un luogo pubblico.
Se ne deduce che Michael Jackson è un azionista Motta.
p.s.
Che poi a pensarci bene nella maggior parte dei casi i bambini molto piccoli non riescono a mangiare il gelato per intero, di conseguenza tocca alla madre finirlo…
(grazie a pieceight che me l’ha segnalato!)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Lei e Mina, tempo fa, hanno fatto una scelta netta e categorica: quella di tenersi alla larga dalla tv.
Per carità, si è trattato di una decisione comprensibilissima ma certamente assai dolorosa per il pubblico che le amava e che in tutti questi anni si è dovuto accontentare al massimo di qualche sporadica notizia sulle due star tanto schive e riservate.
Ieri la bella sorpresa:
è finalmente accaduto che ad una delle due sia tornata la voglia di riaffacciarsi sulle scene.
So che a molti di voi, ieri sera, alla vista di quel volto che tanto era mancato, lacrime di gioia e commozione avranno solcato le guance.
Avrete senz’altro capito di chi sto parlando.
Dopo una lunga assenza dal video è tornata Maria De Filippi.
La nostra Maria. Colei capace come pochi altri uomini al mondo di pronunciare dei no.
Colei che coraggiosamente ha scelto di non sovraesporsi. Di non sovraccaricarsi di lavoro. Di non tenere le poltrone tutte per sé. Di lasciare spazio agli altri. Di non cadere nella trappola dell’ingordigia.
E diciamolo a gran voce: di questi tempi solo lei e Luca Cordero di Montezemolo sono capaci di scelte tanto altruiste.
Maria è in gran forma. Oserei dire che il tempo sembra scivolarle addosso senza scalfirla minimamente. Concorderete con me nel dire che è esattamente come l’avevamo lasciata quindici giorni fa.
Deve aver fatto un patto col diavolo. O col marito, che poi è più o meno la stessa cosa.
Ed immutata è rimasta anche la sua invidiabile capacità oratoria:
se c’è da aprire il programma lei dice: “Buonasera, facciamo entrare…”, se c’è da chiudere il programma lei dice: “ la puntata è finita a domani” , se è il momento del sottofondo musicale lei dice: “Jingle!” , se c’è la pubblicità non dice niente e si fa tagliare direttamente.
Se l’ospite è poco loquace lei te lo molla lì nel suo silenzio imbarazzato finchè il povero malcapitato non pensa: “Qui c’è una che ha meno argomenti di me” e comincia a raccontare la storia della sua vita dall’incontro dei suoi bisnonni in poi.
Forse un’inquadratura sbagliata rivela qualche piccolo solco ai lati degli occhi che quindici giorni fa non c’era, ma il suo fascino è davvero immutato.
D’altronde si sa, come gli ingegneri aeronautici si ispirano al volo degli insetti per creare velivoli in grado di muoversi sicuri nell’aria, la Foppapedretti si ispira da decenni al suo volo d’angelo con Kledi per creare assi da stiro in grado di stare dritte una volta riposte dietro la porta.
Il suo nuovo programma si chiama “Vero amore” , titolo, neanche a dirlo, palesemente ispirato alla sua situazione sentimentale.
Premetto che non è facile riassumere un format tanto complesso e articolato in poche righe ma, per farla breve , la trasmissione è così strutturata:
ci sono quattro coppie che decidono di mettere alla prova la solidità della loro storia . A tal fine le donne fidanzate verranno mandate in una sorta di residence con tredici uomini single e gli uomini fidanzati in un altro residence con tredici donne single.
L’idea rasenta a tal punto la genialità che qualcuno sostiene che tra le invenzioni leonardesche, accanto agli schizzi dell’argano e dell’ala articolata, vi sia anche un disegnino a tempera che ritrae Giuseppe Lago attorniato da alcune procaci sciampiste.
Giuseppe Lago è appunto uno dei concorrenti al gioco ed è, per chi non lo conoscesse, un tronista di “Uomini e donne” (del resto che è un tronista lo si deduce dal tipico sguardo appunto rin-tronato che hanno tutti i detentori dell’ambito titolo) .
Lago è talmente simpatico che Costantino al suo confronto è Jerry Lewis.
Lago è la testimonianza vivente che, come pensavano gli antichi romani, nel nome c’è il proprio destino: uno che si chiama Lago non può che avere una cavità piena d’acqua al posto del cervello.
Il tizio si presenta vestito da Uomo del Monte e con il capello perennemente impomatato; particolare, quest’ultimo, che chissà perché è una caratteristica tipica dei vari Costantino, Daniele Interrante e compagnia bella.
L’unica spiegazione plausibile è che l’opera di lecchinaggio intensivo nei confronti della De Filippi provochi una tale produzione di bava che il materiale in eccesso viene utilizzato per tener fermo il capello.
A parte Lago, c’è una coppia che dichiara di essere lì per vincere l’eccessiva gelosia, che praticamente è come dire che uno va all’October fest per vincere i suoi problemi di alcolismo.
Poi c’è una tizia , Bianka con la kappa, che si sente trascurata dal suo uomo perché lui lavora troppo e allora pensa bene di mandarlo in trasmissione così si unisce al folto gruppo di gente che piuttosto che lavorare va dalla De Filippi.
Poi c’è la tizia che si chiama Karina che passeggia con uno dei single tentatori col fiore tra i capelli e l’aria sognante ma poi il single ci tiene a rassicurare il fidanzato di lei dicendo che è felice che in sua compagnia lei abbia vissuto la sua prima volta coi cavalli e la faccenda si fa imbarazzante.
Poi c’è la tizia che si chiama Michelina e qui mi limiterei ad osservare che certi nomi esistono solo nei programmi della De Filippi e forse ne “Il medico in famiglia” dove Annuccia e Ciccio erano i nomi più normali.
Poi c’è il tizio single che dice alla fidanzata di Lago che è una col quoziente intellettivo di Karim Capuano: “Non pensavo che tu fossi così profonda” e lì vien voglia di utilizzare quell’anello a cerchio che il tizio porta al naso per tirarlo dentro la stalla e schiaffargli in bocca una balla di fieno in modo che taccia per un po’.
Poi c’è un’altra tizia, che ha avuto una grave crisi col fidanzato per problemi di distanza e allora decide di partecipare a “Vero Amore” dove li terranno separati per un mese . Bah.
Poi c’è il ragazzo di Karina che alla domanda: “Cosa ti mancherà di lei?” risponde: “ Fumarsi insieme una sigaretta, vedere la tv , farci una risata” e lì viene a tutti il dubbio che stesse pensando ad un suo vecchio commilitone.
Poi ci sono quelle frasi insopportabili condite da risatine del tipo : “Sei una bella persona” oppure “Ma tu sei fuori di testa!” o anche “Io nella vita sono buono e caro ma se mi fanno arrabbiare…” il tutto annaffiato da scene girate in esterno della serie “musica allegra in sottofondo mentre lei fa le smorfie provando cappelli osceni davanti allo specchio”.
Non so voi, ma io per questo genere di cose potrei anche uccidere.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

La titolare del blog ringrazia sentitamente il tg5 di ieri, edizione delle venti, per aver finalmente dedicato un servizio ampio, esaustivo e chiarificatore su una questione davvero importante e delicata:
i gusti del gelato prediletti dagli italiani.
Al primo posto il cioccolato, notizia che ha creato non poca agitazione all'interno dei sindacati, seguito da nocciola, fragola e limone.
Domani prevista riunione di governo alle prime luci dell'alba per discutere della questione e, soprattutto, della preoccupante assenza del gusto puffo nella lista delle preferenze degli italiani.
L'opposizione ha già espresso un forte dissenso:
Berlusconi finge di non sapere quale sia la reale e scomoda pentola scoperchiata dal servizio, ovvero:
"Sarà poi vero che il gelato può sostituire un pasto?".
Staremo a vedere come si evolverà la faccenda, ma prevedo giorni burrascosi.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Tra gli atti più scellerati che abbia commesso negli ultimi tempi occupa il primo posto assoluto l'aver deciso di regalare un telefono cellulare ai miei genitori.
Io non so per quale misteriosa ragione al genitore medio l'utilizzo di un semplice telefono cellulare risulti semplice quanto quello di una tastiera elettronica ad un furetto domestico.
Non so quale sia la vostra esperienza in proposito, ma per quel che mi riguarda l'arrivo del telefonino , a casa dei miei, ha creato ben più scompiglio di quello del nipote.
Qui di seguito i passaggi salienti della saga:
Mio padre scarta il regalo e comincia ad osservare la scatola con aria interrogativa girandola e rigirandola tra le mani tante di quelle volte che alla fine urge da parte mia chiarire che non gli ho regalato un cubo di Rubik.
Mio padre, piuttosto risentito, dichiara che ho poco da fare la cretina perchè che è una radiosveglia l'aveva capito benissimo fin da subito.
Alla notizia che si tratta di un telefono cellulare mio padre comincia a maneggiare l'oggetto come se si trattasse di una piramide di calici in cristallo e oro zecchino.
Invito mio padre ad impugnare l'oggetto con maggiore tranquillità e ad asciugarsi le gocce di sudore che gli colano dalla fronte.
A questo punto interviene mia madre.
Ora voi dovete sapere che qualche mese fa mia madre è riuscita nell'impresa di registrare per la prima volta un film di seconda serata su videocassetta. Si trattava di "Heat- la sfida".
Devo riconoscere che a parte il fatto che durante la scena della sparatoria finale è apparso due volte Bruno Vespa e alla fine non si capiva se Al Pacino piangesse per la morte di De Niro o per il maglione di Crepet, la cosa le è riuscita discretamente.
Questo isolato episodio ha convinto mia madre di essere l'elemento moderno della famiglia.
Dunque mia madre, con aria decisamente sprezzante, strappa il cellulare dalle mani di mio padre e fa: "Forza, dammi qui che prima che tu capisca dove vanno le pile abbiamo fatto notte!"
Spiego ai miei che non va a pile ma a batteria e che si tratta di batteria senza piatti e senza bacchette.
Insegno loro le funzioni principali : così si accende, così si spegne, così si risponde, così si chiude. Suggerisco di mettere delle icone tipo teschio o impronte del diavolo su TUTTI gli altri tasti così da non premerli incidentalmente.
I miei hanno capito perfettamente. Faccio dei test, degli squilli di prova, li faccio chiamare, rispondere, spegnere, accendere. Ve lo giuro, non sbagliano nulla.
Bene, allora qualcuno dovrebbe spiegarmi per quale arcano motivo a due mesi dall'evento appena narrato, ogni volta che provo a chiamarli accade uno dei seguenti avvenimenti:
a) dopo una media di settantacinque squilli sembra che qualcuno risponda e invece cade bruscamente la linea.
b) dopo una media di settantacinque squilli sembra che qualcuno risponda e invece non segue risposta. In compenso seguono rumori confusi di radio, tv e treni in partenza, fischi di bollitori e frasi smozzicate del tipo: "Mi era sembrato di sentire suonare qualcosa".
c) dopo una media di settantacinque squilli sembra che qualcuno risponda, solo che anzichè un semplice "Pronto?" si ode una sequenza disordinata di suoni di tasti premuti a casaccio. Alcuni tasti vengono premuti talmente a lungo da emettere suoni molto simili ai richiami acustici utilizzati per la caccia, per cui molto spesso, nel tentativo di telefonare a mia madre, mi ritrovo circondata da stormi di allodole.
Ditemi che non sono la sola.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Succede che la sottoscritta sia parecchio affaccendata in quell’impresa titanica che è il recupero della forma e dell’umore dopo il parto.
La sottoscritta compie uno sforzo immane per convincere se stessa che anche infagottata in una tuta Puma possiede l’eleganza di Jacqueline Kennedy;
che quella specie di brodaglia insapore che è il minestrone Pesoforma sia il meglio della novelle cousine e che le voci secondo le quali con due litri del suddetto minestrone nel serbatoio, una Lupo Wolkswagen abbia percorso la tratta Parigi-Nizza siano assolutamente false.
Ma, soprattutto, questa poveraccia sta compiendo uno sforzo sovrumano per credere a quell’anima pia del marito che tutte le sante mattine è costretto a sostenere la seguente, estenuante conversazione:
Io: Ma tu mi vedi come prima?
Lui: No, più bella.
Io: Allora ho sbagliato domanda. Ma tu ci vedi come prima?
Insomma, per essere ancora più chiari, il punto è che in questo periodo la pace in famiglia si regge su un equilibrio molto fragile che consiste nel non dire né lasciare intuire nulla che possa urtare la mia sensibilità.
Mio marito mi dà ragione. Sempre.
Si attribuisce le responsabilità di tutto. Sempre.
Tanto per capirci, se spendo venti euro per un rossetto ed una volta a casa scopro che il colore non mi piace, lui afferma che mesi fa quelli della L’Oreal gli avevano chiesto una consulenza sulla tabella colori primavera 2005 e che ha sbagliato a sottovalutare l’importanza della cosa.
La finzione reggerebbe splendidamente. Giuro.
Ma poi arriva la tizia della Tim.
Quella mora, pelle ambrata, occhi verdi, magra, alta, procace, bocca carnosa , denti bianchi, giovanissima, brasiliana, strapagata, fidanzata con il principe del Lichtenstein che deve baciare per contratto quel ragazzetto discreto di nome Diego.
Insomma, quella della serie: quando il destino si accanisce. E anzi, colgo l’occasione per sottolineare il fatto scandaloso che nessuno si sia ancora deciso ad istituire una fondazione che offra un aiuto concreto per questa ragazza che con i clochards francesi e gli orfani rumeni vive una tra le più grandi tragedie sommerse dei nostri tristi tempi. Quella di coloro dei quali la società neanche si accorge: gli invisibili. E non parlo dei suoi perizomi.
Ecco. Mio marito mi recita magnificamente la parte di quello “vedo-solo-te-le-altre-mi-rimbalzano” e io fingo magnificamente di essermi calata nel ruolo di quella “l’amore-l’ha-rincoglionito-non-s’è-accorto-che-ho-ancora-sette-otto-chili-da-smaltire” e all’improvviso arriva lei.
La signorina “ quattro paperelle , quattro stelline, quattro gattini che innesca all’istante un’altra catena, analoga: quella dei quattro “imbecille” che dico a mio marito ogni qual volta lo becco a fissare la tizia con l’inconfondibile sguardo del pastorello di fronte alla Madonna di Fatima.
Quella dei quattro-cento euro in creme snellenti che vado a spendere in profumeria dopo che la signorina m’è apparsa seminuda urtandomi a tal punto da far detestare perfino a me, animalista convinta, quel rognoso gattino roscio malpelo.
Quella dei quattro isolati che mi faccio a piedi per smaltire il bicchiere d’acqua Rocchetta bevuto fuori pasto che tra l'altro, piccola parentesi, se è vero che camminare brucia i grassi io devo avere il metabolismo ignifugo.
Quella di quei quattro idioti dei pubblicitari che per reclamizzare queste cacchio di tariffe a scatto mettono una che qualsiasi donna si augura finisca in un’altra cosa sempre a scatto, ovvero in una di quelle belle trappole per topi che ce la tengano lontana per un po’. Oh.
E per finire, quella dei quattro completini Victoria’s Secret che mi deciderei a comprare online sul fantastico sito americano al fine di risollevare alla grande morale, autostima e tette perché, lo dicono loro, sono pensati "per donne di tutte le taglie" …
Solo che, chissà com’è, fanno indossare tutto il campionario ad una testimonial d’eccezione, una donna appunto di tutte le taglie. Quelle comprese tra la trentotto e la quaranta: Adriana Lima. Ancora lei.
E allora vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo.
Quattro volte.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

So che l'argomento è delicato ma uno scoop è uno scoop e del resto la stampa non si fece scrupoli, anni fa, di fronte alle corna di Hilary Clinton, figuriamoci se io me li devo fare di fronte a quelle di Ilary Blasi.
In esclusiva mondiale su questo sito, ecco a voi la trascrizione senza censura alcuna della conversazione tra Francesco Totti e Flavia Vento durante la rovente notte d'amore di cui tanto si parla:
Totti: L’abagiù accesa te dà fastidio?
Vento: Ma no, a me un po’ de musica de sottosfondo me piace.
Totti: Pure a me.
Vento: Ah, allora guarda, lì sur comodino ce sta er cofanetto coi pezzi de Lucio Battisti.
Totti: Er cofanetto??? Amo’ ma che te tieni le ceneri de un morto in casa? Mortacci che impressione!
Vento: Senti, che dici, famo sesso... sicuro?
Totti: So’ sicuro sì, sennò che ce stavo a fa’ qui?
Vento: Te va de cambia’ posizione?
Totti: Io pe’ ste cose devo sentì Bruno Conti, nun è che me posso spostà a destra senza dijelo prima al mister.
Vento: Francè, dimme la verità: ma co’ Ilary nun lo fai più?
Totti: Sai che c’è, è che da quando io mi ho laureato co’ Cepu, se vole fa’ ‘na cultura pure lei e mo’ a letto nun fa’ artro che legge.
Vento: Davero? E che legge?
Totti: Mo’ me pare che sta a legge un romanzo che s’intitola “Il ritratto di Sonia Grey”.
Vento: Ma insomma la lasci o no?
Totti: Nun lo so. E’ che poi io e te annamo a finì su tutte le copertine. E poi pora Ilary, te immagini come finisce pure lei?
Vento: Co’ la ipsillon, come ha da finì Illary?
Totti: Ah Fla’, poi hai sentito che ha detto Illary. Che ormai semo in tre!
Vento: Sì vabbè , ma nun è che io te e Illary potemo sta in tre tutta la vita amò, te devi da decide!
Totti: Devo fermà un attimo er cervello sennò divento matto.
Vento: Francè, nun s’è mai mosso.
Totti: Sì perché invece er tuo se move a ritmo de samba! Beh, mo’ vado. Forse glielo dico a Illary. Me l’hanno insegnato pure ar Cepu: carpe diem!
Vento: E che vor dì?
Totti: Che me devo godè la vita!
Vento: Ah mbè, allora in latino ne so’ una pure io amo’!
Totti: Dimme.
Vento: Memento mori!
Totti: E che vor dì?
Vento: Che prima de raccontà tutta ‘sta storia me devo ricordà de telefonà a Lele Mora!
Totti: Brava amo'.

Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Io non so se a furia di invitare Bob del Grande fratello a
Buona Domenica è finita che ormai parla il suo stesso italiano, fatto sta che l'editoriale di ieri di Maurizio Costanzo sulla prima pagina de "Il Messaggero" è roba da istigare al suicidio il presidente dell'Accademia della Crusca.
Eccolo:
Domenica 15 Maggio 2005
LE CASALINGHE un po’ frettolose, quando ...
LE CASALINGHE un po’ frettolose, quando rigovernano la casa sono solite talvolta alzare un tappeto e buttarvi sotto la polvere raccolta. Ho l’impressione che ci stiamo comportando nello stesso modo riguardo alle drammatiche problematiche economiche di questo Paese. Nel momento stesso che il Presidente del Consiglio fa intendere che non ci sono i mezzi per dare agli statali l’aumento richiesto, ci si dovrebbe fermare e discutere su come uscirne. Invece no: si fanno distinguo, si dice che potrebbe essere ma... si suppongono rimedi smentiti di lì a poche ore. Diceva Flaiano: «La situazione è disperata ma non è seria». Quali i rimedi comunque è difficile dirlo,ma a me sarebbe sufficiente che si imparasse un diverso approccio alle questioni.
M.C.
(grazie a dagospia per la segnalazione)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Non c’è che dire. Per l’ultima puntata di “In famiglia” Michele Guardì non ha badato a spese. Era dall’ultima cerimonia di chiusura delle Olimpiadi che non si vedeva uno spiegamento di risorse scenografiche e artistiche del genere e che non si assisteva ad un alternarsi così pirotecnico di spettacolo ed emozioni.
Chi ha perso la puntata deve credermi. Nonostante all’ultimo momento abbiano dato forfait Robert De Niro e Umberto Eco , la brillante compagnia formata da Carmen Russo, Stefano Masciarelli, Angela Melillo, Pamela Prati e Carmen Di Pietro è riuscita nel difficile intento di ricreare quell’ atmosfera intrisa d’arte e cultura tipica del mecenatismo rinascimentale .
Bisogna poi riconoscere la genialità di Guardì che non solo ha avuto la furbizia di chiedere alla punta di diamante della trasmissione, Marcello Cirillo, di fare un piccolo passo indietro per non oscurare i suoi ospiti, ma ha dato anche l’opportunità agli stessi di sfoggiare la propria cultura in un gioco davvero avvincente.
I cinque dovevano infatti scrivere il maggior numero di parole che iniziano con sol.
E sulla sua lavagnetta, colei che è universalmente considerata l’unica donna in grado di raccogliere l’eredità di Ada Negri, ovvero Angela Melillo, ha scritto senza esitazione la parola SOLECITARE.
Galvanizzata dalla sfida letteraria, inutile dire che l’unica donna in grado di raccogliere l’eredità di Sandro Paternostro, ovvero Carmen Di Pietro, ha scritto “solario” . Ad uno sgomento Timperi che le chiedeva cosa volesse dire, Carmen rispondeva sorridente: “Quando ti pagano…il solario!”. E Timperi: “Magari volevi dire salario…”
Ma a parte questo piccolo incidente di percorso bisogna ammettere che la Di Pietro s’è fatta perdonare trovando altre due originali sebbene un po’ desuete parole che iniziano con sol:
soffitta e salame.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
In questo blog si ritorna alle vecchie abitudini, ovvero si può tornare a commentare come una volta. Le ragioni per cui mi sono convinta a ripristinare i commenti sono due:
la prima è che se le sorelle Rita e Lierka Rusic sono chiamate a fare le opinioniste, la possibilità di esprimere un’opinione non si può più negare a nessuno.
La seconda è che sono venuta a sapere che Gilgamesh e Mistral, ovvero due persone che si sono conosciute commentando i miei post in questo blog, si sono sposate e aspettano un bambino.
Io in realtà non mi sarei fatta condizionare da sentimentalismi, ma il fatto è che mi è arrivata una circolare firmata “Carlo Azeglio Ciampi e signora” in cui mi si invita ad inserire nuovamente i commenti poiché “costituiscono un sostegno forte e convinto al recupero della natalità nel nostro paese” .
Dunque signori, datevi da fare. Mi raccomando però. Niente commenti osceni in luogo pubblico e, se siete per i commenti mordi e fuggi, proteggetevi.
Visto che siamo in tema, sappiate che il commento è “assistito” , ovvero c’è un moderatore che assiste al dibattito ed è autorizzato a censurare pubblicità e volgarità inutili e che è severamente proibito il commento “eterologo” , ovvero il commento estraneo all’argomento. (della serie “cerchiamo di non andare fuori tema”) .
Non sono previsti referendum.
Se non condividete la politica, gradirei comunque che evitaste forme di protesta estreme quali incatenamenti e digiuni. Queste cose riserviamole alle cause serie.
Il 10 giugno, per esempio, io aderirò alla giornata nazionale di digiuno per sollecitare il governo a pronunciarsi sulla proposta di incenerimento dei jeans strappati della Lecciso.

Tornando all’argomento, in pratica valgono le regole di una volta (che vi rammento):
- critiche e polemiche saranno le benvenute, ma un conto è un'atmosfera da Processo del lunedì, un conto è il wrestling.
- espressioni colorite saranno accettate , insulti estesi alla persona e a tutto il suo albero genealogico, un po' meno. Chiaramente solo il Facci gode di un bonus di quindici vaffanculo ma solo perchè spesso, lui lo usa come espressione sostitutiva del buongiorno e buonasera.
- non dico che non ci si possa allontanare dalla discussione iniziale, ma senza esagerare. Diciamo che se io scrivo a proposito di guerra e il primo commento è: "Sì, va bene le bombe intelligenti, ma la parmigiana alle melanzane col pecorino è meglio ", ecco, potrei decidere di rimuovere il commento senza sentirmi un tiranno.
- i complimenti non saranno mai ritenuti fuori luogo, a parte quelli rivolti ad altre blogghiste all'infuori di me e ad Emilio Fede.
Ovviamente,tale regolamento è da considerarsi del tutto inutile, visto che con tutta probabilità non sarò mai tecnicamente in grado di cancellare i commenti miei o altrui, perciò se volete usare lo spazio dei miei commenti per appuntarci sopra numeri di telefono,la lista della spesa,scriverci "Selvaggia Lucarelli è una strappona!" o improvvisare sfide a filetto con altri "commentatori", fate un po' quello che vi pare .
E che Dio me la mandi buona.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Prima o poi farò un riassunto di quello che mi è capitato nell’ultimo anno di vita , ma intanto vorrei rassicurarvi su un po’ di cose:
il “successo” mi ha cambiata. Non sono rimasta una ragazza semplice, anzi, sono diventata complicatissima.
Non ho mantenuto gli amici dell’infanzia e quando posso evito accuratamente di tornare nei miei luoghi natali.
Parlerò della mia vita privata.
Non sto leggendo “Il codice da Vinci” .
Non sto studiando per diventare attrice.
Non ho cominciato a fare pipponi sull’importanza della solidarietà femminile per fingere di essere immune da invidia e altre bassezze di questo tipo.
Non voglio altri cinque figli.
Non mi sono presa un periodo di pausa per godermi le gioie della maternità, è che non je la facevo proprio.
Eviterò di dichiarare che non parlo dei miei progetti futuri per scaramanzia. Io ve ne parlo già fin da ora. Tanto per iniziare non riprenderò la conduzione di “Cominciamo bene” per due valide ragioni: la prima è che quest’estate ho le figlie di Putin ospiti nella mia villa in Abruzzo , la seconda è che il secondo anno di seguito si tratterebbe di un “Ri- cominciamo bene” e come ben sapete l’argomento è copyright di mio suocero.
Detto questo.
Come anticipato, vi parlerò della mia vita privata. La decisione sull’opportunità di mettere in piazza i fatti miei è maturata , ad esser sincera, dopo tortuose e sofferte riflessioni stimolate in particolare dall’esempio di due personaggi che hanno fatto della riservatezza il proprio motto e stile di vita. Sto ovviamente parlando di Katia e Ascanio, la cui discrezione , il giorno delle nozze, deve aver senz’altro colpito il cuore di molti di voi.
E’ ormai cosa vecchia per cui non mi soffermerò su toccanti particolari quali l’Ave Maria intonato dai ragazzi di Amici o le immagini dei due sposi nell’atto di sfornare le pizze a mezzanotte tenendo la pala a due mani.
Vi ricorderò solo quel commovente istante in cui i due sposini , seguiti controvoglia dalle telecamere durante preparazione al matrimonio, prove d’abito, scelta della giarrettiera e così via, hanno invitato con risoluta gentilezza i cameraman a lasciarli finalmente soli: il momento di ritirarsi in camera da letto. Memorabile la frase di Ascanio : “Mi dispiace ma qui non potete proprio entrare!”.
I cameraman non hanno battuto ciglio e sono rimasti buoni buoni fuori dalla porta. Del resto la loro prima notte insieme se l’erano già vista assieme ad una decina di milioni di italiani qualche mese fa su Sky. Il successo li ha resi discreti. Evviva.
Io invece ho deciso di rendervi partecipi della mia vita privata augurandomi di non turbare la sensibilità di molti paladini di riservatezza quali Flavia Vento e la famiglia Lorenzi .
Comincerò col raccontarvi dove vivo attualmente.
Ora non so se qualcuno dall’alto abbia deciso che la musica debba per forza entrare a far parte della mia vita ( e la cosa di per sé sarebbe già abbastanza bizzarra perché io sotto la doccia la citazioni musicale più forbita che faccio è “Danette Danone gusto a volontà” ) ; fatto sta che nel condomino in cui sono venuta ad abitare, tra i miei nuovi coinquilini figurano: Diego dei Neri per caso, Gegè Telesforo e, udite udite, Nino D’Angelo. So che a questo punto della narrazione i “che culo!” saranno usciti copiosi dalle vostre bocche.

Eppure vi invito a riflettere su un particolare: va sempre meglio a me che al mio vicino di pianerottolo che ai nomi Neri per caso, Telesforo, D’Angelo deve aggiungere anche “figlio e nuora di Pappalardo”. Dunque, su Telesforo non ho grandi cose da dire perché appare con la stessa frequenza con cui ormai appaiono le veline a Striscia la notizia , ovvero quasi mai. ( che poi il motivo per cui questi di Mediaset abbiano passato un’intera estate a selezionare ragazze costringendole ad eseguire gli stessi esercizi già eseguiti dai protagonisti di “Stelle a quattro zampe” per farle intervenire mezzo secondo subendo per giunta l’umiliazione di essere oggetto delle avances di Massimo Lopez il quale è notoriamente interessato al mondo femminile quanto Berlusconi a quello operaio, rimane un mistero.)

Riguardo Manolo dei Neri per caso, ad occhio e croce direi che sembra un bravo ragazzo ma la stessa cosa la pensava il vicino di casa di Luigi Chiatti e del resto, qualche giorno fa, ho visto quell’arbiter elegantiarum di Max Parodi che conversava con lui al citofono, per cui a questo punto non mi stupirei neppure se Diego, Ciro e Gonzalo facessero in realtà parte delle Bestie di Satana e se a leggere al contrario il testo de “Le ragazze” venissero fuori robe ignobili tipo versi satanici o le conversazioni tra Fede e la Pedròn in veste di meteorina.
Su Nino D’Angelo dovrei scrivere un intero capitolo, anche perché ad essere proprio precisa lui non abita qui ma in questo palazzo, a piano terra, ha il suo studio di registrazione (cosa che rende la faccenda molto più interessante).
Chiarisco subito: io adoro Nino D’Angelo. Nino D’Angelo è il vino di casa modello, sempre sorridente, educato, disponibile. L’unico problema è che elargisce cortesie in egual misura a tutti i condomini, per cui a me ha accordato il permesso di utilizzare il suo posto macchina che-tanto-non-usa-mai, ma ha invitato a fare altrettanto tutti gli altri trentacinque condomini.
La conseguenza è che intorno alle otto di sera nel parcheggio condominiale hanno luogo delle risse da bar che frequentemente sfociano in violente colluttazioni a colpi di dvd pirata di “Aitanic” e "Nu jeans e ‘na maglietta".
A domani per la prossime puntata (lo studio di registrazione di Nino D'Angelo e il resto dell'inquietante vicinato)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Massimo mi scrive via e-mail:
Io credo che quando si parla di fiction e reality bisognerebbe come prima cosa invertire i nomi.
Sarò più chiaro: perchè dovrebbe essere reale trovarsi rinchiusi blindati in un ristorante o in una fattoria in Brasile o in casale del 1800 o in una casa o in una villa in cui ci sono solo pornostar che praticano kickboxing, mentre è finzione la vita (o il lavoro) di un medico in famiglia, di un agente di polizia o di un carabiniere?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Beh, ma tanto resuscita, no?
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Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Come annunciato, sito (e soprattutto blog) si trovano nella fase "lavori in corso", per cui potrebbero esserci problemi tecnici.
La nuova veste sarà inaugurata intorno alla fine della settimana prossima.
Nel frattempo la titolare va tre giorni in quel di Amsterdam per un viaggio di natura ovviamente spirituale e da vera negriera quale è lascia fratello e webmaster a lavorare.
A presto!
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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