il blog di Selvaggia Lucarelli
Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli
VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)
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E 'sti cazzi.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Se va avanti così, tra un po' dovrò trovarmi un paio di sosia!
La posta del giorno su dagospia.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Oggi è uscito il nuovo numero di Max con il debutto della mia rubrica "Noi donne" ed un editoriale del direttore molto molto lusinghiero nei miei confronti.Se non lo comprate per me , fatelo per la copertina con Martina Stella. Vi dico solo che ho lasciato Max davanti al vaso con un girasole di plastica e gli s'è avviata la fotosintesi clorofilliana.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
a) "Sono rimasto sconvolto, non riuscivo a crederci."
b) "Sono andato al centro ingrosso di fuoche pirotecnici e ho comprato una cassa di girandole luminose." ? Altra domanda ricorrente:"Cosa ha pensato quando ha visto suo figlio riverso a terra in un lago di sangue?a)" Ero completamente sotto shock, ho cercato di rianimarlo, ero disperato."
b) Che l'indomani probabilmente avrebbe saltato la lezione di nuoto ed era un peccato perchè nello stile a rana aveva il miglior tempo tra gli allievi del corso"?
E ancora: " Cosa ha fatto, ha chiamato aiuto?" Indovinate un po' la risposta:
a) Sì, ho immediatamente chiamato un'ambulanza."
b) "Ho passato immediatamente lo straccioche il cotto è terribile , se non pulisci subito, la macchia non viene più via!".
Poi c'è una domanda-tipo che mi fa letteralmente uscire il fumo dalle narici: "Ha perdonato il suo assassino?" .Lascio a voi decidere qual è la risposta più credibile:
a) " Sono troppo sconvolto per poter solo valutare l'ipotesi ."
b) " Come no, anzi, ho prenotato per stasera due posti al roof garden dell'hotel Hassler,sa com'è, sorseggiando un buon vino si chiacchiera meglio!"
Ed infine , il quesito più brillante di tutti: "Le manca suo figlio?" Qui, miei cari lettori, la scelta tra le due opzioni si fa più complessa :
a) Ci ha lasciato un dolore immenso e non so comefaremo a spegnerlo".O:
b) Ha lasciato il computer acceso e ora non so come si fa a spegnerlo"?
(Il mio articolo su Il Tempo di oggi)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Insomma, è dura da accettare anche per me, ma a quanto pare io e Malgioglio siamo gli unici disoccupati ad aver trovato lavoro col governo Berlusconi. 
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ovviamente mi rode pubblicarla, ma sapete com'è, tocca pure fingersi democratici ogni tanto...Tra le critiche del giorno che mi riguardano, vale la pena segnalare questa pubblicata da dagospia.Tra le iniziative curiose in mio sostegno c'è invece quella del "comitato d'onore per ospitare Selvaggia a Costa Merlata". Costa Merlata è un villaggio turistico in quel di Ostuni che ricorda alcuni tratti di costa tra Ladispoli e Cerenova con in più qualche piccolo inconveniente, tipo l'impossibilità di praticare la pesca subacquea perchè negli anni 70 i bombaroli hanno lanciato in quel tratto di mare più bombe che i russi in Cecenia.Ad ogni modo, a Costa Merlata andrò di sicuro. Sono una che si accontenta di poco poichè abituata a spiagge terrificanti: considerate che negli alberghi di Civitavecchia le camere vista mare costano la metà.La descrizione dettagliata di questo simpatico villaggio, il cui incipit è l'invitante slogan "Ma che ce venite a fà?" la trovate QUI
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
...racconterò un po' di retroscena sulla puntata di ieri, nel frattempo posso solo dirvi che a me Vieri è simpatico quanto l'arrivo delle mestruazioni il primo giorno di vacanze al mare.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Domenica 27 aprile (questa insomma) sono ospite (in studio) a "Quelli che il calcio". Contravvenendo ancora una volta al mio "patto con gli e-lettori" in cui ho dichiarato una fede incrollabile per la Roma, quando la redazione mi ha chiesto : " Per quale squadra tifi?" io, per timore di dare la risposta sbagliata , ho balbettato: "Dunque..MilIntRomLazJuvChiev...va bene?" E loro: "Che cos.."
"Cosenza sì sì , tifo Cosenza!" Sono più venduta di un arbitro. Ospiti della puntata: Massimo Giletti, Serena Autieri,Cristiano Malgioglio, Pietro Sermonti, Christian Vieri, Giulia Olivetti.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Non so com'è, ma in questo periodo qualsiasi cosa scriva succede un macello.
La Gazzetta del Mezzogiorno ha dedicato un articolone al mio appello ironico in cui chiedevo ai marines di abbattere pure la statua dell'Arcuri a Porto Cesareo , oltre a quella di Saddam. Ne è nato un sondaggio tra pescatori e commercianti del paese. Memorabile la dichiarazione di un pescatore: "Era meglio dedicare una statua alla triglia che all'Arcuri!" Andare nel mio link " rassegna stampa" per leggere l'articolo.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Senza voler nulla togliere alla drammaticità dell'evento, bisogna ammettere che la psicosi da polmonite killer sta prendendo delle pieghe veramente comiche. Ormai tutto quello che ha dei vaghi legami con l'emisfero orientale della terra è visto con un allarmismo terrificante. I primi a risentire della diffidenza sono quei poveri ristoranti cinesi che rischiano di essere definitivamente disertati .Ora, va bene la prudenza , ma allora non capisco perchèfino a ieri gli italiani li abbiano frequentati con tanta disinvoltura:i tempi di digestione dei piatti tipici cinesi sono più o meno quelli dello spostamento delle placche terrestri , per cui non vorrei creare allarmismi, ma ho il forte sospetto che ad oggi abbia mietuto ben più vittime il gelato fritto che la sars. Ad ogni modo, per scongiurare la crisi, pare che numerosi ristoranti cinesi stiano escogitando dei camuffamenti , alcuni dei quali piuttosto improbabili: il ristorante cinese sotto casa mia ad esempio, ha sostituito l'insegna "La grande muraglia" con una più nostrana "La grande Maiella" ed ora propone piatti quali trippa funghi e bambù, arrosticini primavera e paiata wonton .Altra categoria guardata con sospetto è quella delle colf filippine: pare che in molti preferiscano la completa abolizione delle pulizie domestiche, piuttosto che il delegarle ad una colf orientale. Ora, visto che pare che la sars sia trasmessa dagli scarafaggi, ritengo che nel giro di un mese tutte le case dei single di sesso maschile diventeranno dei focolai che in confronto il famoso albergo incriminato ad Hong Kong sembrerà un centro benessere Messeguè. Nonostante i discorsi tranquillizzanti del ministro Sirchia, si fa anche un gran parlare dei prodotti anticontagio: chi consiglia guanti e mascherine, chi integratori alimentari, chi purificatori d'aria. La mitica medicina orientale, famosa per cure naturali miracolose quali l'agopuntura, è chiaramente nel panico più completo: suggerisce infatti, a scopo profilattico, l'assunzione di due "comunissimi" ingredienti quali bachi da seta morti e pelli di cicala.La caccia alla cicala potrebbe essere un' interessante occasione per scoprire se questi insetti esistono sul serio: il loro frinire è infatti noto a tutti, ma pare che nessuno le abbia mai viste tanto che la loro esistenza è dubbia almeno quanto quella del punto G.Personalmente, in questo periodo, sono piuttosto preoccupata per la sorte di due personaggi : il primo è Michael Jackson. Se quest'uomo prima della psicosi da sars girava già con guanti e mascherina, adesso si farà mettere sottovuoto spinto come il salmone affumicato? Il secondo è il cinese più famoso del momento. Non parlo di Jiang Zemin , ma di Sergio Cofferati. Non è che Fassino proporrà la quarantena anche per lui?
(il mio articolo su Il Tempo di oggi)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Domani mattina mi tocca svegliarmi presto, sono a Radio Dimensione Suono con Charlie Gnocchi alle 8.30 a parlare di Viagra Femminile. E grazie a D'Agostino per aver scritto "Dio perdona Selvaggia no!"QUI. Così non mi s'avvicinerà più un individuo di sesso maschile da qui all'eternità. .)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Visto che ho cominciato il mestiere di giornalista da poco, la prima cosa che ho pensato quando Panorama mi ha dato l'incarico di testare e scrivere un articolo sul Viagra femminile è stata: "Questo lavoro comincia a piacermi seriamente." Dopo l'entusiasmo iniziale però, si è presentato un problema piuttosto imbarazzante. Siccome mi trovavo a Milano per lavoro, l'unico posto in cui farmi recapitare la preziosa scatoletta era la reception di un noto albergo milanese. Io già immaginavo una consegna discreta del tipo: un fattorino di colore in perizoma luccicante e con un tono di voce superiore in decibel ad un concerto di Marylin Manson, irrompe nella hall urlando a squarciagola: " Devo consegnare il Viagra femminile a quel merluzzo surgelato della Lucarelli, che quella il massimo della trasgressione mai praticata è stata una notte con Capitan Findus!" Per cui ho implorato la redazione di panorama di inviarmi la scatoletta in una busta anonima e, soprattutto, ben sigillata. Il risultato è stato che per accontentare le mie richieste di massima discrezione, il pacco consegnatomi nella hall aveva più l'aria di contenere una barra d'uranio inviatami dalla mafia russa che un'innocua confezione di "Donna Creme-Le plaisir au fèminin".
Allora, partiamo dalla confezione. Sarà il nome carico di aspettative, sarà l'uso a cui è destinato , ma io immaginavo un involucro dall'aria peccaminosa e invece il viagra femminile è racchiuso in una confezione bianca, anonima, con una rosellina stilizzata che ho visto identica su alcune lapidi al Verano più adatta a contenere un phard dell'Avon che una crema stimolante. All'interno ci sono quattro misere bustine che sospetto fortemente essere quelle dello shampoo dell'Hotel Cesenatico abilmente riciclate. A quel punto, sul fondo della scatola mi aspettavo una cuffietta per la doccia e invece c'è il classico foglietto illustrativo che, per prima cosa, fa un dettagliato elenco dei motivi per cui le donne hanno difficoltà a raggiungere il piacere:
stress , mancanza di fiducia, vincoli sociali e religiosi, disturbi della menopausa...In pratica tutto tranne il motivo più serio e ricorrente: un partner maschile che sa di piacere femminile quanto Fernanda Lessa di teosofia. Durante la lettura le mie perplessità sono andate via via
aumentando, visto che in un passaggio si legge: " Un sacchetto di Donna creme vale sei
applicazioni circa e si può applicare quotidianamente anche più volte al giorno." Visto che
stiamo parlando di viagra e non di una crema per le mani, trovo questa indicazione intrisa
di eccessivo ottimismo.
Ascolti mister Donnacreme, ha presente l'uomo italiano? Glielo dico io, tra una partita di coppa, un gran premio di formula uno e un processo di Biscardi la moglie tipo fa prima a finire un fiasco d'olio toscano da quindici litri che una bustina di Donna creme, per cui dorma tranquillo che non credo vi siano pericoli di sovradosaggio.
Quello che invece mi ha inquietata è la completa assenza di controindicazioni.
Ho cominciato a chiedermi: e se poi mi ritrovo con un'aria da allupata per un mese di seguito?
E se invece, peggio ancora, provocasse menopausa fulminante? Le mie paure sono svanite all'istante non appena aperta una bustina per passare finalmente dalla teoria alla
pratica: in un attimo la stanza si è riempita di un odore di mentuccia selvatica che più che su
un talamo sembrava di essere in cima a una vetta in Val Badia. Non me n'ero resa conto
, ma gli ingredienti che compongono il viagra femminile non hanno affatto nomi evocativi quali feromoni, succo d'ostrica o polvere di squalo, ma, udite udite, mentolo, gel e aloe vera!
Quindi, il popolo femminile può esultare: Donnacreme non è ancora in commercio, ma un pacchetto di Halls Mentoliptus dovrebbe garantire una settimana di orgasmi multipli!
Questo in teoria. In pratica signore mie, ve lo dice una che l'ha provato: io personalmente , con l'ausilio del Donna creme, il pensiero più peccaminoso che ho fatto durante l'incontro amoroso è stato : "Quella crepa sul soffitto non mi piace per niente".
Per cui datemi retta: in farmacia andateci per il farmacista, non per Donna creme. E soprattutto, visto che costa venticinque euro e dopo il primo deludente tentativo potreste decidere che sono stati soldi sprecati, sappiate che questa crema al mentolo non avrà grandi effetti in alcune zone, ma può essere tranquillamente riciclata: massaggiata sui bronchi è meglio di un suffumigio. E spesso anche di un incontro amoroso, a dirla proprio tutta
( su Panorama l'articolo è più breve per motivi di spazio)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Telefonata del pomeriggio.
Io: mamma, mi hai vista alla Grande notte?
Mia madre: io ho messo rai due la mattina alle undici come m'avevi detto ma c'era un programma di cucina.
Io: Mamma ,era alle undici di sera, altrimenti non si chiamava La grande notte,tu che dici?
Mia madre: vabbè, tanto tuo fratello l'ha registrato che lui s'è visto la Juve.
Io: vabbè, comunque oggi ho la febbre.
Mia madre: la febbre?????? Oddio non me fa sta in pensiero che mo' con questa preoccupazione di sta malattia cinese, la sarsa...
Io: e certo, se poi si scatena pure il merengue ah ma', so' cazzi.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Yulia ha proprio la classica aria del pizzaiolo tipo, sì sì.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Allora, visto che ultimamente le due domande che vanno per la maggiore sono: "C'è vita nell'universo?" e "Selvaggia, ma tu hai solo quel vestito nero e quegli stivali bianchi?",rispondo al secondo quesito una volta per tutte:"Io compro quasi eslusivamente vestiti neri, quindi non ne ho uno, ma almeno una trentina. So che la scelta è un po' lugubre ma da quando è morta Taylor di Beautiful non me la sono più sentita di vestirmi sgargiante.Riguardo gli stivali bianchi: li avrò messi tre volte in tutto anche perchè hanno certi tacchi a punta che se ci cammino sui sampietrini romani apro una voragine che mi ritrovo all'istante nella Domus Aurea.Inoltre,pur di averli, ho ceduto al Signor Paciotti una sezione di cistifellea, quindi li tiro fuori per le occasioni speciali come si fa nel paese con l'abito buono. E comunque con la mia scarpiera di Semeraro Mobili non posso ancora permettermi di emulare Imelda Marcos.E i fatti mi cosano. Oh.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Mi scrive il telecronista sportivo Alberto D'Aguanno (vedere tra i commenti al mio "Contratto con gli e-lettori"):"Complimenti perché nel corso di un'intervista a non so quale rubrica del tg2 hai usato l'espressione "piuttosto che" col suo vero significato. Essendo infatti tollerante come un talebano proporrei il confino per chi (praticamente il 99 per cento della popolazione in età adulta)
a) usa "piuttosto che" al posto dell' "oppure"
b) dice "assolutamente" invece di dire "si'"
c) chiude la frase con "e quant'altro" (questa va molto fra i deejay e i veejay)
d) conosce soltanto l'aggettivo "particolare", col risultato che non si sa bene se stia parlando di qualcosa di bello o di un'atroce cazzata.
p.s.: non sono un frequentatore di blog (e infatti non so se questo è un blog) ma è obbligatorio avere uno pseudonimo ridicolo o e' solo facoltativo?"
Selvaggia risponde (da notare l'allarmante fenomeno: sto cominciando a parlare di me in terza persona come Maradona): Caro Alberto,grazie per aver sottolineato il mio corretto uso del "piuttosto che".Lo pseudonimo su un blog è facoltativo, dipende se ti vuoi far riconoscere piuttosto che no. :)A me sta particolarmente antipatico chi nel rispondere ad una qualsiasi domanda premette: "Niente...".Trovo una giustificazione a tale incipit solo se la domanda è "Cos'hai nel cervello?" ed è chiamata a rispondere Flavia Vento.
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Sono riuscita a metabolizzare il fatto che in tv Rocco Casalino abbiatrovato un posto fisso , che Maria Scicolone siastata promossa opinionista e che Sonia Grey mi diala ricetta del soufflè di patate, ma proprio non non riesco a comprendere perchè un presentatore intelligente e sagace come Paolo Bonolis si ostini a condurre il programma "Ciao Darwin". Sono fermamente convinta che se il povero Charles (Darwin) potesse assistere ad una puntata del programma rivedrebbe completamente le sue teorie sull'evoluzione della specie e ne formulerebbe di nuove sulla sua allarmante involuzione. Nell'appassionante puntata di venerdì scorso per esempio,la categoria dei sosia sfidava quella degli omonimi. La madrina dei sosia era Paola Barale per via della sua somiglianza con Madonna, anche se mi permetterei di far notare che la Barale, un tempo ragazzona florida etornita, a forza di diete ormai somiglia più al cane ossuto che ha nel marsupio che alla celebre cantante. Padrino degli omonimi era invece Amadeus , il cui nome d'arte è appunto quello del grande compositore austriaco. Pare che nell'aldilà Wolfgang abbia ricevuto perfino le condoglianze di Salieri per via dell'accostamento. Intanto non ho capito perchè nella categoria sosia siano stati inclusi, ad esempio, una tipa che somigliava a Pamela Anderson quanto Fassino a Van Damme e non siano stati riciclati quei poveri sosia di Saddam prima che tocchi loro una sorte ben peggiore di Guantanamo: finire al Bagaglino a fare gag con Martufello.In secondo luogo vorrei sapere perchè durante queste famose prove di coraggio in cui i concorrenti sono alle prese con serpenti , insetti e polipi dipinti sempre come " mordaci e aggressivi",queste bestie hanno sempre un'aria da digestione in corso e una vivacità paragonabile all'eloquio di Romano Prodi. Con cosa li stordiscono prima della trasmissione? Con gli aneddoti su Jane Mansfield di Paolo Limiti?Altro quesito : va bene che è brasiliana, ma visto che a un distributore automatico di refusi come Luca Giurato fanno leggere la rassegna stampa, perchè non concedere l'uso della parola a quella povera Madre Natura? Ed è del tutto inutile che per alzare il livello culturale della trasmissione Bonolis faccia sfoggio della sua indiscutibile cultura e definisca una vasca piena di serpenti "uno shanghai brulicante" o un comune polipo " octopede". Perchè mio caro Bonolis, tu l'Accademia della Crusca sai benissimo cos'è, ma il novanta per cento dei tuoi concorrenti è convinta che sia una marca di lassativi naturali.
(il mio articolo su Il Tempo di oggi)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Cari e-lettori,so che molti di voi si sono appassionati alle mie recenti vicende lavorative e personali e siccome m'avete portato una certa fortuna, tant'è che mia madre e mio padre dopo ventotto anni hanno ricominciato ad avere discussioni quali :"Somiglia a me!" "No, somiglia più a me!" "Beh, gli occhi sono tali e quali ai miei!", ecco, è giusto che vi metta al corrente su alcuni sviluppi della mia vita:- Costanzo ha cercato di farmi investire da un trenino di Buona Domenica formato da Fedro, Luca Laurenti, il professor Morelli, l'uomo invisibile e la donna invisibile (Laura Freddi) con tanto di rumorista addetto al suono delle porte che si aprono e chiudono, ma l'ho miracolosamente schivato.- sono andata ospite nel programma "La grande notte" con Simona Ventura e Gene Gnocchi (la puntata va in onda martedì 22) e il mio camerino era di fronte al camerino di chi? Di Markus Schenkenberg ? Di Maurizio Crozza? Di Cirino Pomicino . Ovviamente m'è toccato nascondere la borsa in sartoria. Il fatto più preoccupante di tutti però è che ho conosciuto Alessia Merz e l'ho trovata simpatica. Ne ho dedotto che per continuare a fare quello che sto facendo con il distacco necessario è bene che mantenga una distanza di sicurezza dai salotti televisivi, perchè di qui a dire che la De Filippi dal vivo ha una certa femminilità ,che Mirka Viola ha carisma o che Magalli non è bello ma è un tipo, il passo è breve.- ho fatto un servizio fotografico di quelli da stragnocca per Capital (numero di maggio) ma fedele al mio contratto con gli e-lettori non mi sono spogliata e persisto nel mio intento di diventare giornalista di costume e non senza costume.Devo però confessare di essere venuta meno al proposito di non fare foto con capelli grondanti d'acqua e benchè non andranno ad illustrare una copertina di Panorama sulla piovosità sul pianeta, mezza cazzara lo sono lo stesso. - comincio a beneficiare di alcuni privilegi. Il tavolo al ristorante continuo a non trovarlo e Roberto Cavalli non mi ha ancora regalato un suo vestito da smutandata, ma ieri ho avuto l'immensa fortuna di avere un colloquio telefonico con Pasquale Laricchia. La conversazione: io :"Ciao Pasquale, allora, ora c'è questo tormentone che dice "E' Pasqua ed è uscito Pasquale!" lui : "Sì lo so,ora vedrò di uscire pure a Natale, a Santo Stefano, all'Epifania! " io : "Ma ti manca la tua ciccina?" lui : "Ma insomma, oggi la sono andata a vedere attraverso gli specchi e comunque ora l'importante è rilassarsi. " io : "Va bene dai, in bocca al lupo per tutto!" lui : "In bocca al lupo e pure all'asinello! "Signori, Pasquale Laricchia non è un personaggio costruito,non capisce veramente una mazza. Secondo me è entrato nella casa del Grande Fratello perchè Cavallo è stato interpretato male quando ha detto "Secondo me questo è da rinchiudere!".Infine, tanto per lasciare spazio a un po' di sano gossip e soddisfare la curiosità di tutti i giornalisti e blogger ( vero Tom? ) che mi hanno chiesto informazioni in proposito in quest'ultimo mese , dichiaro che :oggi, dopo lunga frequentazione virtuale soprattutto nel blog del Neri che ci ha gentilmente prestato le chiavi di casa sua quando nella mia c'erano i miei genitori, io e Filippo Facci abbiamo avuto una lunga conversazione telefonica.
Le uniche indiscrezioni che posso svelarvi è che ha espresso un certo ribrezzo nei miei confronti in quanto donna che chiede "E quindi?", in quanto essere umano che ha il deprecabile vizio di fare l'idromassaggio, in quanto persona che si è lasciata scattare una foto in stile Marilyn (decisione che ha definito "ributtante"), in quanto mantide che "come minimo avrà due amanti", in quanto sfigata che non ha un computer portatile poichè quello che aveva l'ha rotto inciampando nel filo e queste sono, a suo dire, distrazioni incomprensibili ed ignobili. Si è inoltre frequentemente rivolto a me con un vago e sarcastico "Voi latini.." dimenticando che le mie origini norvegesi sono ben più nordiche delle sue (presunte) austroungariche. Mi ha più volte interrotta dicendo con estrema grazia : "Ma che cazzo dici? Che cazzate stai dicendo? Cosa cazzo perdo tempo al telefono con te? Cosa cazzo vuoi sapere tu di me? Fai queste cazzo di battute da quarta elementare e ci ridi pure?" Insomma, i dialoghi non sono quelli di "Orgoglio e pregiudizio" , ma è palese che mi adora.Ovviamente gli ho chiesto l'autorizzazione a scrivere qualche estratto della nostra conversazione sul mio blog.Indovinate cosa mi ha risposto?"Fa un po' come cazzo ti pare!" Filippo Facci.E vabbè, a uno così qualche licenza poetica gliela perdono pure.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Non so voi, ma io nell'uovo di pasqua quest'anno ho trovato un portachiavi con una foca rosa.Ora ,o l'addetto alle sorprese era un militante di greenpeace che ha macchiato la pelliccia di vernice spray o era un maschio dall''identità sessuale incerta o uno che non ha mai visto una puntata di Quark. E' andata quasi peggio a mio fratello che ha trovato una sorpresa del tutto inedita: un canestro da basket gonfiabile con la circonferenza della cruna di un ago. Roba che abbiamo provato a fare canestro con una caccola del criceto domestico ma è rimasta incastrata e non andava nè su nè giù.Mia madre ha portato in tavola un agnello dalle dimensioni spropositate,tant'è che sulla reale identità dell'animale è nata un accesa discussione, chi diceva fosse un cinghiale,chi uno gnu,chi addirittura un unicorno, finchè mio padre ha liquidato la faccenda dichiarando: " E si vede che st'agnello l'erba se la faceva ripassata in padella!"
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Sta accadendo un fenomeno preoccupante: ora c'è un sacco di gente che ha cominciato a suggerirmi gli argomenti su cui scrivere. E che argomenti.
Il parrucchiere da cui sono andata l'altro giorno , ex capo- animatore di un noto albergo della Costa Smeralda, mi fa:" Perchè non racconti che Adriana Volpe andava al mare con i tacchi a spillo e con un pareo che col vento le si impigliava ai cactus tanto che un giorno è rimasta incastrata e gli s'è strappato tutto che pareva si fosse accoppiata co' un orso?"
Un mio amico:"Perchè non racconti che una sera Jimmy Ghione stava al locale dove vado sempre io e s'è bevuto due Gin Tonic e ci provava con tutte le cubiste e alla fine è andato via con la guardarobiera che infatti poi i cappotti si sono tutti mischiati e io sono andato via con un bolerino rosa e la mia fidanzata con un impermeabile della Q8 ?"
Una mia amica commessa:"Perchè non dici che una volta è venuta Samantha De Grenet in negozio che io non me lo credevo ma c'ha tutta la pelle rovinata (non si sa bene perchè ma sta voce gira su TUTTE) e s'è voluta provare un costume e lo sai che ha fatto? Per infilarsi lo slip del due pezzi ha tirato fuori dalla borsa un salvaslip ! Capirai, pare che ce l'ha solo lei. Ma annasse a contà i gatti pe' Roma."
Credo che passerò queste indiscrezioni a Papi. Lui ci fa dieci puntate di Papirazzo. (queste cose mi sono state raccontate sul serio)
(è proprio fissata con questi salvaslip)
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Devo essere sincera: io non ho mai capito perchè la Pasqua non debba cadere in un giorno fisso come tutte le festività che si rispettino.Questo fatto apparentemente innocuo crea, ogni anno, un clima di incertezza che si traduce nella solita domanda che tutti noi poniamo o ci sentiamo porre da gennaio in poi: " Sai in che giorno cade la Pasqua quest'anno?" Trovo tutto ciò molto destabilizzante anche perchè nessuno ha mai capito esattamente con quale criterio e da chi venga determinato il giorno esatto. Le correnti di pensiero in proposito sono le più svariate. Alcuni dicono di basarsi sul metodo astronomico che, mi sono documentata, consiste nell'effettuare la seguente, semplicissima operazione: si individua l'equinozio di primavera , quindi si calcola il primo plenilunio che, come noi tutti sappiamo benissimo, è il quattordicesimo giorno della luna ecclesiastica e, utilizzando come base per il computo il meridiano di Gerusalemme (io ovviamente questo meridiano ce l'ho appuntato sul frigorifero accanto alla ricetta del risotto allo zafferano) si fissa nella domenica successiva il giorno in cui cadrà la Pasqua. Pare che un anno Margherita Hack abbia voluto fare il calcolo da sola e che suoi nipotini abbiano ricevuto le uova di Pasqua il quindici di luglio. Inoltre, leggenda vuole che Zichichi si riunisca tutti gli anni per effettuare il calcolo nell'osservatorio astronomico di Monte Porzio Catone con un team formato da Branko, il mago Otelma, Paolo Fox e Rosemary Altea ad invocare lo spirito di Nostradamus.C'è poi chi per individuare il giorno esatto si basa sulla semplice consultazione dei calendari: i padri della chiesa consultano quello gregoriano, i padri ortodossi quello giuliano, i padri di famiglia quello della Arcuri. Comunque , al di là di queste incertezze di data, la pasqua due granitiche certezze può senz'altro vantarle: la prima è che per l'acquisto di più di un uovo di cioccolato una famiglia media deve ormai chiedere un fido bancario. La seconda è che da sempre le sorprese toccano dei picchi di tristezza visti solo in alcune puntate di Incantesimo. A proposito: qualcuno è in grado di dirmi il nome di quel sadico a metà tra Erode e Unabomber che si ostina da anni ad infilare nelle uova per bambini il fermasoldi in acciaio?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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Gianluca Neri dice che a lui Jennifer Lopez non piace perché ha un culo così grande che quando si siede copre più dell'omnitel.A difesa delle donne abbondanti riporto testuale la frase pronunciata da un mio amico qualche giorno fa:"Ahò, io so' stato un anno con una modella secchissima. Bella per carità , ma certe sere a letto non sapevo se stavo a fa' l'amore con lei o se s'era staccato il crocifisso da sopra al letto!"
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
L'avevo detto che a fine anno avrò più querele io che D'Agostino!
E Roberto se la ride...
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Facendo il solito zapping domenicale , l'altro ieri mi sono imbattuta in un momento particolarmente topico di Domenica In: Silvana Pampanini,truccata che pareva avesse infilato la testa nel beauty case un minuto prima di andare in onda, veniva intervistata da Giucas Casella , Stefano Masciarelli e Gianfranco Vissani.Memorabile la domanda che le ha posto il cuoco più famoso d'Italia, formulata esattamente così:"Qual è stato il più bel film che t'è piaciuto di più?". A proposito dell'uso terroristico della grammatica che fa Vissani, io mi domando: ma non è che alle elementari, quando i compagni di scuola facevano i pensierini,Vissani giocava al "Dolce forno" con Malgioglio?Chi è il colpevole che ha deciso di spostare Vissani dalle cucine ai salotti?Io confesso che a me quest'uomo sta anche simpatico, ma quando lo vedo in tv nelle vesti di tuttologo chiamato ad esprimere opinioni su argomenti tipo: " E ora quale sarebbe la giusta punizione per Saddam Hussein?" temo sempre che dia risposte quali : "Io lo farei flambè!" o ancora che alla domanda : "Come scongelare irapporti tra Bush e Chirac?", lui replichi: "L'importante è che lo si faccia a temperatura ambiente che altrimenti si perdono i valori nutritivi."Vissani a parte, bisogna comunque riconoscere che ormai in televisione gli unici programmi che non temono auditel e tagli improvvisi sono proprio quelli di cucina. Ne è passato di tempo dalle prime edizioni di Linea Verde,quando sulla Marmolada innevata Federico Fazzuoli mostrava immense tavolate con arrosti che a quelle temperature non sapevi più se fossero di coniglio o di mammut.Ormai per i programmi culinari vengono allestiti certi studi da prima serata che uno no sa mai se la presentatrice di turno sia lì lì per annunciarel'ingresso di Michael Jackson o quello della caponata di melanzane.A proposito, ho letto che il nuovo programma del sabato sera condotto dalla Corna sta andando maluccio e che le attrazioni internazionali quali funamboli e acrobati non sono un granchè.Mi permetto di dare un suggerimento:visto che in ogni programma che si rispetti, da Unomattina a Mezzogiorno in famiglia, c'è ormai l'angolo culinario, perchè non rinvigorire gli ascolti con numeriacrobatici quali il triplo salto carpiato dell'omelette o gli equilibristi che fanno piramidi umane sullo spago dell'arrosto?
(il mio articolo su Il Tempo di oggi)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Con il piglio donchichottesco del vendicatore di orfanelle indifese,Maurizio Costanzo ha utilizzato ieri il suo eccezionale palco di BuonaDomenica per difendere le mansioni di studio della brava Enrica Bonaccorti e bombardare Il Tempo e una giovane nostra collaboratrice, SelvaggiaLucarelli. Il fatto che ha scatenato la rappresaglia di Costanzo è la pubblicazione, venerdì scorso, di un articolo satirico della Lucarelli sui personaggi che appaiono sempre in tv senza mai diventare divi. Scherzando sull'uno o sull'altro alla nostra Lucarelli è capitata a tiro la Bonaccorti. Personaggio ben noto alla storia della nostra televisione, poi tornata (capita a tutti) un po' in ombra. E recuperata da Costanzo per la sua trasmissione domenicale in un ruolo non proprio di primissimo piano (deve salvare cani randagi), che scherzando veniva definito nella rubrica della Lucarelli di «dog sitter».Secondo Costanzo per qualche battuta irriverente in un testo comico Il Tempo dovrebbe chiedere scusa alla Bonaccorti. Non solo, per avere commesso il peccato di lesa maestà nei confronti di una sua protetta (e chissà perchè non cita la Bonaccorti nella scheda di presentazione della sua trasmissionesul sito di Canale 5...), Il Tempo sarà escluso per sempre dai pensieri di questo potente signore della tv italiana. Questo mi spiace, perché pur noncondividendo e talvolta inorridendo per molte cose che vengono dette durante le trasmissioni di Costanzo, non farei mai nei suoi confronti lo sciopero del telecomando. Certo non chiederei mai ai redattori di questo giornale di oscurare l'informazione sul Costanzo show, perché rispetto i tanti telespettatori che lo vedono. Non è stato bello, caro Costanzo, che lei usasse come i B52 americani la sua trasmissione domenicale per vendicare la fionda dispettosa della Lucarelli. Una battuta è una battuta. Mi spiace se la Bonaccorti se l'è presa, però la conosco come donna molto intelligente e penso che ne abbia sorriso, o al massimo abbia fatto spallucce.Per altro, cito una bella frase dello stesso Costanzo tratta della recente autobiografia del suo show tv: «la satira non è mai eccessiva, e chi lo dice vuol dire che ha paura». In quel caso il riferimento era al discusso Daniele Luttazzi, che alla vigilia delle elezioni politiche 2001 era andato giù pesantino con le battute su Silvio Berlusconi. Luttazzi era nato al Costanzoshow, e giustamente il suo pigmalione ne aveva difeso le capacità.Quanto alla Lucarelli, che è giovane, ma ha talento, dobbiamo ancora una volta proprio a Costanzo la sua scoperta. Come dimostra la foto nella pagina, è dal suo salottino di seconda serata su Canale 5 che anche io ho potuto conoscere Selvaggia, che lei ha lanciato come quasi tutti gli autori di satira più talentuosi di questi anni. Valeva la pena, allora, usare il B52 contro un fionda?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Pare che Costanzo e la Bonaccorti si siano imbufaliti con me per il mio crudele (!) articolo su Il Tempo e che oggi a Buona Domenica abbiano fatto un siparietto sostenendo che sono superficiale e insensibile nei confronti della causa animalista.Che ho offeso le persone che hanno ruoli di secondo piano nel mondo dello spettacolo.Costanzo ha dichiarato anche di essere rimasto indignato leggendo le mie parole e che con Il Tempo ha chiuso, anche perchè con questa testata ha dei conti in sospeso da prima. Ha inoltre invitato me e il giornale (questa parte l'ho sentita ,incredula, con le mie orecchie) a chiedere scusa ad Enrica per le terribili accuse rivolte nei suoi confronti e, questa è la cosa più divertente, la Bonaccorti si è difesa dalla mia SERISSIMA INSINUAZIONE che lei abbandoni i cani per tenersi il posto a Buona Domenica!!! In effetti sì, è vero, detesto gli animali. Ho un bastardino trovatello, un dalmata claudicante raccattato per strada e una gatta senza coda e con la lingua mozzata perchè amo testare su di loro i miei nuovi rossetti. Inoltre organizzo combattimenti clandestini tra barboncini, il primo che strappa a morsi il fiocco rosso dell'altro o gli affloscia la permanente ha vinto. La domenica organizzo gare di pesca a strascico nel laghetto dell'Eur e sono abbonata da anni alla rivista "Io cacciatore". Una volta ho rischiato di impallinarmi da sola perchè mi hanno imprudentemente chiamata col diminutivo "selvaggina". Tutte le estati abbandono il cane all'autogrill ma siccome non voglio che vada sotto una macchina lo finisco io stessa con una dose letale di camogli,olivia, panchito e rustichella.Il mio otto per mille va all'associazione "i nemici del beagle" e quest'estate ho in programma un bel tour tra le tonnare di Levanzo e Favignana.Sono vegetariana da anni perchè con la mia razione di lattuga e di verdura giornaliera spero di privare un ruminante o una tartaruga del suo pasto quotidiano.Comunque, se ho offeso la Bonaccorti insinuando che attualmente in tv si occupi solo di randagi mi scuso e sono pronta ad ammettere che non è vero.Purchè non mi mandi a casa l'accalappiacani.
Crudelia De Mon
Il mio cane che gioca allegramente.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Produttori, registi, presidenti di raifiction e mediatrade,vi scongiuro di ascoltare il mio accorato appello:trovate un'occupazione seria a quest'uomo.
Ora , io capisco che l'unica cosa che gli hanno fatto girare dopo Vivere è stata l'indimenticabile fiction "Vento di Ponente" la cui location era in massima parte il porto di Genova e lì tira una tramontana che neanche nella Galleria del Vento di Pininfarina, ma finite le riprese la magliapiuma Cotonella se la poteva pure togliere.Vi prego, fategli girare una fiction al caldo, che ne so, "Un posto al sole" che tanto in quella serie il massimo degli esterni mai visti sono stati un giardino d'inverno e una cartolina di Posillipo.Trovategli un'occupazione prima che entri definitivamente nel tunnel delle pubblicità gerontofile,io ho paura che non riesca più a smettere e che nel giro di un anno finisca testimonial della termocoperta Imetec o delle babbucce "Reposella" di De Fonseca.Che poi io mi chiedo: ma a Calissano l'hanno mostrata in anteprima la campagna pubblicitaria? E se sì, come ha potuto approvarla? S'era bevuto due casse di Baffo d'oro? Notate il sadismo dei coniugi Cotonella: già gli hanno fatto indossare un capo moderno quanto la conduzione di Mike Bongiorno,in più vanno pure ad infierire con quel pulcino sulla mano che mette tristezza per via dell'effetto "cartoncino di auguri pasquali". Tra l'altro, a guardarlo bene, quel pulcino non è neanche tanto normale. 'Sto pennuto pesa quanto un abbacchio, per cui o è uscito da un uovo di dinosauro o gli hanno dato più anabolizzanti che a Mike Tyson.Giuro che io un pulcino così coatto non l'ho mai visto. Secondo me per uscire dall'uovo ha preso il guscio a capocciate.E vogliamo parlare del messaggio pubblicitario? "Questa non è una maglia, è un'emozione!". E certo, io l'altra sera ero indecisa se guardare Schindler's list o indossare una Cotonella. Anzi, a questo punto,visto che provoca tutte queste emozioni potrebbero proporre la Cotonella come alternativa naturale al metadone.Ma il messaggio continua ancora così: "Cosa c'è di più gradevole di una cosa morbida e leggera?".E qui , siccome sono una signora, evito di dare la prima risposta che viene in mente a tutti...Calissano, non siamo in America dove un Clooney si toglie il camice di ER , diventa un divo cinematografico e si fidanza con tutto il catalogo della Riccardo Gay.Calissà, magari lasciati la maglia della salute sotto, ma rimettiti il camice del buon dottor De Carolis, dammi retta.(i masochisti che volessero osservare meglio questa mirabolante campagna pubblicitaria possono cliccare QUI)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Quando si parla di personaggi televisivi femminili le prime facce che ci vengono in mente sono sempre le solite: quelle che ci sorridono dalle copertine dei settimanali quando il lifting lo consente, le soubrette che ammiccano dai calendari in posizioni da scoliosi cronica, spalmate di tanto di quell'olio che sarebbe sufficiente per friggere la fauna ittica del Mar Ligure. E ancora: le star abituate a fare tanti di quegli autografi che ormai firmano gli assegni "con simpatia" e le dive che se va di moda la frangetta si fanno fare la frangetta anche se poi sembrano dei chiwawa.
Ma accanto a queste donne celebrate a tal punto che un qualsiasi loro dotto commento tipo "troppo trucco invecchia" finisce per assumere il valore di un'enciclica papale , c'è tutta una schiera di donne che occupano i palinsesti tv senza godere dei privilegi della grande popolarità. Sono le mediane della tv. Quelle che magari in televisione ci lavorano da anni e perfino in una trasmissione giornaliera, ma che non entrano nell'immaginario popolare, non finiscono sui giornali, si confondono con le scenografie. Quelle che non bucano lo schermo se non con l'ausilio di un picchetto.
Il caso più eclatante è Giovanna Bizzarri, la mite e malinconica pianista di "Sottovoce", il programma notturno di Marzullo.La Bizzarri è un'autentica mediana della tv , una donna che lavora sotto la luce dei riflettori tutti i giorni condannata a rimanere perennemente in ombra .Una donna che non è mai stata invitata in nessuna trasmissione. Nemmeno da Marzullo!
Un'altra mediana della tv è Lalla Francia, la cantante della Morselli Band, l'orchestra del Maurizio Costanzo Show. Immagino la frustrazione di questa povera donna che tutti i giorni, sul palco del Parioli, è confinata nelle retrovie dietro ad una prima linea di pornostar, scambisti, impiegati del catasto travestiti da drag queen,amici degli elfi,sciampiste con doti medianiche. Con ogni probabilità quello che guadagna come cantante Lalla Francia lo reinveste tutto dallo psicoanalista.
C'è poi il caso di una donna popolare sì, ma ormai retrocessa definitivamente dal ruolo di presentatrice a quello di dogsitter. Sto parlando di Enrica Bonaccorti. Questa sfortunata conduttrice,pur di stare in video,è ormai costretta ad occuparsi esclusivamente di randagi. A parte che i maligni sostengono che Enrica sia già alla settima ricaduta di cimurro, gira anche voce che pur di tenersi il posto da cinofila a Buona Domenica, sia lei stessa ad abbandonare branchi di bestiole fuori dagli studi di Cinecittà.
Infine, inspiegabili mediane della tv, sono le vallette di "Ok il prezzo è giusto". In un 'epoca in cui donne poco vestite in gruppi dai due ai sei elementi (veline-letterine) hanno il successo garantito, le vallette di questa trasmissione sono le uniche ad essere completamente ignorate dai media. Chissà, visto l'argomento della trasmissione , potrebbe servire a qualcosa battezzarle "scontrine". Non dico che si guadagnerebbero all'istante un invito sulla barca di Briatore,ma almeno un giro sul pattino di Mastrota è assicurato.
(dalla mia rubrica su Il Tempo di oggi)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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SE C'È bisogno di una prova certa che in Italia il lavoro stia diventando sempre più "flessibile", basta osservare la metamorfosi che ha subito l'attività degli extracomunitari negli ultimi anni. Fino a un po' di tempo fa le varie etnie si erano suddivise rigidamente le competenze in base al Paese di provenienza e con criteri del tutto inspiegabili: competenza dei polacchi erano i vetri, dei cinesi gli accendini, dei rumeni l'edificazione di case e muri di cinta, dei filippini le pulizie domestiche, dei pakistani le rose, degli africani le borse false e così via. Ora io mi chiedo: perché? In base a quali misteriosi e perversi ragionamenti sono nate queste specializzazioni? Perché a pensarci bene non hanno nessun tipo di spiegazione logica. Ce n'è una in particolare che mi fa scervellare più del cubo di Rubik: perché gli egiziani fanno tutti i pizzaioli? Cosa c'entra l'Egitto con la pizza, che lì cresce un San Marzano ogni cento chilometri? E perché i cinesi hanno quest'autentica fissazione per gli accendini? Va bene che loro hanno inventato la carta, la polvere pirica, la porcellana, l'agopuntura e gli involtini primavera, ma qualcuno gli può spiegare, con tatto, che anche qui in Italia il fuoco è arrivato da un po'? E perché questa mania dei polacchi per i vetri? L'altro giorno mi sono fermata a un semaforo e un polacco m'ha lavato il tergicristalli, gonfiato le ruote, messo l'olio e cambiato le spazzole. Quand'è scattato il verde avevo già fatto il tagliando completo e m'ha dato pure un paio di bollini per vincere una fornitura completa di Vetrìl per un anno. Come ho premesso all'inizio però, col passare del tempo gli extracomunitari hanno cominciato ad aderire sempre meno a quelle rigorose regole e sono diventati via via sempre più flessibili. Ormai seguono le mode, la politica, il calcio e le correnti ideologiche e vi si adeguano con un'efficienza che ha dello stupefacente. L'altro giorno mi trovavo al corteo della pace in Piazza Barberini e mescolati tra la folla c'erano moltissimi indiani-pakistani a vendere non rose, ma il prodotto del momento: le bandiere della pace. Questo finché c'era il sole. Non appena sono cominciate le prime gocce di pioggia, hanno sostituito all'istante le bandiere con gli ombrellini color arcobaleno. A un signore è scappato un colpo di tosse e un indiano ha estratto dalla tasca un kit aerosol da viaggio con nebulizzatore. Una signora distinta si lamentava dell'umidità che le elettrizzava i capelli e un pakistano ha prontamente tirato fuori phon, spazzola, casco e carrello per bigodini. Di fronte a tale efficienza nel realizzare i bisogni del momento, una vecchietta ha cominciato a lamentarsi a voce alta delle privazioni della vedovanza. A quel punto anche la flessibilità dei pakistani ha avuto un brusco arresto.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)

Secondo me la prima da sinistra è lei.
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Una rivista importante mi ha affidato il compito di scrivere un articolo in cui parlare delle showgirl e attrici più in auge al momento.Io ho risposto: "Mi fate scrivere quello che voglio? "Risposta "Vai! Sei tutte noi!" Sarà il pezzo a commento della copertina e quindi avrà un certo rilievo, insomma,è arrivata l'ora di togliermi qualche sfizio e di farlo anche per voi, diciamo che vorrei che il mio articolo fosse una sorta di vox blogpopuli. Parlo soprattutto con le donne: a chi vorreste che facessi un bel cappotto? Entro qualche giorno avrò più querele io di Sgarbi e D'Agostino messi insieme, ma mi sarò immolata per una buona causa. :)
Mai affidare un pezzo del genere ad un'attrice fallita.
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Riguardo al passaggio incriminato del mio articolo su "Il Tempo", e cioè quello in cui sostenevo che sull'autostrada del Brennero c'è l'uscita Brescia Nord, vorrei rispondere a tutti quelli che mi hanno fatto notare che tale uscita su quell'autostrada non esiste,che la loro teoria è del tutto indimostrabile. Signori miei,sull'autostrada del Brennero, da gennaio a dicembre, c'è tanta di quella nebbia che la vostra non è altro che pura ipotesi. Nessuno è mai stato in grado di stabilire con certezza la mappatura delle sue uscite autostradali.Parecchi anni fa, una famiglia di Vipiteno in viaggio verso Gardaland, incappò in un evento climatico mai registato prima: 700 metri di visibilità perfetta sull'autostrada del Brennero.( qualcuno sostenne anche che la nebbia in realtà si ritrasse inorridita di fronte alla visione dell'Arna sulla quale viaggiavano )Arrivati al casello di Rovereto, si lamentarono col casellante per la totale mancanza di segnaletica ad indicare "possibili banchi di sereno" e, ancora atterriti, raccontarono che colti di sorpresa da quell'improvviso squarcio di visibilità per poco non finivano fuori strada. Bene, alle televisioni locali che giunsero numerose ad intevistarli per esser stati testimoni di un fenomeno del tutto unico e irripetibile in quel tratto autostradale, giurarono d'aver letto distintamente i nomi delle uscite "Topolinia" e "Gotham City".Per cui figuriamoci se non esiste l'uscita Brescia Nord.psI signori Oenzollern,hanno appena pubblicato un libro sulla loro esperienza paranormale in autostrada e il loro bambino più piccolo sostiene di vedere accanto alle persone gli spiriti guida con la divisa degli operai dell'Anas.Interverranno presto in una puntata del Costanzo Show assieme a tale Zerbino, testimone dell'apparizione del nano sodomita a Zanzibar e alla signora Wanda, rapita nel 1978 dagli alieni sardi.
Occhio ai segni, mi raccomando, non ai tir.
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Dopo la pagina che mi ha dedicato "Panorama" di questa settimana, per lasciare un commento nel mio blog dovete prima chiamare il mio agente.Mia madre nel frattempo è riuscita a convincere il prete della sua parrocchia a dedicarmi l'omelia domenicale e una copia di Panorama sarà conservata dentro alle teca delle reliquie con i denti di Santa Firmina, santa protettrice di Civitavecchia e monti della Tolfa.QUI potete leggere l'articolo. L'autrice dell'articolo, la giornalista Laura Maragnani, mi ha intervistata alle cinque del pomeriggio in un bar di Via Veneto facendomi sorseggiare sei - sette litri di Rossini.Considerato che ero a stomaco vuoto,alla terza domanda m'è parso di vedere Mirigliani che ballava la lapdance sul bancone. Perciò la ringrazio per non aver pubblicato tutte le rivelazioni che sotto effetto etilico devo averle fatto. Ero soprattutto preoccupata che pubblicasse il mio codice bancomat che devo averle scritto su un tovagliolo al quarto drink.
Ah! Avevo dimenticato l'articolo di GQ! Lo trovate QUI.
Scusate la soddisfazione : m'hanno messo in homepage con Gisele, io che sono alta come il suo pollice.
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Visto che mi sparisce in continuazione l'ultimo post, questo messaggio ha il solo scopo di immolarsi in nome della salvaguardia del penultimo.Spargerò le sue ceneri in mare e avrà il suo picchetto d'onore.
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Come promesso qualche messaggio fa, ho deciso di elevare culturalmente il livello di questo blog ed approfondire temi importanti , tanto perchè poi non si dica che io parlo solo di cose leggere e frivole.Inaugurerei perciò questa mia nuova linea editoriale affrontando l'annosa e complessa questione delle mutande perdute.
Mi spiego meglio. Credevo accadesse solo a me, poi ho fatto un rapido sondaggio tra amici ed ho scoperto che non sono la sola a domandarsi con un filo di turbamento come diavolo sia possibile che la biancheria intima, in particolar modo le mutande, sparisca a ritmi di almeno dieci pezzo l'anno.Premetto che è assolutamente vietato pensar male e fare battutacce.Le mutande spariscono rigorosamente in casa propria. Al contrario di tutti gli altri oggetti di uso comune, raramente fanno in tempo a consumarsi, ancor più raramente si buttano ma per un inspiegabile fenomeno che va inclusonella lista degli eventi sovrannaturali assieme alle stimmati di Padre Pio e la scomparsa dei nei di Vespa,svaniscono nel nulla. Una compra un paio di mutandine nero e uno bianco?E' matematico che nel giro di un paio di mesi una di una delle due non si abbia più alcuna notizia. Spariscono così, senza congedarsi, senza dare spiegazioni, senza lasciare un recapito. Di solito una non se ne accorge subito. Si tende a pensare che magari saranno nel cesto della roba sporca .Magari sul fondo .E sul fondo della cesta della biancheria sporca si sa, non c'è semplicemente la roba che devi lavare. No, da che mondo è mondo ci sono quei quattro-cinque indumenti sporchi che stanno lì da sempre ,che non vuoi più nè lavare nè buttare, il cui lavaggio rimandi da decenni "alla prossima lavatrice" . In alcuni casi questi indumenti appartengono alla famiglia che ha abitato in quella casa prima di te.Ora , io mi domando: visto che esiste gente che nalla vita fa di mestiere "lo strappa-ciglia di Jennifer Lopez", non è che qualcuno potrebbe dedicarsi allo studio di questo mistero? A me non frega nulla degli Ufo, delle voci dall'aldilà, voglio sapere che cacchio di fine hanno fatto le mutande La Perla che avevo pagato rapinando una sala Bingo.
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Quando si parla di televisione si finisce sempre col pronunciarela frase di rito :"La tv divora e consuma tutto molto rapidamente".Che sia una grande verità o un banale luogo comune, c'è un'unica certezza: se è vero, tale assioma vale per tutti ,da presentatori amicrofonisti,tranne che per una categoria: le annunciatrici tv. Non ci è dato di sapere per quale incredibile ragione ,mentre tutto attorno a loro invecchiae si modifica, le signorine buonasera resistono prodigiosamente al passare del tempo.Esiste un caso che meriterebbe almeno una puntata d'approfondimento di Superquark: Fiorella Pierobon.
Come sia possibile che dopo tanti lustri di apparizioni su canale 5,questa annunciatrice rimanga sempre la stessa è mistero fitto.Non una ruga, non un cedimento fisico, un capello bianco,un principio d'artrosi, un'attacco di gotta, niente di niente. Sulla vera età della Pierobon sono fiorite le leggende più disparate:c'è che sostiene che quando fu assunta a canale 5 negli anni ottanta, passò sei mesi chiusa negli studi a registrare gli annunci di tutto il palinsesto Mediaset fino al 2050. C'è chi ritiene che la notte dorma immersa nella formalina come le lucertole nei laboratori d'anatomia.Chi sostiene che non sia più lei dall'ottantasette, ma che si serva di una serie di sosia da fare impallidire perfino Saddam Hussein. Insomma, pare che a fine anno un team di scienziati la sottoporrà ai raggi x per capire una volta per tutte se ha più anni lei o la Sacra Sindone. Eventualmente Confalonieri le ha già preparato una teca nel museo archelogico di Cologno Monzese tra Memo Remigi e il pupazzo One.
Stesso discorso vale per Gabriella Golia,colei che è stata per anni il voltodi Italia Uno. Ora,se le reti private sembrano garantire alle loro annunciatrici l 'eterna giovinezza,le reti pubbliche si contraddistinguono per il fenomeno inverso: le annunciatrici rai, sin dalla loro prima apparizione,sono già inesorabilmente "vecchie". Alessandra Canale è agghindata in un modo talmente antiquato che al confronto Orietta Berti sembra Lara Croft.
Maria Rita Viaggi sfoggia dei golfini così paiettati e catarifrangenti che in caso di nebbia vengono sporadicamente utilizzati per segnalarel'uscita di Brescia Nord sull'autostrada del Brennero. A questo punto sorge un dubbio: le annunciatrici Mediaset si avvalgono forse della calza sull'obiettivo come Berlusconi? E se sì: qualcuno mi fa sapere di che marca e quanti denari?
Ho scritto questo articolo su "Il Tempo" di oggi, prima e seconda pagina.
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Oh,al prossimo articolo andrò definitivamente sulle palle a tutti.
Oggi, su Il Messaggero è uscitoquesto.
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Ho dato un piccolo contributo al pesce d'aprile confezionato da personalità confusa, gonio espiritum ai danni di Luca Sofri ed inparticolare...del suo blog.Questa è per esempio la lettera del povero lettore e blogghista Everardo al Sofri. E questa riportata qui sotto è una lettera inedita del noto Filippo selFacci in risposta al Sofri, al Rocca e alla Soncini che discutevano tra di loro di Alda D'Eusanio, cinema americano e guerra:
Salve a tutti.
Intanto faccio una timida ,pacifica e necessaria premessa: mi state tutti e tre sui coglioni e con voi anche le vostre famiglie, discendenze future,badanti e animali domestici. Spero non ve ne abbiate a male , nulla di personale, ma io sono notoriamente misantropo , misogino e pure un po' licantropo.Io odio tutti e non temo nessuno al mondo, a parte la moglie di Ferrara, ma quella si sa, fa paura anche a Dario Argento. Abbiate pazienza, ma con i problemi di attualità che sta affrontando l'umanità in questo momento, stare qui a cazzeggiare su amenità del genere mi pare cosa alquanto frivola e superficiale. Voglio dire,cazzo,hanno eliminato Angela dalla casa del Grande Fratello e voi state qui a chiacchierare chi di cinema americano, chi della D'Eusanio, chi addirittura di guerra (!) come se niente fosse. E' proprio vero che l'umanità sta lentamente scivolando nell'indifferenza. Fortuna che ci sono ancora persone come me, che appena appresa la drammatica notizia, sono state pronte a rimettere indiscussionetutte le priorità della vita. Per dire, quando ho appreso l'accaduto io mi trovavo dal coiffeur con la cuffia per le meches in testa , (meches chefaccio regolarmente ogni mese così da rendere credibile questa cazzata cheracconto a tutti di essere austroungarico quando in realtà sono calabrese da sette generazioni) e, cio' nonostante , non ho esitato a mollare tutto per recarmi fuori dai cancelli di Cinecittà. Un buon giornalista è sempre sulla notizia.Comunque, tanto per mettere i puntini sulle ics,faccio presente che avete il privilegio di intrattenere uno scambio epistolare col più giovane editorialista italiano, nonchè più giovane vincitore del Torneo di biglie susabbia di Rimini Viserbella, per cui vi suggerisco di essere prudenti nel decidere di intavolare una discussione con me.E a questo punto,già che ci siamo, sappiate pure che il sottoscritto non manca neanche di qualità estetiche che gli hanno consentito di avere una fortunata carriera di fotomodello, in passato.Sono stato infatti testimonial di una linea di passamontagna in cashemire.Inoltre ho preso parte a tutte le più importanti sfilate milanesi di scafandri per sommozzatori, emergendo dai Navigli come un moderno Nettuno meneghino.Tra l'altro, sempre perchè vi rendiate conto della mia levatura, io sono un raffinatissimo musicologo amante in particolarmodo di Wagner, Chopin eBobby Solo. Ho scovato talenti musicali quali " Il Quartetto Rossini e le sei sonate ad archi " ed " il Trio Lescano e i sei suonati al circolo Arci ".Qualche malalingua osa insinuare che io sia anche un po' pettegolo e chiacchierone, ma si sa, il successo trascina sempre con sè invidie e livorie questa è solo una diceria priva di fondamento.Ehm, Soncini, senta senta cosa le racconto:ma lo sa qui al Giornale si narra che il giorno in cui la Bignardi ha avuto le doglie il Sofri non l'abbia potuta accompagnare in clinica perché doveva aggiornare il blog, sicchè la povera Daria Bignardi è stata accompagnata da Giuliano Ferrara e quando l'ostetrica se li è trovati davanti ha chiesto:" Chi è che dei due quelloche sta per partorire?"
Beh, ora vi saluto che mi sono stufato.
Un cordiale vaffanculo a tutti.
FilipposelFacci
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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