il blog di Selvaggia Lucarelli
Mantienimi:
il libro di Selvaggia Lucarelli
VADEMECUM PER NON DIVENTARE FAMOSE
Censimento Nazionale Veline-Calciatori, Il Mio Matrimonio, Single: manuale d'uso, Miss Italia, Prodotti di bellezza, Il Natale (parenti tipici), Contratto con gli E-lettori, For Men Magazine, 8 Marzo, La vetrina degli orrori, Stati d'animo dopo un provino, Fenomenologia del burino arricchito, A proposito di donne, Stefano Fiore (Inedito, Gazzetta dello Sport)
Ti piace così tanto fare la vittima che saresti in grado di dire che sei vivo perchè non puoi pagarti il funerale.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ho voglia di riappropiarmi del lato bello di internet. E mi è venuta un'idea a tal proposito. E' un periodo fertile per la mia mente e comunque questo è il periodo dell'anno in cui avverto più stimoli , in cui mi succedono le cose migliori, in cui ho più energie. Porterò avanti due progetti contemporaneamente con l'aiuto di claudio, spero di riuscire a farcela e a non doverne mollare o rimandare uno. Posso farcela.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Quali sono i cinque libri più corti del mondo? Deontologia commerciale
ebrea, Eroi di guerra italiani, Storia completa dell'umorismo tedesco,
Grandi amatori inglesi, Who's Who in Portorico.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Per chi visita di tanto in tanto il mio sito ...il buon Claudio ha pubblicato un bel po' di mie foto in vacanza. Quella sono veramente io.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
La vita mi chiama. Devo tapparmi le orecchie per quanto è assordante il suo richiamo.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
http://ilmessaggero.caltanet.it/hermes/20020827/01_NAZIONALE/CRONACA_DI_ROMA/Haa.htm
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
A metà settembre io e claudio mettiamo in rete un sito DA PAURA. L'ho detto.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
http://utenti.lycos.it/selvaggialucarelli/hpbimg/io-saturno-losio%20acena.jpg
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Sono molto orgogliosa dello spettacolo che ho scritto con max quest'estate perchè è nato non da estenuanti sedute di scrittura ma da "cazzeggio in libertà" ...e mi si perdoni l'espressione...ma è più o meno come sono andate le cose. Ed è una cosa rara perchè in realtà la scrittura non ha nulla a che vedere con l'idea romantica dello scrittore che scrive di getto in preda a improvvise ispirazioni letterarie.."Scrivere è falegnameria" dice giustamente Cerami, è un lavoro da artigiani , in una mano si tiene il martello e nell'altra la fantasia, dico io. Non esistono scrittori che trascurino rigore, fatica, applicazione, non esistono geni le cui penne scrivono da sole come certi medium giudati dai defunti...Oddio, è vero che certi giorni le parole escono più fluide e le idee sono più fertili, ma non si può stare seduti ad aspettare il giorno propizio perchè è anche vero che il cervello funziona come un muscolo,va allenato e l'allenamento richiede sforzo . Ci sono stati dei giorni che per mettermi a scrivere mi sono quasi dovuta violentare, giorni in cui mi sentivo vuota di idee e volontà e invece capitava che dopo dieci minuti di foglio bianco il "muscolo" cominciasse a reagire agli stimoli e spesso le cose migliori sono nate proprio in giornate così, che non promettevano nulla di buono. "Lo scemo del villaggio globale" è nato diversamente e credo che ad oggi sia stato per me un caso unico. Ho lasciato che le idee mi venissero a cercare e le ho lasciate germogliare pian piano, senza quasi accorgermene. Poi in quattro-cinque giorni mi sono messa a raccontarle a max tra una risata e un'altra. Quando si ride nella fase di preparazione e scrittura è buon segno, il comico deve divertire in primis se stesso e solo con questa premessa riuscirà a divertire gli altri. Non per niente quando accade che max non sia convinto di una battuta che invece a me piace , io non insisto mai, non mi impongo perchè so che un comico che fa una battuta senza convinzione non divertirà mai il suo pubblico, anche se magari quella battuta è degna del miglior Woody Allen. vabbè, ora chiudo che forse questo discorso interessa solo me e tra l'altro oggi è uno di quei giorni che le parole non mi escono affatto fluide ....
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Il tuo ricordo l'avrei voluto conservare così , nell'immagine cristallizzata di quel liceale che mi veniva a prendere il sabato con la macchina del papà, che mi scriveva fiumi di parole e poesie, che che mi parlava di sua nonna con le lacrime agli occhi, che amava la filosofia ancora più di me, che aveva umorismo e sensibilità da vendere,che mi faceva abbuffare di home video , pizza e patatine fritte, che mi faceva passare tre ore al telefono tutte le sere chiusa nell'armadio per non farmi sentire dai miei e pareva che ci fosse sempre tanto da dirsi,che veniva a bussare alla porta della mia classe e chiedeva tutto rosso se potevo uscire un attimo perchè avevamo litigato, che mi portava in vacanza con i suoi,che mi regalava fiori, che mi portava al canile e costruiva la cuccia con me per il cane che mi ero portata a casa, che sopportava le chiacchiere di un liceo di provincia, che studiava come un forsennato per andar via da quella provincia,che comprava "Cuore " e me lo faceva leggere, che comprava "Max" e mi faceva arrabbiare.
Che mi ha lasciato e mi ha fatto piangere ovunque, senza ritegno, davanti ai miei , in classe, nei bagni della scuola, sull'autobus che mi riportava a casa.
Nei dieci anni che sono passati qualche notizia da amici comuni, "Marco si è laureato" "Marco lavora da un notaio" "Marco lavora in telecom" "Marco è fidanzato" "Marco lavora in uno studio legale a New York" ...poi la tua mail di un anno fa e l'annuncio del tuo matrimonio. Ora ti so sposato e a lavorare a Londra.
A settembre ti rivedrò al matrimonio di Simone. Tutti ti vedranno con un abito da cerimonia , io con le tue felpe larghe e lo zaino sulle spalle.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Stasera pupa mi porta in un luogo di perdizione...:)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Voglio settembre, l'estate agonizzante di fine agosto mi mette tristezza.
Oggi pensavo questa cosa, che secondo me l'anima nasce con un'età e si tiene quella tutta la vita.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Bell'incontro ieri sera.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Questo amore
Cosi' violento
Cosi' fragile
Cosi' tenero
Cosi' disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore cosi' vero
Questo amore cosi' bello
Cosi' felice
Cosi' gioioso
Cosi' irrisorio
Tremante di paura come
un bambino quando è buio
Cosi' sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d'occhio
Perché noi lo tenevamo d'occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
perché noi l'abbiamo braccato ferito calpestato fatto
fuori negato cancellato
Questo amore tutt' intero
Cosi' vivo ancora
E baciato dal sole
E' il tuo amore
E' il mio amore
E' quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
Che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l'estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere
Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l'ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh si gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov'eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t'abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo. (J.Prevert)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perchè io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d' amarti solo io. (Pedro Salinas)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Eh eh, a questo punto sono curiosa anch'io di sapere . Credo ti attendano sorprese mia cara.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
è uscita una cosa bellissima sul messaggero.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
E mi scusi Neruda poco prima citato per la "licenza poetica" che mi sono appena concessa.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Grazie per le tue 40 righe del cazzo.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Qui io ti amo.
Tra pini scuri si srotola il vento.
Brilla fosforescente la luna su acque erranti.
Passano giorni uguali, inseguendosi l'un l'altro.
Si dirada la nebbia in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.
O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte mi alzo all'alba e persino la mia anima è umida.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui io ti amo.
Qui io ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.
Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.
A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,
che corrono sul mare dove non arriveranno.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera.
Si stanca la mia vita inutilmente affamata.
Amo quel che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia lotta con lenti crepuscoli.
Ma poi giunge la notte e inizia a cantarmi.
La luna proietta la sua pellicola di sogno.
Mi guardano con i tuoi occhi le stelle più grandi.
E poichè io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie metalliche. (P.Neruda)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ma io , io dov'ero
quando gettavi mangime a tutti questi becchi affamati di chiacchiere?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
"...da dietro un muro di cinta scrostato s'erge saldo l'ammasso fiorito di un albero."
(Cesare Pavese)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ho voglia di andare a Ponza prima che finisca l'estate.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
E ora i meritati piaceri terreni dei 4 salti in padella Findus.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
"Faceva parte di me come una coda preistorica, qualcosa mutilato dall'evoluzione, qualcosa di cui conservo l'alone, come una misteriosa presenza nel vuoto."
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Di Elsa la prigione delle convenzioni.
Di Timoteo la paura.
Di Italia l'amare senza chiedere.
Di Angela il casco slacciato. Le piccole disubbidienze che feriscono l'amore.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ieri sera passeggiavo nella piazza di questa bella cittadina vacanziera sul mare e sono entrata distrattamente in una piccola libreria aperta la sera tardi per i turisti . Un mese fa l'avevo cercato in una libreria romana ma aveva appena vinto il premio strega e le copie erano andate esaurite quasi subito. " E comunque era di una tristezza infinita signorì, du' palle!" mi aveva detto il commesso della libreria, figura davvero impeccabile nel suo ruolo di promotore culturale... Me l'ero già dimenticato quel libro dalla copertina color verde pastello e quella figurina di donna minuta nel suo vestito di bambola rosa pallido.
Ieri mi è riapparso davanti con la fascia di carta rossa ad agghindarlo tanto simile a quella delle miss ...quella fascia prestigiosa con scritto "premio strega"; non ho neanche letto la trama nelle didascalie interne, qualcosa di essa mi era già arrivata alle orecchie e poi non so, era come se sapessi già che dovevo leggerlo e che l'avrei amato e divorato e assaporato fino all'ultima parola. Ho dato uno sguardo rapido alla foto interna dell'autrice il cui viso moderno,bello e aristocratico accenna un sorriso enigmatico, non so se appena spento o indeciso o sul nascere, e me ne sono uscita con la mia copia in mano. Era l'ultima, credo aspettasse me. Oh, il passaggio del pagamento alla cassa l'ho saltato ma vorrei sottolineare che è avvenuto...:)
Trecento pagine lette in poche ore. Le ultime cinquanta tra i singhiozzi. Bellezza , stupore , commozione, amore. E dolore, tanto dolore descritto in modo così spietatamente crudo e limpido, da non poter interrompre il filo della lettura neppure per mangiare.
"Forse siamo come quei macchinisti neri che sudavano nel ventre delle navi a carbone per consentire a due amanti sul pontile più alto un ballo romantico,sopra il tappeto luccicante del mare."
Avrei voglia che tu lo leggessi e che questo passo ti trafiggesse la carne e l'anima come ha fatto con me.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Amo e sono amata.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Poche ore di viaggio mi separano dalla mia meta. Una manciata di giorni di vera libertà. Chiuso la valigia. Parto.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Come ho potuto non accorgermi di niente?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
...il destino, nel suo gioco di specchi e vortici, fa
sempre il suo dovere, che noi poveri mortali ci
opponiamo o meno, trascina ciò che deve trascinare,
attrae ciò che deve attrarre, divide ciò che va diviso
indi...potrai lottare con la tua coscienza, ma non col
tuo destino.ciò che sarà, dovrà.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Passano gli anni, si moltiplicano i libri nella mia libreria, ma l'antologia di Spoon River rimane sempre tra le cose più belle che io abbia mai letto.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Herbert ruppe il nostro fidanzamento di otto anni
quando Annabella ritornò al villaggio
dal collegio, ahimè!
Se avessi rispettato il mio amore,
forse sarebbe diventato un bel dolore -
chi sa? - riempiendomi la vita di profumo.
Ma io lo torturai, lo avvelenai,
lo accecai, ed esso si mutò in odio -
edera mortale invece che clematide.
E l'anima cadde dal suo sostegno,
i suoi viticci si intricarono in rovina.
Non lasciate la volontà farvi da giardiniere nell'anima,
a meno che siate sicuri
ch'essa è piú saggia dell'anima vostra.
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Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
George Gray
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che anela al mare eppure lo teme.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Un plot senza conflitti è destinato a fa sbadigliare il pubblico.
Accadrà quel che accadde quando Roberta Beta uscì dalla casa.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Certo che una verità che è una mai è?
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ancora pochi giorni e prendo la macchina e arrivederci per qualche giorno............. Dai che manca poco.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Pettegolezzi e dicerie sono vecchi come il mondo. Dai tempi dell'antica Grecia ai giorni nostri niente e nessuno si salva dalle chiacchiere, benevole o malevole che siano. Non si tratta solo di storielle a sfondo personale, molto spesso con il passaparola si costruiscono vere leggende metropolitane: per ripulire una moneta arrugginita basta immergerla in un bicchiere di Coca-Cola; per regalare un cane-guida a un cieco bisogna raccogliere cinquanta chili di scontrini fiscali o di carta stagnola. Ma qual è, se esiste, la molla che ci spinge a impicciarci dei fatti degli altri? O, in mancanza di meglio, a inventare succose quanto inattendibili panzane da divulgare a tutti gli interessati? "Pettegolezzi e dicerie", spiega Sergio Benvenuto, psicologo presso il Cnr di Roma e autore di un saggio intitolato, appunto, Dicerie e pettegolezzi "sono espressione di paure e desideri inconsci. E più che da intenzioni malevole, spesso i pettegoli sono spinti dal desiderio di sentirsi e mostrarsi vicini alla persona oggetto della curiosità". Infatti, il motore delle chiacchiere è un desiderio non riconosciuto come tale o non ammesso con se stessi. E la maggior parte dei racconti serve per attribuire ad altri opinioni e sentimenti che non abbiamo il coraggio di dichiarare apertamente, perché per diversi motivi li consideriamo censurabili. Perciò affermare che il premio Oscar Kevin Spacey è un grande attore e bisbigliare che è gay, significa che vogliamo focalizzare l'attenzione sulla sua (presunta) omosessualità, ma non osiamo dirlo apertamente. Le dicerie, insomma, sono delle comode "favolette" che consentono di aggirare le censure imposte dalla cultura del nostro tempo. Se il celebre scrittore francese La Fontaine vivesse oggi, per raccontare la storia della cicala incosciente e della saggia formica non potrebbe puntare solo sulla critica alle "mani bucate" della cicala, perché oggi il consumismo non è più così censurabile. Ma dovrebbe insinuare un "peccato" ancora più grave. "Tra pettegolezzo e diceria, tuttavia, esiste una differenza di fondo", spiega Sergio Benvenuto. "Il primo riguarda la vita privata, la seconda si riferisce di solito ad aneddoti che non hanno come protagonisti personaggi reali". In qualunque comunità con il passaggio di notizie si diffondono, inevitabilmente, anche dicerie e pettegolezzi. La caratteristica della nostra epoca è che le informazioni si propagano sempre più velocemente, creando in breve tempo dal nulla vere e proprie leggende . L'uomo è più pettegolo Le chiacchiere sono un argomento troppo ghiotto per non essere oggetto di studio. Per esempio, negli anni Quaranta due psicologi americani, G. W. Allport e L. J. Postman, hanno notato come il meccanismo che genera le dicerie sia del tutto simile a quello della memoria. "Il passaggio di un'informazione iniziale da una persona all'altra", conferma Sergio Benvenuto, "equivale al processo della memoria. La diceria, infatti, è la deformazione di una notizia causata dal passaggio di bocca in bocca. Proprio come un ricordo è il risultato di percezione originaria che, nel corso del tempo, è stata filtrata, modificata o deformata completamente". Questi studi confermano e approfondiscono una visione che risale addirittura agli antichi Greci per i quali in ogni mito ci sarebbe un nucleo di verità storica. E a proposito di miti: da sempre si dice che le donne sono sinonimo di pettegolezzi. In realtà questo è un pregiudizio. Sia gli uomini sia le donne amano le chiacchiere allo stesso modo. Ma fino a qualche tempo fa i ruoli erano più definiti e gli uomini provavano un certo disagio ad affrontare pubblicamente argomenti "privati". Oggi, però, questi schemi sono caduti e non ci sono più differenze rilevanti di comportamenti. Anzi, è noto che tra gli adolescenti maschi, per i quali il mondo femminile è ancora lontano e in qualche modo irraggiungibile, il pettegolezzo sulle donne è all'ordine del giorno. Gli argomenti sessuali Chiunque può diventare oggetto di un pettegolezzo, non solo i personaggi famosi: è sufficiente che la persona chiacchierata sia ritenuta importante da chi ne parla. A questo proposito esistono alcune ricerche realizzate nelle scuole medie americane, che mostrano come a essere presi di mira siano prevalentemente i leader di un gruppo, mentre, in genere, chi mette in giro le voci sono gli arrivisti, ossia quelli che cercano di stare vicini ai "capobanda" di turno per salire nella gerarchia sociale. E non si tratta di un meccanismo prettamente adolescenziale, anzi. Sono all'ordine del giorno le indiscrezioni di autisti, camerieri o baby sitter che raccontano fatti di ordinaria quotidianità della famiglia per cui lavorano, come è successo al Primo Ministro inglese Tony Blair. "Molto spesso le chiacchiere più succose", spiega lo psicologo del Cnr, "riguardano argomenti di ordine sessuale, perché siamo tutti spinti da un impulso voyeuristico, che ha radici antichissime. Sapere "chi sta con chi" è una nostra esigenza che, peraltro, svolge anche un'importante funzione sociale: collocare ciascuno nella rete di relazioni che ci circonda". Finora ci siamo occupati del pettegolo, ma come vivono questi episodi le vittime delle chiacchiere? La faccenda non ha una risposta univoca, secondo Sergio Benvenuto. Rischia di cadere nella rete del pettegolezzo chi ha paura dei pregiudizi legati a temi forti, per esempio una malattia grave che si vuole tenere nascosta. I valori da proteggere non sono assoluti, ma cambiano con il mutare dei costumi. Fino agli anni Settanta, infatti, qualsiasi disturbo di natura psicologica era una vergogna da nascondere. Oggi, invece, ammettere di ricorrere all'aiuto dell'analista è diventato quasi una moda. Basti pensare all'attore americano Woody Allen, che non fa mistero di frequentare regolarmente uno psicanalista; che lo racconta in molti suoi film e che continua a impersonare lo stereotipo dell'uomo in crisi esistenziale persino in uno spot televisivo apparso recentemente in Italia.Negli anni Ottanta nasce un nuovo tabù, l'Aids. Che agli occhi della gente diventa sinonimo di omosessualità, droga e promiscuità sessuale. E il mondo dello spettacolo rappresenta il bersaglio preferito di questo tipo di pettegolezzo. Oggi, invece, le preoccupazioni per la salute dei vip sono superate solo dall'interesse maniacale per la loro vita sentimentale e i loro gusti sessuali. Tuttavia attori, cantanti e conduttori televisivi fanno parte di una cerchia particolare dove il pettegolezzo nasce e si alimenta con un elemento in più: "Per i cosiddetti vip", conclude Sergio Benvenuto, "la chiacchiera è una sicura conferma di celebrità. E il silenzio fa molto più paura".
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Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Le certezze dei pettegoli
La diceria e la crisi del pensiero
Sergio Benvenuto, "Dicerie e pettegolezzi"
"Siccome gli esseri umani trovano piacevole ciò che desiderano, bisogna concluderne che molte persone desiderano che certi fatti accadano". Pur di soddisfare questo postulato gli umani sembrano disposti a tutto. Stiamo parlando di quel bizzarro fenomeno che è la diceria e il pettegolezzo. "Ogni diceria è come un animale che nuota in un magma di discorsi attuali e possibili, dove però alcuni percorsi sono più probabili e percorribili di altri". Voci, fantasie, "leggende metropolitane" attraversano la galassia dell'informazione fino a diventare, una nuova forma di vox populi che "ci mette in contatto con una dimensione umbratile della vita sociale, con i bassifondi o le fogne impresentabili del pensiero collettivo". Su questi imprevedibili aspetti psicologici e sociali Sergio Benvenuto - saggista, psicologo presso il Cnr di Roma e direttore del "Journal of European Psychoanalysis" - ha dedicato un'approfondita ricerca. Il suo libro Dicerie e pettegolezzi offre una vasta panoramica delle implicazioni e dei meccanismi che governano questa diffusa pratica di "voyeurismo verbale". Se l'etimologia di pettegolezzo rimane incerta nella sua derivazione da peto o da pithecus, scimma, nelle altre lingue troviamo divertenti sorprese. Nel francese abbiamo sia commérage che proviene da madrina sia ragot, letteralmente il grugnito del cinghiale. Lo spagnolo comadreo significa comare o vicina di casa. L'inglese gossip proviene da madrina. Comari, madrine, vicine di casa, nonne: una lunga tradizione europea, in probabile odore di misoginia, connette strettamente pettegolezzi e donne. È un aspetto, quest'ultimo, su cui filosofi e pensatori si sono sempre soffermati. Le chiavi di lettura della diceria, in questa ricerca, sono molteplici. Le dicerie manifestano un desiderio che "viene soddisfatto solo se allo stesso tempo viene disconosciuto o negato", attuando quindi l'aggiramento di una censura. A seconda dei casi trasmettono un senso tragico, veicolando aggressività, moralismo, o un intento pedagogico. Quasi sempre hanno un contenuto fobico o persecutorio, procedono dall'invidia, bersagliano ciò che suscita fastidio mirando a denigrare e beffare.
Confermano pregiudizi e superstizioni. In un'epoca che celebra il trionfo dell'informazione e della comunicazione il fenomeno della diceria testimonia una disgregazione della soggettività che favorisce, invece, un'individualità "presa a prestito" o una sorta di identità virtuale. In una battuta: "nella misura in cui la cultura viene pigiata nei cervelli di ciascuno, essa viene trasformata in un'immensa diceria". I valori simbolici della funzione del giudizio e del senso di realtà sembrano sfaldarsi a favore di un indefinibile magma immaginario dove tutto, in assenza di pensiero, è dicibile.
Forse la contemporaneità ci mostra una riedizione, alla seconda potenza, del mito di Babele. "La chiacchiera - affermava Heidegger - non solo esime da una comprensione autentica, ma diffonde una comprensione indifferente, per la quale non esiste più nulla di incerto".
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Ho portato mia suocera a vedere la stanza degli orrori al museo delle cere e uno degli inservienti mi ha avvertito:
<< Signore, la faccia camminare continuamente: stiamo facendo l'inventario>>
(autore sconosciuto)
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Le differenze maggiori tra i vari canali televisivi sono tuttora le previsioni del tempo.
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Guardati da coloro che prima ti danno dei consigli e poi parlano male di te, cornuto!
(Corrado Guzzanti)
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Credo nella reincarnazione. Nel testamento, mi sono nominato unico erede.
Beppe Grillo
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E comunque gli avvoltoi non hanno tardato ad arrivare. Povero Lorenzo.
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Mi piace come sta venendo il mio sito. E ancora è niente, sarà pieno di sezioni e anche di contenuti, voglio un sito ricco, non solo una vetrina.
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LA SOCIETÀ DELL'INVIDIA
Da Caino a Nietzsche, è ancora il peccato capitale per eccellenza, mentre prevale il culto del successo
Da Caino a Nietzsche, la nave dell'invidia è quella con la stiva più grande nella storia dei peccati capitali. Forse perché l'invidia sembra riassumerli tutti. Il gesuita Roberto Bellarmino la definisce efficacemente così: "Un peccato per il quale l'uomo ha dispiacere del bene d'altri, perché gli pare che dimisuisca la grandezza propria". L'invidia, insomma, è figlia della frustrazione e di un senso di impossibilità a realizzarsi che si riflette con un odio distruttivo verso l'altro. Naturalmente, le cose non sono mai così semplici. Se si scava alle origini di questa frustrazione si può anche scoprire che nella società della competizione, del successo e della nuova ricchezza l'invidia cresce a dismisura, è proporzionale all'esibizione esagerata di pochi contro il disagio e la delusione di molti.
L'invidia, insomma, è il peccato capitale della nostra società? Ne parla un sociologo, Paolo De Nardis, in un saggio appena edito da Meltemi (L'invidia. Un rompicapo per le scienze sociali, pagine120, lire 18.000), che analizza comportamenti, linguaggio verbale, generi e tipi sociali, luoghi psicoanalitici, malesseri e sottolinea qualche possibile terapia. Si guarirà mai dall'invidia? Il filosofo Remo Bodei nota che l'invidia è stata considerata "Una pecca della democrazia già dal mondogreco, dalle Vespe di Aristofane, per arrivare alle analisi di Tocqueville. In una società in cui tutti sono uguali fatalmente ci si chiede perché tizio è più ricco o più famoso di me, ciò evidenzia un rapporto tra uguaglianza e invidia. Nel secondo volume della Democrazia in America, scritto nel 1840, Tocqueville nota che nelle società fortemente gerarchiche l'invidia è minore, mentre in quelle democratiche, dove l'uguaglianza almeno a parole è garantita a tutti, sono le piccole differenze che feriscono. Dal punto di vista storico questa idea viene ripresa e rovesciata in Nietzsche attraverso il risentimento. Per Nietzsche è tipico di tutti i movimenti tendenzialmente ugualitari - cristianesimo, socialismo o democrazia -, avere uno spirito gregario: il gregge si difende odiando e invidiando chi sta sopra, e sostiene infatti che l'inferno è una invenzione dei cristiani che si trovavano al fondo della classe sociale o erano schiavi. Dopo Nietzsche, è stato Max Scheler nei primi decenni del Novecento a indagare l'invidia sotto la sfera della persona, segnando bene la differenza tra invidia e gelosia, la prima è una specie di risentimento verso qualcosa che qualcuno ha ma che non mi appartiene, gelosia invece è la paura che qualcuno mi porti via ciò che già ho".
Ma, seguendo Nietzsche, anche nella lotta di classe marxista si nascondeva il germe dell'invidia? Lorenzo Infantino - docente di filosofia delle scienze sociali alla Luiss di Roma - si dice convinto di questo: "In fondo - spiega - nella lotta di classe il problema è questo: ci sono uomini che hanno raggiunto il successo, ma quel successo non interessa alla classe inferiore, che in un certo senso non lo desidera nemmeno, ma preferisce distruggerlo. Al proletario non interessa diventare imprenditore e gestire un progetto fino al successo, intende invece demolirlo in se stesso".
Il successo, secondo Max Weber, è fondato su una "ideologia" che ha radici protestanti. Bisogna supporre che dietro tutto ciò vi sia anche una sollecitazione dell'invidia? "Non mi pare - replica Infantino -, il sistema capitalistico occidentale non è fondato sull'invidia, sulla distruzione dell'altro fine a se stessa, perché i grandi progetti sono sempre frutto di uomini che non vivono con questo sentimento, ma si identificano con il loro progetto.
L'invidia non è il motore dell'economia, e del resto il benessere può essere una strada per ridurre anche i conflitti sociali. Inoltre, non è Weber il pensatore cui riferirsi parlando dell'invidia in campo sociale ed economico, ma George Simmel".
Ancora Bodei, riflettendo sulle teorie marxiste, rileva che più che l'invidia l'autore del Capitale "riteneva che, come in guerra, la lotta di classe non era mossa da un odio personale bensì essa era un passaggio necessario della storia per arrivare a una società senza classi; da questo punto di vista se invidia c'era risultava semmai come un sottoprodotto. Oggi, rispetto all'ideologia del successo, accade invece che in molti l'invidia sia una passione da celare, mentre dall'altra parte cresce il fenomeno della ricchezza ostentata che indubbiamente genera in molti l'invidia. Prevale il piacere di provocare l'invidia dell'altro...".
Come tutti i peccati capitali l'invidia è antica come l'uomo. Ce lo conferma il biblista e teologo Gianfranco Ravasi ricordando che "nel capitolo 2 del Libro della Sapienza, al versetto 24, si dice che è PER L'INVIDIA DEL DIAVOLO CHE LA MORTE e'ENTRATA NEL MONDO.Il testo antico collega dunque il limite dell'umanità a un peccato di invidia, Satana è l'invidioso per eccellenza. Guardando la Bibbia si può dire che esista un filo sapienziale, da Caino a Saul, che cerca di dimostrare che l'invidia nasce dalla grandezza dell'altro non accolta e diventata elemento di confronto che rivela un senso di sconfitta. Ma l'eccesso di amore perverso, il narcisimo, si guarisce solo con un eccesso di amore autentico...". Volere il bene dell'altro, apparentemente sembra anche il principio che domina la ricerca del benessere. Eppure il culto attuale del successo sembra contrastare radicalmente con tutto ciò. "Il successo - risponde Ravasi - dovrebbe misurarsi con una riscoperta dei veri valori, a cui si arriva educando i singoli a un'umanità che attribuisca maggiore significato alla quiete, alla pace dello spirito, alla ricerca, al desiderio delle cose vissuto con più distacco. Mi pare che fosse Chesterton a dire che l'uomo che non è invidioso vede le rose più rosse degli altri, l'erba più verde e il sole più abbagliante, mentre l'invidioso le vive con disperazione; la contemplazione spinge a cogliere il valore e non riduce tutto all'oggetto da prendere e possedere".
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Io e te in vacanza. manca poco.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Poche volte nella vita ho visto gente essere così misera da fingere felicità pensando che sia un'arma che possa infastidire qualcuno. Fingerla con le faccine su un forum poi. Sei triste nel vuoto della tua casa vuota, davanti a un monitor vuoto con gente immaginaria tutte le sere della tua misera vita.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Anche se il denaro non compra la felicità, esso certamente ti permette di sceglierti la tua forma di tristezza.
(autore a me sconosciuto)
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Mi dispiace per te, ma di fronte agli squali non bisognerebbe mai sanguinare. Ora lo sai.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Pavese diceva che " Chi sa vivere non scrive e chi scrive non sa vivere" . Chissà se è davvero così. Io so solo che oggi, se mi trovassi a poter scegliere il mio lavoro definitivo , direi "scrivere" . Il fatto è che a giudicare dalla fine di Pavese a quanto pare non è che scrivere aiuti a vivere...
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
"Ahhh farà caldo,i negozi saranno tutti chiusi,ma non c'è più caos e traffico e io ad agosto la Magliana la riscopro!"
"Ricoprilaaaaaaaaaa!"
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Io non credo alla verità postuma,non credo al senno di poi,non credo alle rivisitazioni storiche e personali. Per me la verità è oggi ,qui ,in questo istante. Una volta che è ingiallita dal tempo , filtrata dalla memoria e restaurata dalla ragione come fosse un'affresco , perde la sua essenza e diventa un racconto che si fa a se stessi, diventa sceneggiatura per acquietare l'anima. La memoria è un'attenta selezionatrice,taglia,omette,distorce,sovrappone,confonde,censura e i ricordi sono sempre ritoccati,soggettivi,ingannevoli. Basti pensare che quando si tira fuori un ricordo comune , ricostruire come sono andati realmente i fatti diventa spesso fonte di discussioni interminabili..."ma come,non ti ricordi che c'era anche la zia Lisa?" "no guarda che ti confondi,c'era nonna Maria!" "ma che dici, era notte e la nonna a quell'ora non poteva essere in piedi" "ma no,erano le nove-nove e mezzo,me lo ricordo perchè avevamo appena finito di mangiare.." E così succede che ognuno si tiene la sua verità postuma... che poi è quasi sempre la più comoda . Del resto è dura vivere senza alleggerire il bagaglio.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
L'ONU ha commissionato un sondaggio a livello mondiale.
La domanda era questa: "Dica onestamente qual è la sua opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo"
Il risultato e' stato il seguente:
* gli europei non hanno capito cosa sia la "scarsità"
* gli africani non sapevano cosa fossero gli "alimenti"
* gli americani hanno chiesto il significato di "resto del mondo"
* i cinesi, straniti, hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di "opinione"
* nel parlamento italiano si sta ancora discutendo su cosa sia "onestamente"
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Socrate 26-02-1998 / 31-03-2002
Ti ho seppellito ai piedi di un abete alto e fiero con le fronde verdi che salgono disordinate verso il cielo. Sulla terra smossa ho adagiato i sassi levigati dal mare di Punta Aderci e odorose fresie selvatiche.
Mi manchi,accidenti quanto mi manchi.
Io lo sapevo che saresti morto giovane,la morte ti ha tenuto per la coda fin dalla nascita. E da cane speciale quale eri sei morto senza un lamento, la sera di Pasqua.
Chi dice o pensa "era solo un cane" non sa di quale amore assoluto e disinteressato sia capace un cane . Io con Socrate passavo più tempo che con i miei genitori e i miei fratelli e naturalmente io e lui ci eravamo inventati uno scarno e buffo linguaggio per comunicare. E' ovvio che non si parlasse di massimi sistemi e conflitti d'interessi, ma i nostri stati d'animo sapevamo raccontarceli e condividerli a modo nostro.
Quando ho deciso di dargli questo nome importante del grande pensatore dell'antica Grecia che mi fece innamorare della filosofia, mi balenò in testa l'idea che ,se è vero che nomina sunt omina,potesse essere un cattivo presagio. (vista la triste fine che fece il Socrate-filosofo) E in effetti pochi mesi dopo,quando lo vidi affannarsi al minimo tentativo di corsa e lo portai dal veterinario, scoprii che la sua cicuta si sarebbe chiamata "cuore".
Ti diedero un anno di vita al massimo. Il mio amore te ne ha regalati tre in più,ma è stato un rapporto e uno scambio impari, ho ricevuto molto più io da te che tu da me.
Bello non eri di sicuro,ma in linea di massima ho sempre scelto cani brutti perchè hanno meno probabilità di intenerire un potenziale padrone. A chi mi chiedeva che razza fossi dicevo che eri "una fantasia di razze" o ,come dice la Littizzetto, che eri nato da un'orgia! Orecchie lunghe da cocker,muso allungato da segugio , un accenno di pelo maculato da cane da caccia e quegli occhi neri bellissimi che mi hanno guardata stanchi l'ultima volta che t'ho visto vivo,mentre ti davo un po' di cioccolato dell'uovo di pasqua.
Io non l'avevo capito sai ,che sartesti morto poco dopo. I segnali c'erano stati e a posteriori li vedo nitidi ed inequivocabili ma, è triste dirlo, forse ero solo distratta e non sono stata così attenta e premurosa da leggerli.
Fino ad oggi la morte non mi era mai entrata dentro casa,dentro la casa in cui vivo, ed ho sentito per la prima volta che la morte ha un rumore preciso,nitido, che non è silenzio e basta, è un eco sordo, un suono continuo sempre sulla stessa nota e gli oggetti che erano "di Socrate" sembrano immobili in una fotografia ,morti anche loro ,come se si trovassero al loro posto scagliati lì da una deflagrazione,insulsi,congelati. L'assenza che è invadente più di mille presenze e che stende una patina grigia sui gesti quotidiani e le stanze della casa.
Era solo un cane,lo so. Anzi no,non lo so. So che era il mio cane e non se ne abbiano a male quelli che ora leggeranno queste mie parole e penseranno che sono offensive nei confronti di chi ha provato il dolore lancinante della morte di una madre o di un fratello . Non vi offendete perchè amavo Socrate come amo i miei amici e i miei familiari.
E tempo fa ,quando una mia amica attrice di Occhiobello mi raccontò che aveva perso suo fratello Martino per uno stupido incidente di moto, mi colpirono le sue parole di donna sensibile e pragmatica: "Selvaggia, dopo un dolore del genere non è vero che non si riesce più a vivere o a farsene una ragione. Tu continui a fare le tue cose, solo che il mondo cambia colore.Che ne so,prima lo vedevi blu,ora lo vedi rosso." Sì Maria,credo che sia proprio così.
E per finire,so che molta gente dice o pensa che sia ingiusto tutto questo amore per un cane "quando ci sono tante persone che avrebbero bisogno". Ecco,quelle persone solitamente non aiutano nè i cani nè le persone , io tutta questa filantropia in gente che non ama gli animali non l'ho mai vista . E scusate se in questo papiro per il mio cane c'è anche qualche piccola frecciata,ma il dolore per la morte di un cane non lo comprendono tutti e di frasi stonate me ne sono arrivate parecchie all'orecchio in questi giorni. Sono anche un po' arrabbiata,triste e arrabbiata. Perchè mi manca Socrate e non c'è un posto al mondo in cui possa andare a riprendermelo.
E riadattando il finale di "Paula" di Isabelle Allende
"Adiòs Socrate - cane.
Bienvenido Socrate - espiritu."
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Il mio cane sta male . Non si agita,non guaisce,non chiede aiuto rumorosamente. Mi guarda e basta. Prima di lasciare la patria, Byron perse il suo amatissimo cane Boatswain, che significa nostromo, e per lui dettò questa epigrafe divenuta famosa: «In questo luogo è deposta la spoglia di uno che fu bello senza vanità, forte senza insolenza, coraggioso senza ferocia. Egli possedeva tutte le virtù dell'uomo, senza i vizi. E questa lode non sarebbe che una bugiarda adulazione se ne fossero oggetto resti umani, non è che un omaggio giusto alla memoria di Boatswain, un cane che nacque a Terranova nel maggio 1803 e morì a Newstead Abbey il 18 novembre 1808. Queste pietre segnano il posto di un amico. Uno solo ne ho conosciuto e qui riposa».
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
"Il matrimonio è il coronamento del sogno di un uomo e di una donna.
I genitori della sposa."
(Furio Ombri)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
LA POESIA
Appena se ne va l'urtima stella e diventa più pallida la luna c'è un Merlo che me becca una per una tutte le rose de la finestrella: s'agguatta fra li rami de la pianta, sgrulla la guazza, s'arinfresca e canta. L'antra matina scesi giù dar letto co' l'idea de vedello da vicino, e er Merlo furbo che capì el latino spalancò l'ale e se n'annò sur tetto. -- Scemo! -- je dissi -- Nun t'acchiappo mica...-- E je buttai du' pezzi de mollica. -- Nun è -- rispose er Merlo -- che nun ciabbia fiducia in te, ché invece me ne fido: lo so che nu m'infili in uno spido, lo so che nun me chiudi in una gabbia: ma sei poeta, e la paura mia è che me schiaffi in una poesia. È un pezzo che ce scocci co' li trilli! Per te, l'ucelli, fanno solo questo: chiucchiù, ciccì, pipì... Te pare onesto de facce fa la parte d'imbecilli senza capì nemmanco una parola de quello che ce sorte da la gola? Nove vorte su dieci er cinguettio che te consola e t'arillegra er core nun è pe' gnente er canto de l'amore o l'inno ar sole, o la preghiera a Dio: ma solamente la soddisfazzione d'avè fatto una bona diggestione.
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
Oggi 2 agosto 2002 è arrivato il momento di salpare. Affido le mie emozioni a questo strumento telematico che tanto somiglia al mare per grandezza, fascino, inaffidabilità, insidie, continua scoperta. Si naviga il mare, si naviga internet. Alle volte si avvista terra, alle volte si fa naufragio e alle volte la nave torna sola in porto. 0h Capitano! Mio Capitano! Oh Capitano! Mio Capitano! il nostro duro viaggio è finito, la nave ha scapolato ogni tempesta, il premio che cercavamo ottenuto, il porto è vicino, sento le campane, la gente esulta, mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace: ma, o cuore, cuore, cuore! gocce rosse di sangue dove sul ponte il mio Capitano giace caduto freddo morto. 0 Capitano! Mio Capitano! alzati a sentire le campane; alzati - per te la bandiera è gettata - per te la tromba suona, per te i fiori, i nastri, le ghirlande - per te le rive di folla per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te; ecco Capitano! Padre caro! Questo mio braccio sotto la nuca! E' un sogno che sulla tolda sei caduto freddo, morto.
Il mio Capitano non risponde, esangui e immobili le sue labbra, non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà, la nave è all'ancora sana e salva, il viaggio finito, dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta; esultate rive, suonate campane! Ma io con passo funebre cammino sul ponte dove il Capitano giace freddo, morto.
(W.Whitman)
Mantienimi: il libro di Selvaggia Lucarelli (Mondadori Editore)
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